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#39461 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2008
Messaggi: 17806
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siamo proprio pessimi con pessime strategie
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#39462 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2010
Messaggi: 2554
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Il vaccino è efficiente, utile ed è la scelta sanitariamente ed economicamente più corretta da fare per vivere vicini alla normalità durante questa pandemia. I tamponi ogni 48 ore sono una soluzione per chi combatte una battaglia contro i mulini a vento, credendo di saperne più della scienza e dei fatti, oltre al fatto che, come arma contro la pandemia, non varrebbe nulla se, ad oggi, non si fosse vaccinato circa l'80% della popolazione italiana (ancora non c'è di che). I vaccini è giusto che siano pagati dallo stato (quindi dai cittadini). I tamponi per avere il GP ogni 48 ore no, non è giusto che siano pagati dallo stato.
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#39463 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jul 2003
Città: Harvard Downgrade
Messaggi: 10553
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Tu lo hai capito da marzo? Io già a fine gennaio giravo con la mascherina perché c'erano casi sospetti tra amici e polmoniti "particolari", pure io ero stato male "abbastanza". Tralasciamo il pubblico ludibrio quando mi recavo in certi posti con la mascherina. Tempo un mese e i sorrisi si sono trasformati in lacrime per costoro. Quindi ci sono tante sfumature nell'ambiente dei non vaccinati e si cade facilmente preda di false convinzioni. |
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#39464 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jul 2003
Città: Harvard Downgrade
Messaggi: 10553
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Lo specifico, perché qua si va a finire che tra un po' le colpe delle scelte del governo ricadranno sempre su chi non si vaccina. La sanità non viene potenziata? Colpa dei non vaccinati Le mascherine di Arcuri fanno cagare? Colpa dei non vaccinati I tamponi costano troppo al governo? Colpa dei non vaccinati Pfizer provoca le pericarditi? Colpa dei... no, in questo caso vaccinati che dovrebbero farsi i cazzi loro e non rompere le palle per un po' di infiammazione! |
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#39465 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2010
Messaggi: 2554
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Così come nessuno dei punti che hai portato tu: colpa dei vaccinati o dei non vaccinati...che c'entra? Si parla del fatto che lo stato paghi i tamponi per chi non vuole vaccinarsi e non è giusto che questo avvenga. Te la faccio semplice: se tu vuoi parcheggiare, ma in una zona non ci sono più parcheggi liberi, non è giusto che il comune ti paghi il parcheggio a pagamento solo perché non ne ha messi abbastanza di liberi. Ovviamente non è un paragone diretto parcheggio/vaccino, ma solo per dire che "una scelta di stato" o di amministrazione non rende legittimo che ti venga pagato il costo che ne deriva. Tanto più che col vaccino hai la scelta di evitarti il costo diretto, facendo un favore a te stesso e a tutta la collettività. I tamponi pagati dallo stato per il GP ogni 48 ore, per me, sono una aberrazione. Posso concepire una detrazione o una deduzione in termini fiscali, ma non di più.
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#39466 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jul 2003
Città: Harvard Downgrade
Messaggi: 10553
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Quante scelte del governo sono assurde? I tamponi obbligatori ogni 48 ore sono una scelta assurda quando avrebbero potuto pensare ad un monitoraggio differente. Memori anche del fatto che prima del green pass e vaccini, la gente andava a lavorare lo stesso rischiando molto più di oggi. E rischiava dove? Nei trasporti forse? Però il Paese non si poteva fermare. Oggi invece chi non vuole acconsentire alle "nuove regole" può anche stare a casa sospeso. Pure io pagine fa proposi il prezzo inferiore e poi anche il recupero nel 730 se persona fisica, credito di imposta se l'azienda si fa carico del costo. Però il problema resta sempre il numero elevato, ingestibile sul lungo periodo, dei tamponi. In USA si fanno screening una volta alla settimana in azienda. Perché non provare anche qua e dare respiro alle farmacie? Perché non hanno pensato a degli hub a pagamento calmierato per i tamponi? Per scaricare una patata bollente su tutte le farmacie del territorio pensando bastassero per sostenere milioni di tamponi a settimana. Come direbbe Zalone:"ma sono laureati questi qua?" (se sì è drammatico più che se fosse no) |
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#39467 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Genova
Messaggi: 1165
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Perchè per rientrare dei costi dei tamponi non sospendiamo le cure gratuite ai tossicodièpendenti? Sospendiamo la somministrazione di metadone ai sert, così rientriamo un po delle spese sui tamponi?
Oppure creiamo un fondo per tamponi dirottando un po dei fondi dedicati ai centri di accoglienza privati?
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Meglio nascere fortunati che ricchi! |
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#39468 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2011
Messaggi: 713
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Ma poco male, a me interessa capire se si sono accorti che il dl del 1 aprile, quello citato, obbliga i sanitari all'assunzione di un vaccino contro il virus Sars-CoV-2, vaccino che non esiste. I vaccini sono contro il Covid19. |
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#39469 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2012
Messaggi: 2151
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![]() Se la sono passata meglio (mediamente) nelle precedenti ondate in quanto a morti per milione, forse per questo magari pensavano di essere immuni o cose così... |
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#39470 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Messaggi: 20723
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La sentenza è lunga, non voglio postarla tutta. Ti riporto un parte di cui hai sollevato la questione: Passando all’esame del primo, relativo alla presunta mancanza di efficacia o sicurezza nei vaccini, occorre ricordare qui in sintesi, stante la complessità del quadro regolatorio che disciplina a livello accentrato la materia, che la commercializzazione del vaccino, secondo la vigente normativa dell’Unione europea, passa attraverso una raccomandazione da parte della competente Agenzia europea per i medicinali (EMA), che valuta la sicurezza, l’efficacia e la qualità del vaccino, sulla cui base la Commissione europea può procedere ad autorizzare la commercializzazione nel mercato dell’Unione, dopo avere consultato gli Stati membri che debbono esprimersi favorevolmente a maggioranza qualificata. 25.1. La normativa dell’Unione – in particolare l’art. 14-bis del Reg. CE 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e dal Reg. CE 507/2006 della Commissione – prevede uno strumento normativo specifico per consentire la rapida messa a disposizione di medicinali, da utilizzare in situazioni di emergenza, poiché in tali situazioni la procedura di “immissione in commercio condizionata” (CMA, Conditional marketing authorisation) è specificamente concepita al fine di consentire una autorizzazione il più rapidamente possibile, non appena siano disponibili dati sufficienti, pur fornendo un solido quadro per la sicurezza, le garanzie e i controlli post-autorizzazione. 25.2. In questa procedura, occorre qui aggiungere compiendo uno sforzo di sintesi, chiarificazione e semplificazione da parte di questo Collegio attesa la natura densamente tecnica della materia, si ha una parziale sovrapposizione delle fasi di sperimentazione clinica, che nella procedura ordinaria sono sequenziali, che prende il nome di “partial overlap” e che prevede l’avvio della fase successiva a poca distanza dall’avvio della fase precedente. 25.3. La leggera sfasatura nell’avvio delle fasi di sperimentazione riduce i rischi connessi ad una sovrapposizione delle fasi e accelera i normali tempi di svolgimento delle sperimentazioni, anche se fornisce dati meno completi rispetto alla procedura ordinaria di autorizzazione. 25.4. E tuttavia, si badi, l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata non è una scorciatoia incerta e pericolosa escogitata ad hoc per fronteggiare irrazionalmente una emergenza sanitaria come quella attuale, ma una procedura di carattere generale, idonea ad essere applicata – e concretamente applicata negli anni passati, anche recenti, soprattutto in campo oncologico – anche al di fuori della situazione pandemica, a fronte di necessità contingenti (non a caso la lotta contro i tumori ne è il terreno elettivo), e costituisce una sottocategoria del procedimento inteso ad autorizzare l’immissione in commercio ordinaria perché viene rilasciata sulla base di dati che sono, sì, meno completi rispetto a quelli ordinari – cfr. 4° Considerando del Reg. CE 507/2006 – ma è appunto presidiata da particolari garanzie e condizionata a specifici obblighi in capo al richiedente. 25.5. Una volta adempiuti gli obblighi prescritti e forniti i dati mancanti, l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata viene infatti convertita – ciò che diverse volte si è verificato in passato – in un’autorizzazione non condizionata. 25.6. Il bilanciamento, rispetto alla maggior completezza dei dati ottenuti nella procedura ordinaria di autorizzazione, è imposto e assicurato, nella previsione dell’art. 4 del Reg. (CE) n. 507/2006, da quattro rigorosi requisiti: a) che il rapporto rischio/beneficio del medicinale risulti positivo; b) che sia probabile che il richiedente possa in seguito fornire dati clinici completi; c) che il medicinale risponda a specifiche esigenze mediche insoddisfatte; d) che i benefici per la salute pubblica derivanti dalla disponibilità immediata sul mercato del medicinale in questione superino il rischio dovuto al fatto che sono tuttora necessari dati supplementari. 26. Per quanto riguarda i vaccini contro la diffusione del virus Sars-CoV-2, l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata segue, a giudizio della Commissione, un quadro solido e controllato e fornisce valide garanzie di un elevato livello di protezione dei cittadini nel corso della campagna vaccinale, costituendo una componente essenziale della strategia dell’Unione in materia di vaccini, garanzie che distinguono nettamente questa ipotesi dalla c.d. “autorizzazione all’uso d’emergenza”, istituto diverso che, in alcuni Paesi (come gli Stati Uniti e l’Inghilterra) non autorizza un vaccino, ma l’uso temporaneo, per ragioni di emergenza, di un vaccino non autorizzato. 26.1. Tutti gli Stati membri dell’Unione hanno formalmente sottoscritto la strategia sui vaccini proposta dalla Commissione e hanno convenuto sulla necessità di applicare la procedura di autorizzazione all’immissione in commercio condizionata attraverso l’EMA per i vaccini contro il Sars-CoV-2. 26.2. I quattro prodotti ad oggi utilizzati nella campagna vaccinale sono stati dunque regolarmente autorizzati dalla Commissione, previa raccomandazione dell’EMA, attraverso la procedura di autorizzazione condizionata (c.d. CMA, Conditional marketing authorisation), di cui si è accennato in sintesi, disciplinata dall’art. 14-bis del Reg. CE 726/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio e dal Reg. CE 507/2006 della Commissione. 26.3. Si tratta di un’autorizzazione che può essere rilasciata anche in assenza di dati clinici completi, come si è detto, «a condizione che i benefici derivanti dalla disponibilità immediata sul mercato del medicinale in questione superino il rischio dovuto al fatto che sono tuttora necessari dati supplementari». 26.4. Il carattere condizionato dell’autorizzazione non incide sui profili di sicurezza del farmaco (nel sito dell’ISS, che richiama a sua volta quello dell’EMA, si ricorda «una autorizzazione condizionata garantisce che il vaccino approvato soddisfi i rigorosi criteri Ue di sicurezza, efficacia e qualità, e che sia prodotto e controllato in stabilimenti approvati e certificati in linea con gli standard farmaceutici compatibili con una commercializzazione su larga scala») né comporta che la stessa debba essere considerata un minus dal punto di vista del valore giuridico, ma impone unicamente al titolare di «completare gli studi in corso o a condurre nuovi studi al fine di confermare che il rapporto rischio/beneficio è favorevole». 26.5. La CMA è, peraltro, uno strumento collaudato e utilizzato già diverse volte prima dell’emergenza pandemica, come attesta il report disponibile sul sito istituzionale dell’EMA, relativo ai primi dieci anni di utilizzo della procedura, se si tiene presente che nel periodo di riferimento analizzato dal report – tra il 2006 e il 2016 – sono state concesse ben 30 autorizzazioni in forma condizionata, specialmente in ambito oncologico, nessuna delle quali successivamente ritirata per motivi di sicurezza, in quanto undici sono state convertite in autorizzazioni ordinarie, due ritirate per ragioni commerciali e le restanti diciassette sono rimaste ancora ad oggi autorizzazioni condizionate, essendo in corso il completamento dei dati. 27. Alla luce di queste necessarie, per quanto essenziali e sintetiche, premesse di carattere regolatorio-tecnico, che non concernono solo la normativa europea ma, per la intrinseca natura tecnica di questa, le stesse procedure di sperimentazione ammesse dalla comunità scientifica in base ai canoni fondamentali della c.d. medicina dell’evidenza (c.d. evidence based), soggette anche esse al controllo del giudice nazionale od europeo, a seconda dell’atto impugnato, nell’esercizio del sindacato sulla c.d. discrezionalità tecnica, si deve recisamente confutare e respingere l’affermazione secondo cui i vaccini contro il Sars-Cov-2 siano “sperimentali” – v., ad esempio, p. 80 del ricorso – come anche quella che mette radicalmente in dubbio la loro efficacia e/o la loro sicurezza, in quanto approvati senza un rigoroso processo di valutazione scientifica e di sperimentazione clinica che ne abbia preceduto l’ammissione. 27.1. Così non è, per tutte le ragioni di ordine scientifico esposte, perché la CMA è una procedura in cui la maggiore rapidità e la parziale sovrapposizione delle fasi di sperimentazione – nel gergo medico: fast track/partial overlap – consentono di acquisire dati sufficientemente attendibili, secondo i parametri proprî della medicina dell’evidenza, in ordine all’efficacia e alla sicurezza dei farmaci, come dimostra proprio l’ampio ricorso a questa stessa procedura – ben 30 volte – nel decennio tra il 2006 e il 2016 con apprezzabili risultati, poi confermati, e l’autorizzazione condizionata si colloca pur sempre a valle delle usuali fasi di sperimentazione clinica che precedono l’ordinaria immissione in commercio di qualsiasi farmaco, senza che per questo ne vengano sminuite la completezza e la qualità dell’iter di ricerca e di sperimentazione. 27.2. La circostanza che i dati acquisiti nella fase di sperimentazione siano parziali e provvisori, come taluno ha rilevato anche sulla base delle condizioni imposte dal Reg. CE 507/2006 della Commissione, in quanto suscettibili di revisione sulla base delle evidenze empiriche via via raccolte – sicché l’autorizzazione è, appunto, condizionata all’acquisizione di più completi dati acquisiti successivamente all’autorizzazione stessa che, non a caso, ha durata solo annuale – nulla toglie al rigore scientifico e all’attendibilità delle sperimentazioni che hanno preceduto l’autorizzazione, pur naturalmente bisognose, poi, di conferma mediante i cc.dd. «comprehensive data post-authorisation». 27.3. L’AIFA, nello studio pubblicato sul proprio sito, ha chiarito che «gli studi che hanno portato alla messa a punto dei vaccini COVID-19 non hanno saltato nessuna delle fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza previste per lo sviluppo di un medicinale, anzi, questi studi hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di volontari, circa dieci volte superiore a quello di studi analoghi a quello di studi analoghi per lo sviluppo di altri vaccini». 27.4. Questi studi si sono avvalsi, peraltro, anche delle ricerche già condotte in passato sulla tecnologia a RNA messaggero (mRNA) e degli studi sui coronavirus umani correlati al Sars-CoV-2, come per esempio quelli che hanno provocato SARS (Severe acute respiratory syndrome) e MERS (Middle East respiratory syndrome) 27.5. Sul piano dell’efficacia, per quanto concerne i vaccini contro il Sars-Cov-2, avuto proprio riguardo ai dati aggiornati e più completi successivi alle autorizzazioni condizionate di essi, si deve osservare, secondo quanto deducono anche le Aziende Sanitarie appellate nelle loro memorie, come emergano significative evidenze dall’ultimo bollettino sull’andamento dell’epidemia emesso dall’ISS, organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale, istituzionalmente investito – tra le altre – delle funzioni di ricerca e controllo in materia di salute pubblica (art. 1 del relativo Statuto, approvato con D.M. del 24 ottobre 2014). 27.6. Il documento cui si fa riferimento, attraverso l’istruttoria informale eseguita da questo Collegio, è liberamente consultabile online, in quanto pubblico, presso il sito internet dell’ente e considera i dati relativi a tutti i casi di infezione da virus SARS-CoV-2 registrati nel periodo 4 aprile – 31 agosto 2021, confermati tramite positività ai test molecolari e antigenici. 27.7. Esso conclude riconoscendo che «l’efficacia preventiva è dell'89% nei confronti di una diagnosi di COVID-19 a circa sette mesi dopo la seconda dose» e che «per quanto riguarda i ricoveri in ospedale e i ricoveri in TI successivi a diagnosi di COVID-19 si è osservata una efficacia preventiva del 96% e nei confronti dei decessi del 99% a circa sei mesi dalla seconda dose». 27.8. Questo Collegio, con gli ovvi limiti del sindacato che spetta al giudice amministrativo sugli atti adottati dalle autorità e dagli enti sanitari nazionali nell’esercizio della loro discrezionalità tecnica (v., sul punto, Cons. St., sez. III, 10 dicembre 2020, ord. n. 7097 nonché, più di recente, Cons. St., sez. III, 9 luglio 2021, n. 5212), deve perciò rilevare che, sulla base non solo degli studi – trials – condotti in fase di sperimentazione, ma anche dell’evidenza dei dati ormai imponenti acquisiti successivamente all’avvio della campagna vaccinale ed oggetto di costante aggiornamento e studio in sede di monitoraggio, che – contrariamente a quanto sostengono gli appellanti – la profilassi vaccinale è efficace nell’evitare non solo la malattia, per lo più totalmente o, comunque, nelle sue forme più gravi, ma anche il contagio. 27.9. Sempre nei limiti del sindacato qui consentito sull’attendibilità razionale degli studi e dei dati acquisiti si deve solo qui aggiungere, quanto al dubbio sollevato dagli appellanti in ordine alla capacità di evitare i contagi e, quindi, in termine di prevenzione della trasmissibilità della malattia da parte dei soggetti vaccinati, anche nella più recente ed estremamente contagiosa forma della variante “delta”, che la posizione della comunità scientifica internazionale, alla luce delle ricerche più recenti, è nel senso che la fase di eliminazione virale nasofaringea, nel gruppo dei vaccinati, è tanto breve da apparire quasi impercettibile, con sostanziale esclusione di qualsivoglia patogenicità nei vaccinati. 28. In punto di sicurezza, quanto all’inesistenza, per chi è sottoposto al trattamento, di conseguenze negative le quali vadano oltre la normalità e la tollerabilità, si deve muovere anzitutto dal presupposto scientifico di ordine generale secondo cui il vaccino, come tutti i farmaci, non può essere considerato del tutto esente da rischi. 28.1. Il giudizio in questione deve dunque vertere, propriamente, sui profili di sicurezza dei quattro vaccini contro il Sars-CoV-2 disponibili sul mercato e, correttamente ed esclusivamente, sul favorevole rapporto costi/benefici della loro somministrazione su larga scala. 28.2. Il monitoraggio costante di questi aspetti compete al sistema di farmacovigilanza, cui è preposta l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), che raccoglie e valuta tutte le segnalazioni di eventi avversi. 28.3. Quanto, in particolare, alla farmacovigilanza sui vaccini contro il Sars-CoV-2, l’ultimo rapporto ad oggi disponibile (il nono, pubblicato il 12 ottobre 2021 sul sito dell’AIFA, la quale ha preannunciato che l’aggiornamento del monitoraggio, di qui in avanti, sarà trimestrale), espone i dati aggiornati al 26 settembre 2021 e ricavati dalla somministrazione di 84.010.605 dosi di vaccino in Italia. 28.4. Gli eventi avversi – e, cioè, gli episodi sfavorevoli verificatisi dopo la somministrazione, a prescindere dalla riconducibilità alla stessa dal punto di vista causale – sono stati 101.110, con un tasso di segnalazione – misura del rapporto fra il numero di segnalazioni inserite nel sistema di farmacovigilanza e numero di dosi somministrate – pari a 120 ogni 100.000 dosi. 28.5. Di queste, solo il 14,4% ha avuto riguardo ad eventi gravi, con la precisazione che ricadono in tale categoria, definita in base a criteri standard, conseguenze talvolta non coincidenti con la reale gravità clinica dell’evento, mentre l’85,4% si riferisce a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. 28.6. Di tutte le segnalazioni gravi (17 ogni 100.000 dosi somministrate) solo il 43% di quelle esaminate finora è risultata correlabile alla vaccinazione. 28.7. Si tratta di dati comparabili a quelli emersi in esito all’attività di farmacovigilanza condotta sugli altri vaccini esistenti (alcuni dei quali già oggetto di somministrazione obbligatoria ai sensi del d.l. n. 73 del 2017), che sono parimenti consultabili sul sito dell’AIFA, nello specifico rapporto pubblicato. 29. Quanto sin qui si è esposto, in estrema sintesi, conferma che le terapie vaccinali regolarmente approvate, nei termini di cui si è detto, e in uso attualmente in Italia, come in Europa e nel resto del mondo (ove, tra l’altro, alcuni vaccini sono stati approvati in via definitiva: negli Stati Uniti la FDA, la Food and drug administration, istituzione che regolamenta i prodotti alimentari e farmaceutici, ad esempio, ha approvato in via definitiva il 23 agosto 2021 il vaccino Comirnaty per le persone di età maggiore a 16), presentano per i soggetti ai quali sono inoculate un rapporto rischio/beneficio favorevole che, allo stato delle conoscenze scientifiche, delle sperimentazioni eseguite, degli studi clinici e dei dati disponibili, non è dissimile da quella dei vaccini tradizionali, alcuni delle quali rese obbligatorie, come noto, dal d.l. n. 73 del 2017, sulla cui legittimità costituzionale, come si dirà tra breve, si è pronunciata la Corte costituzionale con la sentenza n. 5 del 18 gennaio 2018. 29.1. Le risultanze statistiche evidenziano dunque l’esistenza di un bilanciamento rischi/benefici assolutamente accettabile e i danni conseguenti alla somministrazione del vaccino per il SARS-CoV-2 devono ritenersi, considerata l’estrema rarità del verificarsi di eventi gravi e correlabili, rispondenti ad un criterio di normalità statistica. 29.2. I dati relativi alla drastica riduzione di contagi, ricoveri e decessi, ad oggi disponibili e resi di pubblico dominio dalle istituzioni e dagli enti sanitari, dimostrano sul piano epidemiologico che la vaccinazione – unitamente alle altre misure di contenimento – si sta dimostrando efficace, su larga scala, nel contenere il contagio e nel ridurre i decessi o i sintomi gravi.
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#39471 | |
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https://www.humanitas.it/news/covid-...ita-di-gregge/ Quando raggiungeremo l’immunità di comunità? L’immunità di comunità è il risultato più atteso per i prossimi mesi e per il cui raggiungimento, però, ci vorrà ancora diverso tempo. Le quantità di vaccini a disposizione, infatti, sono ancora piuttosto ridotte e i numeri per poter parlare di immunità di comunità sono, per contro, molto alti. Si stima, infatti, che per raggiungerla debba essere vaccinato il 65-70% della popolazione italiana. Nel caso dell’infezione da SARS-CoV-2, la stima andrà verificata sul campo: quanto il vaccino protegge dall’infezione? Quanto contro la malattia? Quanto contro la disseminazione? Teniamo presente che, semplificando, SARS-CoV-2 è un virus che ha una capacità di trasmissione della malattia di circa 10 volte inferiore al virus del morbillo, per il quale l’immunità di comunità viene raggiunta con il 95% delle persone vaccinate. Il raggiungimento dell’immunità di comunità consentirebbe una sempre minor circolazione del virus; tuttavia è importante sottolineare che una buona percentuale di vaccinati permette di ridurre il valore dell’indice RT, l’indicatore del numero di persone che vengono contagiate in media da una sola persona infetta in un determinato arco di tempo. P.S.: Questo prima della diffusione della variante Delta che è da 2 a 5 volte più contagioso della Alpha
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Wer nicht lösungsorientiert handelt bleibt Bestandteil des Problem Ultima modifica di Mparlav : 20-10-2021 alle 17:01. |
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#39472 |
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Tumori, nell’anno del Covid 2,5 milioni di screening in meno
«A marzo e aprile 2020, a causa dell'esplosione dell'emergenza Covid, si è verificata la sospensione degli screening. Complessivamente sono stati eseguiti circa 2 milioni e mezzo di screening in meno». Lo ha detto Paola Mantellini, direttrice Ons, osservatorio nazionale screening, in occasione della presentazione dei numeri dei tumori in Italia. «Un'indagine condotta dall'Ons ha quantificato il ritardo accumulato nel 2020 rispetto al 2019 in termini di inviti, test e mesi standard. La riduzione degli inviti è stata pari al 33% per lo screening cervicale, al 31,8% per quello colorettale e al 26,6% per quello mammografico - ha affermato - La riduzione degli esami è stata pari al 45,5% per lo screening colorettale (-1.110.414 test), al 43,4% per quello cervicale (-669.742), al 37,6% per le mammografie (-751.879). Complessivamente La paura del contagio ha avuto un peso determinante sulla partecipazione ai programmi di prevenzione». e poi: Tumori: Italia meno morti che Ue, rischio doppio malati Covid Nel 2021, in Italia si muore di cancro meno rispetto alla media Ue: -13% negli uomini e -10% nelle donne, e migliora la sopravvivenza. Sono stimate infatti 181.330 morti per neoplasie (100.200 uomini e 81.100 donne), 1870 in meno sul 2020. Il rischio di morte è tuttavia raddoppiato per i malati oncologici con infezione Covid (è maggiore di 1,6 volte rispetto ai pazienti oncologici negativi) e la pandemia pesa anche sull’assistenza perché si osservano neoplasie in fase sempre più avanzata ed il numero delle operazioni chirurgiche nel 2020 è in calo rispetto al 2019. Emerge dal Rapporto Aiom-Iss sui numeri del cancro in Italia 2021 molto probabilmente il "peggio" delle mancate diagnosi del 2020 e 2021, lo vedremo nei prossimi anni.
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#39473 | |
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La stessa cosa me la raccontava un amico primario in ospedale, facendo l'esempio dello stop degli screening per il tumore alla mammella: durante i picchi delle ondate, si è passato da 100 esami al giorno a 0...e anche lui spiegava come, per logica, l'effetto (negativo) si vedrà negli anni. Ringraziamo i no-vax se durante il prossimo inverno non avremo soste per gli esami di prevenzione.
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#39474 |
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#39475 | |
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#39476 |
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anche se i tamponi non sono gratis è scesa la tampon tax
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#39477 | |
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E poi gli screening alla mammella da 100 al giorno a 0? Secondo me se lo è inventato o ha interpretato dei dati falsati...
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#39478 |
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A proposito di competenze.
Qui https://webtv.senato.it/4621?video_evento=238669 abbiamo il Prof. Marco Cosentino, dottore di Ricerca in Farmacologia e Tossicologia, Ordinario di Farmacologia Università di Varese. Commenta un studio di Oxford, a suo dire molto solido, davanti alla Commissione Affari Costituzionali del Senato in merito alla misura del gren-pass per il contenimento dei contagi, il 7 ottobre. Inizio intervento 1:47:28 al 1:52:00 i vaccinati hanno la possibilità di contagiare, in media, meno del 50% rispetto ai non vaccinati. al 1:52:00 Questo differenza dopo 12 settimane non esiste più. Vaccinati e non vaccinati contagiano uguali. al 1:53:00 I contatti che hanno portato ai contagi si sono verificati per l'80% in ambiente domestico. A lavoro/scuola il 10%. Altro 10% in occasione di eventi/attività in luoghi pubblici. al 1:53:30 Indipendentemente dall'essere o meno vaccinati, essere positivi asintomatici riduce la contagiosità del 39% sulla Delta (tanto quanto vaccino AZ e poco meno di vaccino Pfizer). Fine intervento al 1:56:04 Risposta alle domande dei senatori al 2:34:49 Immunità naturale: pochi dati sulla contagiosità dei guariti. ______________________ Il video linkato andrebbe visto nella sua interezza, insieme al video dell'audizione del giorni prima, dove sono presenti diverse competenze. https://webtv.senato.it/4621?video_evento=238657 |
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#39479 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 20306
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Quote:
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sono spese sanitarie e come tali deducibili al 19 %, ovviamente seguendo le solite regole.
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Mai discutere con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza (O.W.) |
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#39480 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jul 2003
Città: Harvard Downgrade
Messaggi: 10553
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Quote:
Nel 2020 non esisteva né vaccino né green pass, quindi, tolto il primo mese dove non si sapeva nulla, è stata un'onda dirompente ecc..., sono stati proprio i centri ospedalieri a diminuire gli screening. Te lo dico perché lo so. Quelli ti chiamavano a casa e ti dicevano:"salve lei ha uno screening a maggio 2020, però le consiglieremmo di spostarlo perché non possiamo garantirle la massima sicurezza, sa è ancora rischioso, ... che vuole fare, spostiamo?". Questo quando andava bene, altre volte lo sospendevano autonomamente. Le date poi le traslavano di mesi a piacere. Saranno cazzi miei se voglio o non voglio fare uno screening magari prenotato da 1 o 2 anni, a prescindere dalla circolazione di un virus? Se loro avessero provveduto a creare ambienti salubri (luce UVC sterilizzanti), il paziente poi con ffp2 nuova, grande pulizia e gestione attenta delle code, nessuno si sarebbe infettato (o almeno con facilità). Invece ha fatto comodo rimandare una marea di appuntamenti anche quando a maggio le cose avevano preso una piega "differente". Sempre colpa di chi non si vaccina vero? Perché non vai davanti a Montecitorio con le bandiere visto che certe possibilità sono il risultato di una volontà del governo? Però ci vogliono i coglioni per andare ad accusare i veri responsabili della "doppia scelta", e quindi ahimé tu e altri in questo momento ne siete sprovvisti, perciò continuate ad attaccare coloro che hanno semplicemente esercitato una scelta prevista. |
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