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#302 |
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Il documentario mandato in onda dall’emittente televisiva d’oltralpe France 3 ha scosso un po’ tutto il Paese transalpino. Anche perché i francesi stessi non se l’aspettavano: i rifiuti speciali pericolosi sono stati usati per realizzare stadi, strade e parcheggi. Ma il documentario televisivo è andato anche oltre, misurando e mostrando al pubblico un elevato livello di radioattività sia in molte zone rurali sia nelle aree urbane del Paese. L’inchiesta, firmata dai giornalisti Emmanuel Amara e Romain Icard, denuncia per la prima volta pubblicamente come le scorie pericolose siano state utilizzate per realizzare opere infrastrutturali, delle quali tra l’altro la Francia va fiera. Nel documentario vengono riprese alcune passate inchieste giornalistiche, vengono messi assieme i dati di circa 80 siti, soprattutto per quanto riguarda il massiccio utilizzo di materiali di scarto delle miniere di uranio per realizzare terrapieni, strade e parcheggi e quant’altro.
Praticamente, un vero e proprio smaltimento a costo zero di materiali e detriti, definiti “sterili” sulla relativa documentazione, ma ovviamente niente affatto innocui. I detriti cosiddetti “sterili” sono quelli a basso contenuto di uranio, scartati perché non utili all’industria nucleare, ma con l’accumulo in anni e anni di costruzioni, stanno procurando un danno sanitario che inizia ad assumere una notevole gravità. In Francia esiste un unico laboratorio indipendente che si occupa di ricerca e informazione sulla radioattività, il CRIIRAD, che ha denunciato già da un paio di anni alle autorità e all’opinione pubblica l’esistenza di aree con una radioattività anche 60-100 volte superiore a quella naturale. Nel marzo del 2007, il CRIIRAD ha pubblicato un primo rapporto, nel quale si stimava un totale di circa 225.000 tonnellate di materiali di scarto dell’industria statale Cogema (Compagnia Generale delle materie radioattive), sotterrati nell’area dello stadio nella cittadina di Gueugnon, in Borgogna. La denuncia suscitò una grande sorpresa ed un altrettanto grande allarme tra gli abitanti. L’inchiesta televisiva di Amara e Icard dimostra che di casi come questo ne esistono quasi un centinaio in tutta la Francia, con i cittadini rigorosamente all’oscuro. Ed è andata così per trent’anni. Trent’anni in cui un vero e proprio segreto di Stato ha coperto i gravi danni all’ambiente ed alla salute dei francesi. Gli unici a sapere, oltre i dirigenti statali, erano i lavoratori. Ha destato impressione, nel documentario, l’intervista a Jules Rameau, impiegato nell’officina di trattamento dell’uranio dal 1955 al 1980: “L’uranio”, racconta l’uomo”, arrivava in forma di pietre dalla cava e qui veniva frantumato. Successivamente, una macchina lo filtrava. Tutto ciò che era acqua e sabbia è stato portato qui. Vedete lo stadio? Il terrapieno è stato costruito con lo sterile”. A fare tutto questo sono stati in due: la CEA (Commissariato dell’energia atomica) e la Cogema, cioè due aziende statali. La Cogema da tre anni è diventata Areva, il principale operatore nucleare francese. I numeri sono preoccupanti: dal 1946 in poi, sul territorio francese sono state sfruttate circa 210 miniere di uranio per fornire materia prima alle centrali nucleari nazionali, ma anche alla fabbricazione di armi nucleari. Ancora una volta, il costo ambientale e sanitario viene pagato dagli abitanti dei 25 dipartimenti coinvolti. A partire dal 1999, ma qualcuno ipotizza anche prima, è stata tralasciata ogni forma di controllo sulle scorie radioattive prodotte nella filiera nucleare, per non parlare dei controlli sanitari sui minatori, gran parte dei quali sono già deceduti precocemente per malattie collegate all’estrazione e all’esposizione alla radioattività. La denuncia che emerge dall’inchiesta di France 3 è che chi effettua i controlli dovrebbe essere invece il controllato. Ad oggi, le aziende statali francesi, prima di tutto l’Areva, non sembrano volersi assumere le responsabilità della situazione. Mentre alcune aree vengono misteriosamente recintate e ne viene proibito l’accesso, altre vengono lasciate disponibili alle popolazioni. Inoltre, non si parla di bonificare, ovviamente dove possibile, cioè solo in casi abbastanza rari, i siti più inquinati. La cosa che fa riflettere è che addirittura Areva nega la pericolosità di queste aree: o prende tempo, oppure scarica le responsabilità sull’amministrazione pubblica in merito alle decisioni di recintare le zone a rischio o informare i cittadini. Così come non prende atto, e questo è chiaramente dimostrato dalle domande dell’intervistatrice ad un portavoce della compagnia, di uno studio dell’Istituto di Radioprotezione e sicurezza nucleare (IRSN) che afferma come prolungate esposizioni a basse dosi di radioattività, possano creare nella popolazione problemi ai reni, di respirazione, di comportamento, di alimentazione e di riproduzione. Areva non intende rispondere né di questo né di altro. Ad essere particolarmente in imbarazzo è certamente l’ASN, cioè l’Agenzia Nucleare di Stato, che è incaricata di fare i controlli su tutti gli aspetti del nucleare, compresi la protezione della popolazione e la loro informazione. Per il suo presidente, in carica da oltre 15 anni, non c’è alcun motivo di timore. E si tratta di un’Agenzia di Stato. Quel che emerge dal documentario shock mandato in onda, è che in tema di nucleare i pericoli nascono dall’assenza di trasparenza. E quando si tocca questo tema, il pensiero va all’Italia, dove ci si sta imbarcando in un’avventura nucleare con un atteggiamento da sprovveduti da parte dello Stato, e dove prima ancora della costruzione della filiera già è stato imposto il segreto di Stato sui siti. Ancora sulla trasparenza, gli autori dell’inchiesta indagano su un altro tema importantissimo: in tutti questi anni, di questo modo di smaltire le sostanze radioattive, la politica francese sapeva? La conclusione può solo essere affermativa, visto che ben diciotto anni fa era stato realizzato un rapporto a cura del direttore del Consiglio per la Sicurezza delle Informazioni Nucleari, dove veniva evidenziato che il problema scorie era stato ampiamente sottovalutato, in particolare la nocività dei cosiddetti “discendenti dell’uranio”. Si parla quindi dei prodotti del decadimento dell’uranio, come torio e radio 226. Questo rapporto, e tutti quelli successivi, sono sempre stati accantonati e nascosti dai ministri di turno, indipendentemente dalla loro provenienza politica. Il nucleare in Francia è stato trattato come una questione riservata alle alte sfere dello Stato, ma in cima non troviamo l’Eliseo o il Parlamento, ma sempre l’Areva. Cioè, l’industria nucleare è stata trattata politicamente come qualcosa che non può avere alcun ostacolo, un terreno sostanzialmente coperto dal segreto e dagli interessi statali e delle grandi aziende energetiche. In pratica, ad essere assente, è stata la responsabilità sociale di questo settore. Questo dovrebbe far riflettere non solo i francesi, ma anche noi italiani. Magari adesso, e non tra 15 o 20 anni, quando le centrali nucleari saranno già in produzione. http://articoli.alessandroiacuelli.net/?p=230 ... e pensate se questo succede ed è successo in Francia cosa può succedere da noi....... Ultima modifica di sander4 : 24-12-2009 alle 20:30. |
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#303 |
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Senior Member
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A French documentary has revealed that radioactive materials from nuclear power plants are being being stored in containers in a Siberian parking lot. Meanwhile the largest power company in Europe, France's EDF, which sent the materials there, says it is not responsible.
The largest utility company in Europe, Électricité de France, has been accused of storing nuclear waste in an open air car park in Siberia. An investigative documentary called the "Nuclear Nightmare" that screened on Tuesday in Germany and France accuses the company of sending nuclear waste to a town in Siberia where it is then stored in metal containers in a parking lot. The containers, the makers of the documentary -- French documentary director Eric Guéret and French journalist Laure Noualhat of the newspaper Libération -- report, are in the Siberian town of Seversk, formerly a secret "closed city" where there are several nuclear reactors, plants for reprocessing uranium and plutonium as well as storage and production facilities for nuclear weapons. Although the Russian town now appears on maps, entry into the area is still restricted to locals. Noualhat told SPIEGEL ONLINE that although they visited the outskirts of the city during their research, they were not able to get in themselves. However, they did interview contacts who worked in the nuclear industry inside the city. And apparently the containers can also be seen via satellite images. It's Nuclear Waste -- But Not As We Know It The documentary, which looks into the contentious issues around nuclear waste in Europe, pointed out that France sends around 13 percent of its radioactive waste to Siberia. Research by the documentary filmmakers indicates that, every year, the French firm ships around 108 tons of uranium from La Hague in northern France to Russia. The documentary makers also point out that the situation revolves around a legal loophole -- recycled uranium or plutonium is not classified as nuclear waste. By law it is merely "radioactive material." Which is why the international shipping of such waste products is not illegal. "You have to be careful. It is important to differentiate between radioactive material that is being recycled from actual nuclear waste, as the nuclear industry qualifies it," Noualhat told SPIEGEL ONLINE. "What we really wanted to show was that we do not recycle 96 percent of this material, as some people pretend we do." The figure of 96 percent recyclable nuclear waste with four percent being disposed of in high tech storage is one that has been used before by those in the French nuclear industry. Additionally, Noualhat said, "if (these materials) are so useful, should we really be sending them to the Russians? We should be keeping our raw materials." Meanwhile, officials at the almost wholly French-owned EDF -- the company manages France's 58 nuclear reactors, which are responsible for producing nearly 90 percent of France's electricity -- responded to the accusations by saying that the nuclear waste in question was not nuclear waste, rather it was reuseable uranium which would be recycled in Siberia. And while one French anti-nuclear group, Sortir du Nucleaire, suggested that France should ship the waste back and take care of the problem itself, a spokesperson from EDF said that responsibility for the waste products lay with Tenex, the Russian state-owned company that they paid to recycle the uranium. Vladimir Tchouprov of Greenpeace in Russia told the French journalists that only about 10 percent of the waste being sent to his country could effectively be recycled. "In fact, they are abandoning 90 percent of their materials with us," Tchouprov told the filmmakers. Nuclear Recycling : 'The Technology Could Be Improved' Accused of abandoning the waste material, Jacques-Emmanuel Saulnier, a spokesperson for Areva, replied that, "the term abandon is not appropriate. The established international practice is as follows: The enriched material is returned to the client (as is the case with EDF) and the waste material is returned to those responsible for doing the enriching," he said. "But it is true that the technology could be improved. For now, we are technologically obliged to separate the materials." As a result of the findings, published in an article by Noualhat in Libération on Tuesday morning, the French minister for ecology Chantal Jouanno told Radio France that it would be necessary to investigate further. But she also said she wasn't about to jump to conclusions and that further information was necessary before anyone could come to any kind of verdict. The documentary was made with the help of the Commission for Independent Research and Information on Radioactivity, a French non-profit organization formed after the Chernobyl catastrophe in 1986 that measures radioactivity in the environment. Germans Sent Radioactive Materials to Siberia, Too The documentary's findings could prove particularly interesting to the next German government, a coalition between Angela Merkel's conservatives and the Free Democratic Party (FDP). From 1996 to 2001, Germany sent a lot of its recyclable radioactive material to Seversk as well -- an average of around 1,500 tons a year, anti-nuclear lobby groups claim -- and one of the issues the new coalition government-to-be has in common is a desire to extend the lifespan of Germany's nuclear power plants. Also of note for the Germans is the fact that the next generation of nuclear power plants is not intended to use uranium. Which means it will no longer be recyclable. And this is why the anti-nuclear lobby wants uranium to be re-classified. If it is no longer recyclable, then it should be considered nuclear waste -- at which stage it would be illegal to ship it out of the country. On the whole though, Noualhat has been somewhat surprised at the reaction so far in France to the report. "The nuclear industry keeps saying 'but none of this is new.' But we have had what feels like a tsunami of reaction," Noualhat said. "This (the issue about storage in Seversk) is only a small part of the documentary. One-third of it is devoted to the relationship between the nuclear industry and transparency and democracy. And that is the most important thing to us. We have the feeling that these qualities may not be compatible." cis -- with wires http://www.spiegel.de/international/...654969,00.html E questa è la Francia, l'esempio "virtuoso", figuriamoci se non fossero "virtuosi" cosa combinerebbero. |
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#304 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
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Radioactive waste is leaking into groundwater less than 10 kilometres (6 miles) from the famous Champagne region in France.
http://www.youtube.com/watch?v=NbRP-QfeI-8 Sui rifiuti nucleari mandati in Siberia dalla Francia: Quote:
Quote:
Ultima modifica di sander4 : 25-12-2009 alle 15:49. |
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#305 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2008
Città: Siena
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insomma ste centrali si fanno o no?
mi so rotto le bolas di pagare il gas mille mila euro per riscaldarmi! datevi una mossa!
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#306 |
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#307 |
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Senior Member
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in francia non pagano un cavolo la corrente elettrica...
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#308 |
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#309 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2008
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Pagina 2, dati 2007: http://www.camera.it/_dati/leg15/lav...2/00000003.pdf Sara` per questo che in Francia le abitazioni hanno, ad esempio, praticamente solo cucine elettriche piuttosto che a gas come in Italia? Immagine tratta dal pdf linkato, frecce aggiunte da me:
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Ultima modifica di s12a : 25-12-2009 alle 19:00. |
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#310 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Bg
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ok, perdonatemi l'ignoranza ma preferisco pagare 25 euro al mese invece di 15 e non avere le centrali termonucleari a ridosso del culo
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#311 | |
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Senior Member
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![]() si ha sempre paura di ciò che non si conosce!
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#312 | ||
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Città: Siena
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![]() ![]() rosikare e circolare!
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#313 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
Messaggi: 12112
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Infatti l'italia è nota x abbassare prontamente i costi al cliente finale, come nel caso della benzina ad esempio.
Chi vuole scommettere con me che il costo dell'energia elettrica non arriverà mai e poi mai ai livelli di quella francese grazie al nucleare? Ovviamente la posta in gioco è una cassa di La Chouffe.
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#314 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Bg
Messaggi: 243
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no, è che già mi immagino una bella centralona costruita da impregilo con cemento ad acqua 80% con armatura fatta di Togo Noir, data in appalto a società con capitali alle Cayman e con ingegneri e operai assunti dalle agenzie interinali..
Ricordati che siamo in ItaGlia |
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#315 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: Pavia.. a volte Milano o Como...talora Buccinasco! Firenze fino al 15/7
Messaggi: 2143
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questa discussione è interessante ma certamente superflua: il nucleare in Italia non si farà mai.
e' un pò come il ponte sullo stretto: serve a far vedere, a dare un'immagine, una specie di brand management della politica. questo è il paese dove per riaprire una discarica è dovuto intervenire l'esercito, dove 4 gatti organizzati possono riuscire a bloccare la nazione (tipo i tassisti, tipo gli agricoltori, tipo i camionisti, tipo i lavoratori del comparto trasporti). ricordatevi cosa è successo a Scanzano Ionico. insomma, tutto denaro buttato, Italian style.
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"Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola". (Adolf Hitler) "Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre. se sei al duomo ti tirano il duomo". (cit. un mio amico )
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#316 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Bg
Messaggi: 243
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per una volta almeno sarà denaro buttato bene
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#317 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: apolide Hobby:Batterista DreamTheateriano;Dream Preferito: John Petrucci Powered by:Tama Drums,Zildjian Cymbals,Vater Drumsticks
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La notte voglio dormire non immaginarmi quando ci sarà il prossimo fungo atomico.
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Like a scream but sort of silent, living off my nightmares [Blog] le mie foto su flickr |
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#318 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Messaggi: 367
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Tutti gli incidenti nucleari del 2009:
1. http://www.youtube.com/watch?v=dgQONASpF-I 2. http://www.youtube.com/watch?v=xX5KQXzpKX4 3. http://www.youtube.com/watch?v=9RzL5vazqQY 4. http://www.youtube.com/watch?v=rC61_IDlj0E |
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#319 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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grazie per avermi risposto alla domanda sulle scorie, che fine faranno visto che non esiste neanche un sito su tutta la terra adatto a stoccarle? ci facciamo stadi, strade e parcheggi come i francesi!
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#320 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
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tecnici di nomina politica, il che è lo stesso o anche peggio (falsa parvenza di serietà)
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Mai discutere con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza (O.W.) |
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