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Old 26-08-2009, 23:53   #141
jumpermax
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da nessuna parte se non cerchi, le candu addirittura vengono usate per smantellare le testate atomiche rendendo inutilizzabile il plutonio fai te...

ma forse i milioni di tonnellate di gas emessi col petrolio non vi fanno paura perchè è trasparente... quello che non si vede non c'è, forse ragionate così. le barre dei reattori invece sono "de fero" quindi sono pericolose
questo non vuol dire che tu alla fine non abbia scorie.
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Old 26-08-2009, 23:55   #142
jumpermax
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una centrale da 1GW consuma 200T di uranio all'anno (quindi i 3000 di titanium da dove vengono?) o 1 (UNA) tonnellata di torio all'anno. e di torio in natura ce n'è 10 volte più dell'uranio... e i prezzi sono proporzionati (quindi molto bassi per il torio).

i residui di torio inoltre decadono in pochi decenni e i siti di stoccaggio diventano ri-vivibili in 1-2 secoli

quindi pensiamo.... 13 tonellate di torio = 10 miliardi di litri di petrolio....
quanti centrali al torio sono attualmente operative al mondo? Quante in costruzione?
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Old 27-08-2009, 00:03   #143
maxsona
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Non vedo dove sia la buffonata, il fotovoltaico non è confrontabile con una centrale tradizionale visto che si può installare in piccoli impianti sopra edifici già esistenti, villette, palazzi, fabbriche, supermercati, ecc ecc, producendo energia direttamente dove viene consumata (con dissipazione quindi quasi nulla) e nelle fasce orarie dove solitamente c'è il picco (il giorno) Un impianto da circa 50 KW occupa 850 m^2 su tetto piano http://www.ilportaledelsole.it/pag_s...levelprod=0177 e può tranquillamente sopperire ai consumi di una piccola aziendina (capannone da 50 metri per 20)
Il problema di una centrale fotovoltaica è che la propria resa dipende sempre dalle "condizioni ambientali" ... e quindi dentro arriva sempre il tuo bel cavo dell'enel sempre attaccato alla solita centrale a carbone ...
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Old 27-08-2009, 00:07   #144
Jarni
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3000t sono niente paragonato ai 100 MILIONI di T di solo co2 più altri veleni prodotti dalla combustione del petrolio. inoltre 3000t mi pare comunque esagerato, forse include i contenitori di sicurezza, non le semplici barre
I contenitori di sicurezza si contaminano e quindi sono scorie pure loro.
Comunque 3000 tonnellate di scorie radioattive, e non è un numero esagerato, sono altrettanto pericolose di 100 milioni di tonnellate di co2.
Un grammo di cesio è miliardi di volte più dannoso di un grammo di co2, inoltre le scorie radioattive sono per lo più solide o liquide e non si disperdono in alta atmosfera o in zone disabitate come la co2, che è un gas, infine esistono molti modi semplci per difendersi dall'inquinamento atmosferico, con un isotopo radioattivo invece c'è poco da fare.

Quote:
non avrei problemi a tenermi le scorie a casa mia, opportunamente schermate. il trizio in particolare non è tanto nocivo per l'uomo tant'è che viene usato come materiale fosforescente nei quadranti degli orologi...
Il trizio usato negli orologi è presente in quantità infime, pochi microgrammi, un barile pieno non è propriamente la stessa cosa...
Comunque è vero che sia poco radioattivo.

Quote:
ma forse i milioni di tonnellate di gas emessi col petrolio non vi fanno paura perchè è trasparente... quello che non si vede non c'è, forse ragionate così. le barre dei reattori invece sono "de fero" quindi sono pericolose
Ripeto, la co2 non mi fa paura perché è facilmente eliminabile, basta riforestare; a una "barra dei reattori" non gli fai niente: emette un tot di energia radioattiva e quello deve fare. Quindi la rinchuidi in un involucro che assorbe le radiazioni contaminandosi esso stesso, oppure la metti in un altro reattore di millemillesima generazione che la bonifica, poi la seppellisci in un buco enorme e stai lì a controllare per 300 anni, ritrovandoti con un costo di smaltimento superiore al valore dell'energia prodotta.

E poi è proprio un fisico nucleare premio Nobel(Rubbia) a dire che la strada migliore è il fototermico(che NON E' il fotovoltaico)...
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Old 27-08-2009, 00:10   #145
jumpermax
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Il problema di una centrale fotovoltaica è che la propria resa dipende sempre dalle "condizioni ambientali" ... e quindi dentro arriva sempre il tuo bel cavo dell'enel sempre attaccato alla solita centrale a carbone ...
Infatti da nessuna parte sta scritto che queste centrali debbano funzionare per conto loro, il modello a fonti rinnovabili presuppone anzi un sistema fortemente interconnesso. Credete forse che una centrale nucleare non abbia problemi ad adeguarsi al carico della rete? Non è come una centrale a gas o idroelettrica che possono regolare facilmente la produzione di energia, le centrali nucleari lavorano quasi sempre al massimo della potenza, anche per questione di riduzione dei costi di produzione.
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Old 27-08-2009, 00:13   #146
maxsona
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Non mi sembra che in Francia spargano il Cesio per i prati con il badile.

... Impariamo come si riduce l'entità di un problema ...

http://www.andra.fr/download/site-pr...ons/fr/329.pdf
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Old 27-08-2009, 00:16   #147
Jarni
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Non mi sembra che in Francia spargano il Cesio per i prati con il badile.
No, lo buttano direttamente nei fiumi:
http://www.lastampa.it/redazione/cms...4682girata.asp
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Old 27-08-2009, 00:20   #148
John Cage
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Infatti da nessuna parte sta scritto che queste centrali debbano funzionare per conto loro, il modello a fonti rinnovabili presuppone anzi un sistema fortemente interconnesso. Credete forse che una centrale nucleare non abbia problemi ad adeguarsi al carico della rete? Non è come una centrale a gas o idroelettrica che possono regolare facilmente la produzione di energia, le centrali nucleari lavorano quasi sempre al massimo della potenza, anche per questione di riduzione dei costi di produzione.
stavo per rispondere pressapoco allo stesso modo.
Cioè, si criticano ovvietà come quella che il fotovoltaico funziona solo di giorno. Le perle degli scienziati nuclearisti del forum sono uno spasso.
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Old 27-08-2009, 00:22   #149
maxsona
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No, lo buttano direttamente nei fiumi:
http://www.lastampa.it/redazione/cms...4682girata.asp
Livello di allarme a 1 nella scala da 0 a 7 varata dalla INES ... sicuramente a Tricastin sono morte più persone per il fumo di sigaretta in quei giorni
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Old 27-08-2009, 00:24   #150
Jarni
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E io ti rispondo: insabbiamento.
E io aggiungo: che pericoli comporta la scala 1? Se mi lavo con quell'acqua, la bevo, ci innaffio l'orto, che mi succede?
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Old 27-08-2009, 00:25   #151
maxsona
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Originariamente inviato da John Cage Guarda i messaggi
stavo per rispondere pressapoco allo stesso modo.
Cioè, si criticano ovvietà come quella che il fotovoltaico funziona solo di giorno. Le perle degli scienziati nuclearisti del forum sono uno spasso.
E con cosa la metti in rete? con una centrale eolica magari ...
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Old 27-08-2009, 00:25   #152
maxsona
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Si ecco ovviamente è stato insabbiato ...
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Old 27-08-2009, 00:26   #153
John Cage
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Originariamente inviato da matrizoo Guarda i messaggi
il combustibile nucleare invece lo si compra in edicola.
ma che cazzo ha di così particolarmente attraente sto nucleare?
vi affascina?
vi piace perchè fa molto destra e poco comunista?
in effetti il punto è proprio questo! l'incentivazione delle energie rinnovabili è un processo anarchico. Si decentrano e si moltiplicano i nodi di produzione, si perde il controllo sullo smistamento e sul prezzo. Perché incentivare energia "democratica" quando possiamo avere una bella produzione centralizzata, statalista e comunista? Non dimentichiamo che i soldi per finanziare le centrali nucleari sono tutti a carico dello stato. Le rinnovabili invece promuovono imprenditoria diffusa e sviluppo. Troppo lusso. Non si può fare.

i sostenitori del nucleare in realtà vogliono statalismo, totalitarismo e comunismo.
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Old 27-08-2009, 00:29   #154
John Cage
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Originariamente inviato da maxsona Guarda i messaggi
E con cosa la metti in rete? con una centrale eolica magari ...
ummm... forse idroelettrico?
Di sicuro è più difficile col nucleare.
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Ultima modifica di John Cage : 27-08-2009 alle 01:08.
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Old 27-08-2009, 00:36   #155
maxsona
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Originariamente inviato da John Cage Guarda i messaggi
ummm... forse idroelettrico?
ma poi tu credi che è possibile smantellare le centrali esistenti? Questi sono processi lunghi.
L'idroelettrico ... quella si che è una fonte rinnovabile "affidabile" anche se ha sempre la variabile ambientale e infatti in Italia compre molto del fabbisogno ... possiamo ancora sfruttare qualche grosso bacino?
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Old 27-08-2009, 01:08   #156
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L'idroelettrico ... quella si che è una fonte rinnovabile "affidabile" anche se ha sempre la variabile ambientale e infatti in Italia compre molto del fabbisogno ... possiamo ancora sfruttare qualche grosso bacino?
l'idroelettrico in Italia è sfruttato praticamente al massimo. Però è una fonte molto utile proprio in abbinamento ad altre fonti rinnovabili discontinue come l'eolico e il fotovoltaico.
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Old 27-08-2009, 01:41   #157
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favorevole al nucleare...

sono solo preoccupato che non si possa trovare gente seria e preparata da mandar dentro a lavorare
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Old 27-08-2009, 01:50   #158
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http://www.ansa.it/opencms/export/si...647108208.html

sembra tutto deciso quindi

secondo voi con "le popolazioni saranno pienamente informate di tutti i passaggi" intende che ci dirà anche quanto ci costa?
L'importante è che siano comuni a maggioranza di destra, quindi felici di poter avere dietro casa delle Centrali sicurissime.

La coerenza prima di tutto.


fg
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Old 27-08-2009, 02:10   #159
Ja]{|e
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Originariamente inviato da Ja]{|e Guarda i messaggi
Due articoli a caso di Claudio Messora (ByoBlu):

Balle nucleari >> http://www.byoblu.com/post/2009/03/1...-nucleari.aspx

Energia Solare for dummies: il fotovoltaico residenziale >> http://www.byoblu.com/post/2008/05/2...idenziale.aspx
Mi quoto e rilancio:

Quote:
DISINFORMAZIONE E PROPAGANDA POLITICA
aprile 27th, 2009
L’ESEMPIO DELL’ACCORDO NUCLEARE TRA ITALIA E FRANCIA

Per qualche giorno non si è parlato d’altro. Con grande enfasi è stato proclamato l’accordo tra Italia e Francia per un prossimo ritorno del Bel Paese all’energia nucleare. Ma è tutto vero quello che è stato riferito dai media pubblici e privati? Gli italiani sono stati completamente ed oggettivamente informati? Facciamo un passo indietro, quando in Italia si produceva energia elettrica da centrali nucleari. L’8-9 novembre 1987, la popolazione fu chiamata a votare per tre quesiti referendari relativi l’energia nucleare, riportati di seguito:

* Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti?(la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante “la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento”, previste dal 13° comma dell’articolo unico legge 10/1/1983 n.8).
* Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone? (la norma di riferimento è quella riguardante “l’erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi”, previsti dai commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 della citata legge).
* Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all’estero? (questa norma è contenuta in una legge molto più vecchia, e precisamente la N.856 del 1973, che modificava l’articolo 1 della legge istitutiva dell’ENEL).

In sostanza, la prima questione era volta ad abrogare la norma creata per sbloccare le procedure di costruzione nei casi in cui, per esempio, anche il più piccolo comune si opponesse ad oltranza all’insediamento di una centrale sul suo territorio. La seconda domanda si riferiva invece alla cosiddetta “monetizzazione del rischio” per i comuni che ospitavano impianti di produzione d’energia (non necessariamente nucleari, ma anche a carbone); cancellando questa norma, nessun comune avrebbe più avuto un compenso monetario in caso si fosse rivelato favorevole ad ospitare una centrale ed i suoi rischi. La terza questione è facilmente comprensibile e ci riporterà direttamente al recente accordo tra Sarkozy e Berlusconi.
Per quanto riguarda i primi due punti, i SI’ furono circa l’80% del totale, mentre nel terzo quesito la norma fu abrogata col 71% di favorevoli. Ma il risultato più importante da notare è che il referendum dell’87 non vieta la costruzione e la messa in funzione di centrali nucleari. In realtà, sono state abolite solo le leggi che ne facilitano e velocizzano le fasi di pre-costruzione. In ogni caso questo è stato sufficiente per bloccare la produzione d’energia dalle centrali già esistenti e soprattutto, la costruzione di altri impianti.
Questo è un primo importante risultato che abbiamo ottenuto in modo semplice rileggendo gli atti e riflettendo tra di noi. Ad oggi questa questione è rimessa in discussione ed i suoi sviluppi sono molto più complicati da decifrare e reperire dati gli ostacoli mediatici ed il vuoto d’informazione che è andato via via creandosi in Italia. Innanzitutto, dobbiamo rilevare che questa disinformazione è servita per coprire un attacco al nostro sistema democratico. Nel 2003 un decreto del Ministro delle attività produttive Marzano (del secondo Governo Berlusconi), ha cancellato l’effetto della terza parte del referendum abrogativo, consentendo all’ENEL di finanziare progetti esteri per la produzione di energia nucleare. Attualmente ENEL collabora con la Francia per lo sviluppo di nuovi reattori, detiene quote d’investimento nelle centrali nucleari francesi e sta rivolgendo l’attenzione alla produzione di energia nell’Europa dell’Est.
Questo decreto bypassa direttamente il risultato del referendum ed i suoi effetti. Per completare l’informazione riportiamo di seguito l’effetto di un referendum sancito dalla legge n.352 dei 1970: “gli effetti descritti del referendum abrogativo fanno sì che esso, o per meglio dire, la normativa di risulta (in pratica il decreto presidenziale che dichiara l’avvenuta abrogazione totale o parziale della legge sottoposta a consultazione popolare) venga qualificata tra gli atti aventi forza di legge. Il Parlamento sarà vincolato dall’esito abrogativo del referendum e cioè sarà impossibilitato a disciplinare in maniera identica la materia così come abrogata dalla consultazione popolare. Rimangono ancora aperti alcuni interrogativi circa la durata del vincolo giuridico a carico del Parlamento”.
Se vi sorge spontanea la domanda: come possono fare accordi ignorando la volontà del popolo sancita con il referendum? La risposta è data dal comunicato stampa diffuso dall’Enel il 24 febbraio scorso, risultato degli incontri bilaterali tra Italia e Francia: “Nel quadro del Protocollo di Intesa italo-francese per la cooperazione energetica, Fulvio Conti amministratore delegato e direttore generale di Enel e Pierre Gadonneix, presidente e direttore generale di Edf hanno firmato un primo Memorandum of Understanding (MoU) che pone le premesse per un programma di sviluppo congiunto dell’energia nucleare in Italia da parte delle due aziende. Quando sarà completato l’iter legislativo e tecnico in corso per il ritorno del nucleare in Italia, Enel ed EDF si impegnano a sviluppare, costruire e far entrare in esercizio almeno 4 unità di generazione, avendo come riferimento la tecnologia EPR (European Pressurized water Reactor), il cui primo impianto è in costruzione a Flamanville in Normandia e che vede la partecipazione di Enel con una quota del 12,5%. L’obiettivo è di rendere la prima unità italiana operativa sul piano commerciale non oltre il 2020.
Con il MoU di oggi, Enel ed EDF si impegnano a costituire una joint-venture paritetica (50/50) che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR. Successivamente, completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione nucleare EPR, caratterizzate da: - partecipazione di maggioranza per Enel nella proprietà degli impianti e nel ritiro di energia; - leadership di Enel nell’esercizio degli impianti; - apertura della proprietà anche a terzi, con il mantenimento per Enel e EDF della maggioranza dei veicoli societari.
L’accordo Enel-EDF entra in vigore il 24 febbraio 2009 e ha una durata di 5 anni dalla data della sua firma, con possibilità di estensione. In un secondo MoU, Enel ha espresso la volontà di partecipare all’estensione del precedente accordo sul nucleare a suo tempo raggiunto con EdF per la realizzazione in Francia di altri 5 reattori EPR, a partire da quello che recentemente il Governo francese ha autorizzato nella località di Penly”.

Come scritto prima, il comunicato prosegue indicando chiaramente l’impegno di ENEL nel mercato nucleare francese: “Enel è oggi presente in Francia nel nucleare, con una partecipazione del 12,5% nell’impianto di terza generazione EPR a Flamanville (1.660 MW); nelle rinnovabili, tramite la controllata Erelis, con 8 MW eolici operativi a fine 2008 e una pipeline di circa 500 MW; nella commercializzazione di elettricità con oltre 1.000 GWh venduti nel 2008″.
Oltre a ciò, da febbraio si aprono “ulteriori possibilità di sviluppo di Enel in Francia, riguardano la costruzione di un impianto a carbone pulito da 800 MW, la partecipazione in due unità a ciclo combinato alimentate a gas (CCGT) di Edf da 930 MW e la partecipazione al processo di gara per il rinnovo di concessioni per 25 centrali idroelettriche”.
Ora, da una lettura attenta di quanto riportato si evince che il tanto declamato accordo tra Francia e Italia per la costruzione di 4 nuove centrali nucleari nel nostro Paese andrebbe più correttamente definito “accordo di intesa”, nel quale i due Paesi stipulanti si impegnano a collaborare ad uno studio di fattibilità. Come riportato nel comunicato stampa, il mix complicato tra inglese e latino non fa altro che “porre le premesse” o indicare “previsioni di costituzioni di società ad hoc”, “espressioni di volontà di partecipazioni”, ecc… Nessun contratto, dati economici, chi fa cosa, niente. L’accordo è basato su due “memorandum of understanding”. Per chiarire il concetto riportiamo la definizione da Wikipedia: “un memorandum d’intesa è un documento legale che descrive un accordo bilaterale tra due parti. Esso esprime una convergenza di interessi tra le due parti, indicando una comune linea di azione prestabilita, piuttosto che un vincolo contrattuale. È un’alternativa più formale rispetto ad un semplice accordo tra gentiluomini, ma generalmente non ha il potere di un contratto. In ambito internazionale si usa l’espressione inglese memorandum of understanding (MoU). Nelle relazioni internazionali, uno dei vantaggi di un MoU rispetto ad un trattato è che il testo di un MoU può essere mantenuto riservato. Inoltre esso può essere messo in atto in molte nazioni senza bisogno di rettifiche. Un MoU è più facilmente modificabile e adattabile rispetto ad un trattato che può richiedere un lungo processo di negoziato. La decisione di una rettifica, comunque, è determinata dalle leggi interne alle parti e dipende in larga misura dal soggetto in discussione”.
Diciamo pure che non si è fatto nulla ancora verso la produzione di energia nucleare in Italia, se non un po’ di pubblicità ai rispettivi governi dei due Paesi coinvolti e un vero bluff mediatico. Sì perché un MoU potrebbe esserci anche tra un soggetto interessato a comprare una automobile ed un possibile venditore, senza che ci sia un preventivo (parte chiave in una trattativa). La questione da valutare ora non è quindi la violabilità di quanto stabilito con l’abrogazione delle norme iniziali, ma le basi su cui fonda questo accordo d’intesa, le motivazioni reali e soprattutto la volontà di trasmettere in modo incompleto una notizia (mentre dal comunicato stampa si evince la realtà delle cose). Intendiamo quindi aggiungere altri retroscena del MoU e distaccarsi da quei luoghi comuni sul settore energetico italiano utilizzati da chi sostiene un ritorno italiano al nucleare. Infatti, il “partito del sì” al nucleare utilizza spesso delle ragioni fondate su imprecisioni e fa quindi leva sulla mancanza d’informazione da parte dei cittadini.

* L’Italia è energeticamente autosufficiente?
La pressione mediatica e politica spinge sul pulsante dell’insufficienza energetica: importiamo energia elettrica dalla Francia e dalla Svizzera perché, senza quell’energia, non potremmo muoverci. In realtà, senza quell’energia (in particolare quella francese) ci muoveremmo facendo finalmente lavorare le nostre centrali. Gli italiani hanno il diritto di sapere che, al momento, Enel riduce i costi di gestione comprando di notte l’energia nucleare francese e contemporaneamente, tenendo spente le nostre centrali. Ci sono due motivi per i quali di notte l’energia francese costa molto meno di quella prodotta in Italia:

o Electricité de France (EDF) è statale e quindi impone ancora tariffe pubbliche, ovvero al di sotto del prezzo di mercato.
o Le centrali in Francia funzionano sempre, soprattutto quelle nucleari che non possono mai essere spente. L’energia elettrica non può essere immagazzinata e quella prodotta di notte, verosimilmente in eccesso, viene venduta sottocosto per non perderla completamente.

Per tali motivi la Francia cede l’energia ad un costo bassissimo ed il gestore italiano, di notte preferisce fare profitti acquistandola oltralpe. Tutti ricordiamo il 28 settembre 2003 quando, per un guasto, vennero a mancare di notte pochi megawatt provenienti dalla Svizzera con le centrali italiane spente.

* L’Italia è capace di esportare energia elettrica

Non dobbiamo poi dimenticare che nel 2007 l’Italia ha addirittura esportato 2.648,1 GWh (Gigawattore) di energia: questo significa che se non spegnessimo le centrali avremmo anche energia da esportare.

* Nessuno parla mai degli enormi sprechi d’energia

C’è anche un altro problema che non viene menzionato e riguarda l’energia elettrica che si perde nel suo percorso tra il luogo dove viene prodotta e l’utilizzo finale: nel 2007 abbiamo perso lungo le linee elettriche 20.975,7 GWh. Questi sono semplici dati reperibili da Terna, eppure nessuno parla della necessità d’ammodernare il sistema elettrico italiano per ridurre gli sprechi.

Noi riteniamo queste prime considerazioni molto più importanti di qualsiasi dibattito riguardante le motivazioni tecniche a favore o contro la riconversione al nucleare del nostro Paese. Pensiamo infatti che, ancora una volta, le dichiarazioni dei politici coinvolti ed i mezzi d’informazione abbiano volutamente soprasseduto sulle reali motivazioni dell’accordo, aggiungendone altre non fondate. Le ragioni di un possibile ritorno al nucleare dovrebbero invece essere ricondotte a:

1. La necessità per il Governo italiano di mostrarsi al passo col programma elettorale: uno dei punti del programma di Berlusconi era infatti il ritorno al nucleare. Quasi sicuramente, il finto accordo con Sarkozy sarà utilizzato in campagna elettorale (europee 2009) per vantarsi agli occhi degli elettori;
2. le difficoltà economiche che presenta la lobby energetica italiana e francese. I gruppi industriali coinvolti (Enel, Ansaldo, EDF, Edison, Areva) sono tutti in difficoltà finanziarie ed il mercato nucleare francese è in stallo da diverso tempo; è soprattutto per questo motivo che Sarkozy sta girando per tutto il pianeta cercando acquirenti per la tecnologia EPR. Enel poi, è esposta per circa 60 miliardi di euro ed ha già tagliato del 20-30 per cento gli utili agli azionisti, decidendo nel contempo un aumento di capitale di 8 miliardi. La società sta cedendo la rete del gas e una parte consistente del settore delle energie rinnovabili, dopo aver già ceduto quote di produzione elettrica e della rete;
3. le difficoltà economiche, oltre all’indebitamento, sono da ricondursi alle perdite nel potere di mercato subite dalle imprese energetiche. Pensiamo al fotovoltaico, ai pannelli solari e più in generale, alla costruzione di case autonome energicamente: con l’espansione e la decentralizzazione dell’energia solare ed eolica, i colossi energetici standard stanno perdendo clienti che, diventando energeticamente indipendenti, “ruberanno” profitti ai monopolisti.

Dobbiamo anche spendere qualche parola sull’aspetto tecnico dell’accordo, ovvero sulle caratteristiche della tecnologia nucleare in oggetto. In relazione a ciò, l’annuncio del ritorno al nucleare dell’Italia con l’accordo tra Sarkozy e Berlusconi per la costruzione di quattro centrali entro il 2020 è stato accolto da molte critiche, alcune solo generali ma altre riguardanti la specifica tecnologia degli European pressurized water reactors (EPR). Le centrali EPR sono state progettate e realizzate promettendo altissima sicurezza ed efficienza e una produzione inferiore di scorie, ma molti sostengono che esse presentano problemi sia in termini di efficienza che nella produzione di rifiuti. Ora, tutte le 400 centrali nucleari che operano nel mondo hanno un reattore a fissione, ovvero un nucleo dove con una reazione nucleare a catena avviene la divisione (fissione) del nucleo di un atomo (di uranio o di plutonio), con enorme liberazione di energia. Per tenere sotto controllo la reazione e impedire che avvenga un’esplosione, il combustibile viene “refrigerato” e “moderato” con varie tecniche.
Le centrali francesi EPR di terza generazione usano della normale acqua come refrigerante. Ciò consente di aumentare la sicurezza della reazione, che è inoltre assicurata da contenitore metallico che contiene il reattore e da una doppia parete esterna in calcestruzzo armato ciascuna spessa 2,6 metri. Una centrale EPR, dunque, è stata progettata sia per impedire (o, almeno, in modo da rendere altamente improbabile) una disastrosa fusione del nocciolo, sia per contenere comunque all’interno delle sue pareti ogni eventuale fuoriuscita importante di materiale radioattivo e impedire un incidente come quello di Chernobyl. Questa promessa, a detta dei tecnici, è mantenuta dalle centrali EPR. In realtà, la prima centrale EPR realizzata a Flamanville, in Francia, ha subito una costellazione di piccoli incidenti che, anche se non hanno messo a repentaglio la sicurezza ambientale e sanitaria, hanno ridotto l’efficienza del sistema, facendone lievitare i costi. Allo stesso modo, proprio il conto economico sta creando malumore in Finlandia: la centrale in costruzione a Olkiluoto, che doveva diventare operativa quest’anno, ha visto i lavori iniziare solo nel 2005 e andare incontro a una serie di intoppi a causa dei quali la consegna è prevista solo nel 2012 e con un costo salito da 3,2 a 4,5 miliardi.
Nel frattempo, è stato scoperto un imprevisto problema scorie. Un paio di rapporti indipendenti redatti rispettivamente dalla Posiva, l’azienda finlandese che gestisce le scorie radioattive, e dalla svizzera Nagra - ripresi dalla stampa inglese (The Independent) e americana (The International Herald Tribune) - sostengono che in una centrale EPR vi potrebbe essere una maggiore produzione di scorie ad alto livello di radioattività. Il funzionamento dell’EPR prevede che il combustibile nucleare rimanga molto più a lungo nel reattore, il che comporta un’usura e quindi una radio-tossicità molto più elevata di quella dei reattori di seconda generazione. Né la Francia, né la Finlandia, che costruiscono ognuna un EPR, né certamente l’Italia e nemmeno gli altri Paesi interessati ad acquistare le “centrali di terza generazione” dispongono di siti in grado di gestire combustibili così irradiati. Anche l’impianto di La Hague di Areva, presentato come il più avanzato del mondo, non è in grado di gestire queste scorie molto più radioattive. Mentre la Francia vende all’Italia gli EPR è chiara solo una cosa: per ora non esiste alcuna soluzione a lungo termine per il ritrattamento delle scorie prodotte dalle centrali di terza generazione. È per queste ragioni che, a differenza di quanto affermato dal presidente Sarkozy, la Francia non è riuscita a vendere a nessun altro le centrali EPR.
Questo discorso ci deve fare riflettere ed avvalla ancor di più la tesi del conflitto d’interessi e dello scambio di favori tra i due presidenti. Se invece questa tesi non dovesse rivelarsi fondata, allora ciò significa che il presidente del Consiglio italiano non ha fatto bene i calcoli: l’Italia dovrà staccare un assegno di circa 20 miliardi senza avere alcuna certezza che le centrali entrino realmente in produzione a partire dal 2020. In ultima analisi, “l’accordo radioattivo” sembra anti-storico, perché significa investire ingenti risorse nel nucleare e sottrarli alle energie rinnovabili, l’esatto contrario di ciò che avviene in molti altri stati. Non dobbiamo poi dimenticare che, come tutti il Paesi dell´Unione Europea, la Francia e l’Italia hanno degli obiettivi chiari da rispettare in materia di energie rinnovabili (20% in media nel 2020): investire nel nucleare, energia non rinnovabile, impedirà di raggiungere questi obiettivi e si tradurrà in pesanti ammende da parte di Bruxelles. L’Uranio stesso è un minerale e quindi non certo una fonte rinnovabile: è importante precisare che, al ritmo d’utilizzo odierno, le previsioni parlano di uranio in esaurimento già tra 50 anni. Anche questo dato rende più concreta la possibilità che l’Italia, tra rinvii e ritardi sulle opere, costruirà le centrali giusto per vedere esaurito l’Uranio e quindi lasciarle spente per assenza di combustibile. Senza considerare poi quello “sciagurato” referendum del 1987, come lo ha definito il ministro Scajola su Repubblica: esso rimane l’unica vera espressione dei cittadini italiani che, in virtù degli interessi in gioco e dei voleri politici, non sono stati né riconsultati, né quanto meno considerati degni d’essere informati.
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Old 27-08-2009, 07:52   #160
matrizoo
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il punto è che EDF è riuscita ad entrare in edison passando per società da essa controllate e presenti soprattutto in fiat.
il resto è storia, ma è da un bel pò che vuole costruire centrali nucleari in giro per il mondo, evidentemente ritiene l'italia un paese più semplice da questo punto di vista...
mi sembra evidente a tutti (tranne ovviamente a quelli che incrociando le mani davanti a giucas casella devono chiamare il pronto soccorso) che in italia bisogno di energia elettrica non ce ne sia manco per il cazzo.
oltretutto industrie non ne abbiamo più, non produciamo più nulla e pure fiat, la nostra più grande azienda, ha ridotto considerevolmente la sua attività.
io il nucleare non lo vedrei bene nemmeno in cina dove hanno bisogno di sempre più energia...
chi si riempie la bocca di nucleare ha interessi specifici, chi non ha interessi vada ad informarsi su cosa sono le rinnovabili, gli si aprirà un nuovo mondo.

Altra considerazione:
non se ne può più di discutere di nucleare.
io pretendo di avere da parte del governo dei cazzuti DATI.
io voglio dei dati che specifichino quali sono le esigenze attuali di energia e quali saranno quelle future...voglio dati e voglio grafici anche per quello che riguardano i costi e voglio UNO STRAMALEDETTO PIANO DI AMMORTAMENTO.
al governo non ci stanno i preti che mi devono convincere delle loro teorie, ci stanno delle persone che sono li per fare i nostri interessi FORNENDO DATI E MATERIALE INFORMATIVO SU TUTTI I DETTAGLI DELL'OPERAZIONE.

Ultima modifica di matrizoo : 27-08-2009 alle 08:05.
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