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#61 | ||||||||||
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Iscritto dal: Dec 2003
Città: Trento, Pisa... ultimamente il mio studio...
Messaggi: 4389
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![]() Sono uno studente dell'ultimo anno! Decisamente orientato verso il mondo della ricerca, ma ho davanti - 3 anni di dottorato a 1000€ al mese - 2 anni di postdoc, tendenzialmente all'estero, ad una cifra simile - x anni in attesa di un posto da ricercatore, andando avanti con assegni di ricerca - y anni da ricercatore a 1500€ al mese se tutto va bene Sono ottimista di natura e quindi spero di arrivare a diventare professore associato a 40 anni.... secondo voi tutto questo lo faccio (generalizziamo pure: chiunque lo fa, lo fa) per i soldi? Sappi che i professori universitari italiani prendono gli stipendi più bassi d'europa (in germania raddoppi abbondantemente), fanno un lavoro di fondamentale importanza per la società e si trovano a combattere con una concorrenza spietata che proviene dall'estero, spietata e sleale dato che i finanziamenti non sono confrontabili. Ciononostante nel mondo della ricerca gli italiani non sono certo gli ultimi degli ultimi, anche se spesso i risultati che raggiungono i nostri ricercatori vengono raggiunti dopo che questi sono scappati all'estero... Quote:
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![]() Ripeto: sono ancora uno studente Quote:
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![]() Di tutti gli scalini da percorrere per fare carriera accademica il dottorato è senza dubbio quello più faticoso. Questa riforma, tra il resto, impone un numero minimo di pubblicazioni necessarie ad accedere ai concorsi per ricercatore: quando pensi uno dovrebbe farle? A prescindere dalla riforma, almeno a scienze, è sempre stato così comunque: al dottorato uno si gioca la carriera e, di conseguenza, si fa un gran culo se spera di ottenere qualcosa nella sua vita futura. Ripeto: può darsi che io abbia una visione distorta della realtà perché vengo da una facoltà scientifica, e le facoltà scientifiche sono senza dubbio quelle che funzionano meglio... Quote:
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E per chi non pubblica niente scatti di anzianità. Ti assicuro, però, che vengono pubblicati molti lavori davvero degni di nota. Se ti fosse passato per le mani un corriere della sera circa un paio d'anni fa, c'era la notizia che il lavoro di chimica più scaricato al mondo è di tre italiani (Tomasi, Mennucci, Cammi). Non è cosa da poco... Quote:
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"Expedit esse deos, et, ut expedit, esse putemus" (Ovidio) Il mio "TESSORO": SuperMicro 733TQ, SuperMicro X8DAI I5520, 2x Xeon Quad E5620 Westmere, 12x Kingston 4GB DDR3 1333MHz, 4x WD 1Tb 32MB 7.2krpm
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#62 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 152
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Comunque, ribadisco, leggetevi Perotti (che e' un docente universitario). P.s. a sentire le previsioni molte università dovranno "chiudere" visti i tagli del 2010, o comunque saranno "paralizzate" nel funzionamento. Certo era meglio punire direttamente quelle con il dissesto economico maggiore (es. Siena) piuttosto che colpire tutti allo stesso modo. |
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#63 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Trento, Pisa... ultimamente il mio studio...
Messaggi: 4389
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Tanto vale emigrare o iniziare a lavorare subito... Te lo ripeto: i professori universitari dovrebbero essere considerati come dei pilastri della società (e la ricerca come una delle priorità assolute): distruggere tutto questo è insensato. Sul fatto che andavano colpite in modo diverso le università (meglio: le facoltà) che funzionano e quelle che invece ristagnano siamo perfettamente d'accordo!
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#64 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 152
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#65 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Trento, Pisa... ultimamente il mio studio...
Messaggi: 4389
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E rimanere in Italia è comunque un errore: in germania al mese ne prendi 10.000 di euro! Per non parlare degli stati uniti... ...crepi il lupo!
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#66 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Luxembourg
Messaggi: 9332
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Ero convinto fossi già nel dottorato
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►► Blog in una riga: Lahde Quits Hedge Funds, Thanks `Idiots' for Success ◄◄ "It's so much easier to suggest solutions when you don't know too much about the problem." - Malcolm Forbes
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#67 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: La regione del Triplete
Messaggi: 5749
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Corso di analisi? Da noi c'è analisi 1 e 2.. nel primo si studiano le funzioni e si arriva alle equazioni differenziali. nel secondo si fanno gli integrali doppi e il calcolo matriciale. Nel primo l'esame prevede che non si usino calcolatrice e dispense. Ci vogliono 40 minuti per disporsi ai banchi e per la consegna dei testi. C'è anche una prova orale obbligatoria dove si deve scrivere l'enunciato + definizione rigorosa di un qualche teorema. Obiettivo: dimostrare di aver capito? Manco per sogno: far vedere di aver studiato la dimostrazione del teorema di Lagrange e che si sanno le regolette per risolvere i limiti di funzione. Nei corsi successivi come automatica, di tutto il formalismo di analisi 1 te ne fai un baffo. Analisi 2, almeno nel corso che ho frequentato: obiettivo dimostrare di saper risolvere integrali doppi e calcoli matriciali, magari in un contesto "concreto. Valgono dispense e slides, praticamente simulazione della realtà. Si parte dal presupposto per cui se uno non ha capito un tubo, dispense o meno non caverà mai niente. I teoremi vengono dimostrati come "idea e spunto per una riflessione", serve la loro applicazione, non il formalismo "sia data la.... " Fisica? Vai a vedere come si fa in certi atenei di ingegneria e poi ti chiedi perchè palazzine e ponti cadono ![]() Ah, altra cosa: servirebbe da parte dei docenti anche un po' di umiltà. Sono troppi quelli che considerano gli studenti alla stregua di pezzenti.
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Trattative felicemente concluse con domienico120, xbax88 ed engiel, ottimi e seri utenti. |
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#68 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Trento, Pisa... ultimamente il mio studio...
Messaggi: 4389
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![]() Da noi analisi I (da elementi di tologia a equazioni differenziali ordinarie) è un corso con i controcazzi, ci sono due scritti - tosti - e all'orale è richiesto conoscere tutte le dimostrazioni di tutti i teoremi. Analisi due era un po' più facile, ma l'idea rimaneva quella. Sono corsi fondamentali che, per chi fa il teorico (è il mio caso) costituiscono l'abc: ti insegnano non solo a fare dei conti, che è considerato il minimo sindacale (e non è sufficiente per passare l'esame se non con un 18 a calci in culo), ma anche a sviluppare un ragionamento formale, che è fondamentale per chi si occupa di modelli. Inoltre danno delle basi solide su cui costruire la matematica che serve poi per applicazioni successive (e che mi sono dovuto studiare da solo): anche il fatto di poter dire "nessuno me l'ha spiegato, ma sono in grado di leggere un libro avanzato e, con un po' di fatica, capire" mi sembra un risultato fondamentale. Questo risponde anche alla prima obiezione: è indispensabile che uno studente sia in grado di studiare qualcosa per conto suo, ma è altrettanto indispensabile che la didattica universitaria fornisca i giusti strumenti, che si danno nei corsi di base. Per fisica vale la stessa cosa: la meccanica classica non mi serve ad un accidente, ma se non avessi fatto *bene* fisica I sicuramente non avrei capito la meccanica analitica, statistica e quantistica che ho studiato (sia per gli esami che per conto mio) successivamente. Se non avessi avuto la fortuna di avere un professore cattivo come il veleno, ma didatticamente eccelso nel corso di istituzioni di chimica quantistica probabilmente mi sarei trovato nella merda fino al collo, ma nei corsi di chimica teorica diverse cose me le sono dovute studiare per conto mio: vale sempre il discorso delle basi solide su cui si deve essere capaci di costruire da soli. Quote:
Immagino che in facoltà enormi sia un problema, purtroppo. EDIT: ovviamente, ma questo lo davo per scontato, se un professore è un incapace rimane un incapace. Ho avuto un professore considerato un luminare - a ragione - nel suo campo ma con delle grosse difficoltà nella didattica: disordinato, impreciso... ciononostante meglio lui che un ottimo didatta che non ha mai concluso niente!
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Ultima modifica di Lucrezio : 27-03-2009 alle 17:34. |
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