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#101 |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Sanremo, Italy
Messaggi: 1942
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ma le regole non devono essere razionali o non razionali: devono essere uguali per tutti. E' questa l'essenza dello sport
Se è proibito assumerla tot tempo prima delle gare ufficiali non la assume nessuno giusto o sbagliato che sia. Se poi si vogliono cambiare le regole ci si riunisce e si valutano i pro e i contro (e li si fa valutare da medici, non da pirla, incluso me stesso, che parlan su un forum di hardware) |
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#102 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Quote:
Non sarebbe più logico limitarsi a ciò che può rendere "più competitivi" durante la gara? Perchè se dobbiamo vietare qualsiasi cosa sia utile a "rilassarsi" anche nei giorni precedenti, allora dovremmo considerare "doping" anche i libri, la tv, la playstation, la musica, il sesso, ecc... tutti "strumenti" che possono alterare artificialmente le "normali condizioni" dell'atleta.
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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#103 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Io no, e non sono d'accordo nemmeno con l'attuale regolamento laddove vieta l'uso di una sostanza anche se questa non conferisce nessun vantaggio all'utilizzatore; anzi, addirittura ne punisce l'uso fuori dal contesto della competizione, quasi a voler imporre agli atleti uno "standard morale" che nulla ha a che vedere con lo sport. Non stiamo discutendo di cosa si possa fare in base al regolamento vigente (quello è già chiaro): ci stiamo chiedendo se questo regolamento abbia un senso.
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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#104 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Invece secondo me imporre uno linea guida di standard morale per gli atleti, spesso presi come esempio e come modello da seguire soprattutto dai piu' giovani, non mi sembra da sottovalutare.
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. |
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#105 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2008
Città: Roma Eur
Messaggi: 11731
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Intel Core i7 2600k @daily 4.4Ghz cooled by Mine II - AsRock Z68 Ex4 Gen3 - 16Gb G.Skill 1.6Ghz C8 - GV-R6950@70 2Gb 900/5000Mhz - EnermaxPro82+ 525w & CM690 - 4Tb Storage + 150Gb raid0 + Corsair ForceGT 120Gb - Asus VE276Q 27'' |
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#106 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Il problema sta proprio in chi pensa che ce ne sia uno.
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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#107 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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E la canna, le "donnine", l'abuso di alcool, le droghe pesanti e molto altro non sono su quella strada.
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. |
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#108 |
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Member
Iscritto dal: Sep 2005
Città: Venezia
Messaggi: 160
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la cannabis crea uno stato di rilassamento muscolare che potrebbe avvantaggiare la fase di riposo dell'atleta, tanto che la si usa in molte
malattie o meglio andrebbe usata, ma non si puo', quindi si e' costretti a dire che in verita' non si prende. Quindi puo' essere considerato un farmaco medicina, droga che altera le condizioni in modo artificiale, quindi va vietata. |
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#109 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2008
Città: Roma Eur
Messaggi: 11731
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#110 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Cosa stai auspicando, un conformismo obbligato per legge?
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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#111 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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La vorresti vietare?
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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#112 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Legge dello sport, proprio per evitare che certi comportamenti dannosi o autolesionisti vengano presi come modello. Siamo ancora in democrazia e decide la maggioranza, stupido o giusto che sia.
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#113 |
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Member
Iscritto dal: Sep 2005
Città: Venezia
Messaggi: 160
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Ti diro che non ho mai fumato niente. Ma a livello medico si la cannabis, ma in modo continuo e il miglioramenti si vedono. Ovviamente per fare sforzo fisico non serve niente.
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#114 |
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Member
Iscritto dal: Sep 2005
Città: Venezia
Messaggi: 160
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#115 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Siamo di fronte all'annoso problema dell'equilibrio tra libertà individuali e potere democratico o della maggioranza. Lo stato (come qualsiasi altra associazione di persone, anche sportiva), se vuole definirsi democratico, può intervenire restringendo la libertà di scelta personale attraverso le proprie leggi solo nei casi limite in cui, a causa della natura delle scelte, vi sia conflitto tra diritti tutelati, ovvero quando certi comportamenti implichino conseguenze non solo sui singoli ma sulla collettività. Lo stato democratico non può imporre norme morali relative a scelte del tutto personali laddove non vi sia conflitto tra i diritti dei cittadini. La maggioranza può imporre solo regole che limitino quei comportamenti che possono essere lesivi dei diritti altrui. Quindi, com'è facile comprendere, non è affatto lecito, se vogliamo rimanere nell'ambito democratico liberale, che la maggioranza imponga tutto ciò che vuole. La maggioranza che si arrogasse il diritto di legiferare senza tutelare le minoranze e i singoli, ancor più nelle scelte morali personali, si trasformerebbe in un tiranno non diverso da un dittatore che imponesse a tutti la propria visione ideologico-morale.
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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#116 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Ora, secondo il regolamento vigente, la sua condotta va censurata. Sei d'accordo con questo regolamento?
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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#117 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Peccato. Ma non lo mettevo in dubbio.
Resta che per me persone di una certa visibilita' come gli sportivi, ma anche politici e in generale coloro che sono pagati dallo stato e hanno anche visibilita' pubblica, devono astenersi dall'avere comportamenti che se imitati possono risultare dannosi. Nel campo dello sport poi, che non dovrebbe essere solo un'attivita' limitata al battere un record, ma dovrebbe anche avere il compito di promuovere quello che e' il modello "sportivo", e' un discorso a mio parere ancor piu' delicato. Se si aggiunge anche il lecito dubbio che la cannabis possa avere anche un effetto alterante di quelle che sono i normali parametri fisiologici, allora io voto per no alla cannabis tra coloro che fanno dello sport la loro attivita'. Se poi tu, invisibile chiunque, vuoi strafare di cannabis in privato, per quanto mi riguarda non ci sono problemi. (Ma come gia' ho esposto altre volte, cortesemente non venirmi a chiedere di pagare del mio per curarti gli eventuali danni causati dai tuoi comportamenti autolesionisti)
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. Ultima modifica di gugoXX : 03-02-2009 alle 16:51. |
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#118 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Dal primo può anche essere preteso un obbligo a dare il "buon esempio" che dovrebbe limitarsi alla scrupolosa osservanza della legge, niente di più: se non lo fa, oltre a subirne le conseguenze legali, la sua "associazione" di riferimento (il partito) ha tutte le ragioni di espellerlo, revocando le eventuali cariche ricoperte. Al secondo, che è soggetto alla legge come tutti gli altri cittadini, non è giusto (imho) imporre altre regole se non quelle volte a tutelare la correttezza della competizione sportiva. Non si può pretendere di addossare responsabilità morali, a chi diviene "famoso" senza volerlo. Se si teme la diffusione di un modello negativo, è sufficiente non propagandare i comportamenti "autolesionisti" di quella persona (non lo si può ricattare dicendo "o ti comporti bene anche fuori dalle gare, oppure non gareggi più"). Quote:
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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#119 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Altrimenti ci si limiterebbe a prendere record, ammettere doping, far vincere chi assume piu' testosterone e chi riesce a trovare il giusto equibrio tra liquidi e coagulanti senza morire fintantoche concorre. Uno sport cosi' non serve ne a loro ne a noi. Soprattutto se da noi pagato. Quote:
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Sanita' per tutti sempre e comunque, ma con ripartizioni di spesa sia da tasse indirette come in Italia oggi, e sia da tasse dirette che vadano a mirare proprio i comportamenti autolesionisti, che sarebbero coperti tutto laddove possibile unicamente in proporzione alla distribuzione dei danni solo fra chi usufruisce del bene (male?) Es: Assicurazione obbligatoria sanitaria su tutti i pacchetti di sigarette, sul grado di alcool, sulla caloria, sugli sport estremi, incentivi e sconti sulle tasse annuali per chi fa sport (es: l'assicurazione sanitaria privata che ho ha come inventivo il dare la palestra gratuita a chi ci va per almeno 3 volte alla settimana. Chi ci va di piu' addirittura ottiene sconti sull'assicurazione stessa, partendo dal presupposto e penso anche dalle statistiche che lo sportivo ha bisogno di meno cure mediche rispetto al sedentario). Ma siamo OT.
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#120 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Quote:
Se poi è anche bravo, si allena molto e vince, di sicuro il suo intento non è quello di diventare un "modello di comportamento" nella vita privata. Lo sportivo ha un solo dovere: competere lealmente. Per questo ha un senso impedire agli atleti di accrescere le proprie performance di gara tramite sostanze varie o procedure mediche (è il sistema più comodo per mettere tutti sullo stesso piano). Poi, volendo, si potrebbe benissimo istituire un'ulteriore categoria "doping libero" per chi sia interessato a competere anche su quel piano (l'importante è che i partecipanti partano sempre con le stesse possibilità); basta che le due cose rimangano separate. Lo sport non deve "servire" a nessuna promozione morale della società (che non ha alcuna "morale" da promuovere). Lo sport serve esclusivamente a divertire chi lo fa (ed è giusto che esistano strutture pubbliche a ciò destinate). Lo sport non ha nemmeno il dovere di essere necessariamente "salubre" (molte attività sportive producono seri danni fisici, a lungo andare). Quanto al lato economico, nessuno ti obbliga a pagare per un evento sportivo se non ti interessa assistervi.
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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