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Old 12-06-2008, 09:07   #1
beach_man
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Veneto La vergogna dei poveri nel paese dei ricchi

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Repubblica — 11 giugno 2008 pagina 32 sezione: CRONACA
SCHIO La terra più ricca del mondo nasconde il suo ultimo, imprevisto, osceno prodotto: il povero. La carriera del disperato, tra i capannoni della "Manchester d' Italia", è facile e fulminea. Quella di Luca, 35 anni ricercatore, esemplare. È bastata la chiusura della società che gli affidava le analisi di mercato. I risparmi sono finiti in due mesi. Ora deve scegliere: o mantiene la moglie e il figlio, o paga il mutuo della casa. La sera fa il giro dei negozi per ritirare mele e pomodori che iniziano a marcire. Nella regione più elegantemente "capannonizzata" d' Europa, dove la disoccupazione ufficiale coincide con i giorni di vacan za alla fine degli studi, non occorre però perdere il lavoro. Chi fa la coda per la borsa-spesa dei frati di S. Lucia, ha il posto fisso. A Mario è successo dopo la fine dell' amore con Michela. Settecento euro per l' assegno di mantenimento dei due figli, quattrocento per un nuovo affitto, centocinquanta per bollette e benzina. Divorziare è un diritto da imprenditori: un professore separato, a entrare alla Despar, non ce la fa. Ma nemmeno una sarta, come Silvana. Fino all' anno scorso, a Valdagno, trascorreva la primavera sfogliando i cataloghi dei villaggi-vacanze in Sardegna. Perso il marito, passa il sabato a pulire magazzini. La domenica esce a pranzo con la figlia: 90 centesimi a testa, carne e contorno nella mensa della Caritas. "La festa - dice - mangiavamo sempre fuori. Non voglio che mia mamma capisca". Il fronte dei poveri più invisibili, nel Veneto dei ricchi più appariscenti, sono però le parrocchie. È ancora qui, nelle sacrestie discrete della Pedemontana, che attorno alle sette del mattino si infila un ateo esercito di bancari, operai, commesse, manovali, cameriere e pensionati. Sono gli stessi che un' ora dopo si incontrano in giro, al lavoro. Agli immigrati contendono tre cose: vestiti, scarpe, panini. "Sono troppe - dice l' economista Enzo Rullani - le famiglie che viaggiano sotto i 1300 euro al mese. È un segmento importante di società, alimentato da quel macigno impressionante che è la paralisi decisionale dell' apparato pubblico". Se c' è la gita scolastica da pagare, si spiega che il figlio ha la febbre. Quando si scopre il ticket, si rinvia la visita medica all' autunno. Se si rompe la lavatrice, si unisce distrattamente il bucato a quello dei nonni. A Padova ha appena riaperto il vecchio banco dei pegni e le gioiellerie sono tornate ad esporre un cartello: «Compro oro». Clienti di questa mattina: signore con i denti guasti, universitari con la retta annuale, padri con la rata dell' auto, artigiani con le cambiali per le tasse. Tutti veneti, venetissimi, normalissimi e perfino convinti serenissimi. Eppure, a Dueville, sul cavalcavia c' è scritto: «Via i poveri». Un' amnesia, nella culla dei «poareti» emigrati in mezzo mondo. Ma è qui, davanti ad una fila di Rolex d' oro in vetrina, che si annuncia il vento di una crisi senza precedenti. Gli orologi sono in «offerta cresima». Dietro l' estremità dell' eccesso affiora l' impercettibile punta dell' iceberg dell' impoverimento sommerso del Paese. Dentro, si sente lo scricchiolio di una regione ancora ricca, ma terrorizzata dallo spettro di un passato di privazioni. Una frana in movimento. «Se anche il Veneto comincia a non farcela più a stare dentro - dice don Giovanni Sandonà, direttore della Caritas di Vicenza - significa che l' Italia ha rinunciato ad affrontare la sua emergenza più drammatica». Le cucine popolari di via Tommaseo, davanti alla stazione di Padova, occupano i duecento metri più miserabili del forziere del Nordest. Fino a tre anni fa, suor Lia serviva immigrati, barboni, prostitute e drogati. Ora la metà dei buoni-pasto viene presentata dai pendolari del centro, decorosi e umidi di colonia, e dai vecchi del quartiere Due Palazzi, sempre protetti dal berretto di lana. Sono le 13 e la mensa somiglia ad un forte assediato. Sulla strada stazionano due Mercedes grigie dei «Comitati per la sicurezza». Le ronde della Lega controllano chi entra e chi esce e distribuiscono volantini: «Via la feccia e i fannulloni». Pensavano ai clandestini. Invece scoprono che «la feccia» è sempre più «padana», sempre più «normale», sempre più «occupata», praticamente «gente di famiglia». Uno choc. «È impressionante - dice suor Lia - la rapidità dell' incattivimento sociale. Si pretende di ghettizzare il bisogno in aree invisibili. Non vogliamo vedere la povertà perché smaschera il deserto che la genera». Il problema è che molti la misurano, ma pochi ci riescono. Tra Verona e Treviso la povertà è una colpa, una malattia, una vergogna. Chi si macchia di questo reato deve nascondere il suo sigillo. O fuggire. «Conosco famiglie - dice il poeta Andrea Zanzotto - che riprendono i treni dei nonni emigrati in Francia e Germania, o che ripartono per le Americhe. L' onda della ricchezza sicura è passata. Ma a far soffrire di più non sono le ristrettezze: scappano dal giudizio di fratelli e amici, dal confronto impietoso con il successo dei vicini». Del resto la «zona grigia», anche nella «Cina d' Europa», si allarga. Il Banco alimentare del Veneto, nel 2007, ha distribuito 497 tonnellate di cibo ad oltre 50 mila persone. I dormitori sono schizzati a quota 566, le mense popolari a 4974, i centri che distribuiscono vestiti a 1147. Due utenti su tre sono locali. Le famiglie povere, con meno di 1581 euro in quattro, sono 86969: 280 mila individui sotto i 582,20 euro al mese. L' area a rischio povertà quest' anno supererà il 12%, 530 mila persone: la seconda città della regione. Un povero su 5 ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato e il 23,9% della popolazione non è in grado di reggere una spesa imprevista. Il 16,1% fatica ad acquistare alimenti e vestiti necessari. Nell' ultimo anno, nei ricoveri notturni della regione, la presenza di italiani è raddoppiata. Solo a Padova il 70% delle pensioni è inferiore a mille euro al mese. A Treviso l' indigenza assoluta, in sette anni, è cresciuta di un terzo e per la prima volta supera il 5%. A Vicenza il microcredito diocesano, che offre un massimo di 3 mila euro per fronteggiare difficoltà economiche temporanee, è aumentato del 50%: sette domande su dieci sono di vicentini con il posto fisso. «Rispetto al resto d' Italia - dice il direttore scientifico della Fondazione Nordest, Daniele Marini - restiamo un' isola felice. Per la prima volta però le imprese chiuse superano quelle aperte e la crescita è sotto il 2%. L' inedito impoverimento è frutto di grandi difficoltà nascoste». Tra Schio, Thiene, Bassano e Montebelluna la processione dei «neocolpevoli di povertà» inizia alle 9. È la faccia della crisi di tessile, calzaturiero e abbigliamento. Davanti ai centri per l' impiego, fuori dalle 62 neonate «Agenzie di somministrazione di lavoro temporaneo», vagano centinaia di persone. Stipate nelle auto per dividere la benzina, fanno il giro di tutti gli sportelli. Depositano domande, verificano proposte. La maggioranza è del posto, tra i 45 e i 55 anni. Otto su dieci hanno un diploma di scuola superiore. Nove su dieci, perso il posto, non ne trovano un altro. Gli immigrati, disposti a tutto, vengono assunti direttamente. Per questo i veneti impoveriti odiano gli stranieri in fuga dalla fame. Criminalità e sicurezza coprono il problema più profondo: la concorrenza per una vita normale. Il nemico, però, è comune: Cina, India, l' Est, il pezzo di mondo che sta scatenando il cortocircuito del Triveneto. Come a San Vendemiano. Leggendo la «Tribuna» il popolo dei mutui a tasso variabile ha scoperto che il secondo contribuente del paese, dopo Del Piero, è diventato uno sconosciuto contoterzista di Pechino. Solo protetto dall' anonimato il direttore di un ufficio di collocamento accetta di spiegare «la devastante guerra contro il fallimento» che scuote la culla del benessere. «Il cancro - dice - sono le agenzie interinali. Dovrebbero assumere, trattenere l' 1% dello stipendio, garantire la paga nei periodi di mobilità. Nessuno applica la legge. La crisi è drammatica, la concorrenza spietata. Si tengono fino al 15% della paga, se finisci a spasso non coprono nulla. Prendere o lasciare: i ricchi diventano ancora più ricchi e la nuova massa dei poveri, per le statistiche, non è neppure disoccupata». Antonio, 39 anni di Arsiero, bussa da due anni alla porta dei suoi «agenti». Perito meccanico, raccatta meno di 500 euro al mese facendo il facchino a giornata. In aprile, lo sfratto. La moglie, con i due figli, è tornata nell' appartamento della madre. Troppo piccolo, per tutti. Lui, per un letto, fa il badante della zia. La famiglia si riunisce ai giardini, dove la sera mangiano triangoli di pizza avanzata. Fino al 2006 era una famiglia normale: ora sono stritolati dal prestito chiesto ad una finanziaria on-line. «Ci ostiniamo a parlare di povertà - dice il sociologo Alessandro Castegnaro - invece il dramma è la nuova vulnerabilità. In tutta Italia cresce spaventosamente una invisibile società vulnerabile, con il fiato sul collo, priva di risorse per l' imprevisto. Si discute di Pil e competitività, si tace la mancanza di una rete di protezione contro l' esclusione sociale, contro la nuova esposizione di massa all' impoverimento». In pochi giorni, senza colpa, si può finire dall' ufficio alla strada, dal tavolo di famiglia alla mensa delle suore. «La precarizzazione della vita - dice la ricercatrice Maria Bezze - è l' incubo fuori statistica che mina la nostra civiltà». Matrimonio, lavoro, casa, pensione, possono saltare in ogni momento. Le conseguenze, psicologiche e politiche, sono incontrollabili. All' Auchan di Mestre la «sindrome della quarta settimana» è una barzelletta vecchia. Bar e pizzerie si svuotano già con la seconda. Dalla metà del mese la pasta di marca resta sugli scaffali. Nella terza esplodono le spese con le tessere di credito. «Poi - dice la veterana delle cassiere - lavoriamo tre ore al giorno. E solo con le offerte». Una bomba innescata e sepolta. Vendere auto e telefonino, disdire il satellite e ripiegare su Jesolo, in Veneto non è un ritorno alla semplicità. «Senza negri, cinesi e zingari - dice Nicola, 52 anni, contabile in una cartiera di Rossano - ce ne sarebbe per tutti. Scegliamo quelli che ci servono e teniamoci le badanti: gli altri a casa loro». Un percorso elementare, bruciato in pochi anni: sacrifici, ricchezza, impoverimento, paura, territorialismo, xenofobia, tolleranza zero. «I numeri - dice Tiziato Vecchiato, direttore della Fondazione Zancan - non bastano a leggere la vita. La miseria del Veneto, come nel resto d' Italia, è molto peggiore di quanto appaia. I tempi di reazione dello Stato sono inadeguati e stanno per scadere. Siamo l' unica nazione europea priva di un piano di lotta alla povertà. Si confonde il welfare con la carità, seminiamo soldi invece che organizzare servizi. Così l' indice di disuguaglianza tra ricchi e poveri è il più alto del continente». Steso su una panchina della stazione di Verona, Tiziano non ci ha mai pensato. Ha 59 anni, da 40 lavora in una segheria. Fino a ottobre era caporeparto. Poi gli hanno scoperto una malattia rara, contratta in Costa D' Avorio. È uscito dall' ospedale a fine maggio. Non ha più trovato la moglie, la casa, il lavoro. Fruga nei cestini e non sa, come dice Chiara Saraceno, che «anche la Finanziaria 2008 accentua gli squilibri redistributivi e non prevede misure per il contrasto della povertà». Per lui contano solo tre parole, che ripete come un rosario: «Sono rimasto solo». È questa la condanna muta che incombe su una terra di irripetibile grandezza, apripista per il resto del Paese: il passaggio dall' indigenza inconfessata alla rottura delle relazioni personali. L' Italia della povertà facile regredisce nella solitudine cronica. Anche il Veneto della solidarietà, tra Schio e Mogliano, avverte per le prima volta la febbre della sconnessione sociale. «Perché siamo fatti così - dice lo scrittore Ferdinando Camon - : senza soldi e lavoro prima ci chiudiamo, poi esplodiamo. Qui nessuno si rassegna, piuttosto sparisce. Ormai o si vive in nero, o si è morti: ma se la legalità diventa un lusso per pochi, il federalismo di Bossi fa ridere. Nell' impoverimento cresce solo una generazione violenta e pronta a tutto». Corso Palladio, a Vicenza, è la sintesi dell' opulenza nordica al crepuscolo. Una mamma torna da scuola con la figlia. Controllano i prezzi di certe pentoline. Li scrivono in un quaderno, uno ad uno. Poi passano al negozio di biancheria, quindi dall' orefice. Compilano cataloghi completi per altri, imminenti shopping immaginari. Un barista dice che ogni giorno è così. Fino a settembre faceva la chimica in un caseificio. Adesso, la sera, porta la bambina dagli ex suoceri, indossa il vecchio camice e bussa al santuario di Monte Berico. Non ha più un euro, mai un acquisto, pulita come la felicità. Replica la commedia di un ruolo e interpreta un sogno, come i sommersi di un Veneto nuovo. Quel «Momento», nella vita, è passato e non se ne sono accorti. - GIAMPAOLO VISETTI
Qui e' riportato il Veneto, ma puo' essere qualsiasi altra regione d'Italia.
Realta' di tutti i giorni, ma che "cerchiamo di nasconderci".......
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"Il governo sull'uomo da parte dell'uomo è la schiavitù", - (Pierre-Joseph Proudhon)

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Old 12-06-2008, 09:40   #2
Feric Jaggar
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Mi sembra che questo articolo mescoli in un calembour i problemi dei divorziati (che sono purtroppo gli stessi in tutte le regioni), trend nazionale dell'impoverimento, questione mutui e disoccupazione. Come pezzo di colore forse può anche passare, ma come analisi non spiega un bel niente.
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Se c'è rimedio, perché ti disperi? Se non c'è rimedio, perché ti disperi?
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Old 12-06-2008, 10:01   #3
fracarro
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Io credo che la cosa succeda un po in tutta italia però è giusto che sia così.

Il popolo elegge i suoi rappresentanti e il popolo paga le conseguenze delle scelte di questi ultimi. Che il governo sia di destra o di sinistra nell'ultima decade si è assistiti ad un rafforzamento delle lobby nel paese che ha fatto si da un lato di arricchire ulteriormente la gente che i soldi già li aveva e dall'altro di impoverire quelli che un tempo erano benestanti. Se non arriverà qualcuno "nuovo" nella classe politica la situazione andrà avanti fino a quando il popolo affamato non riprenderà in mano le forche.
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Old 12-06-2008, 10:08   #4
beach_man
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Io credo che la cosa succeda un po in tutta italia però è giusto che sia così.

Il popolo elegge i suoi rappresentanti e il popolo paga le conseguenze delle scelte di questi ultimi. Che il governo sia di destra o di sinistra nell'ultima decade si è assistiti ad un rafforzamento delle lobby nel paese che ha fatto si da un lato di arricchire ulteriormente la gente che i soldi già li aveva e dall'altro di impoverire quelli che un tempo erano benestanti. Se non arriverà qualcuno "nuovo" nella classe politica la situazione andrà avanti fino a quando il popolo affamato non riprenderà in mano le forche.
La cosa succede di sicuro in tutta Italia.........
ma finche' sara' mascherata (anche da quelli che stanno "bene").....finche' non si scendera' di nuovo in piazza con le forche in mano.....finche' non impariamo a pensare solo al proprio "orticello".......non ci sara' mai un ricambio politico e soprattutto non si risolvera' mai un bel niente.
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Old 12-06-2008, 10:13   #5
tdi150cv
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Io credo che la cosa succeda un po in tutta italia però è giusto che sia così.

Il popolo elegge i suoi rappresentanti e il popolo paga le conseguenze delle scelte di questi ultimi. Che il governo sia di destra o di sinistra nell'ultima decade si è assistiti ad un rafforzamento delle lobby nel paese che ha fatto si da un lato di arricchire ulteriormente la gente che i soldi già li aveva e dall'altro di impoverire quelli che un tempo erano benestanti. Se non arriverà qualcuno "nuovo" nella classe politica la situazione andrà avanti fino a quando il popolo affamato non riprenderà in mano le forche.
ci risiamo ...
tutti ... ma proprio TUTTI ... vi siete fatti abbindolare dalla vostra stessa disinformazione grilliana , travagliana e disinformatori vari , ed ora credete che le colpe di tutto siano da imputare al governo presente e passato ...
Mi sembra di sentire i fanatici religiosi che per andare avanti devono trovare per forza di cose delle giustificazioni alle tristezze di tutti i giorni.
Questo non fa altro che mistificare la triste realta' e spostare l'attenzione sulla causa meno pesante.
Ti pare che la crisi italiana sia tale per causa dei governi italiani ?
NO ! ASSOLUTAMENTE NO !
La crisi e' mondiale ... o tutti hanno governi del caiser come i nostri oppure c'è qualcosa di diverso che sta accadendo.
Il mio quindi , come in tutti i post , e' un invito a riflettere almeno una volta nella vita evitando di attribuire colpe a chi ne ha solo in minima parte.
Per arrivare alla questione centrale ... be sto articolo sottolinea la triste realta' di tutto il paese ... nulla i nuovo , nulla che 10 anni fa non succedeva gia ...
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Old 12-06-2008, 10:16   #6
fracarro
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La cosa succede di sicuro in tutta Italia.........
ma finche' sara' mascherata (anche da quelli che stanno "bene").....finche' non si scendera' di nuovo in piazza con le forche in mano.....finche' non impariamo a pensare solo al proprio "orticello".......non ci sara' mai un ricambio politico e soprattutto non si risolvera' mai un bel niente.
Quelli che stanno bene non possono mascherare proprio niente. Se io non arrivo a fine mese quello che sta bene non potrà in nessun modo nascondermi quella realtà e infatti chi sta bene non cerca di nasconderla (sarebbe inutile e controproducente) bensì la "denuncia" ma soprattutto te ne da anche una causa che ovviamente è da attribuire allo "schieramento avverso". Fatto ciò, tu ti incazzi con lo schieramento avverso e preghi che il tuo schieramento risolva il problema. Questa IMHO è la situazione, un ciclo perpetuo. Tant'è che anche le elezioni lo dimostrano. Una volta vince uno una volta vince l'altro perchè una volta delude uno e una volta delude l'altro. Ma alla fine chi paga è sempre il povero cristo.
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Old 12-06-2008, 10:24   #7
beach_man
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Quelli che stanno bene non possono mascherare proprio niente. Se io non arrivo a fine mese quello che sta bene non potrà in nessun modo nascondermi quella realtà e infatti chi sta bene non cerca di nasconderla (sarebbe inutile e controproducente) bensì la "denuncia" ma soprattutto te ne da anche una causa che ovviamente è da attribuire allo "schieramento avverso". Fatto ciò, tu ti incazzi con lo schieramento avverso e preghi che il tuo schieramento risolva il problema. Questa IMHO è la situazione, un ciclo perpetuo. Tant'è che anche le elezioni lo dimostrano. Una volta vince uno una volta vince l'altro perchè una volta delude uno e una volta delude l'altro. Ma alla fine chi paga è sempre il povero cristo.
....Non la butterei sempre e solo sulla questione politica.....anche perche' inutile ricordare che se qualcuno va al governo e' perche' qualcun'altro lo ha votato.
I problemi sono altrove e la politica non e' "l'unica" soluzione.....
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Old 12-06-2008, 10:45   #8
afterburner
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Mi sono fermato qua dal nervoso di leggere ste puttanate:
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Fino all' anno scorso, a Valdagno, trascorreva la primavera sfogliando i cataloghi dei villaggi-vacanze in Sardegna. Perso il marito, passa il sabato a pulire magazzini.
Sono veneto e ti assicuro che se uno ha voglia di lavorare qua in veneto il lavoro lo trova.
Purtroppo tutti vogliono fare SOLO il "lavoro per cui ho studiato" e quando gli proponi un lavoro interinale o come operaio non lo accettano. E' per questo che gli imprenditori sono costretti ad assumere rumeni e africani.
Io, se perdessi il lavoro che ho adesso (che mi piace) non avrei alcun problema a lavorare in un call center o in catena di montaggio per qualche mese o anno in attesa di trovare un lavoro che mi piace come quello che ho adesso. Ma per la maggior parte della gente non e' cosi', preferiscono lamentarsi e aspettare senza far nulla il "lavoro per cui ho studiato".

Comunque il veneto e' pienissimo di gente, di fighetti che vivono come la cicala, sopra le loro possibilita' e appena arriva la crisi si trovano senza un soldo in banca perche' hanno speso tutto per comprare il touareg al marito, l'slk alla moglie, le lampade e l'estetista 3 volte la settimana, le vacanze in sardegna o a sharm, spendendo tutto quello che guadagnano per l'immagine, senza mettere via nulla: e poi si lamentano che quando arriva un po' di crisi sul lavoro esauriscono i risparmi in meno due mesi!
Ma per favore!

Ultima modifica di afterburner : 12-06-2008 alle 10:48.
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Old 12-06-2008, 10:56   #9
maso87
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Mi sembra di sentire i fanatici religiosi che per andare avanti devono trovare per forza di cose delle giustificazioni alle tristezze di tutti i giorni.
Questo non fa altro che mistificare la triste realta' e spostare l'attenzione sulla causa meno pesante.
Ti pare che la crisi italiana sia tale per causa dei governi italiani ?
NO ! ASSOLUTAMENTE NO !
La crisi e' mondiale ... o tutti hanno governi del caiser come i nostri oppure c'è qualcosa di diverso che sta accadendo.
Il mio quindi , come in tutti i post , e' un invito a riflettere almeno una volta nella vita evitando di attribuire colpe a chi ne ha solo in minima parte.
Per arrivare alla questione centrale ... be sto articolo sottolinea la triste realta' di tutto il paese ... nulla i nuovo , nulla che 10 anni fa non succedeva gia ...
Tu sei al corrente di come vanno le cose in altri paesi ? Rimanendo in Europa ad esempio ?
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Old 12-06-2008, 10:57   #10
LUVІ
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Il concetto di fondo è che che prima (e per prima intendo 10, 20, 30 anni fa) tirava avanti, ora a stento sopravvive e sono sempre di più, e che chi stava "bene", ora naviga nell'oro, e sono sempre di meno.
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Old 12-06-2008, 11:14   #11
afterburner
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Il concetto di fondo è che che prima (e per prima intendo 10, 20, 30 anni fa) tirava avanti, ora a stento sopravvive e sono sempre di più, e che chi stava "bene", ora naviga nell'oro, e sono sempre di meno.
Puo' darsi, in alcuni casi e' vero, ma e' anche vero che c'e' sempre meno voglia di lavorare.
30-40 anni fa molti giovani un lavoro in catena di montaggio lo accettavano e, come ha fatto mio padre, se lo tenevano per tutta la vita fino alla pensione.
Adesso non ce n'e' uno di giovane italiano che accetta un lavoro simile: tutti vogliono il lavoro bello, pulito, dove si guadagna bene e si fa poco e nell'attesa di questo tipo di lavoro non accettano di fare per qualche mese un lavoro che richiede qualche sacrificio, preferiscono aspettare mantenuti da mamma' e lamentarsi che non trovano lavoro.
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Old 12-06-2008, 11:19   #12
tdi150cv
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Puo' darsi, in alcuni casi e' vero, ma e' anche vero che c'e' sempre meno voglia di lavorare.
30-40 anni fa molti giovani un lavoro in catena di montaggio lo accettavano e, come ha fatto mio padre, se lo tenevano per tutta la vita fino alla pensione.
Adesso non ce n'e' uno di giovane italiano che accetta un lavoro simile: tutti vogliono il lavoro bello, pulito, dove si guadagna bene e si fa poco e nell'attesa di questo tipo di lavoro non accettano di fare per qualche mese un lavoro che richiede qualche sacrificio, preferiscono aspettare mantenuti da mamma' e lamentarsi che non trovano lavoro.
dimentichi che se il lavoro non e' strapagato , pulito , con ficus del potere e non consenta di uscire alle 16.30 permettendoti cosi' di andare a fare l'aperitivo allora fa schifo.
Vero anche che poi dall'altra parte abbiamo gli amiconi del garantismo che a sentir parlare di lavoro straordinario si stracciano le vesti ...
quindi e' un controsenso totale ...
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Old 12-06-2008, 11:21   #13
lowenz
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dimentichi che se il lavoro non e' strapagato , pulito , con ficus del potere e non consenta di uscire alle 16.30 permettendoti cosi' di andare a fare l'aperitivo allora fa schifo.
Vero anche che poi dall'altra parte abbiamo gli amiconi del garantismo che a sentir parlare di lavoro straordinario si stracciano le vesti ...
quindi e' un controsenso totale ...
Scusa tanto, ma rendere ordinario lo stra-ordinario è un clamoroso controsenso.
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Old 12-06-2008, 11:26   #14
tdi150cv
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Scusa tanto, ma rendere ordinario lo stra-ordinario è un clamoroso controsenso.
no ma che i sindacati mi rompano i coglioni perch+è mi fermo in ufficio fino alle 9 della sera se permetti puo' starmi sui maroni no !?
Si parla sempre di liberta' in tutto ... fatemi scegliere se lavorare o meno e non rompetemi le balle no !?
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Old 12-06-2008, 11:27   #15
fracarro
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Puo' darsi, in alcuni casi e' vero, ma e' anche vero che c'e' sempre meno voglia di lavorare.
30-40 anni fa molti giovani un lavoro in catena di montaggio lo accettavano e, come ha fatto mio padre, se lo tenevano per tutta la vita fino alla pensione.
Adesso non ce n'e' uno di giovane italiano che accetta un lavoro simile: tutti vogliono il lavoro bello, pulito, dove si guadagna bene e si fa poco e nell'attesa di questo tipo di lavoro non accettano di fare per qualche mese un lavoro che richiede qualche sacrificio, preferiscono aspettare mantenuti da mamma' e lamentarsi che non trovano lavoro.
Si ma è anche vero che 30-40 anni fa quando uscivi dall'università con una laurea come medico, ingegnere, avvocato ecc.ecc. non credo che prima di trovare lavoro dovessi farti qualche anno in catena di montaggio.

Se mi son fatto il mazzo all'università per prendermi una laurea e cominciare a lavorare a 25 anni credo che sia "legittimo" che mi cerchi il lavoro per cui ho studiato. Se dovevo andare in catena di montaggio ci andavo prima a 18 anni evitando lo stress e la fatica di anni di studio e l'esborso economico necessario per stare all'università. Ovviamente se per un po il lavoro non arriva, piuttosto che starmene a casa come un parassita preferisco trovarmi qualche altro lavoro ma sempre con la prospettiva di tornare a quello per cui ho sputato sangue. (mi riferisco alla laurea vecchio ordinamento).
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Old 12-06-2008, 11:29   #16
lowenz
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no ma che i sindacati mi rompano i coglioni perch+è mi fermo in ufficio fino alle 9 della sera se permetti puo' starmi sui maroni no !?
Si parla sempre di liberta' in tutto ... fatemi scegliere se lavorare o meno e non rompetemi le balle no !?
Su quello niente da dire, però deve essere una libera scelta per qualcosa di più (assolutamente legittimo), non per arrivare alla sufficienza.

E' come se per la maturità scientifica chiedessi all'esame la quantocromodinamica quantistica per il 60
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Old 12-06-2008, 11:41   #17
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ci risiamo ...
tutti ... ma proprio TUTTI ... vi siete fatti abbindolare dalla vostra stessa disinformazione grilliana , travagliana e disinformatori vari , ed ora credete che le colpe di tutto siano da imputare al governo presente e passato ...
Mi sembra di sentire i fanatici religiosi che per andare avanti devono trovare per forza di cose delle giustificazioni alle tristezze di tutti i giorni.
Questo non fa altro che mistificare la triste realta' e spostare l'attenzione sulla causa meno pesante.
Ti pare che la crisi italiana sia tale per causa dei governi italiani ?
NO ! ASSOLUTAMENTE NO !
La crisi e' mondiale ... o tutti hanno governi del caiser come i nostri oppure c'è qualcosa di diverso che sta accadendo.
Il mio quindi , come in tutti i post , e' un invito a riflettere almeno una volta nella vita evitando di attribuire colpe a chi ne ha solo in minima parte.
Per arrivare alla questione centrale ... be sto articolo sottolinea la triste realta' di tutto il paese ... nulla i nuovo , nulla che 10 anni fa non succedeva gia ...

mio dio che coerenza.. prima di aprile il colpevole era uno solo e c'era la fame... ora la colpa è un pò di tutti e c'è "la crisi"... onestà intellettuale = 0
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ho concluso con: Beep Beep - bagluca - ShaDe - alenter - djlorenz - Gordon Freeman - mariotanza - ciufoligo - johnny185 - scarano76 - lamerone - Boxer2 - fabiuxx - Sakurambo - gianpixel - alstare84 - nickluck - ziodamerica - ReDBouL - Coop - Keffo - sv4 - niko0 - shin82 - daikengorobot - patafrana - OcTaGoN - Shippo - Bladexx - superman79 - Fran123 - cos1950 - Xidius - cdere - daygo - 2fst4rc - maxcarra - almus! - Juliàn Carax - e non ne aggiungo più...
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Old 12-06-2008, 11:50   #18
afterburner
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Si ma è anche vero che 30-40 anni fa quando uscivi dall'università con una laurea come medico, ingegnere, avvocato ecc.ecc. non credo che prima di trovare lavoro dovessi farti qualche anno in catena di montaggio.
30-40 anni fa c'era 1 laureato ogni 100 giovani (cifra sparata a caso, come esempio) oggi ce ne sono 90 ogni 100 giovani, pero' i posti da medico, ingegnere, avvocato non sono aumentati in maniera analoga quindi un laureato ha molte meno probabilita' di trovare il "lavoro per cui ha studiato", ci vuole piu' tempo, pazienza e anche disponibilita' a trasferirsi.

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Se mi son fatto il mazzo all'università per prendermi una laurea e cominciare a lavorare a 25 anni credo che sia "legittimo" che mi cerchi il lavoro per cui ho studiato. Se dovevo andare in catena di montaggio ci andavo prima a 18 anni evitando lo stress e la fatica di anni di studio e l'esborso economico necessario per stare all'università. Ovviamente se per un po il lavoro non arriva, piuttosto che starmene a casa come un parassita preferisco trovarmi qualche altro lavoro ma sempre con la prospettiva di tornare a quello per cui ho sputato sangue. (mi riferisco alla laurea vecchio ordinamento).
La tua ambizione e' pienamente legittima! ci mancherebbe! quello che condanno e' la vita parassitica di certi laureati che stanno 3-4 anni senza far niente dopo la laurea perche' non accettano lavori "umili" ma cercano solo il "lavoro per cui ho studiato".
E, come ho detto nel mio post, ci sono sempre meno giovani disposti a fare un lavoro "umile" anche solo per qualche mese in attesa del lavoro che cercano. Preferiscono bivaccare a casa, far niente e lamentarsi che e' un mondo di merda perche' non possono fare il "lavoro per cui ho studiato".
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Old 12-06-2008, 12:12   #19
GUSTAV]<
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Il concetto di fondo è che che prima (e per prima intendo 10, 20, 30 anni fa) tirava avanti, ora a stento sopravvive e sono sempre di più, e che chi stava "bene", ora naviga nell'oro, e sono sempre di meno.
negli anni 50 cioè nel dopoguerra, chi aveva perso, non era nè l'Italia, nè il Popolo,
ma i Nobili e i ricchi, grandi latifondisti terreni.
Più passa il tempo più si ritorna al punto di partenza, con super arricchiti,
e popolo sempre più povero... io non sono contro la proprietà privata..
una casa, l'auto, il conto in banca.. limitatamente ad una cifra ragionevole..
chessò.. 500.ooo€ ma contro i grandi latifondisti, proprietari, (anche attraverso società)
di capitali inimmaginabili, di oltre 100 milioni di euro..
Latifondisti che non servono a nulla, tutta kriptonite della società..
In questi casi redistribuzione delle ricchezze, a chi ha voglia di fare, di studiare..
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Old 12-06-2008, 12:24   #20
tdi150cv
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mio dio che coerenza.. prima di aprile il colpevole era uno solo e c'era la fame... ora la colpa è un pò di tutti e c'è "la crisi"... onestà intellettuale = 0
come sempre ...

io vi aiuto e vi invito a uscire dalle vostre idee cosi' limitate ma se tu preferisci rimanere ristretto in poche e futili convinzioni pazienza ... e' solo un problema tuo ...
Cazz io ci provo mi sforzo ... dai su cerca anche tu di imparare a capire ...

p.s. vedi che ho difeso anche il precedente governo ... talmente di idee ristrette che ti sei perso anche questo concetto ...
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