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Old 16-04-2008, 10:40   #41
efa
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Originariamente inviato da gourmet Guarda i messaggi
In questi giorni il forum è invaso da persone disinformate che aprono thread stile bar sport, sparando cose totalmente false sentite dire in giro.
1) Alitalia ha già liberato gli slot di malpensa. Se la SEA trova qualcuno che li vuole, è già libera di assegnarli. Il problema è che un hub è tale solo se c'è una compagnia di riferimento che faccia di quell'aereoporto la sua base operativa in cui concentrare la maggior parte dei voli. Quindi se quegli slot vengono divisi tra 3000 compagnie diverse, Malpensa non sarà più un hub.
2) Il fallimento di Alitalia non comporterebbe alcun beneficio per Malpensa.
3) Il governo non può fare nulla direttamente, perchè non può finanziare Alitalia.
4) AirFrance cosa farebbe? farebbe quello che il governo non può fare.. mettere soldi. Alitalia ha disperato bisogno di soldi.. non parole e impegni, soldi, liquidi e subito.
5) Le soluzioni italiane, ossia AirOne o le fantomatiche cordate, mancano proprio di questo non trascurabile elemento.. i soldi. In Italia sono tutti bravi a parlare, ma nessuno vuol mettere mano al portafogli. Quindi resta solo AirFrance.

Quindi cosa succederà? boh!
Ascoltando Radio24, era saltata fuori questa cosa; Un conto è che AirFrance si prenda Alitalia e se ne vada a Roma, un conto è che AirFrance si prenda Alitalia e ponga un veto sulle scelte future del governo riguardo a Malpensa, ecco dove stà il punto.

Quindi mi domando? da dove salta fuori questa crociata contro AirFrance?
qualcosa di vero che non conosciamo c'è sicuramente.

Non penso siano tutti impazziti e si siano scagliati contro AirFrance.
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Old 16-04-2008, 10:42   #42
lupotto
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Originariamente inviato da Capozz Guarda i messaggi
Mah, alla fine non so cosa sia meglio. Air France la prenderebbe davvero per due soldi e credo che nel giro di poco tempo la farebbe chiudere, incorporando ciò che le serve e vendendo/licenziando mezzi e personale che non le servono.
Bisognerebbe vedere come sta effettivamente il bilancio, se la situazione non è totalmente catastrofica, sotto una gestione attenta e capace si potrebbe evitare di venderla e rimetterla in piedi, un pò come è successo con la Fiat.
La Fiat è risorta grazie ad un vero manager che si chiama Marchionne, che ha anche avuto il coraggio di dire o lui o Lapo Elkann.

Forse se Marchionne entrasse in Alitalia in 3 o 4 anni rimetterebbe le cose a posto, ma stai pur sicuro che Alitalia non può essere risanata sena tagliare la mare di gente assunta in questi anni che stà lì a pascolare.
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Old 16-04-2008, 10:44   #43
alex10
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L'Avatar di alex10
 
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Originariamente inviato da Capozz Guarda i messaggi
era quello che intendevo, nel senso che hanno distrutto un marchio sportivo e con un certo nome a produrre utilitarie e berlinotti coreani...meglio che alfa se la sia presa la fiat
E' stato fatto per dare immagine a dei prodotti che in Europa non avevano feeling ... cmq ricordo che Lui disse le stesse cose con la fiat ... " le rimarchiamo Ferrari così le vendiamo " .....
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Old 16-04-2008, 10:54   #44
peppequo
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L'Avatar di peppequo
 
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La crociata contro AirFrance consiste solo nel non voler declassare Malpensa a favore di Fiumicino. Non vi dimenticate i proclami pacati di Bossi quando Alitalia disse di voler abbandonare Malpensa. Adesso che Silvio ha vinto, si deve tener buona la Lega e i suoi elettori, con l'impegno di riportare Malpensa a livello di hub. Si perchè come dice lui l'Italia è in ginocchio, si deve rialzare ma mi pare che vogliano far rialzare solo il nord spostando tutto li. A no dimenticavo, per il sud faranno il ponte sullo stretto così avremo, non so se e tra quanti anni, un ponte che, oltre ad essere impossibile costruire a detta dei maggiori esperti, collegherà le due mulattiere presenti sulle sponde calabresi e siciliane. Però nel frattempo qualcuno sarà ricordato per l'opera, magari metteranno anche un bel busto o gli verrà intitolata, e qualche suo amico/conoscente/votante farà affari di platino con la costruzione.
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When they kick at your front door / How you gonna come / With your hands on your head / Or on the trigger of your gun / When the law break in / How you gonna go / Shot down on the pavement / Or waiting on death row / You can crush us / You can bruise us / But you'll have to answer to / Oh the guns of Brixton
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Old 16-04-2008, 10:56   #45
Stigmata
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Originariamente inviato da peppequo Guarda i messaggi
A no dimenticavo, per il sud faranno il ponte sullo stretto così avremo, non so se e tra quanti anni, un ponte che, oltre ad essere impossibile costruire a detta dei maggiori esperti, collegherà le due mulattiere presenti sulle sponde calabresi e siciliane. Però nel frattempo qualcuno sarà ricordato per l'opera, magari metteranno anche un bel busto o gli verrà intitolata, e qualche suo amico/conoscente/votante farà affari di platino con la costruzione.
Questa te la quoto alla grande.
Imho il ponte sullo stretto, ora come ora, è una grande inutilità... altro che grande opera.
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Old 16-04-2008, 11:03   #46
zuper
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Tipo l'alfa romeo che è stata venduta alla fiat anzichè alla GM per l'interessamento dell'amichetto di Ilvio Bettino Craxi nonostante Prodi volesse fare il contrario?
link?????????
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"W la foca, che dio la benedoca"
poteva risolvere tutto la sinistra negli anni in cui ha governato e non l'ha fatto. O sono incapaci o sta bene anche a "loro" cosi.
L'una o l'altra inutile scandalizzarsi.[plutus]
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Old 16-04-2008, 11:03   #47
peppequo
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Questa te la quoto alla grande.
Imho il ponte sullo stretto, ora come ora, è una grande inutilità... altro che grande opera.
No guarda, qui ti sei sbagliato, per qualcuno il ponte sarebbe molto utile
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Old 16-04-2008, 11:05   #48
seb87
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Originariamente inviato da zuper Guarda i messaggi
link?????????
ma possibile che una volta non riesci ad andare su google e cercare una fonte...

sempre con queste richieste di link...

se ne hai voglia, è molto facile informarsi...poi ora che c'è google...
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Old 16-04-2008, 11:13   #49
zuper
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ma possibile che una volta non riesci ad andare su google e cercare una fonte...

sempre con queste richieste di link...

se ne hai voglia, è molto facile informarsi...poi ora che c'è google...
di link su prodi e alfaromeo ne trovo a quintalate....

non ne trovo però del fatto che prodi volesse venderla a ford
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poteva risolvere tutto la sinistra negli anni in cui ha governato e non l'ha fatto. O sono incapaci o sta bene anche a "loro" cosi.
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Old 16-04-2008, 11:13   #50
Stigmata
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No guarda, qui ti sei sbagliato, per qualcuno il ponte sarebbe molto utile
Ah non lo metto in dubbio
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Old 16-04-2008, 11:14   #51
trallallero
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Originariamente inviato da seb87 Guarda i messaggi
ma possibile che una volta non riesci ad andare su google e cercare una fonte...

sempre con queste richieste di link...

se ne hai voglia, è molto facile informarsi...poi ora che c'è google...
bene, io ho trovato questa

http://www.nwo.it/disastri.html

Quote:
I disastri di Prodi all'IRI (2) Così si sono mangiati l'Italia

Rivendicare con insolenza e orgoglio la propria storia professionale e, in particolare, la responsabilità delle disastrose privatizzazioni che hanno impoverito il Paese negli anni Novanta, dimostra quanto abbiamo già avuto modo di scrivere su Romano Prodi: è un uomo abile e fortunato. Calca la scena politica italiana da quasi trent’anni, si propone alla Seconda - e magari alla Terza - Repubblica, quando è figlio prediletto della degenerazione della Prima. Deve questa straordinaria resistenza, oltre alla buona stella che lo assiste, anche alla tenacia fuori dal comune, alla determinazione e alle ambizioni senza pari, oltre che un gran tempismo e soprattutto un discreto opportunismo. Il suo cursus honorum è costellato di incarichi prestigiosi assolti mediocremente: pessima la sua prima gestione del carrozzone Iri, disastrosa (seppur breve) la seconda, come inquilino di Palazzo Chigi è stato cacciato dalla stessa parte politica che là lo aveva mandato, da presidente della Commissione Ue si è attirato critiche unanimi della stampa internazionale... Eppure - sarà per quell’aria apparentemente inoffensiva e bonaria, da curato di campagna, che spinge i suoi avversari a sottovalutarlo (Massimo Giannini ha recentemente ironizzato: «I suoi artigli grondano bontà») - è sempre riuscito a risorgere dai propri fallimenti. Meglio: è riuscito spesso a far passare l’idea che venisse “epurato” per la propria ostinazione a difendere gli interessi generali invece che quelli dei soliti noti, proprio lui che ha sempre flirtato coi poteri forti e con le aree politiche legate a questi ultimi. Così, da ogni flop ha preso nuovo slancio, potendo contare sulle amicizie giuste, su un “ombrello” di potentati che l’hanno protetto, essendone lui fedele reggicoda. All’inizio fu la compatta falange della sinistra Dc, che poi risulterà non a caso l’unica componente dell’ex Balena Bianca a salvare le penne nella bufera giudiziaria di Tangentopoli. Poi, subito dopo, certi poteri italiani legati agli ambienti cattolici (Nanni Bazoli) e laici (Carlo De Benedetti ma anche Gianni Agnelli) del centrosinistra, con i conseguenti addentellati nel mondo dei mass media (garanzia di un appoggio propagandistico davvero indispensabile per un personaggio sostanzialmente inascoltabile come è lui). Infine, l'ombra lunga di Goldman Sachs.

È, questo, un capitolo piuttosto oscuro della nostra storia. Attraverso le privatizzazioni furono smantellati settori trainanti dell'economia italiana: quello agro-alimentare già dell’Iri (acquisito da gruppi inglesi, olandesi ed americani), il Nuovo Pignone dell’Eni, la siderurgia di Stato, l’Italtel, l’Imi. Sono state inoltre privatizzate Telecom (con le conseguenze che purtroppo stiamo osservando proprio in questi giorni) e in parte anche Enel ed Eni, già enti di Stato che potrebbero presto finire nelle mani delle solite multinazionali estere. Iniziatore e protagonista - pure reo confesso - di questo processo fu Prodi, prima come presidente dell’Iri, specie durante il suo secondo mandato (1993-94), poi come presidente del Consiglio (1996-99).

Ovviamente, una operazione così complessa non nasce né viene portata avanti da un uomo solo, perlopiù impacciato come è il professore bolognese. Serve un forte gruppo di potere. Ve ne sono alcuni, internazionali, particolarmente potenti: Bilderberg, Rothschild, Goldman Sachs... Prendiamo allora quest’ultimo, una cosiddetta merchant bank (banca d’affari) già presente al famoso summit del Britannia, dove si decise lo smantellamento dello Stato-imprenditore italiano; ha poi ricoperto un ruolo essenziale nel processo di privatizzazione delle partecipazioni statali, favorendo l’intervento delle grandi multinazionali sue clienti privilegiate e potendo contare per questo sull’amicizia di importanti uomini di potere nostrani, come Mario Draghi, che è stato fino all’altro ieri vicepresidente Goldman per l'Europa, e poi proprio il Romano Prodi, a più riprese consulente di livello della banca e per questo assai ben remunerato (3,1 miliardi di lire di compensi, come scrissero il Daily Telegraph e l'Economist).

Draghi, oltre che direttore generale del Tesoro tra il '96 e il 2003, presiedette nel '93 il Comitato per le privatizzazioni; nello stesso periodo Goldman Sachs, tramite il fondo Whitehall, acquisì nel 2000 l'ingente patrimonio immobiliare dell'Eni di San Donato Milanese, oltre agli immobili della Fondazione Carialo e, assieme alla Morgan Stanley, quelli della Unim, Ras e Toro. Prodi era presidente dell’Iri quando decise la privatizzazione della Credito Italiano proprio tramite la Goldman Sachs, che fissò il valore delle azioni a 2.075 lire, meno di quello di Borsa (che era a quota 2.230). Ma dobbiamo all’attuale premier anche la perdita di molti dei marchi storici del nostro comparto agroalimentare, ovviamente finiti (male) in mano straniera. Prodi concluse la cessione dell'Italgel (900 miliardi di fatturato) alla Nestlé per 703, così come l’assai discussa vendita della Cirio-Bertolli-De Rica (fatturato 110 miliardi, valutata 1.350), ad una fantomatica finanziaria lucana (Fisvi) al prezzo di 310 miliardi, che ne garantì il pagamento con la futura alienazione di parte del gruppo stesso alla multinazionale Unilever (ne abbiamo già parlato ieri a proposito del caso Sme).

Il marchio di Goldman Sachs ritorna prepotentemente alla ribalta ora, perché “suo” uomo è il sottosegretario all’Economia Massimo Tononi, che ha lasciato Londra dopo aver finanziato la campagna elettore del Professore con 100 mila euro, per occuparsi della presenza del Tesoro in società, come Eni ed Enel, oggetto del desiderio della merchant bank. Così come uomo Goldman è quel Claudio Costamagna, giovane banchiere dalla carriera folgorante, consulente di Rupert Murdoch nell’affare Telecom, il cui nome era circolato come possibile nuovo presidente della Cassa depositi e prestiti che avrebbe dovuto rilevare la rete fissa della nostra maggiore compagnia compagnia telefonica, in base al piano elaborato (artigianalmente? Vien davvero da dubitarne) dal fidato braccio destro di Prodi, il dimissionato Angelo Rovati. Tononi e Costamagna hanno lavorato per anni nello stesso team della Goldman Sachs, ça va sans dire. Insomma, l’intreccio è perlomeno curioso, nonché appassionante.

Ma proseguiamo e, per non sembrare cultori di spy story, buttiamoci nella concretezza dei numeri. Quello della Sme a De Benedetti non è l’unica cessione sballata che Prodi avrebbe voluto effettuare, a prezzi poi rivelatisi impropri. Pare essere proprio un vizietto del professore, sempre così generoso coi poteri che contano (passateci la malizia). Pensiamo alla Stet, ricca e potente finanziaria delle telecomunicazioni, che controllava Sip, ma anche Italtel e Sirti: nell’ottobre 1988 Iri vendette a Stet il 26% del pacchetto azionario Italtel per 440 miliardi, quando in base a un piano elaborato due anni prima da Prodi e Fiat ne avrebbe ricavati solo 210. O ancora, alla vicenda del Banco di Santo Spirito, acquistata dalla Cassa di risparmio di Roma diretta dal demitiano Pellegrino Capaldo: il progetto iniziale - appoggiato dall’attuale premier - prevedeva introiti per l’Iri tra i 350 e i 500 miliardi, mentre quello finale, profondamente trasformato, toccò quota 794 miliardi. Abbiamo già accennato alle cifre improprie della privatizzazione Credit, durante il “Prodi II” all’Iri. E forse varrebbe anche la pena di rievocare altre storiacce, come quella della sciagurata gestione del buco Finsider o dei fondi neri Italstat.

Ma vorremmo chiudere invece con l’episodio della vendita Alfa Romeo alla Fiat. Prodi, allora presidente Iri cui apparteneva il marchio del Biscione attraverso Finmeccanica, in tempi recenti ha sostenuto: «Volevo vendere l’Alfa alla Ford, fecero di tutto per impedirmelo e ci riuscirono». È stato subito smentito da Fabiano Fabiani, ex ad di Finmeccanica e all’epoca dei fatti a capo della delegazione che trattava per conto dell’azionista pubblico la cessione della casa automobilistica di Arese: «Non ho percepito un’opposizione di Prodi all’acquisizione dell’Alfa Romeo da parte della Fiat». Le cose andarono così. L’Alfa perdeva centinaia di miliardi l’anno eppure la Ford, probabilmente ritenendo che si potesse usare un nome di grande tradizione e una casa con clienti affezionatissimi per sbarcare in Europa, avanzò un’offerta assai generosa: ben 3.300 miliardi (secondo alcune fonti 4.000) per acquisire gradualmente il pieno controllo entro otto anni, piano di investimento di 4.000 miliardi per il quadriennio successivo all’acquisto, ottime garanzie per coloro che risultavano impiegati nel carrozzone. L’offerta venne formalizzata il 30 settembre del 1986 e restava valida fino al 7 novembre dello stesso anno. Tutti d’accordo? Non proprio. Prodi informò subito Cesare Romiti: nulla di male, poteva essere un tentativo per ottenere un rilancio Fiat, che puntualmente arrivò il 24 ottobre. Ma era assai deludente: prevedeva un prezzo di acquisto di 1.050 miliardi, in cinque rate senza interessi, prima rata nel 1993 (alla fine Fiat sborsò in realtà tra i 300 e i 400 miliardi), poi 4.000 miliardi di investimenti entro il 1995 e molti posti di lavoro da tagliare per recuperare competitività. Bene : il 6 novembre l’Iri di Prodi cedette l’Alfa alla famiglia Agnelli, quella che dieci anni più tardi, con Mortadella al governo, sarebbe stata tenuta artificialmente a galla con gli ecoincentivi per l’auto.

«Per me in particolare sarebbe come sconfessare parte della mia storia professionale, visto che da presidente dell'Iri in quegli anni ho avviato uno dei più consistenti processi di privatizzazione intrapresi in Europa»: Prodi ha voluto ripetere nove volte questa frase, giovedì in Parlamento. Ma siamo davvero sicuri che sia un passato del quale menar vanto?
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Old 16-04-2008, 11:15   #52
zuper
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bene, io ho trovato questa

http://www.nwo.it/disastri.html
si vabbè....ma postare link in cui prodi HA SVENDUTO a fiat è facile
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Old 16-04-2008, 11:16   #53
^TiGeRShArK^
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link?????????
ho solo cannato l'acquirente, era la ford non la gm, visto che stai sempre a fare il pignolo su quello che scrivo
comunque "Google is you friend" se vuoi dei link.
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Old 16-04-2008, 11:17   #54
Onisem
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Non fraintendete il titolo, ma piuttosto che hai Francesi, che hanno la vista lunga e il braccino corto, meglio il fallimento.

Quelli del centro destra lo sanno bene, e piuttosto che decretare la fine di Malpensa, faranno fallire Alitalia, ma ai Francesi mai.

Raschiando il fondo del barile, salta fuori che tra le condizioni imposte da AirFrance, c'è quella che Alitalia se ne stia a Roma tenendosi i diritti aereoportuali di Malpensa, cargo compresi.

Per farla breve, mai più nessun vettore potrà operare su Malpensa, decretando la morte dell'hub, Praticamente assurdo e ridicolo.

Anche senza Alitalia, Malpensa puo' diventare un grande aereoporto, ma se Alitalia finisce in mano ai Francesi, Malpensa morirà.

Ecco perchè Alitalia fallirà.

Rimane sempre la cordata, ammesso che ci sia.
Ma va, non hai ancora capito le intenzioni di Berlusconi? Restituire Alitalia sul groppone di noi contribuenti. Già prima delle elezioni aveva parlato di prestiti ponte et similia, magari la lasciassero fallire!
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese)
"Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?"
Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia.
Onisem è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 16-04-2008, 11:21   #55
zuper
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ho solo cannato l'acquirente, era la ford non la gm, visto che stai sempre a fare il pignolo su quello che scrivo
comunque "Google is you friend" se vuoi dei link.

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di link su prodi e alfaromeo ne trovo a quintalate....

non ne trovo però del fatto che prodi volesse venderla a ford
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Old 16-04-2008, 11:22   #56
efa
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Adesso che Silvio ha vinto, si deve tener buona la Lega e i suoi elettori, con l'impegno di riportare Malpensa a livello di hub. Si perchè come dice lui l'Italia è in ginocchio, si deve rialzare ma mi pare che vogliano far rialzare solo il nord spostando tutto li.

Il centro sud non si rialza certo declassando Malpensa a favore di Fiumicino.

Infatti chi partiva da Malpensa, adesso parte da Francoforte, mica da Roma.
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Old 16-04-2008, 11:23   #57
trallallero
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si vabbè....ma postare link in cui prodi HA SVENDUTO a fiat è facile
e trovare link che, invece, alla fine, riescono comunque a trovare il modo per dare la colpa sempre a Sua Nanezza, è ancora più facile
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Old 16-04-2008, 11:23   #58
zuper
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Infatti chi partiva da Malpensa, adesso parte da Francoforte, mica da Roma.
AZZ....davvero c'è qualcuno che lo capisce?????
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Old 16-04-2008, 11:31   #59
drakend
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Io direi che è ora di mettere un po' di braccialetti ai medici compiacenti che fanno certificati falsi...
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Old 16-04-2008, 11:49   #60
^TiGeRShArK^
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Originariamente inviato da zuper Guarda i messaggi
si vabbè....ma postare link in cui prodi HA SVENDUTO a fiat è facile
lo so, non tutti sanno usare google al giorno d'oggi
ecco qui allora:
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Originariamente inviato da corriere
Nei verbali della deposizione dell' amministratore delegato Fiat davanti ai giudici di Mani Pulite la diagnosi del malessere italiano TITOLO: Romiti: spaventoso degrado morale Le pressioni di Craxi e De Mita sulla Teksid, le ingerenze USA nell' affare Alfa - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - MILANO . Le pressioni di Bettino Craxi e di Ciriaco De Mita. Le intrusioni degli americani nell' affare Alfa Romeo. Le scorribande dei big di partito nelle strategie delle aziende. L' arroganza e le richieste di quattrini neanche troppo velate. Cesare Romiti aveva davvero detto molte cose ai giudici di Mani Pulite, nell' incontro in questura del 21 aprile. Solo ora, a oltre un mese di distanza, emergono integralmente i particolari piu' delicati della sua deposizione, che comincia con un' analisi amara: "In questi anni ho avuto modo di constatare che il degrado del Paese si e' fatto via via piu' marcato... Io, che pure non sono di idee comuniste, ebbi modo di convenire con le argomentazioni che l' onorevole Berlinguer andava ribadendo nell' ultimo biennio della sua vita. Ricordo il suo assillo che e' stato anche il mio: il degrado morale di questo Paese mette a repentaglio la stessa democrazia". Il numero due della Fiat spiega: "Specie negli ultimi anni c' e' stata via via una prevaricazione del sistema politico, o meglio di alcuni esponenti del sistema politico, nei confronti del sistema delle imprese". I pubblici ministeri Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo e Antonio Di Pietro ascoltano attenti. E un momento chiave dell' inchiesta sulle tangenti. Il segnale di collaborazione di Romiti aprira' un nuovo corso. "Cito alcuni fatti che mi sono capitati personalmente, in cui ho avuto modo di constatare la protervia di taluni politici nei confronti di noi imprenditori", dice subito l' amministratore delegato della Fiat. "Ricordo che ai primi degli anni Ottanta vi fu una trattativa tra il gruppo Fiat e l' Iri per la cessione della Teksid alla Finsider... Ebbene, l' operazione ando' in porto e dopo un paio di mesi, allorche' mi incontrai con l' onorevole Bettino Craxi (all' epoca segretario politico del Psi), costui in modo sbrigativo e arrogante mi disse: "Lei ha venduto la Teksid... con chi si e' messo d' accordo..."; insomma mi fece capire che, in relazione all' operazione in questione, egli si aspettava un ritorno in termini economici che invece non aveva visto e che quindi sospettava che qualcun altro lo avesse preso. Spiegai all' onorevole Craxi che la trattativa l' avevo portata avanti con l' allora ministro delle Partecipazioni statali De Michelis, ma che costui non ci aveva chiesto alcunche' ". Romiti continua: "Rimasi ancor piu' stupito allorche' , qualche tempo dopo, pressappoco lo stesso discorso mi venne fatto dall' onorevole Ciriaco De Mita della Dc. In particolare anche costui mi chiese conto di eventuali contributi da parte nostra al sistema dei partiti in relazione all' operazione in questione, spiegandomi che non era giusto che, per fare un' operazione del genere, noi non avessimo trovato alcun accordo economico con i partiti. A entrambi, in modo energico, io opposi il mio rifiuto e feci presente la contrarieta' mia e dell' azienda che rappresentavo a scendere a compromessi del genere". Sulla trattativa dell' 87 88 per l' Alfa Romeo, che la Fiat acquisto' dal gruppo Iri, il numero due di corso Marconi racconta: "Eravamo gia' a un buon punto dell' intesa allorche' l' allora presidente dell' Iri, Prodi, mi telefono' per avvertirmi che avevano stipulato una lettera di intenti con la Ford per la cessione dell' Alfa Romeo a tale societa' . Gia' questo comportamento mi sembro' non corretto perche' in precedenza non avevano voluto accettare un' analoga lettera d' intenti da parte nostra e allora richiesi e ottenni che la Fiat e la Ford presentassero le loro offerte per un' equa valutazione da parte dei periti". Romiti racconta che anche durante la trattativa senti' "il peso del sistema politico, questa volta internazionale". Perche' ? "Prodi mi riferi' di essere stato contattato dall' ambasciatore americano a Roma, Rabb, che gli disse che l' America non avrebbe mai accettato che ad acquisire l' Alfa Romeo fosse la Fiat e non la Ford e per far pesare quel loro interesse arrivo' addirittura a rivendicare i meriti di guerra e del successivo piano Marshall"
http://archiviostorico.corriere.it/1...52411182.shtml
Basta questo o devo anche esplicitare il 2 + 2 necessario per arrivare alle opportune conclusioni?
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