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#221 |
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Iscritto dal: Dec 2006
Città: Udine
Messaggi: 138
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mi scusa per la disinformazione...
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#222 | |
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Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Torino
Messaggi: 203
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ma qua si sta parlando di COSTI...
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“Oggi ci vogliono due qualità: l’onestà e il coraggio. Quindi l’appello che faccio ai giovani è questo: cercate di essere onesti prima di tutto. La politica dev’essere fatta con le mani pulite! Se c’è qualche scandalo, se c’è qualcuno che dà scandalo, se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato” ... Sandro Pertini. |
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#223 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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No ma mica è disinformazione, è un errore molto comune anche perchè il referendum ad un certo punto è sempre stato presentato così. Manco io lo sapevo finchè non mi hanno fatto leggere il testo...
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"Questo forum non è un fottuto cellulare quindi scrivi in italiano, grazie." (by Hire) Le mie foto su Panoramio - Google Earth |
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#224 |
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Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Udine
Messaggi: 138
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Il discorso è sui costi, il problema di stoccaggio delle scorie e i rischi di incidenti...
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#225 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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Sul discorso stoccaggio anche qui è già stato detto: è un problema che di fatto non è un problema, chi vuole i siti li fa eccome e sono in totale sicurezza, in più con le nuove centrali il discorso scorie è praticamente annullato. Sul discorso rischi, manco a parlarne. L'unico vero incidente con una centrale è stato causato praticamente di proposito e non sarebbe stato materialmente possibile nei reattori occidentali perchè costruiti in maniera opposta a quelli russi. Vogliamo parlare, per esempio, del Vajont e dell'altra diga che ha ceduto a inizio 900 sempre in Italia? Siamo già a due incidenti con l'idroelettrico nella sola italia contro un incidente (per modo di dire) nel nucleare in tutto il mondo.
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#226 | |
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Iscritto dal: Dec 2006
Città: Udine
Messaggi: 138
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#227 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Pelican Bay
Messaggi: 5575
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Sugli incidenti: per modo di dire che? Esplica perchè Chernobyl non sarebbe un'incidente. E TMH? Robetta da niente... SOlo per parlare di quelli grossi... Vabbè ho già capito l'aria che tira.
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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen. |
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#228 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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Perdona l'ignoranza, ma non mi ricordo mai le sigle. TMH sarebbe?
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"Questo forum non è un fottuto cellulare quindi scrivi in italiano, grazie." (by Hire) Le mie foto su Panoramio - Google Earth |
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#229 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Pelican Bay
Messaggi: 5575
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The Treasury is known to have serious misgivings about a new nuclear building programme because the cost of constructing and decommissioning stations constantly rises. Independent experts say these concerns are justified, and that the £90bn figure is entirely plausible. One senior official said that the Nuclear Decommissioning Authority, which published the £70bn figure, had itself warned that the total could rise. On top of that, there is an additional £14bn needed to dismantle the eight second-generation stations owned by British Energy and the eventual costs of a deep underground store, estimated at between £15bn and £20bn. 'These numbers make a future programme look very unattractive,' said a minister. Stations would be financed, built and operated by private consortia of energy companies, backed by banks. However, these companies will demand that the government addresses the risks they face: lengthy planning inquiries, the possibility that electricity price could slump, forcing nuclear operators into insolvency (as happened to British Energy), and escalating decommissioning costs. The Nuclear Industry Association has demanded that the review deliver a streamlined planning system, a mechanism to support the price of nuclear power by forcing all suppliers to buy it at above a certain price, and a cap to decommissioning liabilities.
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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen. Ultima modifica di Maxmel : 05-03-2008 alle 01:56. |
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#230 |
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Iscritto dal: Dec 2006
Città: Udine
Messaggi: 138
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Beh l'incidente di chernobyl è capitato perchè gli scienziati hanno deciso di fare un test sulla sicurezza sulla centrale ed hanno disattivato tutti i sistemi di sicurezza...
per questo parla di incidente per modo di dire... perchè sono adati a cercarselo l'incidente... |
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#231 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Pelican Bay
Messaggi: 5575
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http://www.fisicamente.net/index-514.htm
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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen. Ultima modifica di Maxmel : 05-03-2008 alle 01:52. |
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#232 | |
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Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Torino
Messaggi: 203
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ma... ah, già... "il problema non sussiste"...
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“Oggi ci vogliono due qualità: l’onestà e il coraggio. Quindi l’appello che faccio ai giovani è questo: cercate di essere onesti prima di tutto. La politica dev’essere fatta con le mani pulite! Se c’è qualche scandalo, se c’è qualcuno che dà scandalo, se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato” ... Sandro Pertini. |
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#233 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Pelican Bay
Messaggi: 5575
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In accordo con il programma dell'esperimento, circa un'ora prima che esso venisse effettuato, furono chiusi gli ECCS con il reattore continuava ad operare a mezza potenza. Intorno alle ore 23:10 del 25 aprile il controllore della rete acconsentì ad una ulteriore riduzione di potenza. Vi è qui da osservare che l'esperimento andava ad iniziare con 10 ore di ritardo rispetto a quanto programmato e ciò avveniva (come un non convincente capodelegazione sovietica a Vienna, Legasov, disse) per una richiesta inattesa di energia elettrica nella regione di Kiev. Lo stesso capodelegazione disse che la cosa non aveva comunque nulla a che fare con l'incidente, anche qui in modo non convincente, quantomeno perché la sala di controllo sarebbe stata condotta da personale più esperto. C'è inoltre da tener conto bene delle date: il 25 aprile era venerdi e l'1 e 2 maggio sono feste nazionali. Con un paio di giorni da giocare è possibile fare un ponte lungo e certamente varie persone lo hanno fatto e probabilmente quelle più elevate in grado e quindi più esperte. Questo fatto, verosimilmente, aiutò lo svolgimento dei fatti nella direzione che sappiamo. Per realizzare il test il reattore si sarebbe dovuto stabilizzare a circa 1000 MW termici prima di fermarlo ma, a seguito di un errore procedurale (dovuto probabilmente a cattiva taratura degli strumenti), le barre di controllo scesero più del previsto e la potenza del reattore precipitò a circa 30 MW termici, dove l'instabilità diventa dominante (si seguano gli eventi con l'aiuto delle figure 2, 3 e 4). In questo momento la turbina era a minima potenza e forniva intorno ai 10 MW elettrici, quantità insufficiente per far funzionare le pompe del sistema di refrigerazione (due, ciascuna delle quali richiedeva una potenza di 5,5 MW elettrici). A questo punto si sarebbe dovuta sospendere la prova e rimettere in funzione i dispositivi di emergenza. Gli operatori confidarono però di poter elevare la potenza a 700 - 1000 MW termici chiudendo i regolatori automatici e passando tutte le barre di controllo ad operazioni manuali (per evitare i sistemi automatici che lo avrebbero impedito). Solo verso l'una del 26 aprile si riuscì a stabilizzare il reattore a circa 200 MW termici e non c'era verso di aumentare questa potenza a seguito dello Xenon che mangiava neutroni. Questa potenza era insufficiente per realizzare l'esperimento. Benché ci fosse una direttiva che richiedeva un minimo di 30 barre di controllo per garantire la sicurezza del reattore, per realizzare il test, si passò ai comandi manuali e furono alzate altre barre di controllo, lasciandone solo 6-8 dentro il nocciolo. Ciò significa che se ci fosse stato un innalzamento di potenza, sarebbero occorsi circa 20 secondi per abbassare tutte le barre di controllo e spegnere il reattore. Nonostante ciò si decise di continuare il test programmato e, per farlo, fu aumentato il flusso di refrigerante (da 56000 a 58000 tonnellate l'ora) mettendo in funzione la pompa principale collegata alla rete elettrica principale (era l'una e 7 minuti), fatto (vietato dalle normative di sicurezza) che provocò una caduta della pressione del vapore e cambi in altri parametri del reattore. Il disinnesto automatico che avrebbe dovuto spegnere il reattore quando fosse scesa la pressione del vapore, risultava escluso. Per aumentare la potenza gli operatori estrassero quasi tutte le barre di controllo che restavano. Il reattore diventò molto instabile e gli operatori tentarono di fare aggiustamenti ogni 5 secondi cercando di mantenere costante la potenza. All'incirca in questo momento gli operatori ridussero il flusso dell'alimentazione di acqua, presumibilmente al fine di mantenere la pressione del vapore. Simultaneamente le pompe che erano alimentate dalla turbina che andava più lenta fornivano meno acqua di raffreddamento al reattore. Si era ora nelle condizioni di fare il test, era l'una 22 minuti e mezzo. Ogni indicazione da manuale indicava che il reattore doveva essere spento immediatamente. Iniziò il test. La potenza del reattore si trovava ad un 12% del valore approssimativamente necessario a portare alla massima velocità di rotazione il turbogeneratore ed eravamo in queste condizioni a seguito della caduta di pressione cui accennavo. All'una 23 minuti e 4 secondi vennero chiuse le valvole regolatrici di emergenza del turbogeneratore numero 8, con ciò scollegando la turbina dal vapore. Il piano della prova prevedeva a questo punto che quattro pompe restassero in funzione con il turbogeneratore in rallentamento. E' però difficile capire come si fosse pensata una cosa del genere. Se ogni pompa necessita 5,5 MW (e come minimo 4,3 MW) e se erano in funzione altre due pompe in totale sarebbero occorsi almeno una trentina di megawatt ed il turbogenratore stava fornendo circa 60 MW elettrici (e non i circa 250 previsti nel progetto originale della prova che avrebbero permesso il funzionamento delle pompe per almeno 50 secondi). Una volta iniziata la prova il turbogeneratore iniziò a decelerare. Anche il suo rendimento elettrico iniziò a scendere notevolmente. Quando il flusso di vapore cessò di arrivare alla turbina in un momento di tale instabilità (nel medesimo tempo in cui diminuiva il flusso dell'acqua in circolo), lo stesso vapore restò nel nucleo e formò rapidamente delle bolle dentro di esso. La potenza del reattore cominciò a crescere piano piano. Le bolle di vapore non sono refrigeranti di modo che gli elementi di combustibile iniziarono a surriscaldarsi. Crebbero le bolle e con esse la temperatura del nocciolo e la pressione del vapore. Diminuiva il flusso totale dell'acqua di refrigerazione perché 4 delle 8 pompe che la facevano circolare erano, come accennato, sottoalimentate a seguito della decelerazione del turbogeneratore. Ma la diminuzione dell'acqua di raffreddamento aumentò la condizione di instabilità del reattore aumentando la produzione di vapore nei canali di raffreddamento. Quando la potenza iniziò ad aumentare visibilmente, gli operatori si resero conto che era iniziata l'emergenza. All'una 23 minuti e 40 secondi iniziarono a suonare le sirene di allarme per emergenza grave al reattore. Solo 36 secondi dall'inizio della prova ... già troppo tardi. [b]Tutte le barre di controllo si trovavano alzate ed il segnale di allarme avrebbe dovuto farle abbassare automaticamente, anche se la lentezza, alla quale ho già accennato, nel moto di esse avrebbe potuto abbassare la potenza di un 5% al secondo. Non bastava! Ci si rese in seguito conto di un grave errore nel progetto delle barre di controllo, errore probabilmente alla base della prima esplosione.Le barre di controllo di boro terminavano con cilindri di alluminio di 4, 5 metri di lunghezza, pieni di grafite incorporata. I cilindri di grafite giocavano un doppio ruolo: aiutavano i blocchi di grafite del reattore, attuando come ulteriori moderatori, e deviavano l'acqua dei canali di controllo quando si facevano discendere le barre. Il disegno era tale (cilindri troppo corti e situati nella sezione centrale del nucleo del reattore) che, appena dato il comando di discesa delle barre, si aveva un aumento iniziale della reattività nella parte inferiore del nucleo del reattore per i primi 4 secondi ed in quel frangente questi 4 secondi furono probabilmente fatali. Nella situazione instabile in cui ci si trovava e considerando le elevatissime temperature che si stavano producendo, i terminali di grafite, nel discendere, fusero gli elementi di combustibile che si trovavano nella parte inferiore del nucleo, provocando la distruzione locale di ogni geometria. La potenza continuò ad aumentare spettacolarmente: in soli 3 secondi era arrivata a 530 MW. Gli operatori non furono in grado di prevenire questo eccezionale aumento, stimato in 100 volte la potenza nominale di uscita nei 4 secondi successivi (01:23:44). Le barre in discesa si bloccarono a metà strada, dopo che si udirono una serie di colpi. L'operatore si rese conto che si erano bloccate a metà cammino e tolse la corrente al servomeccanismo, in modo che le barre potessero cadere per gravità. Niente. Il disegno sbagliato, la forte pressione e l'elevatissima temperatura avevano distrutto i canali nei quali scivolavano le barre. La reazione a catena andava avanti senza essere moderata o refrigerata con la conseguenza che la temperatura del nucleo e la pressione del vapore continuavano ad aumentare insieme alla distruzione di ogni geometria fondamentale per i controlli. Una ricostruzione al computer dell'incidente dice che a questo punto gli elementi di combustibile si andavano rompendo provocando un aumento rapido della pressione del vapore nei canali che contenevano il combustibile stesso con la conseguente distruzione dei medesimi. A questo punto l'acqua di refrigerazione non aveva più dove circolare liberamente ma solo attraverso pezzi di combustibile rotti e surriscaldati. Piccole parti di combustibile ad alta temperatura, reagendo con l'acqua, provocarono una potente esplosione del vapore che distrusse il nocciolo della centrale. Era l'una e 24 secondi, 20 secondi dopo l'inizio dell'emergenza. L'esplosione danneggiò il tetto e fece sollevare il coperchio monoblocco di acciaio della centrale, del peso di circa 2000 tonnellate (il numero 9 di figura 5). Per maggiore disgrazia, nel ricadere, questo coperchio si adagiò di fianco incastrandosi tra le opere murarie (Figura 7) e nei suoi violenti spostamenti strappò cavi e varie tubature provocando svariati danni, ormai a catena. Passarono solo 2 o 3 secondi e seguì una seconda esplosione, molto più violenta. Questa volta era l'idrogeno il responsabile, idrogeno prodotto dalla reazione ad alta temperatura tra vapore e zirconio (il materiale che faceva da camicia ai tubi che contenevano le barre) e tra vapore e grafite incandescente (che produce idrogeno ed ossigeno). Tale idrogeno si era probabilmente accumulato localmente negli spazi del nocciolo liberi o liberati. Testimoni all'esterno della centrale hanno visto scagliati all'aria pezzi in fiamme che, nel ricadere, estendevano l'incendio al corpo della centrale stessa. Circa il 25% dei blocchi di grafite fu sparato all'aria in fiamme. Furono scagliati lontano anche pezzi di elementi di combustibile, parti del nocciolo e delle strutture portanti. Le spaccature nel tetto fecero da effetto camino con l'estensione ulteriore dell'incendio. Questo fu l'inizio della catastrofe. Il pennacchio di fumi, contenenti isotopi radioattivi, si alzò per oltre un chilometro sopra la centrale. I componenti pesanti di questi fumi ricaddero più o meno nelle vicinanze della centrale, ma i componenti leggeri, i gas, iniziarono la loro marcia per l'Europa iniziando dal Nord-Est della centrale, dove i venti prevalenti spingevano . Sparito il refrigerante, sparito ogni controllo, finita la geometria del reattore, in qualche parte proseguiva la reazione a catena perché vi era Uranio 235 ed un moderatore (grafite) ancora efficienti (la cosa non sarebbe accaduta in un VVER o PWR perché la perdita del refrigerante avrebbe coinciso con la perdita del moderatore). Saliva la temperatura ed il nocciolo stava fondendo in una massa unica nella quale proseguiva e sarebbe proseguita per molto tempo la reazione a catena. Il nocciolo intanto penetrava nel suolo per oltre 4 metri. Ormai c'era solo da tentare qualche operazione che alleviasse il completo disastro. Oltre cento incendi erano scoppiati nelle adiacenze della centrale. Occorreva fermarli, spegnere la grafite. Non si dimentichi che, a lato dell'Unità 4 vi erano altri 3 reattori funzionanti e che una estensione del disastro sarebbe stata un'apocalisse. Inoltre tutti sapevano che non si aveva a che fare con semplici esplosioni di natura chimica: ora ad esse si sarebbe accompagnata una radioattività incontrollabile e disastrosa. Negli elementi di combustibile dei 4 reattori vi erano oltre 3000 Kg di plutonio e 700 tonnellate di Uranio ed una infinita di isotopi radioattivi ottenuti come prodotti di fissione delle successive reazioni nucleari. Nessuno sapeva bene come impedire o arginare la catastrofe. Centinaia di pompieri intervenuti dalla vicina Pripyat si sacrificarono, essendo esposti per primi ad enormi dosi di radioattività, per tentare lo spegnimento degli incendi (tra l'altro questi uomini intervennero con attrezzature del tutto inadeguate: non avevano vestiti speciali che li coprissero completamente, non avevano maschere con filtri efficienti, non avevano dosimetri adeguati, ...). Ci vollero una ventina di giorni per venire a capo di tutti gli incendi. Ma già a partire dal decimo giorno le emissioni radioattive erano diminuite di molto dopo che si era riusciti a spegnere la grafite (l'incendio della quale pone particolarissimi problemi), il cui fuoco era il maggior responsabile del lancio di radionuclidi in atmosfera. E' stato calcolato che nelle primissime ore le esplosioni hanno lanciato nell'atmosfera 20 milioni di curie di materiali radioattivi e quasi la stessa quantità di gas radioattivi inerti come Xenon 133 e Kripton 85. http://www.fisicamente.net/index-500.htm SIMILITUDINI TRA THREE MILE ISLANDS E CHERNOBYL: 1) Operazioni manuali in assenza di un sistema automatico di arresto TMI non ha il sistema automatico Cernobyl lo ha disabilitato per fare delle prove 2) Si opera con il sistema di raffreddamento di emergenza disabilitato A TMI si opera con il sistema di sinistra escluso per fare un test A Chernobyl era disabilitato per lo stesso motivo 3) Mancanza di preparazione dell'operatore per operazioni manuali di emergenza 4) Difetti nel disegno del sistema ed inaffidabilità dei componenti 5) Risolutezza dei gestori nel nascondere i problemi 6) Assenza di piani di emergenza in caso di incidente grave 7) Irresponsabili decisioni dei gestori e delle commissioni di controllo preposte che il rischio di cancro da rilasci radioattivi è accettabile DIFFERENZE TRA THREE MILE ISLAND E CHERNOBYL CHERNOBYL: non ha una struttura di contenzione ha come moderatore di neutroni la grafite infiammabile. http://www.fisicamente.net/index-514.htm Immagino che i test non li facessero tanto per non starsene con le mani in mano. Si tratta di una serie di errori concomitanti, ovvio, altrimenti non sarebbe successo niente, ma gli esempi di macchine in autostrada non c'entrano nulla. Gettare acqua nel reattore... Da un ingegniere mi sarei aspettato almeno un maggior rigore descrittivo e precisione che delle sparate spannometriche, se proprio non era possibile ottenere una visione oggettiva non macchiata dall'ideologia. Mi scuso per l'OT ma visto che si sparano.... e tanto per prevenire critiche NON INTENDO utilizzare questi due incidenti quale spauracchio da agitare contro il nucleare (anche perchè sono ovviamente convinto che normative e sistemi di sicurezza abbiano fatto, negli anni che ci separano da questi eventi, enormi passi avanti), semplicemente mi interessava ristabilire la verità storica dove mi sembrava che fosse lievemente (per usare un'eufemismo, in realtà sono state scritte delle vere e proprie ENORMITA') distorta.
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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen. Ultima modifica di Maxmel : 05-03-2008 alle 03:14. |
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#234 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Livorno
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Sezione Scienza e tecnica per maggiori dettagli.
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HWU Rugby Group :'( - FAQ Processori - Aurea Sectio - CogitoWeb: idee varie sviluppando nel web
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#235 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
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( Spero che nel famoso articolo sia ben specificato... perchè altrimenti stiamo ignorando uno dei grandissimi scandali italiani, a spese di ogni singolo italiano, palesemente preso per i fondelli.
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...Grazie caro Lolek! |
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#236 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2003
Città: Rimini
Messaggi: 3395
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Si parla di circa 46mld di euro derivanti da cip6... tutti ovviamente spesi per cose che con il rinnovabile centravano come le lasagne a colazione (per via della parolina magica ASSIMILATE).
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#237 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
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cmq ripeto Nucleare+solare inoltre cetrali a gas, e uso di centrali a carbone pulito
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
Ultima modifica di dantes76 : 05-03-2008 alle 10:04. |
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#238 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Nella bassa: BO - FE
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qua a seconda di chi posta le centrali sono convenienti e non lo sono
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Concluso con: Boso - Fallen Angel - tcianca - sycret_area - carver - serbring - emax81 - Cluk Si chiude una porta.. si apre un portone |
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#239 |
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Member
Iscritto dal: Jan 2006
Città: Barletta (BT)
Messaggi: 66
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Sono contrario al nucleare perchè, come ha già detto qualcuno, in Italia la responsabilità non è mai di nessuno... basta vedere cosa succede per i rifiuti in Campania.
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"La media degli italiani è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco... É a loro che devo parlare" ( Silvio B. - 10 dicembre 2004) |
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