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Old 26-01-2008, 15:56   #21
naitsirhC
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no, basta l'idea...
Direi innovativa come idea...

Brevettala.


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Old 26-01-2008, 15:59   #22
dantes76
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Si parla di transazioni fittizie, ma non spiegano il meccanismo usato da Kerviwel...
Quote:
Clearstream
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: Navigazione, cerca

Clearstream Banking S.A. (CB), facente parte del gruppo Cedel - Deutsche Börse Group, è una delle principali stanze di compensazione insieme ad Euroclear. Ha sede in Lussemburgo.

È stata creata nel 2000 dalla fusione di Cedel e Deutsche Börse Clearing, società facente parte del Deutsche Börse Group che possiede la Frankfurt Stock Exchange. La fusione è stata completata nel 2002. La cooperativa bancaria ha 1700 dipendenti in sette paesi, tra cui gli USA, l'Inghilterra e la Germania.

Clearstream, nel 2000, trattava 50 trilioni di euro all'anno, una cifra paragonabile a quanto trattato annualmente da Euroclear e 450 volte maggiore del bilancio statale del Belgio. Nelle sue casse, nel 2000, aveva depositi per 9000 miliardi di euro.

La società offre servizi di custodia e compensazione (settlement) a circa 2500 clienti internazionali.

Il numero delle transazioni giornaliere, secondo una statistica interna, supera le 250.000.

Possono avere un conto di compensazione banche ed intermediari finanziari abilitati; un accesso è tuttavia consentito anche a società corporate di gruppi multinazionali, ma a discrezione di Clearstream.

Gli scandali [modifica]

In seguito alla pubblicazione di Révélation$ (2001) per mano del reporter investigativo Denis Robert e dell'ex banchiere di Clearstream Ernest Backes, la società venne accusata di essere una piattaforma internazionale per il riciclaggio di denaro sporco ed evasione fiscale. Ciò divenne noto come il "Clearstream Affair".

Nella primavera del 2004 vi fu un secondo "Clearstram Affair" che esplose nel 2006. In questa seconda inchiesta si accusano diverse figure politiche francesi, leaders di industrie e membri dei servizi segreti di mantenere conti segreti da Clearsteam usati per bustarelle nello scandalo delle fregate Franco-Taiwanesi.

Clearstream viene chiamata in causa anche nel caso Roberto Calvi - Banco Ambrosiano; sempre secondo quanto sostenuto da Robert e Backes, tra le tante vicende legate alla morte del banchiere sembra vi siano sostanziosi passaggi di denaro tra diverse filiali del Banco Ambrosiano sparse sul Globo.

Bibliografia [modifica]
da wikipedia


scusate la fonte, interssa cmq, che parli di cosa e' non i giudizi dati.

Quote:
Il mostro ha per nome Clearstream. E' una societa' di clearing
internazionale, una multinazionale della finanza fondata agli inizi degli
anni settanta da un centinaio di banche europee. Clearstream e' incaricata
di trasportare elettronicamente titoli e valori per i suoi clienti (in
genere banche), di fargli passare le frontiere degli Stati, e di assicurarne
la conservazione (nel senso che fisicamente detiene i titoli, mentre i
passaggi sono solo elettronici). In italiano il termine 'clearing' si
traduce con 'compensazione'. Clearstream è una camera di compensazione
internazionale. Clearstream scambia, consegna e conserva titoli e valori. Il
trasporto e' in definitiva fittizio o meglio elettronico.

Non c'è spostamento reale di titoli. Anche se i valori passano da una banca
di Jersey (isola paradiso fiscale nel Canale della Manica) a una banca
americana, questi valori restano iscritti (elettronicamente) nel sistema. E'
un dato che io, ignorante di finanza elettronica, ci ho messo tempo a
capire. Di fatto, solo il nome del proprietario cambia . Clearstream e' in
qualche modo una "banca delle banche". un luogo dove si scambiano titoli che
restano sempre lì.

"La" banca delle banche.
Secondo il vecchio Direttore Generale Andre' Lussi: "Le banche hanno
clienti, e noi abbiamo per clienti le banche. Si, noi siamo come i notai del
mondo" Non possiamo che sottoscrivere l'interpretazione di Andre' Lussi. Di
fatto, anche se poco piu' di centinaia di banche sviluppano i loro sistemi
interni di compensazione transfrontalieri, per tutto il mondo finanziario,
non esistono che due camere di compensazione internazionali. Due giganteschi
crocevia finanziari che trattano tra duecento e trecento milioni di
trasferimenti all'anno. Questa confessione e' stata resa durante un verbale
nel procedimento giudiziario in corso

Una di queste camere di compensazione ha la sua sede a Bruxelles e si chiama
Euroclear. L'altra, Clearstream, ha eletto domicilio in Lussemburgo. Se la
prima, sulla quale non abbiamo fatto inchieste, ci sembra (fino a prova
contraria) rispettare i controlli, e diciamo, rifiutare numerosi clienti, la
seconda, al contrario, ha delle pratiche piu' che sospette. Si trova
veramente di tutto alla Clearstream. Le societa' off shore dai nomi
risonanti. Le banche pakistane in fallimento. Una serie di istituzioni
finanziarie iscritte a Caiman, Jersey o Turk and Caïcos... (tutti paradisi
fiscali dei più sospetti). Inoltre Clearstream non e' controllata da nessuna
organizzazione esterna.

Per chi ha delle somme che transitano per questo sistema, il margine d'
errore sono miliardi di miliardi di euro. Nel suo precedente esercizio,
Clearstream, che tra l'altro si vanta di essere sicura e precisa nelle sue
attivita', ha riconosciuto un errore di 1,7 miliardi di miliardi di euro
nel totale dei titoli conservati nei suoi conti. E' l'equivalente dell'
ammontare totale del debito estero pubblico del Terzo Mondo!

L'errore riconosciuto in seguito - e l'aneddoto e' notevole - non ha
suscitato che qualche riga di rettifica sul Financial Times.

D'altra parte, le societa' di controllo che verificano i conti di questo
tipo di societa' finanziarie multiformi sono delle strutture interne. Queste
non offrono alcuna garanzia di controlli credibili. Questo non-controllo di
Clearstream, riconosciuto per certo oggi dall'inchiesta in corso in
Lussemburgo, e' una delle rivelazioni del nostro lavoro. E' anche la causa
di tutte le sfortune di Clearstream. Ma anche la conseguenza, non ci sono
dubbi, di una volonta' umana. Questo sistema conviene a tutti.

Un'altra rivelazione e' che alla Clearstream, come alla Euroclear, tutto e'
tracciato. E tracciabile. Dunque, ritracciabile. Ogni transazione
finanziaria viene archiviata elettronicamente. Riassumendo, e per darvi
qualche indicazione: Clearstream ha trattato circa 153 milioni di
transazioni nell'anno 2000 (secondo le cifre del suo bilancio consultabile
su internet), ha gestito nello stesso anno circa 16000 conti provenienti da
105 paesi, tra cui, notate, 41 paradisi fiscali, bancari e giudiziari
(secondo i documenti affidabili che noi abbiamo procurato).

L'impresa che conta 2300 dipendenti, e circa 2500 clienti (essenzialmente le
banche, ma anche le multinazionali e societa' offshore) si occupa, secondo
le sue cifre, di qualcosa come 50000 miliardi di euro all'anno. Il suo
profitto lordo annunciato nel 2000 e' stato di 1021 milioni di euro. Il suo
profitto ufficiale per l'anno 2000 e' stato di 215 milioni di euro. Eppure
queste cifre non significano niente se non si considera un dato essenziale:
Clearstream -che all'inizio e' stata uno strumento al servizio delle banche
e dei loro clienti - ha lentamente ma inesorabilmente seguito una deriva.
Noi datiamo la deriva verso l'inizio degli anni novanta. Il clearing puo' e
deve funzionare con una regola semplice: trasparenza totale sull'identita'
dei clienti che operano gli scambi, e la tracciabilita' totale - dunque
accessibile- della natura degli scambi. Non ci sbagliamo su questi termini:
non si tratta di rendere pubblica agli occhi del mondo la natura degli
scambi. Si tratta semplicemente di apparire per nome in quanto utilizzatori
del sistema. Per natura, il clearing deve permettere ai clienti di scambiare
titoli e valori. La societa' di clearing si incarica di mettere in contatto,
da queste liste, i candidati alla compra vendita dei valori su tutto il
pianeta, poi di organizzare elettronicamente questi acquisti e vendite.
Infine, e questo e' il compito essenziale (e il piu' remunerativo): essa
conserva nei suoi conti (alcuni dicono "le sue casse") i titoli e i valori
scambiati. Cosi', una societa' come Clearstream, oltre ad essere uno dei
principali notai del mondo finanziario, e' un punto di passaggio quasi
obbligato per tutti gli speculatori. E' soprattutto un centro nevralgico
fondamentale della globalizzazione finanziaria. (.)

Sento molte scemenze nelle proposte degli "specialisti" invitati dalle
televisioni. Constato anche una formidabile ipocrisia presso i nostri
governanti, in particolare inglesi e americani. Ci hanno detto: "Annulleremo
le risorse dei terroristi." Ci hanno detto: "Individueremo le banche e gli
Stati complici." Si facciano i nomi. Si parli anche di segreti "inviolabili"
dei paradisi fiscali. I giudici d'appello di Ginevra - Bernard Bertossa e
Renaud Van Ruymbeke -ripetono senza sosta da cinque anni ad adesso, la
necessità di uno spazio giudiziario europeo, per lottare contro la
criminalita' organizzata. Ma sempre cosi' lontano. Vedo anche banchieri
svizzeri tassarsi per "offrire" 500000 dollari ai pompieri di New York.
Quale formidabile ipocrisia! Allo stesso tempo, il fatto che i media, e
certi politici - anche se sempre per opportunismo - si interessano di nuovo
a queste gravi questioni, segna un progresso. C'e' un crudele concorso di
circostanze nel vedere oggi sprofondare le Twins Towers che racchiudevano
nei loro uffici "il cuore stesso della finanza mondiale".

Gli istigatori del complotto hanno evidentemente colpito al cuore della
potenza americana. Merrill Lynch - il piu' grande agente di cambio del
mondo -, Morgan Stanley, la Chase Manhattan, la Citibank, le banche europee
o gli uffici degli agenti di cambio svizzeri, francesi, inglesi, tutti
quelli che avevano stanze e computer al World Trade Center...Tutto ridotto
in polvere. I terroristi non hanno riconoscenza. Hanno detto che Bin Laden e
' molto ricco. Hanno detto che la nebulosa terrorista dispone di centinaia
di milioni di dollari.

Hanno detto che un'operazione come quella dell'11 settembre 2001 e' costata
una fortuna. E' senza dubbio vero. Se gli agenti di questa nuova guerra sono
riusciti a finanziarsi e a mascherare i loro finanziamenti, lo devono agli
stessi che oggi sono morti sotto le macerie delle "Twin Towers". E
soprattutto agli azionisti delle banche che avevano gli uffici nelle torri
gemelle. E a Georges Bush che, non piu' di qualche mese fa, combatteva all'
ONU per lasciar vivere i paradisi fiscali e i loro grossi clienti americani.
E a Tony Blair che, con la City di Londra, governa il piu' grande centro
offshore del mondo. E ai banchieri svizzeri che hanno buon gioco nel donare
oggi una mancia ai pompieri depressi. e ai Lussemburghesi e alla Clearstream
che per forza ha dovuto entrare in un momento o nell'altro, nella catena che
permette ai riciclatori- e tra loro i terroristi - di dissimulare l'origine
e la natura dei loro investimenti.

Ritorniamo alla Clearstream.

Niente e' chiaro alla Clearstream. L'impresa lussemburghese e' diventata una
eccezione nel mondo della finanza. Vende l'opacita'.
Innanzitutto ricordiamoci che nel 1991, il fallimento della banca
arabo-pakistana BCCI aveva il suo epicentro in Lussemburgo. Oggi diverse
fonti affidabili insistono sui legami tra Bin Laden e i soldi della BCCI, la
cui sede era in Lussemburgo. Al di la del fatto che Bin Laden e' stato un
figlio della CIA, chi puo' dire precisamente da dove viene la sua fortuna?

A questa domanda io ne pongo un'altra: dove sono finiti i centinaia di
miliardi di dollari inghiottiti nel fallimento della BCCI? Abbiamo mostrato,
grazie ai files di Ernest Backes, che un mese dopo la chiusura totale della
banca e il congelamento dei suoi averi, l'impresa lussemburghese ha
continuato ad effettuare transazioni a nome della BCCI e a rimborsare
clienti privilegiati. Per mancanza di mezzi, non abbiamo potuto andare
oltre. Altri potrebbero. Dieci anni piu' tardi, quando ho letto sulla stampa
la lista delle banche interdette, perche' legate a Bin Laden e dunque sotto
la sorveglianza dell'amministrazione Bush, non sono stato per niente
sorpreso di trovare la Clearstream. Ugualmente abbiamo ritrovato una
quindicina di conti di altre istituzioni finanziarie sospette vicine ai
fondamentalisti islamici (la mia fonte e' un rapporto emanato dalla DST
francese (Direction De La Surveillance Du Territoire) e pubblicato in rete
nel sito Intelligence). Ma qui non e' essenziale. La reazione della
Clearstream e le sue smentite sono stupefacenti.

Non sono venuto a conoscenza di particolari su queste banche che hanno
aiutato le reti terroristiche, le mie fonti sono la stampa e i rapporti
pubblicati qua e la', ma mi interrogo sulla presenza, nell'aprile 2000, alla
Clearstream, di quei conti che avrebbero potuto avere dei legami con i
finanziatori della nuova guerra che scuote oggi il pianeta. E sulla voglia
degli attuali dirigenti della Clearstream, di vedere ispettori - americani-
mettere il naso negli archivi

Pertanto, ne sono persuaso, qui sta sicuramente - per la struttura stessa
degli scambi bancari oggi - la chiave di numerosi misteri. E' l'ultimo punto
che voglio considerare. Per me il piu' importante. Molto piu' importante del
dibattito sulla tassa Tobin. Lo dico qui ancora un'altra volta perche' sono
difronte a dei militanti di Attac, dei sindacalisti, delle ONG ecc.: la
tassa Tobin e' tecnicamente applicabile. E' quello che mi hanno confidato a
fior di labbra i direttori generali di Clerstream e dell'Euroclear durante
la mia inchiesta. Basta ispirarsi al modo in cui funzionano le societa' di
clearing internazionali, per immaginarsi una nuova tassa. Queste societa'
guadagnano i diritti di conservazione e passaggio su ogni transazione che
passa attraverso il loro sistema. La tassa Tobin non sara' che -
tecnicamente - una numero in piu' per queste multinazionali della finanza,
che centralizzano la maggioranza delle compra-vendite dei titoli
transfrontalieri.

Ma per questo bisogna controllare queste societa' di clearing
internazionale. E in primo luogo la Clearstream. Le democrazie hanno
lasciato troppa liberta' ai banchieri. Perche' il mercato e' diventato un
totem, i politici hanno lasciato a questi banchieri un improbabile e molto
pericoloso potere: quello di auto-controllarsi.

Oggi le derive della Clearstream, le quantita' industriali di conti iscritti
nei paradisi fiscali - comprese le banche - mostrano che un punto di non
ritorno e' stato raggiunto. E' diventato vitale per le nostre democrazie, ma
anche per le economie, e per l'equilibrio Nord-Sud, esercitare un controllo
pubblico sulle due camere di compensazione internazionali: Clearstream e
Euroclear. Aggiungo che bisogna anche controllare l'altro mezzo inventato
dai banchieri per comunicare tra loro: Swift, la societa' belga di "routing
finaziario" che codifica e decodifica fino a sei milioni di messaggi al
giorno e si occupa della liquidazione degli scambi internazionali delle
divise (cioè una società che si occupa di convogliare con una procedura
rapida e riconosciuta da tutti gli operatori finanziari pagamenti, scambi
ecc.).

Non e' evidentemente nei paradisi fiscali, o nei segreti dei conti svizzeri
o pakistani, che bisogna oggi cercare le tracce dei versamenti o degli
investimenti illeciti, ma altrove. Molto vicino a noi. In quelle "scatole
nere" della finanza mondiale. Questa evidenza, questo segreto e' il primo
segreto dei banchieri.

http://www.informationguerrilla.org/...inanziario.htm
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dantes76 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 26-01-2008, 16:35   #23
Onisem
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Genio. Secondo me invece può avere fatto tutto da solo. Per quel che può valere ho un paio di amici che lavorano all'interno del sistema bancario e pur in contesti diversi, mi hanno sempre detto entrambi che per uno che lavora all'interno è relativamente semplice sottrarre denaro e che molti lo fanno. Certo generalmente si tratta di piccole (nel complesso del sistema) cifre, qui si tratta di una cifra enorme. Anche per quanto riguarda le modalità pare che il sistema lasci spazio alla fantasia.
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese)
"Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?"
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Old 27-01-2008, 16:18   #24
iuccio
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Societe' Generale: frode da 50 mld
La banca francese ha decuplicato stime su perdite
(ANSA) - ROMA, 27 GEN - La frode che ha investito Societe' Generale potrebbe assumere proporzioni enormi: circa 50 miliardi e non 4,9, ha rivelato la banca francese. 'La frode scoperta il 20 gennaio cresce a circa 50 mld', annuncia la banca, aggiungendo sulla vicenda dovra' essere fatta chiarezza in fretta proprio per i possibili 'rischi legati a tale entita''. Intanto sono state decise altre 24 ore di fermo per Jerome Kerviel, il trader di SocGen accusato della frode. La polizia ha detto che l'uomo sta collaborando.

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Old 27-01-2008, 17:19   #25
naitsirhC
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Societe' Generale: frode da 50 mld
La banca francese ha decuplicato stime su perdite
(ANSA) - ROMA, 27 GEN - La frode che ha investito Societe' Generale potrebbe assumere proporzioni enormi: circa 50 miliardi e non 4,9, ha rivelato la banca francese. 'La frode scoperta il 20 gennaio cresce a circa 50 mld', annuncia la banca, aggiungendo sulla vicenda dovra' essere fatta chiarezza in fretta proprio per i possibili 'rischi legati a tale entita''. Intanto sono state decise altre 24 ore di fermo per Jerome Kerviel, il trader di SocGen accusato della frode. La polizia ha detto che l'uomo sta collaborando.

ALLA FACCIA DELLA PARMALAT
Ecccccertamente avrà fatto tuuuuuuutto da solo...
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Old 27-01-2008, 17:27   #26
wolfnyght
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impossibile che abbia fatto tutto da solo!

se è riuscito da solo è un grande(se son andati in tasca sua)ha dimostrato che le banche e tutto ciè che gira intorno a loro ,a livello informatico non sono sicure
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Old 27-01-2008, 17:48   #27
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Speriamo che almeno stavolta non ci buttano pure in mezzo a noi italiani in questa storia.. come e' solito che succede..
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Old 27-01-2008, 17:50   #28
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Old 27-01-2008, 18:02   #29
fsdfdsddijsdfsdfo
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pagheremo tutti per quello che ha fatto. Lui o chi per lui.
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Old 27-01-2008, 18:31   #30
cocis
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Societe' Generale: frode da 50 mld
La banca francese ha decuplicato stime su perdite
(ANSA) - ROMA, 27 GEN - La frode che ha investito Societe' Generale potrebbe assumere proporzioni enormi: circa 50 miliardi e non 4,9, ha rivelato la banca francese. 'La frode scoperta il 20 gennaio cresce a circa 50 mld', annuncia la banca, aggiungendo sulla vicenda dovra' essere fatta chiarezza in fretta proprio per i possibili 'rischi legati a tale entita''. Intanto sono state decise altre 24 ore di fermo per Jerome Kerviel, il trader di SocGen accusato della frode. La polizia ha detto che l'uomo sta collaborando.

ALLA FACCIA DELLA PARMALAT
che strano...

Quote:

25/01/2008
Elie Cohen, economista del CNRS francese, non crede alla versione ufficiale .
Sospetta che la grande banca stia nascondendo, con la scusa di una frode del suo dipendente incontrollato, le immense perdite sui subprime e derivati che avrebbe accumulato e che non saprebbe spiegare agli azionisti.
__________________
D
cocis è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 27-01-2008, 18:34   #31
IpseDixit
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Secondo me i soldi sono spariti in altro modo, vedi crisi dei mutui Usa. Hanno trovato il lro capro espiatorio
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Old 27-01-2008, 18:41   #32
markus_81
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Societe' Generale: frode da 50 mld
La banca francese ha decuplicato stime su perdite
(ANSA) - ROMA, 27 GEN - La frode che ha investito Societe' Generale potrebbe assumere proporzioni enormi: circa 50 miliardi e non 4,9, ha rivelato la banca francese. 'La frode scoperta il 20 gennaio cresce a circa 50 mld', annuncia la banca, aggiungendo sulla vicenda dovra' essere fatta chiarezza in fretta proprio per i possibili 'rischi legati a tale entita''. Intanto sono state decise altre 24 ore di fermo per Jerome Kerviel, il trader di SocGen accusato della frode. La polizia ha detto che l'uomo sta collaborando.

ALLA FACCIA DELLA PARMALAT

non ho capito...li ha rubati per se o ha "solamente" perso i soldi degli azionisti???
markus_81 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 27-01-2008, 18:46   #33
DvL^Nemo
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non ho capito...li ha rubati per se o ha "solamente" perso i soldi degli azionisti???
Da quello che ho capito ha investito grosse cifre in derivati.. Se gli andava bene, nessun problema per la banca, nessuno ne sapeva nulla.. Visto che gli e' andata male, e' uscito tutto allo scoperto..
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TIM FTTC 200/20 LIVE SPEEDTEST
DvL^Nemo è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 27-01-2008, 19:14   #34
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pagheremo tutti per quello che ha fatto. Lui o chi per lui.
tanto i soldi delle banche sono come il monopoli, non pensare alle banche come organizzazioni serie

anzi
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Old 27-01-2008, 21:12   #35
Unrue
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impossibile che abbia fatto tutto da solo!

se è riuscito da solo è un grande(se son andati in tasca sua)ha dimostrato che le banche e tutto ciè che gira intorno a loro ,a livello informatico non sono sicure
La sicurezza di un sistema è massima per le persone esterne. Per chi vi è dentro, ovviamente è minore. Chi lavora in banca ha una posizione molto più privilegiata di chi è all'esterno. Questo perchè, in teoria, anche chi è dentro al sistema perchè vi lavora dovrebbe garantire una sorta di sicurezza..
Unrue è online   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 27-01-2008, 21:20   #36
dantes76
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Old 27-01-2008, 22:34   #37
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Genio. Secondo me invece può avere fatto tutto da solo. Per quel che può valere ho un paio di amici che lavorano all'interno del sistema bancario e pur in contesti diversi, mi hanno sempre detto entrambi che per uno che lavora all'interno è relativamente semplice sottrarre denaro e che molti lo fanno. Certo generalmente si tratta di piccole (nel complesso del sistema) cifre, qui si tratta di una cifra enorme. Anche per quanto riguarda le modalità pare che il sistema lasci spazio alla fantasia.
mah, io ho lavorato per diverse banche e non mi risulta affatto questa cosa.. anzi.. i dipendenti sono stra-controllati

cmq che bella botta che mi ha dato questa notizia, i titoli bancari e finanziari francesi sono crollati pesantemente.. anche quelli che non avevano niente a che fare con la truffa
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Old 28-01-2008, 20:35   #38
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Cronologia dello scandalo
La più grande frode della storia della finanza internazionale sarebbe stata scoperta alla Societé Generale venerdì scorso "nel corso di un controllo di routine" nella sala operativa. Domenica scatta l'informativa da parte di Soc Gen alla banca centrale.

Ecco la cronologia di questi difficili giorni per la banca francese.

- VENERDI' 18 GENNAIO: Nel corso di un controllo di routine, gli ispettori incaricati di prevenire i rischi scoprono qualcosa di anormale. Il trader avrebbe fatto un errore, passando un ordine senza accompagnarlo di una garanzia fittizia, come aveva fatto finora. La direzione è avvertita. Iniziano le indagini.

- SABATO 19 GENNAIO: Il trader, Jerome Kerviel, viene convocato e, secondo la banca, ammette la sua responsabilità.

- DOMENICA 21 GENNAIO: Gli ispettori scoprano ordini d'acquisto per diversi miliardi di euro che fanno correre alla banca un enorme rischio finanziario. Soc Gen avverte la Banca di Francia e il garante dei mercati finanziari ma non il governo. Un comitato di crisi viene convocato per elaborare un piano di salvataggio. Viene deciso di mantenere il segreto per permettere alla banca di rivendere, nella massima discrezione, i prodotti acquistati dal trader.

- LUNEDI' 21- MERCOLEDI' 23 GENNAIO: I 48 miliardi di prodotti derivati vengono liquidati per tranches. La perdita per la banca sarebbe di 4,9 miliardi di euro. Una volta eseguito il piano, la banca chiama l'Eliseo, il primo ministro e il ministero dell'Economia e poi il cda. Il presidente Daniel Bouton presenta le sue dimissioni che vengono respinte. Cinque dirigenti, tra cui il 'patron' del polo azioni sono licenziati. Societé Generale decide di lanciare un aumento di capitale di 5,5 miliardi per coprire la frode e anche i 2 miliardi di euro di deprezzamento di asset legati alla crisi dei subprime che la banca rivela assieme alle malversazioni del trader.

- GIOVEDI' 24 GENNAIO Societé Generale annuncia pubblicamente la perdita di 7 miliardi di dollari, chiede scusa agli azionisti, presenta una denuncia contro il trader e insiste sulla solidità della banca che nonostante l'enorme perdita chiuderà con un utile di 7-800 milioni. Bouton e il suo vice, Philippe Citerne, annunciano che rinunciano al bonus del 2007 e a sei mesi di stipendio nel 2008. La procura apre un'inchiesta preliminare sulla base di denunce di piccoli azionisti.

- VENERDI' 25 GENNAIO: Cresce lo scetticismo sulla versione ufficiale, con sospetti che la banca abbia esagerato il ruolo del trader per dissimulare altri tipi di perdite. Pochi inoltre ritengono possibile che il trader, da solo, abbia potuto agire indisturbato per 12 mesi. La banca è anche criticata per il suo modus operandi che secondo alcuni analisti avrebbe contribuito al crollo delle azioni di lunedì scorso. Si rifanno insistenti le voci di possibili raid sulla banca che con una capitalizzazione scesa a 35 miliardi è ora più che mai scalabile.

- SABATO 26 GENNAIO: Il trader, Jerome Karviel, viene fermato dalla polizia finanziaria e messo sotto interrogatorio. Si cerca di capire se abbia agito da solo e se a suo carico ci sono indizi tali da poter avviare una vera e propria azione penale.

- DOMENICA 27 GENNAIO: Il fermo di Karviel viene prolungato per altre 24 ore (fino alle 13 di domani). La banca in un comunicato all' agenzia Afp fa sapere che la frode potrebbe assumere proporzioni gigantesche: 50 miliardi di euro (le perdite restano di 4,9 mld).



http://www.ansa.it/opencms/export/si..._10559281.html
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Old 28-01-2008, 20:36   #39
naitsirhC
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Societe' Generale, da 100 azionisti
denuncia insider trading
Un avvocato francese ha annunciato oggi di aver presentato a nome di un centinaio di azionisti della Societé Generale una denuncia contro ignoti per 'insider trading' e manipolazione dell'andamento di borsa.

La denuncia per insider trading presentata da Frederik-Karel Canoy, riguarda prima di tutto il membro del cda della banca, Robert Day, che il 9 gennaio ha venduto 85,7 milioni di euro di azioni ma anche "chiunque abbia direttamente o indirettamente beneficiato di informazioni privilegiate". L'avvocato aveva già presentato la settimana scorsa una denuncia in nome del centinaio di azionisti per truffa, falso, ricettazione e, secondo il codice francese, "abuso di fiducia".

MINISTRO ECONOMIA: BANCA HA RISPETTATO NORME

La Societé Generale ha fatto quello che doveva fare e rispettato la normativa dopo aver scoperto la frode che, secondo la banca francese, le è costato 4,9 miliardi. Lo ha dichiarato il ministro dell'economia Christine Lagarde cui il capo del governo, Francois Fillon, ha chiesto un rapporto su quello che è da alcuni definito 'lo scandalo della Societe' Generalé. "Non vi è motivo di dubitare che la banca abbia fatto ciò che doveva fare secondo la normativa" ha detto il ministro, che consegnerà il suo rapporto venerdì.

Fillon vuole che sia chiarito lo svolgimento cronologico dei fatti, perché i controlli non abbiano funzionato, in che modo le banche possano migliorare i controlli e infine se è stata rispettata la regolamentazione di borsa. Secondo i vertici di Societé Generale l'aumento di capitale da 5,5 miliardi già annunciato mette la banca al riparo da eventuali opa. "La Soc Gen non è costretta ad un ravvicinamento a un'altra banca " ha aggiunto. Ieri gli avvocati del trader Jerome Keviel, indicato dalla Soc Gen come l'unico responsabile della frode, hanno accusato la banca di volerne fare un capro espiatorio per occultare perdite molto più importanti legate alla crisi dei subprime.

QUATTRO CAPI D'ACCUSA CONTRO KERVIEL

La procura di Parigi ha formalizzato contro il trader Jerome Kerviel, indicato dalla Societé Generale come unico responsabile di una truffa da 4,9 miliardi, le accuse di falso, intrusione informatica, abuso di fiducia aggravato dal carattere professionale dell'autore e e tentativo di truffa. Lo ha dichiarato il procuratore di Parigi Jean-Claude Martin al termine del fermo di 48 ore di Kerviel.

Nel corso di una conferenza stampa, il procuratore ha dichiarato che intende chiedere la detenzione provvisoria di Kerviel. Kerviel, ha precisato, ha cominciato le sue operazioni non autorizzate sin dalla fine del 2005. Agli inquirenti, riferisce il quotidiano 'Le Monde', ha dichiarato di avere creato operazioni fittizie dal 2005 per occultare posizioni speculative a rischio. Il trader "non ha mai agito per suo profitto diretto e personale" ma ha ammesso, ha aggiunto il procuratore, di "aver compiuto atti e fatti per occultare" le sue operazioni. Il trader, secondo il procuratore, intendeva con le sue operazioni fraudolente, che hanno raggiunto un giro di 50 miliardi di euro, "sembrare un trader eccezionale e ottenere così un bonus molto alto". Secondo 'Le Monde', Kerviel avrebbe dichiarato agli inquirenti di aver ottenuto la garanzia di un bonus di 300.000 euro, la metà di quanto aveva chiesto per il suo anno record. Nel 2006 il trader, il cui stipendio era di 100.000 euro, aveva ricevuto un bonus di 60.000 euro. "Al momento sembrerebbe che alcuni responsabili della banca abbiano dato l'allarme ma che abbiano ricevuto risposte falsificate che hanno indotto a pensare che le operazioni non fossero a rischio perché coperte" ha detto, sottolineando che l'inchiesta al momento "non mostra una defaillance" dei sistemi di protezione della Soc Gen.


http://www.ansa.it/opencms/export/si..._10527667.html
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Old 28-01-2008, 20:38   #40
naitsirhC
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La maggiore frode della storia, i precedenti


La frode da 50 miliardi di euro ai danni di Societé Generale è probabilmente la maggiore della storia.

Ed è un altro colpo ai già malmessi i mercati finanziari. Quanto accaduto alla tredicesima banca europea per capitalizzazione a causa di un unico dipendente ha un precedente storico: la frode messa in atto da Nick Leeson, che nel 1995 ha portato alla rovina la Barings, banca di cui era cliente la regina d'Inghilterra. Leeson, che ora dirige la squadra di calcio Galway United, ha raccontato la sua storia in un libro, dal quale è stato poì tratto il film 'Trader' con Ewan McGregor nel ruolo principale.

Ecco di seguito i maggiori scandali che hanno coinvolto istituzioni finanziarie.

- NOVEMBRE 1989: Michael Milken, noto come il re dei 'bond spazzatura', è stato condannato a 10 dieci di carcere per frode nell'intermediazione titoli. La sua condotta costrinse la sua banca, la Drexel Burnham Lambert, alla bancarotta dopo essersi vista comminare multe per 650 milioni di dollari.

- APRILE 1992: Banche e broker indiani vengono accusati di collusione per aver rubato 1,3 miliardi di dollari dal mercato mobiliare interbancario al fine di alimentare il boom della borsa di Bombay. Il broker Harshad Mehta, il maggiore accusato nell'ambito dello scandalo, è morto in carcere mentre scontava la pena.

- FEBBRAIO 1995: Crolla Barings, una delle più antiche banche di investimento inglesi, dopo che un trader da solo sulla Piazza di Singapore provoca la perdita di 1,4 miliardi di dollari nella compravendita di derivati. Nick Leeson, l'artefice della megaperdita, è arrestato a Singapore. Barings fu venduta alla banca olandese Ing per una sterlina.

- SETTEMBRE 1995: La banca giapponese Daiwa Bank perde 1,1 miliardi di dollari in seguito alla non autorizzata compravendita di bond da parte di Toshihide Iguchi, uno dei suoi manager statunitensi che, in seguito alla vicenda è arrestato nel 1996.

- GIUGNO 1996: Yasuo Hamakana, conosciuto come 'Mister 5%', soprannome che derivava dal fatto che lui e il suo team controllavano il 5% del trading mondiale di rame, causa perdite per 2,6 miliardi di dollari alla società giapponese Sumitomo. Hamanaka, condannato a otto anni di reclusione, aveva condotto scambi non autorizzati sul mercato del rame.

- GENNAIO 2001: Scott Szach, ex chief financial officer di Griffin Trading, società ora scomparsa, fu accusato di aver distratto oltre 5,6 miliardi di dollari da uno dei conti bancari della società in favore di un conto di brokeraggio nei 18 mesi precedenti alla cessione della società stessa.

- SETTEMBRE 2001: Merrill Lynch licenzia due alti dirigenti per aver mal supervisionato l'attività di un intermediario monetario, che sottraeva profitti sugli accordi per favorire i clienti, lasciando poì alla società un conto da 10 milioni di dollari.

- FEBBRAIO 2002: La maggiore banca irlandese, Allied Irish, scopre che uno dei suoi trader statunitensi, John Rusnak, ha frodato la società per 750 milioni di dollari. Rusnak è condannato nel gennaio del 2003 a scontare sette anni e mezzo di carcere.

- MARZO-APRILE 2006: L'hedge fund Amaranth Advisors tenta di manipolare sul Nymex i contratti futures sul gas. Amaranth ha incassato perdite per 6,4 miliardi di dollari in seguito a contratti sul gas naturale non redditizi: l'hedge fund aveva infatti scommesso sul prezzo del gas naturale, che era invece crollato.


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