AMD, NVIDIA, Apple, Qualcomm e...la CIA: l'incontro segreto del 2023 per contrastare la dipendenza da Taiwan
Un briefing riservato tra intelligence USA e CEO di Apple, Nvidia, AMD e Qualcomm ha acceso i riflettori sulla dipendenza da TSMC e dalla produzione taiwanese di chip. Washington spinge per la produzione domestica con il CHIPS Act, ma i costi più elevati e la mancanza di competenze limitano il passaggio
di Vittorio Rienzo pubblicata il 25 Febbraio 2026, alle 08:01 nel canale ProcessoriAMDNVIDIAAppleQualcomm
Secondo un'inchiesta condotta dal New York Times, nel 2023 la CIA avrebbe organizzato un incontro segreto su richiesta dell'allora Segretario al Commercio Gina Raimondo in una struttura protetta della Silicon Valley. Stando alle informazioni condivise, avrebbero partecipato alla tavola rotonda il direttore della CIA William Burns, la direttrice dell'intelligence statunitense Avril Hainesm e alcuni dei nomi più influenti della Silicon Valley come: Tim Cook, CEO di Apple; Jensen Huang, CEO di NVIDIA; Lisa Su, CEO di AMD; e Cristiano Amon, CEO di Qualcomm.
Al centro del confronto ci sarebbero stati i piani militari della Cina su Taiwan e le implicazioni per la filiera globale dei chip avanzati. Secondo quanto emerso, dopo l'incontro Tim Cook avrebbe confidato di dormire "con un occhio aperto", reazione a una crescente preoccupazione per la stabilità dell'area asiatica. Secondo l'intelligence statunitense, la Cina attaccherà Taiwan entro il 2027.

La vulnerabilità principale riguarda la forte dipendenza da TSMC, che produce circa il 90% dei chip più avanzati al mondo, inclusi tutti i SoC proprietari di Apple per iPhone, iPad e Mac. Le linee produttive taiwanesi restano il riferimento per i nodi litografici più evoluti, mentre gli impianti statunitensi attualmente operativi utilizzano tecnologie indietro di almeno una generazione rispetto a quelle disponibili sull'isola.
Un report confidenziale commissionato nel 2022 dalla Semiconductor Industry Association ha stimato che la perdita dell'accesso ai chip taiwanesi provocherebbe una contrazione dell'11% del PIL statunitense, con uno scenario paragonabile alla peggiore crisi economica del Novecento. Un'analisi Bloomberg di gennaio 2024 ha quantificato in oltre 10 trilioni di dollari il costo potenziale di un conflitto per l'economia globale.

L'amministrazione Biden ha inserito la dipendenza da Taiwan tra le principali fragilità strategiche del Paese. Il risultato è stato il CHIPS and Science Act del 2022, che prevede 50 miliardi di dollari in sussidi federali per sostenere la costruzione di impianti produttivi negli USA.
In una fase iniziale, diverse aziende hanno mostrato cautela nell'impegnarsi ad acquistare chip prodotti sul territorio americano. I semiconduttori realizzati negli Stati Uniti presentano costi superiori di oltre il 25% rispetto a quelli fabbricati a Taiwan, a causa di spese più elevate per materiali, manodopera e autorizzazioni.
La situazione però ha iniziato a cambiare. Apple ha annunciato un piano di investimenti da 100 miliardi di dollari negli Stati Uniti, con fondi destinati anche a sostenere TSMC e altri produttori di chip. L'azienda di Cupertino ha inoltre avviato incontri tecnici approfonditi con Intel per valutare le capacità manifatturiere del gruppo americano.

Nel frattempo, TSMC ha raggiunto un accordo con l'amministrazione Trump che prevede investimenti per circa 165 miliardi di dollari negli Stati Uniti, inclusi terreni per almeno cinque nuovi stabilimenti nell'area di Phoenix, Arizona. Proprio da questo impianto è uscito il primo chip per l'intelligenza artificiale prodotto negli USA per NVIDIA.
Tuttavia, sul fronte del know-how, il governo taiwanese è stato più che chiaro. Proprio due settimane fa a esprimersi sull'argomento è stata la vicepresidente Cheng Li-chiun, la quale ha chiarito che gli stabilimenti al di fuori di Taiwan opereranno con nodi produttivi almeno di due generazioni precedenti a quello più avanzato che, invece, rimarrà saldamente confinato all'isola.










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9 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoserve un investimento monstre e creare da zero qualcosa di nuovo. non sarà competitivo magari per 10 anni ma poi finalmente ti sei staccato
serve un investimento monstre e creare da zero qualcosa di nuovo. non sarà competitivo magari per 10 anni ma poi finalmente ti sei staccato
lo scopo è proprio quello di avere gli stabilimenti fuori dall'isola, non importa che non siano "Americani" sulla carta perchè il giorno dopo l'invasione, che prima o poi avverrà, gli stabilimenti Taiwanesi saranno persi, mentre quelli su suolo americano non li toccherà nessuno, e ci metterà poco il governo USA, se dovesse rendersi necessario, ad espropriare o a forzarne la vendita
I russi sono bravi a fare armi ma riguardo al civile,non sono mai stati in grado di essere all' altezza dell' Europa o Usa,non hanno industrie di automobili,industrie di produzione di prodotti comuni,insomma hanno sempre fatto fare le cose a terzi non investendo mai sulla produzione in loco o avendo produzione ridicole,mentre la Cina sarebbe autonoma al 100% in quanto il loro comunismo/socialismo era ed è più mentalmente aperto.
Dovrebbero già cominciare a trattare diplomaticamente il futuro di Taiwan,senza cercare scontri
Su questo non ci metterei la mano sul fuoco... Un provvedimento del genere farebbe letteralmente collassare la finanza, che non è solamente speculazione ad lato rischio ma anche fondi pensione e risparmio gestito, e di conseguenza l'economia.
Una soluzione estrema come questa sarebbe ipotizzabile solamente nel caso di guerra " guerreggiata ", proprio come avvenne nella seconda Guerra Mondiale per la produzione mineraria, dell'acciaio e meccanica ( le industrie strategiche non vennero espropriate ma poste sotto uno stretto regime di controllo governativo con pianificazione e prezzi imposti ed imposte extra sui profitti ).
I russi sono bravi a fare armi ma riguardo al civile,non sono mai stati in grado di essere all' altezza dell' Europa o Usa,non hanno industrie di automobili,industrie di produzione di prodotti comuni,insomma hanno sempre fatto fare le cose a terzi non investendo mai sulla produzione in loco o avendo produzione ridicole,mentre la Cina sarebbe autonoma al 100% in quanto il loro comunismo/socialismo era ed è più mentalmente aperto.
Dovrebbero già cominciare a trattare diplomaticamente il futuro di Taiwan,senza cercare scontri
La guerra con la Cina, sempre più probabile se le cose non cambieranno, quasi sicuramente sarà armata e con scontri diretti tra le due potenze.
Pechino è irremovibile sul controllo egemonico del Mar di Cina, con proiezione di forza verso l'intero Pacifico, così come nel considerare Taiwan un proprio territorio ribelle da riportare sotto controllo e " normalizzare ".
L'attuale politica di moderazione degli USA nei confronti della Russia, rendendo l'ucraina soggetto terzo e passivo, è nell'ottica di staccare la Cina dalla Russia strangolando i vitali rifornimenti energetici.
Mala tempora currunt!
Leccare il culo alla Russia: scelta ridicola e fallimentare
Reagan se potesse, uscirebbe dalla tomba e prenderebbe a calci in faccia Donald fuffy Trump.
Fermo restando che il "problema Cina" l'hanno creato proprio gli USA
serve un investimento monstre e creare da zero qualcosa di nuovo. non sarà competitivo magari per 10 anni ma poi finalmente ti sei staccato
Negli USA c'è già Intel, non c'è bisogno di portare tutta TSMC in USA, ma solo una parte della produzione, anzi non c'è nemmeno bisogno che sia su territorio USA, basta che non siano a Taiwan ( come ad esempio le fabbriche che stan costruendo in Giappone ), il resto potrà essere fatto attraverso un espansione di Intel e un maggiore affidamento a Samsung.
Reagan se potesse, uscirebbe dalla tomba e prenderebbe a calci in faccia Donald fuffy Trump.
Fermo restando che il "problema Cina" l'hanno creato proprio gli USA
In pratica abbiamo agito nell'interesse degli USA e non nel nostro, per difendere uno stato che non fa parte nè della NATO, nè della comunità europea.
In pratica abbiamo agito nell'interesse degli USA e non nel nostro, per difendere uno stato che non fa parte nè della NATO, nè della comunità europea.
Gli USA hanno la loro responsabilità: nel memorandum del 94" in cambio delle testate dall'Ucraina alla Russia avrebbero dovuto intervenire...
Per il resto semplicemente in Ucraina si sono rotti i coglioni di un governo di merda filorusso e semplicemente hanno guardato l'alternativa, tutto lì.
Il mettere tutta la questione sul prezzo del gas, oltre che essere ridicolo, visto che oggi costa molto meno del 2021 per esempio. Ma conseguentemente sei convinto di giustificare il bombardamento di civili...
Vorrei vedere te al loro posto, se un tuo ipotetico foglio finisse sotto le macerie di in ospedale pediatrico bombardato.
Ma questo non succederà, perché le teste di Orsini, fortunatamente, sono sterili
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