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#421 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2002
Città: Londra
Messaggi: 2470
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Boh ...io sono convinta che la merda d'artista sia nata proprio con lo scopo di criticare la facilità con cui ai giorni nostri si etichetta come arte qualsiasi cosa, anche la più insulsa, purchè rompa (o tenti di farlo) gli schemi e crei "scompiglio" nell'opinione pubblica.
Insomma volgare o no, dietro c'è una riflessione, a mio avviso, tutt'altro che stupida.
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Guarda....una medusa!!! Ultima modifica di Nicky : 10-12-2007 alle 21:10. |
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#422 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Genova
Messaggi: 17635
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Secondo questa "logica e buon senso", potrei dire che quando la gente va in piazza a manifestare la propria opinione, dovrebbe prima essere preparata in materia... e visto che è statisticamente impossibile che lo siano tutti i manifestanti, che si fa? Son cazzari anche quelli?
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#423 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2004
Messaggi: 2885
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Togliere Luttazzi è lo specchio del bigottismo dilagante in Italia.
Indipendentemente dalla sensatezza delle sue affermazioni, uno che dice peste corna in maniera offensiva di un politico non può essere silurato per questi motivi. Se il giornalismo in Italia funzionasse, se l'informazione funzionasse, tutti gli operatori del settore vomiterebbero le peggiori cose in faccia ai politici. Per una volta che uno lo fà, visto il sistema totalmente corrotto, viene puntualmente silurato. Ovvio che qualcosa continua a non andare, e questo licenziamento ne è un'altra prova. |
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#424 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2004
Messaggi: 2885
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Tirare colore "casualmente" sulla tela ora non è più arte, lo era quando lo faceva Pollock. Tagliare le tele ora non è arte, lo era quando lo faceva Fontana. Una vera opera d'arte, solitamente rispecchia l'animo dell'artista, che tanto più è sensibile e rielabora gli input che rivece in maniera personale, tanto più fa opere che si duscostano dal gusto dell'epoca in cui vive. L'arte quindi è tanto più arte quando più rompe col presente, e la merda d'artista ne è un esempio. |
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#425 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Città: Paris Sesso:Sprupurzionato Stato:da capire Ex-Nickname:Ax512Mg
Messaggi: 404
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Io studio arte all'università e mi sto laureando. Oltre ai vari esami sulla arte contemporanea e degli utlimi due secoli sono anche un grande appassionato,dell'arte in generale.
Te?
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#426 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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Quote:
Da appassionato ho girato quasi tutti i musei delle capitali europee, amo soprattutto il minimalismo e la pop-art.
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? |
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#427 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jul 2004
Messaggi: 8527
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Qui si parla di avere i mezzi per giudicare la satira. Non intendiamo altro. Non è una cosa smentibile facendo paragoni con cose che non c'entrano niente. (partecipare ad una manifestazione sapendo che la tua sola presenza fisica può dare risalto alla manifestazione portando vantaggi alla tua categoria lo vedi solo tu quale relazione abbia con esprimere un giudizio consapevole e autorevole su una forma d'arte....avanti il prossimo paragone strampalato se magari invece argomentassi invece di fare solo sti paragoni....SPIEGA PERCHÉ È ILLEGGITTIMO PRETENDERE QUELLO CHE PRETENDIAMO IO E LERON, CIOÈ PARLARE SAPENDO DI COSA CAVOLO SI STA PARLANDO)
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#428 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Versilia
Messaggi: 4991
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e a chi non piace.
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Tornerò indietro.
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#429 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Versilia
Messaggi: 4991
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alla fine hanno detto che era per il papa?
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Tornerò indietro.
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#430 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Città: Paris Sesso:Sprupurzionato Stato:da capire Ex-Nickname:Ax512Mg
Messaggi: 404
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Il senso del bello che ti ha trasmesso tua madre non ha nulla di rilevante a livelli di studio dell'arte. Puoi girare anche tutti i musei del mondo, non significa che te ne intendi di arte. ciao
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#431 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Versilia
Messaggi: 4991
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e beh.
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#432 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Genova
Messaggi: 17635
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Io non ho detto che è illegittimo quello che dite voi, ho detto che non lo si può pretendere sempre, come anche in questo caso. Perchè se uno voul dire la propria opinione, spiegami chi sei tu per impedirglielo. Smentiscilo, se mai. Illuminalo, dall'alto della tua onniscenza. Ma non pretendere che si chiuda la bocca da solo... Ma poi, mi avessi portato delle definizioni di satira, diciamo così, "universali", o "accademiche"... così, tanto per far capire chi ha sbagliato e in cosa... invece continui a parlare come se fossi tu a decidere chi può e chi non può parlare di satira. Sinceramente, la discussione sta diventando sterile... Considerando anche il fatto che la critica che hai fatto prima al mio post in cui parlavo di decenza, l'hai fatta senza averne capito il senso...
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#433 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
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#434 |
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Bannato
Iscritto dal: Jul 2004
Messaggi: 8527
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Non si può spiegare con una definizione in un thread cosa sia la satira. Anche perché non ne sarei capace.
(attenzione, adesso mi sono posto al di sopra!! |
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#435 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Città: Trento
Messaggi: 40877
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per dare un giudizio VALIDO che può essere positivo o negativo bisogna conoscere la materia altrimenti si dicono solo cavolate senza senso, o girandola in una maniera più soft, si fornisce un giudizio NON basato su una conoscenza di ciò che si giudica, e in quanto tale non ha nessun valore e questo spererei che dobbiamo essere tutti daccordo, altrimenti siamo veramente nel grottesco, il paradosso più totale detta terra terra: se non sai cos'è la satira non hai gli strumenti necessari per decretare cosa sia o non sia satira, cosa sia arte e cosa sia offesa, oppure se sia entrambe PUNTO poi che possa piacere o meno è un discorso diverso da quello che sto facendo: a me non piace per niente picasso ma non posso esimermi da riconoscergli il suo valore artistico se voi continuate a sostenere che non sapendo minimamente cosa sia la satira siete in grado di giudicare il valore artistico di luttazzi, buon per voi. dalle mie parti c'è gente un po' più umile che prima di giudicare il valore artistico di qualcosa cerca prima di tutto di averne la competenza. Ultima modifica di Leron : 10-12-2007 alle 23:11. |
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#436 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Città: Trento
Messaggi: 40877
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un conto è dire "non mi piace luttazzi" (e in quel caso si potrebbe replicare "luttazzi va inteso nel quadro della sua opera artistica, che può essere capita solamente con un interessamento verso la storia della satira" ) un altro conto e BEN DIVERSO è dire "non mi piace luttazzi perchè la sua non è satira ma insulto" e questa scelta può essere data SOLAMENTE se si sa di cosa si sta parlando sul "perchè" non possa spiegare a parole in questo thread argomentando, è tutto riconducibile alla lunghezza: finora ho frequentato almeno 3 corsi che parlano di satira o quantomeno la trattano in maniera più o meno approfondita, e tutt'ora non mi sento di conoscerla pienamente dato che è uno degli argomenti più complessi e mutevoli della storia della letteratura e del teatro. mettermi a spiegare quel poco che so in un thread su un forum porterà solamente a incongruenze e errori. un ottimo passo per cominciare può essere quello di seguire i link postati sopra, già la stringatissima spiegazione di dario fo è illuminante per quanto riguarda l'argomento del thread, ma ci sono parecchie pubblicazioni interessanti che andrebbero lette, se volete domani scovo un po' di bibliografia se vi interessa l'argomento e se non siete troppo occupati a fare i critici Ultima modifica di Leron : 10-12-2007 alle 23:21. |
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#437 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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Luttazzi, lettera di Giuliano Ferrara "Era satira, ma un limite ci vuole" di GIULIANO FERRARA Caro Direttore, quella di Luttazzi su di me era satira, su questo non ci piove. Letta la frase in cui venivo messo oniricamente in una vasca e trattato come una latrina, per tirare fuori una pacifista antiamericana dallo smarrimento di fronte a una espressione per lei crudelmente surreale di Berlusconi ("ero contrario alla guerra in Iraq"), in un primo momento ho pensato che fosse una forzatura miserabile per tirarsi d'impaccio in un programma non particolarmente baciato dal successo e dallo scandalo. Ma non è così. La satira è un prodotto di ideologia e cultura, procede dai libri alla strada al palcoscenico in modo circolare. L'immaginario di Luttazzi, come lui dice, è Abu Ghraib e Ruzante, quella è per lui la cornice dello sketch a me dedicato (e anche ai miei compagni di latrina). D'altra parte non sono forse una specie di Petraeus all'amatriciana? Esiste una satira cruda e coprolalica, che si è espressa e si esprime, con risultati migliori o peggiori, in tutte le lingue, in molte situazioni e in molti regimi politici, antichi e moderni. Dunque era satira. Lui non sarà Aristofane o Molière, ma era satira. Perché allora, visto che sono sempre stato difensore della libertà di satira, ho approvato la sospensione del programma di Luttazzi, e in particolare la motivazione del comunicato e delle successive dichiarazioni di Antonio Campo Dall'Orto, il dirigente libertario e frecceriano de La7 che si è sentito tradito dall'uso irresponsabile della libertà concordata anche contrattualmente tra la sua emittente e il comico? Me lo sono spiegato così come segue, e penso sia utile comunicarlo pubblicamente ai lettori o più genericamente al pubblico. Il fondamento di una democrazia ormai sfasciata e sgangherata come la nostra è questo: Dio è relativo, è un culto privato, invece la libertà assoluta, è l'unico culto pubblico ammesso. E' noto che non sono d'accordo con questa impostazione e che penso sia vero il contrario. Ci sono criteri di valore e di vita non negoziabili, e pubblici per definizione anche al di là della fede religiosa o civile confessata, e invece la libertà, che prediligo e vorrei la più ampia possibile in ogni situazione della mia esistenza e di quella degli altri, è relativa. Culturalmente non sono spinoziano, sono cattolico romano. E' dunque naturale che io la pensi così. "Che c'entra?", direte. C'entra, c'entra. Perché ogni discussione sulle esperienze limite, e l'esercizio crudele della satira è una di queste esperienze, è una discussione sulla libertà e sui termini del suo esercizio. Il comunicato de La7 ha fissato un limite, e la società vive anche di limiti. E' culturalmente la stessa cosa di un divieto alla produzione sperimentale e assassina di embrioni, ha lo stesso valore linguistico pur trattandosi in questo caso di faccende per fortuna effimere. Non ho mosso un dito e nemmeno uno straccio di avvocato, non ho nemmeno corsivato alla mia maniera, quando Luttazzi ha portato in decine di teatri off off Broadway una definizione di "Giulianone" come del "residuo di sperma e cacca lasciato sul lenzuolo dopo un rapporto anale". Se sbiglietti in un teatro e la gente decide di venirti a vedere, lo puoi fare, e se a qualcuno non piacesse essere definito come sopra avrebbe al massimo il diritto di chiedere a un giudice una sanzione, posto che la ottenga, o di schiaffeggiare Luttazzi in pubblico o di denunciarne il linguaggio. Un mio amico americano dice: c'è la libertà di guidare, anche a trecento all'ora in una pista riservata a un pubblico pagante, ma in autostrada esistono limiti. In una tv generalista, insomma, è diverso. C'è per esempio un problema di coesione commerciale. La tv, come i giornali, è uno spazio in cui gli editori investono, e giornalisti e artisti praticano quello spazio contro pagamento di una mercede e devono praticarlo conoscendone i confini, sapendo, come dico da anni, che la loro libertà è relativa, che sono tecnicamente indipendenti ma sono dipendenti in senso stretto o soggetti, quando lavoratori autonomi, a un rapporto coordinato e continuativo che ammette la possibilità contrattuale di essere sciolto da chi investe e paga e ha il problema, non commerciale ma anche commerciale, di tutelare la propria identità di fronte al pubblico e agli inserzionisti. Questo vale per Luttazzi e per il suo rapporto con La7 e i suoi spettatori, come dovrebbe valere per quei furbetti "de sinistra" e "de provincia" di Santoro & C., i quali danno per ore la caccia al funzionario Rai di turno (Del Noce? Saccà?) sputtanandolo come assassino di Enzo Biagi con i complimenti, i denari, e le marchette apposte alle loro buste paga dalla ditta che inquisiscono. Sgradevole e forse spregevole uso privato, non dirò "criminoso" perché non ho l'autorevolezza televisiva o bulgara di Berlusconi, del mezzo pubblico e televisivo in genere. Il problema della libertà in Italia, come hanno spesso notato Aldo Grasso e Francesco Merlo, e con ragione, è proprio questo. Vogliono tutti fare Lenny Bruce, ma non vogliono vivere e morire nella gloria dell'outsider emarginato, alcolizzato e cirrotico, vogliono farlo con l'assistenza pubblica e privata del mercato televisivo per famiglie, possibilmente in prima serata, e con l'ulteriore assistenza del mercato della politica, che li fa deputati al primo segno di martirio. Ricchi e potenti perché liberi. Nel caso del furbissimo Benigni, adesso aspirano anche alla vita eterna con il timbro di Sua Eminenza Reverendissima Tarcisio Cardinal Bertone. In America, che è una democrazia costituzionale under God più autorevole della nostra, non si fa così. Quando sgarri, te ne vai secondo regole di mercato e di etica pubblica convenzionale, e nessuno ti verrà a molestare se eserciti il massimo della libertà a spese tue e del tuo pubblico. Questo tipo di libertà controassicurata, comunque, mi fa un po' ridere. E' la sanzione di un paese che non ha establishment, la cui grottesca rovina politica è cominciata nelle procure alla Tonino Di Pietro e alla Forleo, a loro modo eroi di satira televisiva anch'essi, ed è continuata con il clamoroso successo di pistaroli e demagoghi che invece di sbigliettare e faticarsi la libertà relativa di cui tutti godiamo, e facciamo l'uso che crediamo, chiedono e ottengono la libertà assoluta del prime time televisivo a una borghesia e a un sistema politico che non hanno più alcuna autorità, severità, ironia, significanza. Insomma. Se il mio editore televisivo fissa nella responsabilità televisiva un limite alla libertà di satira io sono contento, mi spiace solo che per farlo si debba ricorrere al canone secondo cui quella di Luttazzi non è satira, il che non è vero anche se in un primo momento ho equivocato leggendo il testo delle sue parole fuori del loro contesto drammaturgico e della loro legittima cornice ideologica (per me, ovviamente, un pochino ributtante). Se la sospensione del programma serve a far discutere di questo, io sono contento. Se Luttazzi torna in onda su La7 dopo che questa discussione si è svolta, e ricomincia, sono contento. Se lui e Campo Dall'Orto volessero venire a parlarne a "8 e mezzo", quando desiderino, sarei contento. Come vedete, sono molto contento. Sono contento anche della passione che il Manifesto, quotidiano comunista e dunque tribuna satirica fin nella testata, mette nella alta trattazione culturale del caso Ferrara-Luttazzi & Cacca. Sarei anche molto contento, ancora più contento, se accettasse l'idea che si deve ridere del patriarcalismo autoritario degli islamici o imbastisse nelle sue dense pagine difese così sofisticate della libertà di satira nel caso in cui un comico di destra prendesse Rossana Rossanda, la mettesse in una latrina e la trattasse come sono stato satiricamente trattato io. Non dubito che i colleghi comunisti sarebbero inflessibilmente coerenti con i loro principi. |
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#438 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Genova
Messaggi: 17635
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Se mai ho detto che a volte esagera con le volgarità, le quali non devono per forza essere onnipresenti per fare satira, considerando anche che si trovava in televisione e non in un teatro (per furbizia, più che altro.. ma questo l'ho già detto, bastava leggere.) Ad esempio, tu stesso hai citato Marcorè e Guzzanti, che fanno satira, più leggera sicuramente, ma sempre satira. La frase di Lorekon che ho quotato, dice sostanzialmente questo... se non è così, allora ho male interpretato quello che intendeva.
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#439 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Messaggi: 328
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La satira è una cosa, offendere pesantemente (un collega tra l'altro) un'altra.
Non è che uno,, in quanto comico, può pensare di offendere chi gli pare e piace senza pagarne le conseguenze, di essere al di sopra di ogni legge. Questi sono deliri di onnipotenza. Luttazzi si fa scudo della satira per sfogare la sua personale acredine contro chi non gli va a genio. Se lo faccio io mi becco una denuncia, se lo fa lui è arte perchè è l'erede di Boccaccio. Ma che mi faccia il piacere... L'idea che hanno molti sulla libertà di espressione è molto sbagliata. Giustamente non esiste la libertà assoluta di espressione. Per esempio non si possono decantare pubblicamente i più efferati crimini nazisti tirando in ballo la libertà d'espressione e la parola arte. Esempio ancora più stupido: anche su un semplice forum si è soggetti a determintare regole di netiquette. Ci sono posti nel mondo in cui la gente paga con la vita per aver espresso le proprie idee, idee di civiltà, di uguaglianza, di giustizia, di rispetto. Paragonare l'eroismo di queste persone con le volgarità di un comico fallito che non rischia neppure lo stipendio è fuori luogo. Umanamente mi spiace per lui se sta passando un brutto periodo ma il modo migliore per uscirne è farsi un serio esame di coscienza. La mancanza di autoironia è un brutto segnale per tutti, per un comico è la fine. Il ragionamento secondo cui il comico satitirico può permettersi cose che ai "comuni mortali" non è concesso è veramente antidemocratico, snob, elitario. Il comico satirico dovrebbe essere la voce del popolo, il suo operato liberatorio, dissacrante nei confronti di ogni forma di potere. Non mi sembra il caso di Luttazzi o almeno, su di me non ha questo effetto. Considerazioni. Si dia una definizione rigorosa di satira. Se le volgarità di Luttazzi rientrano perfettamente in questa definizione, significa che Luttazzi non è per nulla innovativo, che ricalca clichè vecchi di secoli. Non facendo neppure molto ridere, ne deriva che il suo valore artistico è scarso. Se al contrario quello che fa Luttazzi non rientra perfettamente nella definizione di satira, potrebbe anche essere un artista geniale ed innovativo. Per quanto mi riguarda non lo è, comunque, anche immaginando che lo fosse, fino al momento in cui il suo valore non viene riconosciuto come artistico da "esperti del settore" le sue restano delle offese gratuite, quindi è passibile di denuncia. Inoltre, come lui è libero di sparare le sue volgarità, così io sono libero di criticarlo e la televisione per cui lavora di licenziarlo. Penso anche che l'arte abbia perso gran parte del suo valore da quando (non so quando) è stata relativizzata l'idea di bellezza. Nella realtà ovviamente le cose non funzionanno così. Ne è prova un fatto che, benchè vi siano delle variazioni personali, soggettive all'idea di bello, a livello statistico ci sono cose che vengono apprezzate più di altre. Se consideriamo i videogiochi, per esempio, notiamo che è così. L'ultima forma d'arte in ordine cronologico sono i videogiochi, questo è ovvio, evidente. E' indicativo come buona parte dei critici d'arte non se ne accorgano neppure, troppo intenti a decantare le oscure nevrosi di un pittore dalle scarse capacità tecniche. Questo è molto indicativo dell'apertura mentale di certe persone. L'arte è anche padronanza della tecnica espressiva.
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Debian 13 Ultima modifica di MetalWarrior : 11-12-2007 alle 00:27. |
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#440 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Città: Trento
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Ultima modifica di Leron : 10-12-2007 alle 23:54. |
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