NVIDIA prepara NemoClaw, piattaforma open source per agenti AI enterprise
Nvidia starebbe lavorando a NemoClaw, una piattaforma open source per agenti AI destinata alle imprese. Il lancio è atteso al GTC 2026 di San Jose, con partner come Salesforce, Google e Cisco già in trattativa
di Andrea Bai pubblicata il 10 Marzo 2026, alle 14:41 nel canale Scienza e tecnologiaNVIDIA
Nvidia starebbe lavorando al lancio di NemoClaw, una piattaforma open source dedicata agli agenti AI per il mercato enterprise. La notizia emerge a pochi giorni dall'apertura del GTC 2026, la conferenza annuale per sviluppatori che si terrà a San Jose dal 16 al 19 marzo.
La società di Jensen Huang avrebbe già avviato colloqui esplorativi con alcune delle principali aziende tecnologiche mondiali per stringere partnership attorno alla nuova piattaforma. A riportarlo è Wired, che cita fonti interne alla società. Tra i nomi citati figurano Salesforce, Cisco, Google, Adobe e CrowdStrike, sebbene non sia ancora chiaro se tali conversazioni abbiano portato ad accordi formali. Trattandosi di un progetto open source, è probabile che i partner ottengano accesso anticipato in cambio di contributi allo sviluppo.
Un elemento di rilievo riguarda la compatibilità hardware: la piattaforma sarà accessibile alle aziende indipendentemente dal fatto che i loro prodotti girino su chip Nvidia. Si tratta di una scelta strategica che amplia notevolmente il potenziale bacino di adozione, andando oltre l'ecosistema tradizionale legato alle GPU del produttore californiano.
Il contesto: la febbre degli agenti "Claw"
NemoClaw nasce in un momento in cui l'interesse per gli agenti AI autonomi è in forte crescita. Il fenomeno ha avuto una scintilla precisa: OpenClaw, nato come progetto amatoriale dell'austriaco Peter Steinberger con il nome di Clawdbot, è diventato in pochi mesi il progetto più seguito su GitHub, superando i 190.000 star, prima di essere acquisito da OpenAI, che ha assunto lo stesso Steinberger. OpenClaw è uno strumento open source che opera in locale sui dispositivi degli utenti ed eseguono sequenze di compiti in modo autonomo appoggiandosi alle capacità degli LLM.

L'entusiasmo attorno a OpenClaw non è stato però privo di ombre. Diverse grandi aziende tecnologiche, tra cui Meta, hanno vietato l'uso dello strumento sui dispositivi aziendali a causa dei rischi di sicurezza legati all'imprevedibilità degli agenti e alla possibilità di accesso non autorizzato a dati sensibili. Un episodio emblematico ha riguardato una dipendente Meta responsabile della sicurezza AI, che a febbraio ha pubblicamente raccontato di un agente andato fuori controllo sulla sua macchina, arrivando a cancellare in massa le sue email.
La strategia software di Nvidia
Con NemoClaw, Nvidia intende rispondere direttamente a queste preoccupazioni: la piattaforma includerà strumenti integrati per la sicurezza e la privacy, pensati specificamente per ambienti aziendali. Il progetto si inserisce in una strategia software più ampia che vede Nvidia impegnarsi con crescente convinzione nel mondo dei modelli open source (basti pensare alla famiglia Nemotron) nel tentativo di consolidare il proprio ruolo nell'infrastruttura AI anche in un contesto in cui i principali laboratori stanno sviluppando chip proprietari.
Fino ad ora la strategia software di Nvidia si è basata prevalentemente su CUDA, la piattaforma proprietaria che ha creato un solido vantaggio competitivo legando gli sviluppatori all'hardware del produttore. NemoClaw rappresenta dunque un cambio di paradigma: piuttosto che puntare sulla lock-in tecnologica, Nvidia sceglie l'apertura per attrarre l'ecosistema enterprise su una piattaforma di sua architettura. Il CEO di NVIDIA aveva già espresso nei giorni scorsi un parere particolarmente lunsinghiero nei confronti di OpenClaw, riconoscendo la forza dirompente della diffusione dell'IA.
Al GTC 2026 Nvidia dovrebbe inoltre presentare un nuovo sistema di chip per l'inferenza, che integra tecnologia della startup Groq, con cui Nvidia ha siglato un accordo di licenza miliardario, segnando un ulteriore passo verso la diversificazione dell'offerta hardware e software della società.










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSe è open source dovrebbe esserci il sorgente. E verrebbe sgamato
Se lo fanno apposta potrebbe essere sgamata, (ricordo un'episodio simile con Intel anni fa) ma può anche capitare che il codice sia di suo più ottimizzato per NVidia, e questo non sarebbe un illecito.
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