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#21 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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nelle grandi distribuzioni, si guadagna di più con il surplus di denaro derivante dall'acquisto a ratep iuttosto che dalla vendita del bene stesso.
In pratica vendono le rate. |
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#22 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
Messaggi: 12112
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![]() A roma e dintorni penso che il minimo sia intorno alle 800 per 30 anni per una casa semi-decente
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#23 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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L'unico che ha proposto di costruire case popolari per risolvere l'emergenza abitativa e calmierare i prezzi delle abitazioni è stato il ministro Ferrero (rifondazione comunista), ovviamente le risposte (quando ci sono state) sono state pressapoco quelle di cui sopra. |
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#24 | |
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Messaggi: n/a
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Se costruiscono bloccano perchè si ritiene siano abusivi, se non costruiscono è colpa degli statalisti...ma mettetevi d'accordo no? |
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#25 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Io sono favorevole alla costruzione di case popolari, però se qualcuno lo propone è tacciato di essere un terrorista...
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#26 | |||
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Messaggi: n/a
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Lì hanno fatto operazioni di questo tipo: - mettiamo che un tizio qualche anno fa aveva comprato una casa per 100.000$ con relativo mutuo - c'è stata una crescita, o bolla se vogliamo chiamarla così, del mercato immobiliare, per cui la casa si era rivalutata a 150.000$ - questo tizio allora è andato dalla banca/finanziaria, si è fatto dare in contanti i 50.000$ garantendoli con il nuovo valore di mercato della casa, e ovviamente aumentando il mutuo. - i 50.000$ freschi freschi se li è spesi diciamo in SUV TV al plasma telefonini e cazzate varie (ma anche non cazzate alle volte, tipo spese sanitarie o istruzione) Il ricorso in massa a questa fonte di finanziamento, con immissione di contante fresco garantito da una rivalutazione in parte artificiosa degli immobili, ha fatto decollare i consumi e dato l'impressione di una forte ripresa dell'economia. Ovvio che prima o poi i nodi dovevano venire al pettine. In Italia non abbiamo avuto fenomeni del genere, però la crescita immobiliare c'è stata ugualmente per altri motivi: - mancanza di edilizia popolare, che ha spinto anche ceti meno abbienti a rivolgersi al mercato (e quindi aumento della richiesta) - legge per il rientro dei capitali dall'estero, per cui i nostri bravi evasori che per anni non hanno pagato tasse si sono ritrovati con ingenti cifre da investire, ed hanno comprato case a mani basse, a decine senza nemmeno andarle a vedere. - entrata nell'euro, che ha comportato per le banche italiane la necessità di adeguare i loro tassi di mutuo da strozzini del 10-15% a quelli del 5-6% che c'erano da venti anni in tutti i paesi europei. Questo abbassamento dei mutui ha invogliato molti all'acquisto della casa, prima bloccato dallo strozzinaggio delle banche. E' chiaro che poi in tutto questo si inserisce la speculazione, il capitalismo italico che invece di investire nell'industria la smantella e si riconverte all'immobile (Tronchetto dell'infelicità docet), però per come la vedo io la situazione italiana è molto più pulita di quella USA. Ultima modifica di Trabant : 23-08-2007 alle 17:59. |
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#27 |
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#28 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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A chi ha un reddito basso e non può permettersi di comprarne una.
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#29 | |
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Messaggi: n/a
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Perchè gli dai i contanti al povero cristo, sperando che li usi per pagarsi la differenza del mutuo o sperando appunto che non lo faccia in modo da potergli succhiare anche l'anima????? ![]() Converrai che è folle , terribile, violento!!
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#30 | |
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Non so come siano le periferie delle vostre città, ma qua in quelle very si fa: chi arriva prima se la prende Ossia tu hai diritto, sei un povero diavolo...bene la casa destinata dopo decenni ti è assegnata...ma amra sorpresa, arrivi e la trovi occupata da chissà chi ABUSIVAMENTE |
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#31 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Sarebbe ora di accorgersi che le banche e le grandi aziende pensano agli utili e non si fanno alcuno scrupolo, il capitalismo dal volto umano può esistere nell'azienda familiare, non di certo nelle grandi aziende. Quote:
O vorrai dire che ad occupare le case sono i ricchi banchieri? |
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#32 | |
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L'interesse non è quello di farlo fallire e fregarsi la casa, ma di guadagnare sull'interesse aggiuntivo del mutuo. Tant'è vero che le suddette finanziare a partire da queste operazioni hanno poi creato tipo delle obbligazioni che ogni tot mesi davano diritto ad una cedola, che poi hanno piazzato sul mercato e sono diventate prodotti finanziari di investimento. Quindi altri risparmiatori hanno investito su oggetti che erano garantiti dal fatto che il famoso tizio pagasse le rate. Quando la bolla è scoppiata le suddette finanziarie sono rimaste col culo scoperto e hanno fallito, e l'unico modo per non creare il panico è stata l'immissione di denaro fresco della banca centrale USA. |
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#33 | |||
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Si ma i soldi per l'edilizi popolare sono di anno in anno in terrificante calo L'ultima tua frase è inquietante, ammetto che ci stavo ragionando da un pò...magari non lo sono di quelle popolari, ma del restante mercato si, anzi questa primavera, se non erro a "ballarò" se ne parlò e fra le tante cosuccie, emerse un simile scenario,ma ripeto soloper la fetta di mercato riguardante i "benestanti" |
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#34 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Sí, ma la situazione è un po' diversa: le banche allora avevano un ruolo e sono state utili al progresso... Adesso sono passati Quattrocento anni, si potrebbe anche progredire...
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#35 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Napoli@Roma
Messaggi: 4554
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Anche in Italia comunque le cose stanno degenerando...
http://espresso.repubblica.it/dettag...31517&ref=hpsp Mutui a perdere di Alice Corti Nel 2007, dopo anni di boom, ci sarà una crescita zero. Intanto migliaia di famiglie hanno problemi con le rate. E aumentano le esecuzioni immobiliari. In edicola da venerdì In Spagna, quando si parla di mutui, qualcuno tira fuori la teoria della cucaracha. La teoria dello scarafaggio. Perché, come recita un detto diffuso nel mondo economico, 'quando vedi uno scarafaggio, occhio, di sicuro ce ne saranno altri'. Con questa metafora si spiega il possibile sviluppo di situazioni critiche da un piccolo e debole segnale: la paura degli spagnoli, come riporta 'El País', è che questa volta siano i mutui immobiliari a prendere la forma di cucarachas. E che la difficoltà a pagare le rate si propaghi a molte famiglie. Ma lo scenario iberico non è che la copia di quanto sta accadendo in altri paesi della zona dell'euro. Italia compresa. Anche per molti italiani, infatti, il mutuo a tasso variabile per la casa si sta rivelando un ostacolo superabile solamente con notevoli sforzi. Lo denunciano le associazioni dei consumatori. Secondo Elio Lannutti, presidente di Adusbef, l'associazione che difende gli utenti dei servizi bancari e finanziari, si possono stimare fino a 450 mila famiglie in difficoltà. Lo conferma anche un'analisi condotta dal Centro Studi Sintesi di Venezia, che parla di un indebitamento per l'acquisto di immobili più che triplicato (326 per cento) negli ultimi otto anni. Le preoccupazioni delle famiglie sono iniziate quando la Banca centrale europea ha in più fasi aumentato il tasso di sconto. Dal 2 al 4 per cento in due anni, un quarto di punto alla volta in otto riprese. L'ultima il 6 giugno scorso. Con il conseguente aumento dell'Euribor, il parametro su cui si calcolano i tassi variabili. E tutto ciò si è tradotto in interessi più salati. Se la rata mensile di un mutuo di 200 mila euro a 20 anni era inferiore ai 1.200 euro, oggi se ne sborsano 1.400. Un altro esempio: chi ha optato per un prestito decennale di 45 mila euro nel 2001, oggi paga circa 503 euro al mese, vale a dire 50 in più rispetto al 2005. La tendenza all'aumento è destinata a continuare? La bufera d'agosto sulle Borse mondiali ha cambiato un po' le carte in tavola. Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nei primi giorni di agosto aveva parlato nuovamente della "forte vigilanza" applicata dall'Eurotower per combattere i rischi di inflazione. Quasi un'anticipazione di un futuro rialzo in settembre. Ma la crisi dei mutui subprime statunitensi, cioè quelli concessi a una clientela senza garanzie e poi rivenduti sul mercato sotto forma di obbligazioni, il crollo dei mercati e il rapido abbassamento del tasso di sconto americano potrebbero aver sortito un effetto calmierante sui tempi del prossimo intervento della Bce. Francoforte sarebbe pronta a posticipare l'aumento dell'ennesimo quarto di punto ad autunno inoltrato. In Italia sono oggi attivi circa tre milioni e mezzo di mutui e possiamo vantare il record dei tassi più alti. A dirlo non sono solo le associazioni dei consumatori, ma un'autorità come la Banca d'Italia di Mario Draghi. Ecco cosa ha detto il governatore all'assemblea dell'Associazione bancaria italiana l'11 luglio scorso: "I tassi di interesse praticati dalle banche italiane sono più elevati rispetto a quelli della media dell'area dell'euro". E le sue parole sono pienamente confermate dai dati della Bce, che ha divulgato i tassi medi praticati in Europa per i mutui immobiliari superiori ai cinque anni: Italia in testa con il 5,31 per cento (se si esclude il 6,47 per cento della Slovenia, appena entrata nell'euro), seguita dalla Grecia con il 5,14 per cento. Entrambe superiori alla media complessiva che si attesta sul 4,86 per cento. Lo scossone dei subprime americani ha fatto tremare l'Europa, ma l'Italia, rassicurano diverse fonti dai maggiori istituti di credito nazionali, non dovrebbe essere esposta a questo rischio. Un po' perché gli istituti italiani concedono mutui con più difficoltà e poi perché le nostre famiglie non si indebitano come quelle dei Paesi anglosassoni. Al massimo per il 40 per cento del reddito, mentre negli Stati Uniti e in Gran Bretagna talvolta si arriva addirittura al 100 per cento. Ciò che invece inizia a presentarsi come un incubo per chi ha richiesto un finanziamento a tasso variabile è il rischio di perdere la casa ipotecata e vederla messa all'asta dal tribunale. Nonostante negli ultimi anni le procedure di esecuzione immobiliare siano rimaste sostanzialmente stabili, a gennaio è tornato a crescere il numero di case pignorate dagli istituti di credito a seguito di rate non pagate e di incaglio del mutuo. Al palazzo di Giustizia di Milano, per esempio, se nel 2006 erano pervenute 1.883 procedure esecutive, i dati, aggiornati per 'L'espresso' al 10 agosto scorso, evidenziano un aumento significativo: quelle in corso sono già arrivate a quota 1.591. Il fenomeno non è stato registrato da Crif, la centrale dei rischi finanziari dove giungono tutte le informazioni sulle richieste dei mutui,che però dispone dei soli dati registrati fino alla fine dell'anno scorso. "Nel 2006 viene confermato il tendenziale e progressivo contenimento del livello totale del rischio, che si mantiene sotto il 5 per cento", dicono alla Crif. Tra settembre e dicembre 2006 le sofferenze (almeno sei rate scadute e non pagate) erano l'1,5 per cento sul totale dei mutui. In ogni caso, le famiglie "stringono i denti pur di non perdere uno dei beni più preziosi": a sostenerlo è Fabio Picciolini, segretario nazionale di Adiconsum, associazione per la difesa dei consumatori. Che spiega: "Perdere la casa in tribunale è l'ultima spiaggia. Prima si cerca di risparmiare su altri fronti o di farsi aiutare dalla famiglia". Il mondo dei mutui è quindi in continua evoluzione. Già nei primi mesi del 2007 sono state registrate inversioni di tendenza su tre fattori finora abbastanza costanti: la richiesta di finanziamenti, la scelta del tasso, la durata del mutuo. Il primo aspetto è stato evidenziato sia da Bankitalia, che valuta a crescita zero la domanda di prestiti negli ultimi tre mesi, sia da Unicredit - Banca per la casa, che nel primo trimestre ha constatato un calo delle richieste pari all'1,6 per cento. Stesso trend per l'Osservatorio sul credito immobiliare di Assofin (associazione del credito al consumo e immobiliare): meno 2,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006. A dare una spiegazione è Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin: "La crescita nel 2007 per i mutui erogati alle famiglie dovrebbe essere pari a zero, o in lieve flessione, sia a causa dell'aumento dei tassi di interesse sia per un rallentamento nelle compravendite immobiliari". Secondo punto, la scelta del tasso. E qui basta leggere un'analisi della società di studi economici Nomisma. Mentre nel 2006 il tasso fisso per i mutui casa veniva scelto solo dal 28 per cento dei clienti, nel primo semestre del 2007 le richieste hanno raggiunto quasi il 69 per cento, facendo crollare al 27 per cento quelle per il variabile. "La propensione per il tasso fisso? È giustificata più da una questione di stabilità psicologica e dal desiderio di non avere ulteriori preoccupazioni, come l'aumento dei tassi, che da una reale convenienza economica", afferma Claudio Fusi, condirettore generale di Fonspa Bank. Infine, la durata del finanziamento. Dimenticati i mutui a breve termine, ovvero quelli che si esaurivano in cinque, dieci anni, è ormai la stagione di quelli a lunghissima durata, fino a 30, 40 o addirittura 50 anni. La maggior parte delle operazioni si stabilizza oltre i 25 anni, secondo l'Osservatorio di Assofin (che copre il 62 per cento delle banche nazionali), e tra i 20 e i 30 per Nomisma. Se alcuni mesi fa il problema delle rate più consistenti veniva solo sussurrato tra parenti o amici stretti, negli ultimi tempi la voce del popolo del mutuo si è fatta più grossa. Diverse associazioni dei consumatori imputano alle banche "la responsabilità di aver spinto buona parte degli interessati alla scelta per il tasso variabile, senza fornire spiegazioni sufficienti". I casi di insolvenza si moltiplicano. "Anche noi riceviamo molte segnalazioni di persone in difficoltà", afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Dove delineano un quadro più preciso della famiglia-tipo a rischio: nuclei che spesso fanno i conti al centesimo e non mantengono una parte del budget per gli imprevisti. E non è solo il mutuo a incrinare la serenità dei consumatori: "Dietro alla difficoltà di pagamento delle rate si nascondono spesso altri eventi dolorosi, come la perdita del lavoro o una separazione", evidenzia Alessandro Pedone, consulente Aduc (associazione per i diritti di utenti e consumatori) per la tutela del risparmio. Cosa fare, allora? "Il nostro maggiore impegno è quello di aiutare a rinegoziare il mutuo o a cercare di estinguerlo, anche grazie agli accordi con l'Abi", spiega Rienzi. Il decreto legge Bersani sulle liberalizzazioni ha infatti introdotto procedure semplificate per la cancellazione dell'ipoteca e per la portabilità del mutuo, oltre ad aver azzerato le penali per l'estinzione anticipata (ma solo per i nuovi contratti). L'accordo stipulato tra la Confindustria delle banche e le associazioni dei consumatori, invece, ha introdotto riduzioni delle penali per quelli antecedenti a febbraio 2007. Quali saranno gli scenari futuri? Gli operatori del settore prevedono ancora un rialzo del tasso di sconto da parte della Bce, quanto meno negli ultimi mesi del 2007. E poi, forse, una battuta d'arresto e la stabilizzazione del costo del denaro. Un po' lontana, almeno per ora, è la speranza di una riduzione, che farebbe diminuire l'importo delle rate. Dunque, al risparmiatore non resta che il pellegrinaggio da una banca all'altra per tentare di strappare le condizioni migliori per cambiare mutuo. (23 agosto 2007)
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#36 |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Sanremo, Italy
Messaggi: 1942
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Guarda che investire è sinonimo di risparmiare.... qui si parla del problema opposto ovvero che la gente non risparmia e spende soldi che non ha.
Che poi ci siano buoni e cattivi investimenti è un altro discorso ma non è una novità di oggi I genovesi presero grosse inculate concedendo prestiti alla corona spagnola credendo in disponibilità d'oro del sudamerica che invece non c'erano. I banchieri tedeschi invece accettarono al posto dell'oro delle miniere di stagno che poco tempo dopo divenne utilissimo per produrre armi e prese tantissimo valore. Ultima modifica di Fradetti : 23-08-2007 alle 21:14. |
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#37 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Inoltre la crisi dei mutui americani non c'entra niente con la globalizzazione, ma con il fatto che è stato prestato denaro a persone a basso reddito e con poche garanzie e quando hanno iniziato ad alzarsi i tassi di sconto quelle famiglie non sono riuscite più a sostenere le rate (per via dei tassi variabili in aumento). Se si riducesse il costo del denaro aumenterebbe l'inflazione, ma si darebbe più respiro a quelle famiglie. |
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#38 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14073
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Sui mutui l'ITalia non corre rischi perchè qui chi non ha sufficienti garanzie i mutui li vede con il binocolo...
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#39 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Bolzano
Messaggi: 2777
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e la globalizzazione invece influisce eccome... se i beni costassero meno la gente farebbe debiti solo per la casa |
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#40 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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Se i beni costassero meno la gente sprovveduta comprerebbe più roba.
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