NVIDIA cerca un progettista di datacenter orbitali: l'AI guarda sempre di più allo spazio
NVIDIA ha pubblicato un'offerta di lavoro per un "Orbital Datacenter System Architect", figura che dovrà progettare infrastrutture di calcolo AI in orbita. L'industria tecnologica guarda con crescente interesse ai datacenter spaziali, un settore che nasconde opportunità ma anche significative sfide tecniche.
di Manolo De Agostini pubblicata il 05 Marzo 2026, alle 13:21 nel canale Server e WorkstationNVIDIA
Il settore dei datacenter vuole spingersi oltre, letteralmente, superando l'atmosfera terrestre. NVIDIA ha pubblicato un'offerta di lavoro per la posizione di Orbital Datacenter System Architect, un ruolo che suggerisce l'interesse dell'azienda nello sviluppo di infrastrutture di calcolo dedicate all'intelligenza artificiale direttamente in orbita.
La posizione, con sede a Santa Clara e una retribuzione base compresa tra circa 224.000 e 356.500 dollari annui, prevede il compito di definire l'architettura di sistemi di datacenter orbitanti. Il lavoro include la progettazione dell'intera catena tecnologica, "dal chip al satellite", includendo anche le comunicazioni tra satelliti e la definizione di una roadmap per i futuri prodotti destinati allo spazio.

Il ruolo richiede competenze che vanno oltre il tradizionale sviluppo hardware per datacenter. Il candidato dovrà considerare infatti affidabilità, strategie di tolleranza alle radiazioni, limiti ambientali e soluzioni di dissipazione termica, aspetti cruciali in un ambiente come lo spazio dove l'assenza di atmosfera rende impossibile il raffreddamento tramite flussi d'aria. Un problema di cui abbiamo già parlato, a cui se ne aggiungono altri sollevati da Sam Altman di OpenAI.
Tra le competenze auspicabili figurano anche esperienze legate alle sollecitazioni meccaniche durante i lanci dei razzi, oltre alla capacità di coordinarsi con i team interni dedicati a silicio, software e networking. Il ruolo prevede inoltre la collaborazione con partner industriali e clienti per definire strategie comuni di sviluppo.
La startup Starcloud ha lanciato in orbita un satellite sperimentale con una GPU NVIDIA H100, dimostrando la possibilità di eseguire carichi di lavoro di intelligenza artificiale nello spazio. L'azienda mira alla realizzazione di una costellazione dedicata di decine di migliaia di satelliti per datacenter orbitali.
Anche altri grandi attori stanno valutando approcci simili. Google sta sperimentando l'uso di acceleratori TPU nello spazio e ha testato l'hardware in ambienti simulati per verificare la resistenza alle radiazioni tipiche dell'orbita terrestre bassa.
Il progetto potrebbe intrecciarsi con le ambizioni di SpaceX. L'azienda guidata da Elon Musk ha ipotizzato la creazione di costellazioni molto estese di satelliti dotati di capacità di calcolo, arrivando a prospettare infrastrutture composte da centinaia di migliaia o addirittura fino a un milione di unità.
Secondo questa visione, i datacenter in orbita potrebbero sfruttare energia solare raccolta direttamente nello spazio, riducendo i costi energetici associati ai grandi impianti terrestri e avvicinando il calcolo ai dati generati dai satelliti.
Nonostante il potenziale, il concetto di datacenter orbitale è ancora in fase embrionale e presenta numerose sfide tecniche ed economiche. Lo stesso CEO di NVIDIA, Jensen Huang, ha recentemente osservato che l'economia di queste infrastrutture oggi non è favorevole, anche se potrebbe migliorare nel tempo. NVIDIA, però, non vuole farsi trovare impreparata, perché innovare vuole dire proprio questo.










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23 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoappunto hanno assunto uno che progetta il datacenter per risolvere il problema.
Metteranno dei dischi spare che si rimpiazzano in automatico con un braccio robotico o cose simili.
Gli umani sono diventati inutili, i robot possono sopperire la loro assenza.
Metteranno dei dischi spare che si rimpiazzano in automatico con un braccio robotico o cose simili.
Gli umani sono diventati inutili, i robot possono sopperire la loro assenza.
Si ho capito ma mica durano in eterno, anche le GPU stesse diventano vecchie, Nvidia fa un'architettura nuova all'anno.
appunto.. obsolescenza.. un data center in orbita diventa vecchio velocemente.. fra l'altro tutto il materiale di cui è composto quando rientra in atmosfera si distrugge sprecando materia del pianeta in modo irreversibile
non sarà che facendo un datacenter in orbita non si devono rispettare le leggi che sono presenti qua sulla terra ed è per questo che Musk e NVidia vogliono farli li su nonostante problemi e costi (e loro i soldi li hanno) ?
ci sono problemi non risolvibili "con un robottino de 'sta ceppa": se interessa l'argomento, La "Tirannia" (Equazione di Tsiolkovsky) spiega che per ogni kg che mandi su, serve una quantità in peso molto piu grande di combustibile. e per molto piu grande intendo con aumento di tipo esponenziale.
non si manda kg di massa ridondante inutile fuori atmosfera, ha dei costi stellari.
non sarà che facendo un datacenter in orbita non si devono rispettare le leggi che sono presenti qua sulla terra ed è per questo che Musk e NVidia vogliono farli li su nonostante problemi e costi (e loro i soldi li hanno) ?
Secondo me stanno valutando la cosa, ma alla fine non faranno nulla dati i costi giganteschi e l'obsolescenza molto prematura.
non si manda kg di massa ridondante inutile fuori atmosfera, ha dei costi stellari.
SpaceX usa 4,5 kg di combustibile per inviare 1 kg in orbita bassa..
direi che è un affarone inviare qualche centinaio di tonnellate di server in orbita con una vita operativa di qualche anno
restano sempre soggetti al CLOUD Act americano
https://it.wikipedia.org/wiki/CLOUD_Act
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