Pentagono e Anthropic tornano a parlarsi: la trattativa sull'uso militare dell'AI non è finita
Anthropic e il Dipartimento della Difesa statunitense sono tornati al tavolo negoziale dopo il fallimento delle trattative sull'uso militare dei modelli AI Claude. Il nodo riguarda i limiti operativi richiesti dall'azienda, contraria a sorveglianza di massa e armi autonome, mentre il Pentagono chiede maggiore libertà d'impiego.
di Manolo De Agostini pubblicata il 05 Marzo 2026, alle 12:01 nel canale WebAnthropic
Il Pentagono e Anthropic sono tornati al tavolo negoziale per trovare un compromesso sull'utilizzo militare dell'intelligenza artificiale. Secondo diverse fonti raccolte dal Financial Times, l'amministratore delegato della società, Dario Amodei, ha ripreso le discussioni con il Dipartimento della Difesa nel tentativo di definire nuove condizioni per l'accesso ai modelli Claude da parte del Pentagono. Secondo il dirigente, le differenze tra l'azienda e il Pentagono sarebbero meno profonde di quanto suggerito dallo scontro pubblico delle ultime settimane.
Il confronto arriva dopo il fallimento delle trattative avvenuto la scorsa settimana, quando la Casa Bianca ha ordinato alle agenzie federali di interrompere l'utilizzo degli strumenti sviluppati da Anthropic. Parallelamente, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato l'intenzione di classificare l'azienda come possibile rischio per la supply chain della sicurezza nazionale, una decisione che limiterebbe fortemente la collaborazione con appaltatori militari.

Al centro dello scontro ci sono le cosiddette "linee rosse", ovvero i vincoli sull'utilizzo dei modelli di AI. Anthropic ha chiesto garanzie esplicite affinché la propria tecnologia non venga impiegata per la sorveglianza di massa dei cittadini statunitensi o per lo sviluppo e l'impiego di sistemi d'arma completamente autonomi.
Il Pentagono, dal canto suo, ha sostenuto che le tecnologie dovrebbero poter essere impiegate per qualsiasi utilizzo considerato legale nell'ambito delle operazioni militari. Emil Michael, sottosegretario alla Difesa per la ricerca e l'ingegneria, ha dichiarato che il Dipartimento aveva già proposto un riconoscimento formale delle normative federali e delle politiche militari che limitano tali applicazioni. Tuttavia, secondo Anthropic, la formulazione proposta lasciava spazio a interpretazioni che avrebbero potuto aggirare le restrizioni.
Amodei ha spiegato in diverse occasioni che l'azienda non intende avere un ruolo operativo nelle decisioni militari, ma vuole evitare che la propria tecnologia venga utilizzata in contesti che considera incompatibili con determinati principi etici. Allo stesso tempo ha ribadito il sostegno alla difesa degli Stati Uniti, sottolineando che le divergenze riguardano soprattutto l'interpretazione dei limiti operativi dell'AI.
Il modello Claude è stato tra i primi sistemi di intelligenza artificiale avanzata ad essere implementati nelle reti classificate del governo statunitense. L'integrazione era avvenuta nell'ambito di un contratto da circa 200 milioni di dollari assegnato dal Dipartimento della Difesa ad Anthropic.
Secondo alcune fonti vicine ai programmi militari, la tecnologia sarebbe stata impiegata anche in operazioni legate al conflitto tra Stati Uniti e Iran, oltre che per l'arresto dell'ex presidente venezuelano Maduro. Questo utilizzo operativo ha contribuito ad alimentare il dibattito interno sul ruolo che modelli di AI generativa e analitica potrebbero assumere nei sistemi di difesa.
La disputa è avvenuta in parallelo con un altro sviluppo significativo nel rapporto tra industria AI e governo statunitense. OpenAI ha infatti annunciato un accordo separato che consentirà al Pentagono di utilizzare i suoi modelli di intelligenza artificiale nelle reti classificate.
L'annuncio è arrivato poche ore dopo le critiche pubbliche rivolte ad Anthropic da parte dell'amministrazione statunitense, alimentando un dibattito anche tra gli utenti delle piattaforme AI. In seguito alle polemiche, il CEO di OpenAI Sam Altman ha ammesso di aver accelerato troppo la conclusione dell'intesa e ha segnalato l'intenzione di rafforzare alcune salvaguardie sull'uso militare della tecnologia.










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7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoHo pensato "il pentagono avrà alzato l'offerta"
Ma gira gira, sempre lì siamo...
Oppure si sono accorti che OpenAI non va come dovrebbe...
Un bel chip nel cervello per la sorveglianza e il controllo della popolazione mondiale in mano solo a Trump !
Con un bel chip,la IA è superata!
Scherzo!
Ma con tutti i soldi che ha il pentagono,o stato Usa,non possono costruirsi da soli una IA?
Nei film,gli americani possono tutto,fanno tutto e dominano tutto,come mai hanno bisogno dei privati?
Sarcasmo sarcasmo sarcasmo
Un bel chip nel cervello per la sorveglianza e il controllo della popolazione mondiale in mano solo a Trump !
Con un bel chip,la IA è superata!
Scherzo!
Ma con tutti i soldi che ha il pentagono,o stato Usa,non possono costruirsi da soli una IA?
Nei film,gli americani possono tutto,fanno tutto e dominano tutto,come mai hanno bisogno dei privati?
Sarcasmo sarcasmo sarcasmo
I miliardi di Dollari servono al Pentagono per gli armamenti e per le missioni dove si spara, visto che costano parecchio.
Tanto per darti un esempio: un F15 Strike Eagle, solo il velivolo, costa 90 MLN di Dollari senza avionica aggiuntiva; un B2 Spirit ha un costo unitario monstre di 1,8 MLD di Dollari; un missile da crociera Tomahawk costa da 1,8 a 3 MLN di USD cadauno, un missile JASSM costa più di 1,5 MLN di USD cadauno...
In più ci sono i costi per il carburante degli aerei e delle navi, di mantenimento degli apparati di difesa e di combattimento, per il personale e la logistica di rifornimento.
L'AI è vista come un servizio che si appoggia su una infrastruttura, privata, già ben definita ed implementata, sicuramente strategico ed utile, che si può acquistare a " volume " senza appesantire il bilancio con costi d'implementazione e gestione.
Ma infatti. Io non sono in grado di dire se Claude è superiore a ChatGPT o viceversa. Ma non capisco questo accanimento su Cluade. Hai altri quattro sistemi, OpenAI, xAI, Gemini e IBM con Watson.
Finora l'unica motivazione reale a supporto dell'ostinazione a mantenere Claude sono i costi di migrazione. Forse al Pentagono costa troppo spostare i servizi attiivi su un'altra AI. Basti pensare ai costi per addestrarare le nuove intelligenze artificiali. Però prima o poi dovrai farlo per avere un backup.
Quindi la mia domanda rimane. Per il pentagono, Claude ha un vantaggio sulle altre AI? Se sì quale?
Tanto per darti un esempio: un F15 Strike Eagle, solo il velivolo, costa 90 MLN di Dollari senza avionica aggiuntiva; un B2 Spirit ha un costo unitario monstre di 1,8 MLD di Dollari; un missile da crociera Tomahawk costa da 1,8 a 3 MLN di USD cadauno, un missile JASSM costa più di 1,5 MLN di USD cadauno...
In più ci sono i costi per il carburante degli aerei e delle navi, di mantenimento degli apparati di difesa e di combattimento, per il personale e la logistica di rifornimento.
L'AI è vista come un servizio che si appoggia su una infrastruttura, privata, già ben definita ed implementata, sicuramente strategico ed utile, che si può acquistare a " volume " senza appesantire il bilancio con costi d'implementazione e gestione.
Ricordiamoci che l'AI non è una cosa che metti lì e te ne dimentichi. L'evoluzione è rapidissima, quindi devi sviluppare, aggiornare, costruire datacenter e mantenere il tutto...
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