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#161 | |
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Città: Roma
Messaggi: 661
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Fare il portantino ha poca responsabilità, richiede poche conoscenze e lo possono fare più o meno tutti. Il chirurgo no. Perchè qualcuno dovrebbe sbattersi a studiare anni e prendersi responsabilità enormi (una vita!!) se venisse pagato e trattato come il portantino ? Non c'è ragione.
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I cattivi a volte si riposano, gli imbecilli mai |
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#162 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Città: Wursteland
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non vedo l'ora che arrivi 'sto benedetto comunismo almeno posso fare un lavoretto qualunque e dimenticare tutti 'sti linguaggi che mi stressano
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#163 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: Romagna ma col cuore in Toscana, e spero nel prossimo futuro in Spagna
Messaggi: 362
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E per questo che non esiste un ruolo più importante dell'altro, la società per funzionare a bisogno di tanti ruoli, e ogni ruolo svolge un utilità nella società che se non ci fosse, ne risentirebbe tutta la società Siamo tutti parte di un organismo che ci garantisce liberta e benessere, e se viene a mancare un organo, qualsiasi organismo ne risente |
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#164 | |||||||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Esiste un limite oltre il quale voler sempre contestare l'opinione dell'interlocutore diventa comico: il limite è quando si chiede il significato della parola "medio". Medio significa che fra 2 e 3 la media è 2.5 non c'è tanto da discutere. Es. abolizione dell'eredità ed assegnazione a tutti i nuovi nati di un pacchetto di risorse uguale (e medio, nel senso che fatto 100 il totale delle risorse, se ci sono 50 abitanti ne hanno 2 a testa Questo è abbastanza palese Quote:
In realtà la ricerca che fornisce i frutti migliori e più utili è con ogni probabilità quella pubblica (altrimenti non ci si straccerebbe le vesti per la bassa quota di pil destinata alla ricerca). La ragione è semplice: la ricerca innovativa è un rischio e nessuna impresa è disposta a rischiare in una vera innovazione: si preferisce rischiare poco quindi sviluppare solo le ricerche già mature. Detto così ad minkiam non rende molto, magari ci torniamo dopo che l'avrai contestata. Quote:
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Il ruolo di un medico è importante tanto quanto il ruolo di uno spazzino. Il merito di un pessimo medico è inferiore a quello di un ottimo spazzino. |
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#165 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Immaginiamo che siamo in una società comunista in senso stretto, in cui alla fine della produzione tutto viene distribuito equamente (immaginiamo che si siano tutti fatti il mazzo indipendentemente dal ruolo occupato, così è più semplice). Ad un tratto un giovane arriva a dover compiere la scelta della sua vita: passerò la mia vita ad intrecciare cestini o farò il fisico nucleare? Certamente c'è una possibilità che il giovane decida di intrecciare cestini e, finita la giornata lavorativa, utilizzi addirittura il suo tempo per disegnare O con un bicchiere... Francamente, cazzi suoi |
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#166 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
Messaggi: 661
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Si può fare a meno di molti, moltissimi individui e la società continua a funzionare. Se si vuole che qualcuno si prenda i rischi e le responsabilità maggiori, se si vuole che qualcuno si faccia il mazzo e faccia di piùo faccia meglio (facendo progradire la società) ci sono due modi: lo si costringe o lo si sprona. Sul primo non c'è nulla da dire, funziona molto bene ma la società che viene fuori è molto simili a quella degli antichi egizi costruttori di piramidi Sul secondo invece si può discutere su cosa dargli in cambio ma qualcosa lo si dovrà dare. Io sò fare lo stesso lavoro delle persone che coordino. ma ho molte più responsabilità (e forse meno tempo libero). Se non avessi un tornaconto chi me lo farebbe fare di prendermi tutte queste responsabilità ? Potrei avere una vita più tranquilla senza grane nè sbattimenti tanto avrei lo stesso risultato
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#167 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Città: Wursteland
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Ma ovviamente anche a paritá di ore lavorative perché se, facendo il chirurgo o capo area o qualsiasi altro lavoro impegnativo, devo rinunciare alla mia vita privata e guadagno come un postino, se permetti, vado a fare il postino
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#168 | |||||||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
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Se dovesse venir introdotta oggi sarebbe facile fare la "media matematica", ma io pensavo a come funzionerebbe a regime. nasce un neonato. Che si fà? Si contano tutte le eredità dei morti in quel giorno? O si fà un forfettario della settimana? E se l'anno dopo il paese è più ricco ed i soldi a disposizione lasciati dalla generazione defunta sono di più ? I nati in quelle settimana sarebbero privilegiati. Allora è meglio il sistema attuale, almeno non disperde i patrimoni... Quote:
Cambia in base a quante persone muoiono e quanto sono ricche queste persone. Se con il sistema attuale la cosa "resta in famiglia" ovvero ognuno prende ciò che il padre ha lasciato con il tuo sistema le "ingiustizie" sarebbero moltiplicate visto che ci sarebbero comunque differenze ma non dipenderebbero nemmeno dal "merito" dei padri e ciò sarebbe ancor più ingiusto. Insomma mi sembra una proposta che se, in prima battuta, potrebbe essere condivisibile alla fine apre più problemi di quanti ne risolva. Quote:
Non è un'idea comune è la realtà oggettiva di pressochè tutti i paesi a più altà innovazione e ricerca. Peraltro fai un pò di confusione: la ricerca non è tutta uguale. Alle università è rimasta quasi esclusivamente la ricerca di base, mentre la ricerca applicata e l'innovazione tecnologica le fanno i capitali privati. Sottolineo "capitali" invece che "aziende" perchè nei paesi più avanzati la commistione tra università ed aziende è molto molto più stretta che non in Italia (forse è parli così perchè hai la nostra situazione davanti agli occhi). Spesso le aziende commissionano e finanziano ricerche alle università con i tecnici dell'una e dell'altra parte che lavorano a braccetto condividendo strumenti e laboratori. Nessuna università pubblica può sostenere il costo da sola della ricerca in todo, nemmeno raddoppiando tout court i fondi pubblici (anche in paesi esteri, non solo da noi). In realtà ci sarebbero ulteriori conseguenze (tipo le ottimizzazioni di strutture tecnologiche esistenti: anche quella è ricerca) che sarebbero di fatto bloccate dalla mancanza di competizione privata e di ricerca (solo pubblica) Quote:
Le rendite di posizione ce l'hanno un pò tutte le banche in Italia Che il caso Italia sia una caso particolare lo sò, è appunto questo che volevo farti notare. Ovvero sottolineare una stortura (macroscopica) e dirti che il sistema può presentarne ma non sono queste che giustificano la teoria "il sistema non funziona" La fusione tra capitali è cosa buona ma se non adeguatamente normata può, negli anni, portare a situazioni come queste che non inficiano la teoria di per sè Cuccia è stato il fautore (forse l'ideatore), sicuramente il regista della scalata al potere economico delle banche italiane Quote:
Vediamo un pò: se il treno è A-B-C-D-E-F Dove ogni vagone (lettera) è un cittadino e c'è competizione tra loro. Se D è più meritevole e più bravo potrà competere meglio e magari arrivare alla situazione A-B-D-C-E-F Magari C non avrà modificato il suo tenore di vita perchè il trano si è spostato avanti (la società nel complesso è andata avanti) ma D è più ricco rispetto a C. E se lo merita. Sinceramentre questa visione a "classi chiuse" accomuna un pò quasi tutti quelli di sinistra che dividono in "noi" e "loro" (i ricchi) e mi pare, oltre che sbagliata, anche piuttosto ingenua, rigida e stra-superata. L'unica obiezione che ti rilevo (forse) come giusta è che magari B non è lì per merito ma perchè il padre di B era bravo. Ma la tua soluzione, come detto, mi pare abbia più problemai che risoluzioni. Quote:
Il portantino contribuisce molto molto meno del suo chirurgo. E di questo la società deve tenerne conto anche per un fatto di giustizia Quote:
Non sono affatto d'accordo. Dimentichi completamente i concetti di competenza e responsabilità. Le competenze di un medico sono enormi rispetto a quelle di uno spazzino Le competenze di un pessimo medico sono enormi rispetto al migliore degli spazzini. Le responsabilità di un medico sono enormi rispetto a quelle di uno spazzino Le responsabilità di un pessimo medico sono enormi rispetto al migliore degli spazzini. Anche se il medico è il più pessimo tra i pessimi e salva solo il 50% dei suoi malati significa che ha salvato comunque la metà delle vite. Nel peggiore dei casi la colpa più grave di uno spazzino è di aver lasciato alcune cartacce a terra... Scusa se è poco... Ovviamente ho il massimo rispetto per i lavori di spazzino o di portantino (onesti e rispettabili sempre) ma il contributo alla società non è paragonabile.
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#169 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
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Il merito và ricompensato. Se tu sei più bravo meriti una ricompensa. A che pro sbatterti per lo stesso identico trattamento di chi è inferiore a te ? La ricompensa per la bravura possono essere i soldi (come ora) o anche il tempo libero. Io a volte con i miei ragazzi lo uso: se hanno risolto una situazione importante ma sono fuori da "premi produzione" gli dò il permesso per andarsene a casa prima un giorno a loro scelta (ovviamente quando non sono indispensabili) o di venire solo nel pomeriggio per 3 ore giusto per "fare presenza".
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#170 | |||||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Sarà da Bismark che abbiamo cominciato ad utilizzare la statistica. Previsioni di crescita del pil (in senso molto lato) e previsioni di crescita della popolazione non necessitano di enormi studi e sono la base su cui si può decidere quale può essere il paniere medio. Quote:
Ma il vero sforzo l'ha fatto il capitale pubblico. Esempi macroscopici di questa stortura si vedono nella ricerca farmaceutica. Ma possiamo anche parlare della genetica: qualsiasi persona assennata capirebbe che se devo modificare geneticamente il grano darò la priorità a renderlo in grado di competere con la gramigna in modo che sia il grano a portare via il nutrimento alla gramigna e non viceversa, invece facciamo grano resistente ai diserbanti (così vendiamo anche diserbanti, che poi è veleno, non acqua fresca) e per di più facciamo in modo che i semi siano sterili, così l'anno prossimo devono ricomprarli. Dal punto di vista della monsanto è una genialata, dal punto di vista del progresso generale penso di avere qualche ragione di dire che è una minchiata. Quote:
Quote:
Nel tempo 1 c'è un vagone con sopra i contadini che stanno da schifo, poi un vagone intermedio di professionisti che non se la passano male (hanno una casa con l'acqua corrente e magari una fiat) e in testa c'è il vagone dei ricchi (quelli che vivono di rendita, hanno la villa, qualche quarto di nobiltà e una bella automobile estera). Nel tempo 2 c'è il primo vagone, in cui c'è il figlio del contadino che è diventato impiegato, ha la fiat e la casa di proprietà; poi c'è il secondo vagone dove c'è il figlio del professionista che oggi ha ampliato la sua fama e ha una grande villa e una lussuosa limousine, infine il primo vagone con il figlio del proprietario terriero che è diventato azionista di riferimento di una multinazionale e passa le giornate sulla barca ai caraibi mangiando caviale. Come si nota, l'ultimo vagone del tempo 2 ha lo stesso tenore di vita che nel tempo 1 aveva il secondo vagone, ma non sono i passeggeri che sono andati su un vagone migliore, è il treno che si è spostato e tutti hanno migliorato lo stile di vita, ma sono rimaste le medesime differenze fra i vagoni. Spero che adesso sia più chiara la metafora Comunque non è opera mia ma di un sociologo di cui però non ricordo il nome. Quote:
Ma al di là del discorso teorico su cui penso anche le migliori menti si andrebbero ad incastrare, in realtà è un falso problema nell'ambito del nostro discorso. Tu (ma non solo tu) sostieni che gli individui sono spronati a dare il meglio di sé perché ricevono un premio, quindi è utile la competizione e l'unico modo per avere la competizione è prevedere che vi sia l'economia di mercato e la proprietà privata dei mezzi di produzione. In primo luogo, non sono del tutto d'accordo con questo assioma perché (come detto anche da Trallallero che sicuramente non è marxista) ci sono molte persone che cercano di fare un lavoro interessante non solo per avere un compenso superiore ma anche perché ritengono giusto sfruttare le proprie capacità altrimenti si annoierebbero (e la noia è una delle condizioni peggiori per un uomo, dopo la fame e la malattia). Chiedi ad un medico se, per lo stesso stipendio, sarebbe disposto a fare il portantino e probabilmente ti risponderà di no perché non è il suo lavoro, non è la sua missione. Gli uomini, a parità di altri fattori, tendono a mettersi nelle posizioni che reputano raggiungibili sulla base delle loro capacità (questo vale per il lavoro ma anche per le coppie, se ci pensi: belli con belli, brutti con brutti, intelligenti con intelligenti e disgraziati con disgraziati). Ma premesso tutto ciò (che forse non condividerai) il nodo centrale è che anche ipotizzando l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione riusciresti a far funzionare il meccanismo dei premi, anzi probabilmente funzionerebbe anche meglio. Obiettivamente, per quanto uno possa essere in gamba, non è che passa dall'essere un operatore ecologico ad essere azionista di riferimento di una multinazionale: a parte casi più unici che rari di imperi che nascono sul nulla, la competizione si svolge su livelli di miglioramento abbastanza quantificabili e, in termini di economia complessiva, modesti: avere un bmw anziché un'utilitaria, andare un mese alle Maldive anziché due settimane a Rimini, una bella villa con viale alberato anziché l'appartamentino. Suppongo tu sia d'accordo con me che è questo l'orizzonte di miglioramento che ha la maggior parte delle persone. Ebbene, non è che garantendo ai migliori la possibilità di avere una limousine invece di un'utilitaria contravvieni a qualche principio del socialismo: la limousine non è un mezzo di produzione e chi possiede una limousine non ha una relazione con il potere diversa da uno che ha la panda. In sintesi, l'uguaglianza che vogliono i socialisti non è l'appiattimento (come tu hai affermato giustamente sarebbe una mostruosità disumana) ma l'uguaglianza in relazione al potere: tutti devono avere lo stesso potere (cioè la stessa relazione nei confronti dei mezzi di produzione sociali) e tutti devono avere la possibilità di soddisfare i propri bisogni di base (materiali e immateriali), ma è giusto che ogni persona sviluppi le sue inclinazioni e decida di impegnarsi per conseguire dei risultati. Certo la società migliore (imho) è quella in cui si lavora non per accumulare ricchezze ma per migliorarsi (come dice il capitano Picard |
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#171 | ||
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Iscritto dal: Feb 2007
Città: Romagna ma col cuore in Toscana, e spero nel prossimo futuro in Spagna
Messaggi: 362
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Credere che la società non sia un organismo e un assurdità dal nostro tipico pensiero occidentale (capitalista e individualista), qualsiasi evento sociale a ripercussione più o meno grandi su tutta la società, e assurdo pensare di trovarsi in un "Paradiso Esterno" da cui siamo protetti dalle trasformazioni sociali Quote:
Spronare può essere un buon metodo, ma richiede una quantità ingente di materiale stimolante, altrimenti le disfunzioni di motivazione finiranno solo per creare un sistema imperfetto e dannoso Non sarebbe molto meglio basare la struttura sociale sul fatto che ogni singolo individuo a bisogno della società per esprimere appieno la sua libertà e le sue aspettative di una vita serena (oltre che a concretizzare la sua dignità come essere umano)?
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Chiesa Valdese - Remember, my child: Without innocence the cross is only iron, - Grazie Daniele di regalarmi ogni giorno il tuo amore! - Per l'Alternativa - Chi ci pensa nel miele, annega - La Filosofia è come la Russia, piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi. (Roger Nimier) |
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#172 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2001
Messaggi: 2776
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Bismarck: inventore dell'omonima bistecca
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#173 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Tuttavia la consapevolezza morale di questo stato di cose è un punto di arrivo e non di inizio. |
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#174 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2007
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#175 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Quando dico che è un punto di arrivo e non di inizio, intendo dire che non si può costruire un sistema sociale nuovo basandosi sulla buona volontà della gente illuminata "che ha capito". Cose come il superamento del sistema capitalista possono essere conseguite solo se la maggior parte della popolazione ne coglie la contraddizione con le proprie esigenze (e quindi in ultima analisi "per egoismo"). La consapevolezza del nostro essere sociali sarà completamente raggiunta solo in un secondo momento, quando non vi sarà più una spinta, socialmente imposta, all'accumulazione e all'egoismo senza freni. |
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#176 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
Messaggi: 661
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Non capisco come potresti evitare che una generazione riceva più o meno di un'altra in base alla ricchezza del paese. Se non puoi evitare questo allora è meglio il sistema attuale. Quote:
Ma non è così: guardati il numero e la distribuzione degli investimenti di ricerca in Europa ed in America. E guarda pure chi è che li fà L'esempio della monsanto è quanto mai esplicativo: la maggior parte della ricerca per ottenere quei risultati è stata fatta internamente all'azienda. Non la parte di innesto di porzioni di DNA ma la ricerca e la decodifica del significato dello stesso (sorry per il linguaggio non tecnico ma non è il mio ramo) Ciò è maggiormente vero con la ricerca farmaceutica che costa anche di più. Imho stai ragionando con l'esempio italiano davanti agli occhi dove la ricerca è dimenticata e pubblico e privato sono due cose estremamente distinte. Il capitale pubblico con la ricerca di base ha la funzione di produrre qualcosa che poi con la competitività propria del privato porterà ricchezza. La stortura italiana ? Imho non è possibile ridurla in tempi brevi ma il problema principale è che non si VUOLE risolverla. Mi spiego: Le banche hanno ormai una posizione (conquistata legittimamente) di forza rispetto al capitale produttivo. Ovviamente non vi rinunceranno di loro sponte. Attualmente non c'è nessuna forza politica che abbia la forza (e la voglia) di contrastare questo potere anche perchè le forze politiche ci attingono a piene mani. Anche la liberalizzazione del mercato (comunque positiva) fatta PRIMA di risolvere questa situazione non poteva fare miracoli ed infatti così è stato con gli operatori esteri che sostanzialmente si sono allineati sulle posizioni delle banche italiane o mantengono strategie molto prudenti (come quelli della Ing direct che con Conto Arancio stanno rastrellando capitali italiani ma si guardano bene dal fare investimnti in Italia Imho servirebbe un operatore molto aggressivo che costringesse gli altri a rivedere le proprie posizioni (improbabile) o una riforma seria dell'antitrust con l'allargamento dei poteri e delle competenze (all'americana per intenderci dove la semplice apertura dell'inchiesta fà tremare le gambe alle aziende) Quote:
I vagoni non sono sigillati, qualcuno (in un sistema perfetto sono i migliori) può passare dal secondo al primo vagone e sedersi lì. Di contro qualcuno può passare dal primo al secondo vagone (in un sistema perfetto per incapacità). Che la società continui ad avanzare converrai che è un fatto positivo Quote:
Concordo col buon Picard ovviamente Ma la società che descrivi continua ad avere "buchi neri" mica da poco... Avere la limousine equivarrebbe sostanzialmente ad avere il denaro (che si ha per comprare beni/servizi mica in quanto tale). Ma chi costruirebbe la limousine se la maggioranza delle persone meriterebbe un'utilitaria e le aziende (pubbliche) sarebbero occupate a soddisfare i bisogni della maggioranza ? Se tutta la produzione fosse concentrata in mani pubbliche chi farebbe la ricerca ? Se i mezzi di produzione e ricerca (?) fossero solamente pubblici cosa eviterebbe di concentrarli semplicemente sulle esigenze medie dei più ? Come concili il meccanismo della premialità con l'abolizione (superamento) del denaro come dicevi nell'altro 3D ? E se le aziende fossero tutte di uno stesso soggetto come potrebbero stare in concorrenza tra loro ? etc... Insomma continua a mancare il "motore" che spinge questa ipotetica soceta e non si capisce come riuscirebbe a mantenere uno stile di vita ed una libertà almeno pari all'attuale con tanti limiti che finirebbe con l'auto-imporsi.
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#177 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
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Puoi girarci attorno come e quanto vuoi, passando per parole quali "capitalista" ed "individualista" (dette quasi in tono dispregiativo, manco fossero difetti Non si tratta di trasformazioni sociali. La persona più importante e quella meno importante esistono da sempre ed esistono anche nella società socialista pensata da nomeutente (che non puoi certo accusare di non essere socialista Quote:
E quindi ? Su cosa basi la società ? Mi sembra che la tua società si basi sulla "buona volontà dei singoli" ovvero sul nulla. Basta che una (1) persona non ci creda e viene giù tutto come un castello di carte.....con buona pace delle belle parole sull'"espressione della sua libertà e le sue aspettative di una vita serena".... La vita serena te la devi guadagnare, non deve essere la società a darti le cose
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#178 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
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Nemmeno nomeutente o FabioGreggio si sono mai spinti a tanto Forse sei arrivato con un secolo di ritardo sulla storia.
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#179 | |
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#180 | ||||||||
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L'aumento di beni e di servizi non coincide con il benessere della persona, c'è la variabile psicologica e sociale da considerare. Sfruttare un lavoratore permette di abbassare i costi, economicamente è conveniente (ed infatti tutte le aziende cercano di farlo, se possibile), ma non è positivo socialmente. Attualmente lo sfruttamento maggiore è "delocalizzato", se nel mondo ci fossero i diritti per i lavoratori che ci sono in Italia il sistema non funzionerebbe minimamente: il relativo benessere del ceto basso e medio-basso sono dovute alla delocalizzazione dello sfruttamento, senza di quelle i lavoratori sarebbero in una situazione tale che solo una dittatura potrebbe mantenere lo status quo. Quote:
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Di sicuro uno storico anche bravissimo non diventa ricco (ad esempio), mentre un calciatore sí. Io personalmente ritengo che sia Le Goff sia migliore di Del Piero, solo che Le Goff produce cose meno mercificabili dei diritti televisivi sulle partite di calcio. È questione di profitto, la società capitalista è mossa dal profitto: l'errore è considerare la società qualcosa di "esterno". Se io della grande multinazionale farmaceutica trovo una medicina che curi invece che una che "tamponi" non faccio il bene di qualcun altro, perché se io prendessi quella malattia ne beneficerei, pur guadagnando meno dal punto di vista monetario. Io, della grande multinazionale che inquina non m'interesso dell'ambiente per guadagnare piú soldi, ma l'inquinare non potrebbe forse creare a me stesso il cancro? Il bene della società coincidono col bene del singolo, il singolo ha piú vantaggi nel caso in cui tutti (lui compreso) si aiutano, rispetto a quello in cui egli faccia solo il suo proprio interesse (perché altrettanto farebbero gli altri, andando contro il suo interesse). Quote:
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Col socialismo la ricerca sulle malattie non avrebbe certo limitazioni, mentre la ricerca bellica cesserebbe quasi totalmente. Inoltre attualmente si spendono un sacco di risorse nella pubblicità con lo scopo di CREARE "bisogni" in modo da poter vendere dei prodotti inutili (esempio: un abito di marca non diverso da altri se non da una firma che attribusce uno status symbol), tutte quelle risorse si potrebbero reindirizzare in altri ambiti. Quote:
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In secondo luogo l'idea che la concorrenza sia il motore di tutte le azioni umane non mi convince affatto. Pensiamo alla stessa struttura dell'azienda: in un'azienda per battere la concorrenza si coopera. Quindi tra i membri dell'azienda non c'è concorrenza nel lavoro (ce n'è nella ricerca della promozione, certo, ma è un altro ambito... io parlo del fatto che il lavoro del gruppo è migliore di quello del singolo) ci sono delle persone che collaborano tra loro per ottenere il massimo, questo dimostra che la cooperazione permette di ottenere piú della somma delle singole possibilità. In uno stato di massima competitività (ogni persona per sé) l'azienda produrrebbe molto meno, anzi non avrebbe neanche senso di esiste. La stessa esistenza della società dimostra che la cooperazione è la chiave del successo. Non serve concorrenza tra uomini, semmai è con la natura, l'uomo vuole migliorare le proprie condizioni di vita, è questo il motore del progresso. |
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