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L’Inter blinda la difesa con Terry Il Milan a caccia di Juan e Alves
di Gian Piero Scevola - lunedì 26 marzo 2007, 07:00 Di Ronaldinho si è già detto tutto e più di tutto: se dovesse lasciare il Barcellona vestirà sicuramente il rossonero. Quindi un brasiliano in più nella prossima stagione per Carlo Ancelotti (Galliani ha ribadito che ci sarà ancora lui in panchina), ma la colonia carioca potrebbe ulteriormente aumentare perché, nel taccuino di Braida, è ben presente un altro nazionale verdeoro: il 28enne Juan Oliveira dos Santos, centrale difensivo del Bayer Leverkusen (da vincere però la concorrenza di Roma, Fiorentina e Real). Interessava anche il centrocampista del Santos, il 32enne Ze Roberto, ma in casa Milan negano qualsiasi trattativa. Juan potrebbe arrivare alla modica cifra di 11-12 milioni, mentre Ze Roberto è a costo zero, ma è reduce da una delicata operazione al ginocchio sinistro avvenuta subito dopo i mondiali in Germania. Peccato, perché qualche giorno prima il Milan gli aveva fatto sostenere le visite mediche, ma poi tutto è saltato a causa dell’intervento chirurgico. Occhio anche sull’altro carioca Daniel Alves, 23 anni, laterale destro, in bella evidenza nel Siviglia. Mezza Europa lo vuole, non solo il Milan ma anche Inter, Barcellona e Real: corre tanto, buon destro, dribbling stretto e calma olimpica sono le sue doti. Il Milan potrebbe perdere Serginho (con Nesta sabato sarà a disposizione di Ancelotti nella squadra anti-Roma) e ha bisogno di rinforzare la difesa. Anche sull’altra sponda del Naviglio, parte interista, non si sta però con le mani in mano. Marco Branca e Gabriele Oriali stanno tessendo una tela che porterà un paio di campioni in nerazzurro. Il sogno resta John Terry, il capitano del Chelsea che non ha ancora rinnovato il contratto con i Blues. Arrivasse lui, verrebbe sacrificato Samuel (con il gioiellino Andreolli inamovibile) mentre il tecnico interista Mancini, per le squalifiche in Europa di Maicon, Burdisso e Cordoba, ha indicato nel reggino Mesto (seguito dal Milan prima che prendesse Oddo) il naturale sostituto del difensore brasiliano. Con destinazione Reggio Calabria per Recoba e ingaggio pagato dall’Inter. Ma il colpo grosso dell’Inter avrà probabilmente il nome di Luca Toni, già indiziato di vestire il nerazzurro nello |
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'orno 'mici!
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Ciao Leo, vivrai per sempre nei nostri cuori. 13 novembre 2008: da oggi in cielo brilla una nuova stella. 2 aprile 2005, ore 21:37 - Il Papa torna a casa. - Clan dei nonni di HWU - Milan clan HWU Uomo avvisato... LEGGETE TUTTI - 22 luglio 2009: Benvenuto Matteo!
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mah l'inter che cerca difensori e attaccanti. In verità gli servirebbero di più centrocampisti
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#69766 |
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#69767 |
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#69768 |
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Milan, Inter, Juve: tutti pazzi per il Papero
Intervista alla più grande promessa del calcio brasiliano 26.03.2007 08.46 di Francesco Battaglia articolo letto 1066 volte Fonte: Alessio Da Ronch - Gazzetta dello Sport Il talento e la velocità di Ronaldo, il fiuto del gol di Romario, l'educazione di Kakà. No, non si tratta del primo prototipo di fuoriclasse calcistico robotizzato, bensì di Alexandre Pato, 17 anni, nuova stella nascente del calcio brasiliano. Un ragazzino alto un metro e ottanta, spalle larghe, sguardo sereno. Porta l'apparecchio per i denti e l'acne diffusa ne segna il viso da liceale. Sembra umile, ingenuo. Chi lo ascolta, però, capisce immediatamente che si trova davanti ad un uomo fatto. «L'Italia? Prima di andare via voglio lasciare un segno qui, in Brasile, regalando un altro successo importante all'Internacional che mi ha cresciuto. Al momento di partire, comunque, sarò orgoglioso e felice. Una cosa è sicura: non avrò paura, io non ne ho mai». TELEFONATE Il suo procuratore, Gilmar Veloz, è tempestato di telefonate, in arrivo da Germania, Inghilterra e, soprattutto, Italia. Il numero lo hanno composto Adriano Galliani (Milan), Marco Branca (Inter) e pure Alessio Secco (Juve). Tutti alla ricerca di notizie sul nuovo fenomeno. Ci ha provato anche Daniele Pradè, uomo mercato Roma, ma ha trovato troppa concorrenza. La clausola rescissoria (è sotto contratto fino al 2009), è di 20 milioni di euro. Da lì parte l'asta, un cifra che non turba i sogni di Alexandre Pato: «Ai soldi non penso, gioco per divertimento». BENESTANTE Chi lo ha visto in campo giura che cambierà presto le gerarchie calcistiche mondiali. Pato, soprannome affibbiatogli perché proveniente dalla cittadina paranense di Pato Branco, tra l'altro, ha una famiglia benestante alle spalle, papà Geraldo è ingegnere, mamma Roseli è all'università di psicologia, il fratello sta per laurearsi in educazione fisica, la sorella a sua volta in psicologia, lui, invece, ha interrotto gli studi dopo l'esame di terza media. «Ma non per mancanza di volontà o di tempo — spiega —, semplicemente per prudenza. Il pericolo di essere assaltato all'uscita di scuola era troppo alto». Ha un giocatore che le fa da punto di riferimento? Un modello? «Ronaldo. Lui è spettacolare e sa fare i gol che decidono le partite importanti. Romario l'esempio, merita i mille gol. Io? Per ora sono stato capocannoniere di quasi tutte le manifestazioni a cui ho preso parte. Ho fatto gol all'esordio in campionato (novembre 2006, n.d.r.), l'ho fatto nella prima partita al Mondiale per club, ai Mondiali under 20 e anche al primo contatto con la Libertadores». Però ha appena perso un primato. Nell'ultima sfida di coppa Libertadores contro il Velez ha subìto la prima sconfitta da quando è diventato professionista. «Sì, ma sono entrato dalla panchina. Da titolare non ho mai perso». Sa che dall'Italia la seguono con grande interesse? «Sì, ma preferisco non pensarci. Per ora voglio migliorare. L'Internacional mi sta facendo fare un lavoro speciale per la muscolazione. In campo devo migliorare il tiro con il sinistro.Seguo il calcio italiano, ha un livello molto alto ed è incredibilmente tattico, arma questa che vi ha fatto meritare il titolo mondiale. Sarebbe una bella sfida. Io, vi avviso, al dribbling non rinuncio». Qual è il suo colpo preferito? «Sono brasiliano, per noi la pedalada (il doppio passo come quello esibito da Mancini contro il Lione, n.d.r.) è quasi un fatto culturale. Oltre a Ronaldo mi piace molto come la fa Cristiano Ronaldo». Qual è il suo gol più bello? «Ne ho fatto uno splendido ai Mondiali Under 20, ma quello all'Emelec, in coppa Libertadores,è il mio preferito. Sono partito da centrocampo, ho saltato un uomo in dribbling, ho spostato il pallone sul destro e ho fatto un pallonetto al portiere». E il gol che sogna? «Quello decisivo in una finale del Mondiale». Milan, Inter, Juventus: quale squadra preferirebbe? «Non ci sono preferenze. Se lascio l'Internacional lo faccio solo per una grande squadra. Una nella quale possa divertirmi». A chi pensa di assomigliare tra i giocatori che ha visto in Italia? «Beh, come ho detto a Ronaldo, eppoi credo di avere qualcosa in comune con Shevchenko». Insomma, l'Italia potrebbe essere il suo prossimo obiettivo? «No, ho altre priorità. Lavoro per conquistare una convocazione in nazionale. A settembre compio 18 anni, potrò prendere la patente e comprare l'auto. Non andrò più all'allenamento con il taxi. Il sogno per me resta quello di aprire un centro di fisioterapia».
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Ciao Leo, vivrai per sempre nei nostri cuori. 13 novembre 2008: da oggi in cielo brilla una nuova stella. 2 aprile 2005, ore 21:37 - Il Papa torna a casa. - Clan dei nonni di HWU - Milan clan HWU Uomo avvisato... LEGGETE TUTTI - 22 luglio 2009: Benvenuto Matteo!
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#69771 |
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"Ronnie ti supplico: vieni al Milan"
Kakà si sbilancia: ormai è pressing continuo per convincere il compagno di nazionale a lasciare il Barcellona per vestire insieme la maglia del Milan Ronaldinho e Kakà insieme in nazionale. Reuters Ronaldinho e Kakà insieme in nazionale. Reuters STOCCOLMA, 26 marzo 2007 - "Sto supplicando Ronaldinho di venire al Milan". E’ il collega di O Globo Tv a raccogliere l’ultimo appello di Kakà. Il pressing del fuoriclasse rossonero ormai ha conquistato anche la stampa brasiliana. Non c’è intervista che non si concluda con la solita domanda: "Hai convinto Ronaldinho ad accettare l’offerta del Milan?". Kakà risponde sempre. A volte serio, a volte sorridendo. Quel "supplicando" ha strappato una risata generale. Perché forse andava oltre il suo stesso pensiero. Anche Ronaldinho continua a tenere la porta aperta. Lasciando in sospeso le domande sul suo futuro e trovando aggettivi sempre più pomposi per descrivere il suo rapporto, in campo, con Kakà. Di strano, in questa storia, c’è l’assenza del Barcellona. Non ci sono dirigenti catalani al seguito, non ci sono messaggi d’amore. La sensazione è che il presidente Laporta non abbia intenzione di operare rilanci di natura economica. E che sia rassegnato ad accettare la decisione del giocatore. Barcellona? Milan? La palla è tra i piedi di Ronaldinho. QUADRATO MAGICO - Intanto i due fuoriclasse brasiliani continuano a divertire e a divertirsi. Il "quadrato magico" utilizzato nella sfida contro il Cile viene promosso a pieni voti dalla squadra. Fred-Robinho-Kakà e Ronaldinho garantiscono un impatto offensivo micidiale senza far saltare gli equilibri. "Io mi sono divertito tantissimo con questo attacco a quattro punte", spiega il fuoriclasse rossonero. Stavolta serissimo. Il "quadrato magico" potrebbe essere esportato anche nel Milan del futuro. O, se preferite, nel Milan dei sogni. Con Ronaldo al posto di Fred; naturalmente con Ronaldinho e Kakà e con un terzo fantasista da individuare nella ricca rosa rossonera. "Questa formula - osserva Kakà - può andare bene per qualsiasi squadra. Anche italiana. L’importante è che tutti gli attaccanti siano disposti a sacrificarsi. Con questo spirito collettivo non vedo problemi. Neppure in serie A". Parole che faranno brillare gli occhi a Silvio Berlusconi che, da sempre, si batte per avere un Milan votato all’attacco. NUMERO 10 - La Seleçao tornerà in campo domani sera a Stoccolma per affrontare in amichevole il Ghana. Sarà confermato il "quadrato magico" e, forse, ci sarà spazio a partita in corso anche per Oliveira. La stampa brasiliana è curiosa di vedere se Dunga confermerà i numeri di maglia proposti a Goteborg. Quel Kakà con il 10 e, soprattutto, quel Ronaldinho con il 7 hanno sorpreso un po’ tutti. Compreso lo sponsor Nike. La sensazione è che il c.t. abbia voluto promuovere il fuoriclasse del Milan che, da tempo, ha dato la sua totale disponibilità per la prossima Coppa America. Insomma, un’investitura da leader. Ronaldinho, apparentemente, ha incassato il colpo senza problemi. "Mi basta giocare e segnare". E, intanto, per la gioia del Milan ha cominciato a dire più di una parola in italiano. Chissà se avrà capito quel che Kakà gli ha sussurrato nel microfono di O Globo Tv.
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buffon(dida)
oddo(daniel alves), nesta(bonera), kaladze(juan), zambotta(jankulovski) gattuso(ambrosini), pirlo(almiron), seedorf(zeroberto) kakà() ronaldihno(pato), ronaldo(gilardino) Ultima modifica di Hero : 26-03-2007 alle 12:23. |
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almiron è già della gggiuve
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lo compriamo ugualmente
siamo mica dei barboni |
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basta giocare a football manager
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se non ci fosse kakà , smetteremmo di essere in champion
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