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Old 19-07-2006, 16:57   #21
FabioGreggio
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Originariamente inviato da jumpermax
Trovo curiosa questa giustificazione. Mi accusi preventivamente di unilateralismo, ma sei tu che pubblichi le foto in modo unilaterale.
Qua non è questione di mollare la presa o meno, ma di presentare correttamente i fatti. Non è questione di "santificare" gli israeliani. E' questione di non demonizzarli presentando una realtà falsata. Israele sta reagendo ad una serie di attacchi da parte di organizzazioni che da sempre negano il suo diritto all'esistenza. Si tratta di guerra vera e propria, in uno scenario urbano, dove il nemico dall'altra parte si mescola alla popolazione. Non si può chiedere agli israeliani di non combattere perchè dall'altra parte ci vanno di mezzo i civili, perchè questo vuol dire lasciare i terroristi liberi di agire. Le richieste di Israele sono ragionevoli: disarmo degli Hezbollah e rilascio dei soldati catturati. Sappiamo benissimo su chi sparano gli Hezbollah, sappiamo altrettanto bene che non smetteranno se glielo chiediamo per piacere, ma è necessaria un'azione militare. Se qualcuno ha idee migliori per fermare gli attacchi libanesi e per ottenere il rilascio dei sequestrati alzi la mano. Indignarsi per una brutta soluzione decisa da Israele senza saper proporre nient'altro è un lusso che ci si può permettere nei salotti buoni di casa nostra che non sono sotto tiro...

Niente, getto la spugna.
Gnaa faccio.
fg
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Old 19-07-2006, 17:06   #22
Bet
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Ciao Bet è un piacere rileggerti
a proposito di discussioni fra gentlemen come puoi vedere anche questa volta ho dato il mio piccolo contributo per una serena discusisone
Ho visto... ho visto che nell'altra discussione hai fatto anche la fine di Zidane
A proposito dell'altra discussione: come mai ogni tanto citi quel fregnacciaro di fabio69?

Cmq ti aspetto presto, anche perchè avevi l'occasione di commentare il tuo amico Blondet e te la sei lasciata sfuggire.
Peraltro in nota c'era un altro tuo amico: Chomsky... che chissà perchè tutti citano per questioni di politica, dove ha tanta competenza come me , e nessuno cita per la linguistica in cui è bravino, e dove probabilmente troverebbe delle teorie che vanno contro un certo modo prevalente (anche qui sul forum) di leggere le culture...

Ci sentiamo

Ultima modifica di Bet : 19-07-2006 alle 17:15.
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Old 19-07-2006, 17:14   #23
edited823
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certo che me lo vedo. uno che si laurea in dirtto romano non è normale. assolutamente
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Old 19-07-2006, 17:14   #24
Bet
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comunque... tornando IT... non ho voglia di cacciarmi in dispute insolubili, dato che in realtà le intenzioni dei post vanno spesso oltre il loro contenuto e così mi limito a citare un punto di vista... un punto di vista come è anche quello di Andreotti del resto

http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...io/18/oz.shtml

L'intervento di Amos Oz
«Io, scrittore pacifista: è una guerra giusta»
«Speriamo tutti, falchi e colombe, nella sconfitta di un’organizzazione del terrore che prende di mira i civili»
Molte volte in passato il movimento pacifista israeliano ha criticato le operazioni militari delle sue forze armate. Questa volta no. Questa volta la battaglia non c'entra con l'espansione e la colonizzazione israeliana. Non c'è territorio libanese occupato da Israele. Non ci sono rivendicazioni territoriali da una parte o dall'altra. Mercoledì l'Hezbollah ha sferrato un violento attacco, senza precedenti, all'interno del territorio israeliano. Si è anche trattato di un attacco all'autorità e all'integrità del governo libanese eletto. E questo perché attaccando Israele l'Hezbollah ha anche privato il governo libanese della prerogativa di controllare il proprio territorio e di prendere decisioni in fatto di guerra e di pace.
Il movimento pacifista israeliano disapprova l'occupazione e la colonizzazione della Cisgiordania. Ha disapprovato l'invasione del Libano da parte di Israele nel 1982 perché quell'invasione puntava a distogliere l'attenzione del mondo dal problema palestinese. Questa volta Israele non sta invadendo il Libano. Si sta difendendo da un attacco e da un bombardamento quotidiano di decine di città e villaggi, cercando di annientare l'Hezbollah ovunque sia in agguato. Il movimento pacifista israeliano dovrebbe sostenere il tentativo di pura e semplice autodifesa da parte di Israele finché questa operazione prende di mira soprattutto l'Hezbollah e risparmia, quanto più possibile, le vite dei civili libanesi (compito non sempre facile visto che i lanciamissili Hezbollah usano spesso civili libanesi come sacchi di sabbia umani).
I missili dell'Hezbollah sono forniti da Iran e Siria, entrambi nemici giurati di tutte le iniziative di pace in Medio Oriente. Non può esserci equazione morale fra Hezbollah e Israele. L'Hezbollah prende di mira i civili israeliani ovunque essi siano, mentre Israele prende di mira soprattutto l'Hezbollah. Le ombre oscure di Iran, Siria e islam fanatico aleggiano sulle città e i villaggi in fumo da una parte e dall'altra del confine israelo-libanese. Queste ombre oscure stanno anche soffocando la società civile libanese, che con eroica battaglia si era recentemente liberata da una colonizzazione siriana di lunga durata.
La vera battaglia di questi giorni non infuria affatto tra Beirut e Haifa, ma tra una coalizione di nazioni in cerca di pace — Israele, il Libano, l'Egitto, la Giordania e l'Arabia Saudita da una parte — e l'islam fanatico, alimentato da Iran e Siria, dall'altra. Se, come tutti in Israele speriamo, falchi e colombe insieme, l'Hezbollah verrà presto sconfitto, ad aver vinto saranno sia Israele sia il Libano. E inoltre: la sconfitta di un'organizzazione del terrore islamista militante può far accrescere sensibilmente le speranze di pace nella regione.
(Traduzione di Monica Levy)
Amos Oz
18 luglio 2006

Ultima modifica di Bet : 19-07-2006 alle 17:18.
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Old 19-07-2006, 17:45   #25
Kars
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Trovo curiosa questa giustificazione. Mi accusi preventivamente di unilateralismo, ma sei tu che pubblichi le foto in modo unilaterale.
Qua non è questione di mollare la presa o meno, ma di presentare correttamente i fatti. Non è questione di "santificare" gli israeliani. E' questione di non demonizzarli presentando una realtà falsata. Israele sta reagendo ad una serie di attacchi da parte di organizzazioni che da sempre negano il suo diritto all'esistenza. Si tratta di guerra vera e propria, in uno scenario urbano, dove il nemico dall'altra parte si mescola alla popolazione. Non si può chiedere agli israeliani di non combattere perchè dall'altra parte ci vanno di mezzo i civili, perchè questo vuol dire lasciare i terroristi liberi di agire. Le richieste di Israele sono ragionevoli: disarmo degli Hezbollah e rilascio dei soldati catturati. Sappiamo benissimo su chi sparano gli Hezbollah, sappiamo altrettanto bene che non smetteranno se glielo chiediamo per piacere, ma è necessaria un'azione militare. Se qualcuno ha idee migliori per fermare gli attacchi libanesi e per ottenere il rilascio dei sequestrati alzi la mano. Indignarsi per una brutta soluzione decisa da Israele senza saper proporre nient'altro è un lusso che ci si può permettere nei salotti buoni di casa nostra che non sono sotto tiro...
Sembra il tg5, ma pultroppo governi e giornalisti sono come il cacio e i maccheroni, quindi o ci facciamo infarcire da notizie provenienti da fonti israeliane-americane o cerchiamo di aprire gli occhi e vedere cosa realmente accade e cioe' che Israele sta facendo un massacro dopo l'altro
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Old 19-07-2006, 18:02   #26
roverello
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Niente, getto la spugna.
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fg
Ci provo io, anche se contro i luoghi comuni è dura:

Il pacifismo israeliano e la guerra

Un articolo di Uri Avnery, fondatore di Gush Shalom

di Uri Avnery*

Il vero scopo è cambiare il regime in Libano e installare un governo fantoccio.

Questo era lo scopo dell'invasione del Libano di Ariel Sharon, nel 1982. Fallì. Ma Sharon e i suoi allievi della leadership politica e militare non hanno mai davvero rinunciato.

Come nel 1982, anche l'operazione in corso è stata pianificata e viene portata avanti in pieno coordinamento con gli Stati Uniti.

Come allora, non c'è dubbio che sia coordinata con parte dell'élite libanese.

Questo è il punto principale. Il resto è clamore e propaganda.

Olmert con George W. BushAlla vigilia dell'invasione del 1982, il Segretario di Stato Alexander Haig disse ad Ariel Sharon che, prima di dare il via all'operazione, era necessario avere una “chiara provocazione”, che sarebbe stata tenuta per buona dal mondo.

La provocazione infatti ebbe luogo - proprio al momento giusto - quando il gruppo terroristico di Abu Nidal cercò di assassinare l'ambasciatore israeliano a Londra. Tutto ciò non aveva alcuna relazione con il Libano, e ancora meno con l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (nemica di Abu Nidal), ma servì allo scopo.

Questa volta, la necessaria provocazione è stata fornita dalla cattura dei due soldati israeliani da parte di Hizbollah. Tutti sanno che non possono essere liberati se non attraverso uno scambio di prigionieri. Ma l'enorme campagna militare, che era pronta a partire da mesi, è stata venduta al pubblico israeliano e internazionale come un'operazione di salvataggio.

(Curiosamente, la stessa identica cosa era avvenuta due settimane prima nella Striscia di Gaza. Hamas e e i suoi alleati hanno catturato un soldato, il che ha fornito la scusa per una massiccia operazione che era stata preparata da molto tempo, e il cui scopo è distruggere il governo palestinese).

Lo scopo dichiarato dell'operazione in Libano è di allontanare Hizbollah dal confine, affinchè sia per loro impossibile catturare altri soldati e lanciare razzi sulle città israeliane. Anche l'invasione della Striscia di Gaza è ufficialmente finalizzata a portare Ashkelon e Sderot fuori dalla portata dei razzi Qassam.

Questo ricorda l'"Operazione Pace per la Galilea”, nel 1982. Allora, si disse alla gente e alla Knesset (il Parlamento israeliano, ndt) che lo scopo della guerra era “allontanare i Katiuscia di 40 chilometri dal confine”.

Questa era una deliberata menzogna. Nel corso degli undici mesi precedenti alla guerra, attraverso il confine non era stato sparato un solo razzo Katiuscia (né un solo colpo). Fin dall'inizio, lo scopo dell'operazione era raggiungere Beirut e installarvi un dittatore collaborazionista. Com ho riferito più di una volta, lo stesso Sharon mi disse così nove mesi prima della guerra, e puntualmente lo pubblicai, con il suo consenso (ma non attribuendolo a lui).

Naturalmente, l'operazione in corso ha anche diversi scopi secondari, che non includono la liberazione dei prigionieri. Chiunque capisce che questo non si può ottenere con azioni militari. Ma probabimente è possibile distruggere una parte delle migliaia di missili che Hizbollah ha accumulato negli anni. A questo scopo, i comandanti dell'esercito sono pronti a mettere in pericolo gli abitanti delle città israeliane che sono esposte ai razzi. Credono che ne valga la pena, come in uno scambio di pedine a scacchi.

Un altro scopo secondario è riabilitare il “potere deterrente” dell'esercito. Questa è una parola in codice per la restaurazione dell'orgoglio ferito dell'esercito, duramente colpito dalle temerarie azioni militari di Hamas nel sud e Hizbollah al nord.

Ufficialmente, il governo israeliano chiede che il governo del Libano disarmi Hizbollah lo allontani dalla zona di confine.

Questo è chiaramente impossibile con l'attuale regime libanese, un delicato mosaico di comunità etnico-religiose. Il minimo shock può far crollare l'intera struttura e gettare lo Stato nell'anarchia totale - in particolare dopo che gli statunitensi sono riusciti a cacciare l'esercito siriano, l'unico elemento che per anni aveva garantito una qualche stabilità.

L'idea di installare un governo collaborazionista in Libano non è cosa nuova. Nel 1955, David Ben Gurion propose di prendere un “funzionario cristiano” e insediarlo come dittatore. Moshe Sharet dimostrò che questa idea si basava sulla completa ignoranza degli affari libanesi e la silurò. Ciò nonostante, 27 anni dopo Ariel Sharon ci riprovò. Bashir Gemayel fu infatti insediato come presidente, solo per essere assassinato poco tempo dopo. Suo fratello, Amin, gli sucedette e firmò un accordo di pace con Israele, ma fu cacciato dall'incarico. (Lo stesso fratello ora sostiene pubblicamente l'operazione israeliana).

La previsione adesso è che se le forze aeree israeliane riescono a far piovere colpi abbastanza pesanti sulla popolazione libanese – paralizzando porti e aereoporti, distruggendo le infrastrutture, bombardando i quartieri residenziali, interrompendo l'autostrada Beirut- Damasco eccetera – il popolo libanese si infurierà con Hizbollah e farà pressione sul governo libanese per soddisfare le richieste di Israele. Dal momento che l'attuale governo non può neanche sognare di fare una cosa del genere, verrà instaurata una dittatura, con il supporto di Israele.

Questa è la logica militare. Io ho i miei dubbi. Si può supporre che la maggior parte dei libanesi reagirà come farebbe chiunque altro al mondo: con furore e odio contro l'invasore. Così accadde nel 1982, quando gli sciiti del sud del Libano, fino ad allora docili come zerbini, si sollevarono contro gli occupanti israeliani e crearono Hizbollah, che è diventata la forza più potente del Paese. Se ora l'élite libanese viene assimilata ai collaboratori di Israele, sarà cancellata dalla faccia della terra. (Peraltro, i razzi Qassam e Katiuscia hanno fatto sì che la popolazione israeliana facesse pressione sul nostro governo per arrendersi? Piuttosto il contrario).

La politica statunitense è piena di contraddizioni. Il Presidente Bush vuole “cambi di regime” in Medio Oriente, ma l'attuale regime libanese è stato istituito solo di recente, sotto la pressione americana. Nel frattempo, Bush è riuscito solamente a fare a pezzi l'Iraq e scatenare una guerra civile. Potrebbe ottenere la stesso risultato in Libano, se non ferma in tempo l'esercito israeliano. Inoltre, un devastante attacco contro Hizbollah potrebbe far crescere la furia non solo in Iran, ma anche fra gli sciiti in Iraq, sul cui sostegno si fondano tutti i programmi di Bush per un regime filo-statunitense.

Dunque qual è la risposta? Non per caso, Hizbollah ha condotto il suo raid di rapimento dei soldati in un momento in cui i palestinesi hanno un gran bisogno di aiuto. La causa palestinese è popolare in tutto il mondo arabo. Mostrando che sono amici nel momento del bisogno, mentre gli altri arabi falliscono miseramente, Hizbollah spera di accrescere la sua popolarità. Se un accordo fra Israele e Palestina fosse già stato raggiunto, Hizbollah non sarebbe altro che un fenomeno libanese, irrilevante per la nostra situazione.

Ameno di tre mesi dal suo insediamento, il governo di Olmert e Peretz è riuscito a trascinare Israele in una guerra su due fronti, i cui obbiettivi sono irrealistici e i cui risultati non possono essere previsti.

Se Olmert spera di essere visto come Mister Macho-Macho, uno Sharon bis, rimarrà deluso. Lo stesso vale per i disperati sforzi di Peretz di essere preso sul serio come PP Mister Sicurezza. Chiunque capisce che questa campagna - sia a Gaza che in Libano - è stata pianificata dall'esercito e imposta dall'esercito. Chi prende decisioni in Israele, adesso, è Dan Halutz. Non è un caso che il lavoro in Libano sia stato affidato alle Forze aeree.

La gente non è entusiasta della guerra. Si è rassegnata, in uno stoico fatalismo, perchè è stato detto che non c'è alternativa. E infatti, chi può essere contrario? Chi è che non vuole liberare i “soldati rapiti”? Chi non vuole rimuovere i Katiuscia e riabilitare la deterrenza? Nessun politico osa criticare l'operazione (ad eccezione dei membri arabi della Knesset, ignorati dal pubblico ebraico). Sui media, i generali regnano incontrastati, e non solo quelli in uniforme. Non esiste praticamente ex generale che non sia stato invitato dai media a commentare, spiegare e giustificare, tutti con una voce sola.

(A titolo d'esempio: la più seguìta televisione israeliana mi ha chiesto un'intervista , dopo aver sentito che avevo preso parte a una manifestazione contro la guerra. Ero abbastanza sorpreso. Ma non per molto - un'ora prima della trasmissione, un contrito conduttore ha chiamato per dire che c'era stato un terribile errore - in realtà volevano invitare il professor Shlomo Avineri, un ex direttore generale del Foreign Office, su cui si può contare per giustificare qualsiasi atto del governo, qualunque esso sia, in forbito linguaggio accademico.

“Inter arma silent Musae” - quando parlano le armi, le muse tacciono. O, piuttosto: quando rombano i cannoni, il cervello smette di funzionare.
E solo un pensiero: quando lo Stato di Israele fu fondato, nel mezzo di una guerra cruedele, un poster tappezzava i muri: “Tutto il paese - un fronte! Tutto il popolo - un esercito!”

Sono passati 58 anni, e lo stesso slogan è valido come lo era allora. Che cosa ci dice, questo, su generazioni di statisti e generali?

Tel Aviv, 15 luglio 2006

Trattasi di EBREO PACIFISTA israeliano.
Chi avrà la faccia tosta di dirgli che è un estremista filopalestinese????
roverello è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 19-07-2006, 18:12   #27
roverello
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Originariamente inviato da Bet
comunque... tornando IT... non ho voglia di cacciarmi in dispute insolubili, dato che in realtà le intenzioni dei post vanno spesso oltre il loro contenuto e così mi limito a citare un punto di vista... un punto di vista come è anche quello di Andreotti del resto

http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...io/18/oz.shtml

L'intervento di Amos Oz
«Io, scrittore pacifista: è una guerra giusta»
«Speriamo tutti, falchi e colombe, nella sconfitta di un’organizzazione del terrore che prende di mira i civili»
Molte volte in passato il movimento pacifista israeliano ha criticato le operazioni militari delle sue forze armate. Questa volta no. Questa volta la battaglia non c'entra con l'espansione e la colonizzazione israeliana. Non c'è territorio libanese occupato da Israele. Non ci sono rivendicazioni territoriali da una parte o dall'altra. Mercoledì l'Hezbollah ha sferrato un violento attacco, senza precedenti, all'interno del territorio israeliano. Si è anche trattato di un attacco all'autorità e all'integrità del governo libanese eletto. E questo perché attaccando Israele l'Hezbollah ha anche privato il governo libanese della prerogativa di controllare il proprio territorio e di prendere decisioni in fatto di guerra e di pace.
Il movimento pacifista israeliano disapprova l'occupazione e la colonizzazione della Cisgiordania. Ha disapprovato l'invasione del Libano da parte di Israele nel 1982 perché quell'invasione puntava a distogliere l'attenzione del mondo dal problema palestinese. Questa volta Israele non sta invadendo il Libano. Si sta difendendo da un attacco e da un bombardamento quotidiano di decine di città e villaggi, cercando di annientare l'Hezbollah ovunque sia in agguato. Il movimento pacifista israeliano dovrebbe sostenere il tentativo di pura e semplice autodifesa da parte di Israele finché questa operazione prende di mira soprattutto l'Hezbollah e risparmia, quanto più possibile, le vite dei civili libanesi (compito non sempre facile visto che i lanciamissili Hezbollah usano spesso civili libanesi come sacchi di sabbia umani).
I missili dell'Hezbollah sono forniti da Iran e Siria, entrambi nemici giurati di tutte le iniziative di pace in Medio Oriente. Non può esserci equazione morale fra Hezbollah e Israele. L'Hezbollah prende di mira i civili israeliani ovunque essi siano, mentre Israele prende di mira soprattutto l'Hezbollah. Le ombre oscure di Iran, Siria e islam fanatico aleggiano sulle città e i villaggi in fumo da una parte e dall'altra del confine israelo-libanese. Queste ombre oscure stanno anche soffocando la società civile libanese, che con eroica battaglia si era recentemente liberata da una colonizzazione siriana di lunga durata.
La vera battaglia di questi giorni non infuria affatto tra Beirut e Haifa, ma tra una coalizione di nazioni in cerca di pace — Israele, il Libano, l'Egitto, la Giordania e l'Arabia Saudita da una parte — e l'islam fanatico, alimentato da Iran e Siria, dall'altra. Se, come tutti in Israele speriamo, falchi e colombe insieme, l'Hezbollah verrà presto sconfitto, ad aver vinto saranno sia Israele sia il Libano. E inoltre: la sconfitta di un'organizzazione del terrore islamista militante può far accrescere sensibilmente le speranze di pace nella regione.
(Traduzione di Monica Levy)
Amos Oz
18 luglio 2006
Amos Oz, scrittore nato a Gerusalemme nel 1939, è un sionista convinto.
Non è un pacifista, anzi.
Nutre alcune perplessità su alcuni aspetti dello stato in cui vive, che comunque definisce un sogno che si è finalmente realizzato.
E' un convinto antiarabo, e come intellettuale possiamo dire che è orientato a destra.
Che sia un pacifista di destra?
Anche perchè un pacifista che teorizza la giustezza di una guerra (criminale aggiungo io) mi mancava...
Comunque vorrei dire a mr. Oz (in realtà ha un orrendo cognome tedesco) che sono 40 anni che Israele racconta la storiella della guerra per stroncare il terrorismo.
Capisco l'ostinazione, ma qui siamo alla stupidità e al crimine più abbietti.
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Old 19-07-2006, 18:13   #28
zakzakit
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Originariamente inviato da Bet
...
L'intervento di Amos Oz
«Io, scrittore pacifista: è una guerra giusta»
«Speriamo tutti, falchi e colombe, nella sconfitta di un’organizzazione del terrore che prende di mira i civili»
...
L'Hezbollah prende di mira i civili israeliani ovunque essi siano, mentre Israele prende di mira soprattutto l'Hezbollah.
...
ANSA:
E' di ventotto morti il bilancio del settimo giorno di offensiva israeliana in Libano. Il totale e' salito cosi' a 245 morti a cui si aggiungono piu' di 500 feriti. A rimanere uccisi nei raid israeliani sono stati per lo piu' civili, 216 tra cui 30 stranieri, piu' 23 soldati libanesi e sei miliziani Hezbollah.
zakzakit è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 19-07-2006, 19:58   #29
Bet
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Originariamente inviato da roverello
cut
è il suo punto di vista... altri ne hanno altri... magari simile a quello di Andreotti
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Old 19-07-2006, 20:33   #30
jumpermax
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Originariamente inviato da roverello
Amos Oz, scrittore nato a Gerusalemme nel 1939, è un sionista convinto.
Non è un pacifista, anzi.
Nutre alcune perplessità su alcuni aspetti dello stato in cui vive, che comunque definisce un sogno che si è finalmente realizzato.
E' un convinto antiarabo, e come intellettuale possiamo dire che è orientato a destra.
Che sia un pacifista di destra?
Anche perchè un pacifista che teorizza la giustezza di una guerra (criminale aggiungo io) mi mancava...
Comunque vorrei dire a mr. Oz (in realtà ha un orrendo cognome tedesco) che sono 40 anni che Israele racconta la storiella della guerra per stroncare il terrorismo.
Capisco l'ostinazione, ma qui siamo alla stupidità e al crimine più abbietti.

mi ripeto pari pari.

. è tra i fondatori di Peace now, che, come dice il nome, è una nota organizzazione guerrafondaia...
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Old 08-08-2006, 01:26   #31
von Clausewitz
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Ho visto... ho visto che nell'altra discussione hai fatto anche la fine di Zidane
A proposito dell'altra discussione: come mai ogni tanto citi quel fregnacciaro di fabio69?

Cmq ti aspetto presto, anche perchè avevi l'occasione di commentare il tuo amico Blondet e te la sei lasciata sfuggire.
Peraltro in nota c'era un altro tuo amico: Chomsky... che chissà perchè tutti citano per questioni di politica, dove ha tanta competenza come me , e nessuno cita per la linguistica in cui è bravino, e dove probabilmente troverebbe delle teorie che vanno contro un certo modo prevalente (anche qui sul forum) di leggere le culture...

Ci sentiamo
riprendo per una riflessione
bah ormai questo Blondet in questo tipo di discussioni spunta spesso, in questo forum, implicitamente (shambler ) o esplicitamente come in questo caso
ma che ci sia un tipo che inseguendo le sue fissazioni, paranoie, malafede o quant'altro o tutte queste cose insieme, ti apra un sito internet dove poter dare libero sfogo a queste sue inclinazioni, non mi stupisce, molti lo fanno o l'hanno fatto, il bello e il brutto di internet
che poi in questo sito non siano raccolti che un accozzaglia di monologhi monotematici, propagandistici e senza contradditorio, livorosi e deliranti per quanto sono farneticanti, nei quali il vegliardo autore ti fa partecipe della sua visione del mondo, un mondo nel quale tutto ciò che accade di negativo ha una sua spiegazione in ciò che fanno o anche non fanno, testuale, i figli di Giuda, da assumere come capro espiatorio mondiale di tutte le catastrofi e sciagure, reali o più spesso immaginarie nel senso di inventate, passate, presenti e future, nemmeno questo mi stupisce, il mondo è fatto così, ci sono anche questi casi umani
mi stupisce invece che ci sia gente disposta a dare un qualche credito, a dare una qualche verosimiglianza ad argomentazioni così palesemente "esagerate" da apparire subito già alla prima lettura del tutto infondate
sempre che il lettore abbia una sufficiente autonomia culturale e di giudizio e per queste non sia facilmente influenzabile
e in questo senso accade che molti che danno credito a questo genere di argomentazioni e soliloqui siano spesso quelli che vanno a rinfacciare a quelli nno allineati di essere vittima di una qualche forma di propaganda di mass-media più che altro identificati nelle tv e giornali istituzionali
ma non c'è niente da fare, sono talmente convinti di essere depositari di chissà quale verità (e ci tengono pure a fartelo sapere http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1253033 ) e conoscenze storiche da non accorgersi che con queste immagini frammentarie e questa raccolta di letture causali, ma sempre orientate in una certa direzione, essi non fanno che riflettere i pregiudizi e i preconcetti di questi autori, faziosi e imbonitori di qualche specie, a scapito di qualsiasi ragionamento o argomentazione contraria
in parole povere essi sono vittime della propaganda di quel mass-media chiamato internet, propaganda stessa che invece attingendovi a piene mani credevano di esorcizzare, ma della quale internet è completamente permeato, se non preso cum grano salis
in questo senso internet è ormai assunto negli ultimi anni a maggior fenomeno di orientamento e disinformazione di massa per un certa fascia di popolazione, da quello che intuisco io almeno per l'Italia, maschi per lo più di sinistra e qualche femminuccia pure lei di sinistra (le pecorelle di destra amanti di benito infatti sono talmente poche e talmente smarrite da non rientrare nel campione statistico ), fra i 15 e 25 anni
come ti sembra questa mia riflessione?
von Clausewitz è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 08-08-2006, 14:58   #32
Bet
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Originariamente inviato da von Clausewitz
...
come ti sembra questa mia riflessione?
ehm... mi chiedi se avallo questo discorso in cui hai dato del decerebrato a mezzo mondo?
cmq diciamo che sì, la lettura che hai fatto del fenomeno internet e del modo in cui spesso ci approcciamo mi trova abbastanza d'accordo come impressione
Il fatto è che si ha, o abbiamo, il vizio di cercare solo conferme (come ripeto in modo noioso ultimamente ) a quelle che sono le nostre convinzioni di base... e la vastità della rete, per questo meccanismo, è l'ideale. Usarla cum grano salis significa secondo me avere la capacità di saper mettere le proprie idee in discussione... ma questo è tanto più difficile farlo quanto più si è giovani e magari con idee credute giuste a priori... in questo credo di esser d'accordo con te.

Una sola nota a proposito di Blondet: credo, almeno spero, che con "figli di Giuda" intenda i la tribù di Giuda... quella da cui è nato Davide... per certi aspetti la più nobile e che quindi spesso sta per Israele... non credo che significhi "figli del traditore"... detto questo su Blondet non dico altro
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Chi cerca conferme le trova sempre. (Popper)
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Old 11-08-2006, 15:29   #33
von Clausewitz
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Originariamente inviato da Bet
ehm... mi chiedi se avallo questo discorso in cui hai dato del decerebrato a mezzo mondo?
cmq diciamo che sì, la lettura che hai fatto del fenomeno internet e del modo in cui spesso ci approcciamo mi trova abbastanza d'accordo come impressione
Il fatto è che si ha, o abbiamo, il vizio di cercare solo conferme (come ripeto in modo noioso ultimamente ) a quelle che sono le nostre convinzioni di base... e la vastità della rete, per questo meccanismo, è l'ideale. Usarla cum grano salis significa secondo me avere la capacità di saper mettere le proprie idee in discussione... ma questo è tanto più difficile farlo quanto più si è giovani e magari con idee credute giuste a priori... in questo credo di esser d'accordo con te.

Una sola nota a proposito di Blondet: credo, almeno spero, che con "figli di Giuda" intenda i la tribù di Giuda... quella da cui è nato Davide... per certi aspetti la più nobile e che quindi spesso sta per Israele... non credo che significhi "figli del traditore"... detto questo su Blondet non dico altro
si in genere uno va a cercarsi letture o argomenti che confermino i propri punti di vista o pregiudizi che dir si voglia
ma talvolta uno si può far semplicemente furviare da letture e scritti disinformativi
rimanendo su internet, un paio d'anni fa da un parente mi è stata chiesta un opinone sulle solite teorie dietrologiche sull'11 settembre e sul loro fondamento
eppure chi me l'aveva chiesta non aveva mai avuto riflessi antiamericani, oppure perchè facilmente influenzabile o ancora perchè dotato di scarse conoscenze che invece sopratutto in campo storico aveva più che discrete
semplicemente da appassionato di moto si era iscritto in un forum "motoristico" e indovina che razza di discussioni ogni tanto facciano capolino anche lì nella sezione di quel forum dedicata agli off-topic?
morale, gli ho fornito (da buon intenditore ) un paio di nozioni sui riflessi comuni antiamericani che girano in rete più il link di attivissimo che gli avrebbe soddisfatto ogni possibile curiosità sull'argomento
alla fine la sua domanda finale era: ma perchè queste boiate le fanno girare in rete così tanto pur sapendole false o comunque non dimostrabili?
bella domanda, ma con una serie quasi infinità di risposte ciascuna delle quali parziali perchè in questo caso il problema è internet stesso usato come strumento non più di comunicazione ma di altro

ps sulla nozione "figli di Giuda" se usato da uno qualsiasi sicuramente hai ragione, e che non credo che blondet lo intenda in questa accezione, almeno come "animus"
anch'io, detto questo su blondet non dico più altro, in effetti mi sembra di averne detto abbastanza
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Old 11-08-2006, 23:44   #34
zerothehero
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Originariamente inviato da <Straker>
Non è una novità, naturalmente, e non è la prima volta che il divo Giulio espone limpido una posizione che ha ispirato quasi mezzo secolo di politica estera «realista» all’italiana. Eppure, i colleghi l’ascoltavano muti quasi come a una lezione di diplomazia democristiana.
Traduco dal politichese: realismo-> convenienza a tenersi buoni gli stati arabi con una politica filoaraba per evitare di subire attentati (che poi arrivarono cmq vedi Fiumicino e Achille Lauro) e per non rischiare delle rappresaglie (tipo quelle che seguirono la guerra dello yom kippur dopo il 73 che portò alla stagflazione) sulla fornitura di petrolio.
Il che è condivisibile e anche comprensibile per un politico (per via dell'etica della responsabilità e della convenienza) ma che Andreotti mi faccia delle lezioni di moralità ed etica nascondendo delle decisioni di realpolitik e fingendo che la sua politica filoaraba si accordasse con il suo spirito cristiano e da buon samaritano è davvero troppo anche per il "divo" Giulio.
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Old 11-08-2006, 23:56   #35
zerothehero
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Originariamente inviato da Kars
Sembra il tg5, ma pultroppo governi e giornalisti sono come il cacio e i maccheroni, quindi o ci facciamo infarcire da notizie provenienti da fonti israeliane-americane o cerchiamo di aprire gli occhi e vedere cosa realmente accade e cioe' che Israele sta facendo un massacro dopo l'altro
-Hezbollah attacca il 12 luglio rapendo 2 soldati e ammazzandone 8, commettendo un atto di guerra contro un paese sovrano che dal 2000 non occupava alcun lembo di suolo libanese.
-Israele risponde all'atto di guerra, contro una forza che ha due ministri di governo e che gode di un'evidente complicità da parte di Emile Lahud, il cristiano venduto ai siriani (che vaneggia di hezbollah come forza integrante dell'esercito libanese e altre amenità).

-Come ti aspettavi che finisse?
Con una richiesta gentile di non trattare in modo disumano i prigionieri?

Non scherziamo..qui in europa abbiamo bombardato per 70 giorni la serbia, che non aveva attaccato nessun paese nato..ma noi siamo "proporzionali", israele è "sproporzionata"...non potento accusare di nient'altro Israele si tira fuori il pretesto della sproporzione.
E' dal 67 (quando Mosca ordinò ai partiti comunisti di appoggiare i "progressisti" nasseriani e siriani e di demonizzare israele) che è sempre la stessa storia...ma capisco che la forma mentis è quella ed è difficile da cambiare.
Adesso si pretende che Israele si faccia deliberatamente distruggere senza combattere.

Ultima modifica di zerothehero : 11-08-2006 alle 23:58.
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