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#101 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Firenze
Messaggi: 1445
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io nn so la situazione di new orleans... se gli altri bisogni son stati tutti soddisfatti (case, cibo, ecc ecc) allora magari il wi-fi è la scelta migliore e più a basso prezzo.
__________________
...affidavano nello stesso istante il medesimo sgomento per il sapore aspro della fine e la sconcertante scoperta di quanto sia silenzioso, il destino, quando, d'un tratto, esplode. (Oceano Mare - A.Baricco) ..:: ¿ÄØ Group ::.. |
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#102 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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Senza contare che si, comunque si tratta di comunicare tra migliaia di persone e i sistemi tradizionali non garantiscono certo questa flessibilità di utilizzo. Un sistema del genere ti consente, per esempio di comunicare direttamente con l'ambulanza che hai più vicina al punto di chiamata, col walkie talkie la chiamata arriva in una centrale del 118, che la smista poi all'ambulanza col rischio spesso notevole che si finisca con lo sbagliare l'indirizzo (qualcuno qua per ste cazzate c'è pure morto mandano l'ambulanza a Porretta Terme anzichè a Castel san Pietro Terme, perchè l'operatore in centrale a Bologna non ha la minima idea di dove stiano...) |
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#103 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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http://www.forbes.com/technology/200..._1201wifi.html Hurricane Katrina hit the gulf coast in late August, causing massive destruction to both property and infrastructure--knocking out millions of phone, cable and other communications lines and facilities--many of which still have not been brought back online. Now, as one of the rare rebuilds of an entire metropolitan area from the ground up, New Orleans is becoming a prime testing ground for new ideas and new technologies. One of the earliest and broadest such efforts involves Wi-Fi technology that will combine a citywide video surveillance network and a public Internet service. |
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#104 | |
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Bannato
Iscritto dal: May 2004
Città: Cagliari
Messaggi: 704
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scusa Little, non per far polemica ma dove l'hai letto che l'energia elettrica non ce l'hanno ancora? guarda che non è così |
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#105 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2004
Città: Roma Status:Superutente Messaggi totali:38335 Auto:Fiat Stilo 1.9 MJT Moto:Ducati Sport 900 IE
Messaggi: 1524
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L'ho scritto io. LuVi |
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#106 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2004
Città: Roma Status:Superutente Messaggi totali:38335 Auto:Fiat Stilo 1.9 MJT Moto:Ducati Sport 900 IE
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Ma per piacere.... LuVi |
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#107 | |
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Bannato
Iscritto dal: May 2004
Città: Cagliari
Messaggi: 704
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a te non pare stiano facendo molto? non pare a te, magari ad altri pare diversamente il tuo parere in merito non è che sia così esaustivo e definitivo dunque tre imprese fra cui intel (che mi pare per il wi-fi abbia qualcosa da dire) mettono a disposizione soldi e attrezzature per questa rete e per te si trascurano case e argini? ma queste cose dove le leggi, sul manifesto? |
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#108 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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#109 | |
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Bannato
Iscritto dal: May 2004
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#110 | |
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Bannato
Iscritto dal: May 2004
Città: Cagliari
Messaggi: 704
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mi sfugge invece il fatto come tu nella tua tazza del cesso a roma conosca le priorità di new orleans e soprattutto dove abbia arguito che la rete wi-fi sia una priorità rispetto ad altre più importanti il tuo più che antiamericanismo di comodo mi sembra un antiamericanismo di facciata, secondo me non credi fino in fondo a certe sparate antiamericane che fai cos'è un segno distintivo del correntone ds, tanto per dire che non hanno perso le antiche abitudini e i vecchi imprimatur? new orleans terza città più popolosa? vediamo un po', new york, chicago, los angeles, san francisco, filadelfia, boston, detroit, dallas, washington, houston, phoenix ecc. sicuramente ce ne sara ancora qualcun altra più grande di new orleans |
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#111 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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#112 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
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#113 |
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Bannato
Iscritto dal: May 2004
Città: Cagliari
Messaggi: 704
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a conferma che su new orleans c'è stato un po' troppo catastrofismo e disinformazione posto tre articoli:
uno in data 31-8 http://www.panorama.it/mondo/capital...-A020001032441 con questa immagine e la relativa dicitura: Nei quartieri allagati, migliaia di persone si aggrappano ai tetti in attesa di soccorsi. Confortati da 625 mila pasti caldi e 950 mila litri d'acqua. Renzo Arbore, che considera New Orleans una seconda patria, commenta le immagini tv della paura. Con romanticismo e speranza. Il cuore del jazz batte ancora di Mariella Boerci 31/8/2005 Alla fine, il disastro annunciato non c'è stato: New Orleans non è diventata una nuova Atlantide come molti, compreso il suo stesso sindaco, Ray Nagin, temevano. Alla fine, magari per un miracolo di San Luigi, il patrono protettore invocato domenica in tutte le chiese della Louisiana, o, piuttosto, per un intervento «pagano» di Marie Laveau, indimenticata regina creola del voodoo sepolta al St. Louis Cemetery, all'undicesima ora, puntando sulla città del Carnevale a 320 chilometri orari, l'uragano Katrina ha rallentato la sua drammatica corsa indebolendosi abbastanza per risparmiare il cuore francese della più miserabile (e affascinante) fra tutte le metropoli americane. Certo, sotto la furia dell'uragano sono rimaste senza casa 150 mila persone (e un milione senza elettricità nel resto della Louisiana), ma la catastrofe, seguita in diretta tivù da milioni di yankee, non è stata, per fortuna, quello «tsunami» che rischiava di essere. Insomma, tira un sospiro di sollievo l'America che, in questa occasione, aveva programmato la più grande mobilitazione della sua storia. Ma anche al di qua dell'oceano sono molti gli italiani che, dopo la tempesta, aspettano che tornino improvvisamente a riaccendersi le interminabili notti di Bourbon Street, la strada degli eccessi nel Vieux Carré. «Sarà il segnale che la città ha ricominciato a vivere ventiquattro ore su ventiquattro secondo il suo spirito unico e indolente, laissez les bons temps rouler, ossia godetevi la vita o, come raccomandano i tassisti, take it easy, prendila alla leggera» racconta Renzo Arbore che, da una trentina d'anni, ha eletto New Orleans a sua seconda patria e per questo ha seguito «il castigo di Dio» in silenzio, incollato al televisore, con il timore di vedere interi quartieri finire in briciole sotto i colpi di Katrina. Per lui, come per molti musicisti di tutto il mondo, New Orleans è, in effetti, un luogo dell'anima più che una città: «L'unica che, studiando jazz, conoscevo già da bambino prima di esserci andato» dichiara a Panorama. «A partire dai nomi delle strade – Basin Street, Canal Street, Perdido – tutte dedicate a brani immortali». Già, il jazz, che all'inizio si scriveva jass e voleva dire, pressappoco, «sesso proibito», è nato qui e ogni anno, in aprile e maggio, vi celebra la sua consacrazione con un famoso festival che riunisce le star internazionali e gli artisti di strada americani. Arbore ci viene ogni anno: «In 11 tende allestite all'interno dell'ippodromo si suona tutta la musica della Louisiana e di New Orleans, dal jazz antico a quello moderno, dal gospel agli spiritual, dal blues ai ritmi caraibici, alle canzoni del Mardi gras, che vengono preparate proprio in questi giorni e poi, dopo il Carnevale, entrano nel patrimonio popolare anche se non raggiungono mai le hit discografiche». Adesso che la furia di Katrina ha spento le voci delle trombe e dei sax, non c'è musicista che non si chieda quando gli assolo di jazz, che in questa città escono da ogni porta, torneranno a incrociarsi a ogni angolo di strada e, rimbalzando tra i balconi di ferro battuto contro le facciate delle case color pastello, scivoleranno fino alle rive del mitico «Ol' Man River», quella lunga striscia gialla che viene da chissà dove e sparisce in direzione dell'oceano. È difficile, adesso, dice Arbore, «accettare questo silenzio innaturale che si infiltra nelle strade ed è più assordante di qualsiasi musica». E ancora più difficile, forse, mentre si contano le vittime e si tenta un primo bilancio dei danni, è pensare che, tra poche settimane, sarà Carnevale. E presumibilmente non sarà il solito carnevale, quel Mardi Gras lungo 12 giorni che richiama turisti da tutto il mondo. La città del peccato e delle convention (una per ogni settimana dell'anno) al momento è «chiusa per uragano». Non per molto giura Renzo Arbore, l'occhio fisso alle immagini che scorrono sullo schermo tivù e la convinzione che, «passato l'uragano, chi ha perduto la casa la rifarà subito tale e quale, pronto a ospitare di nuovo nel suo giardino, per qualche dollaro, le macchine di quelli che torneranno ai concerti di jazz. Come sempre». Forse Arbore non ha tutti i torti: il Vieux Carré, il quartiere turistico e godone di New Orleans, si è salvato e, presto, sul Mississippi imponente e silenzioso, torneranno a scivolare gli show boat. La vita riprenderà, rumorosa e colorata e anche gli sfollati, fra un po', riprenderanno le passeggiate interrotte sorseggiando nelle go-cup il loro Hurricane, mezzo litro di rum allungato con punch alla frutta. Take it easy. Poi si vedrà. uno in data 11-9 http://www.mauriziomolinari.org/it/a...IDarticles=113 Bush: batteremo sciagure e terrorismo Il discorso alla nazione nel quarto anniversario dell'11 settembre (La Stampa, 11-09-05) Nel quarto anniversario degli attacchi terroristici dell'11 settembre il presidente George W. Bush unisce il ricordo delle vittime di allora alla compassione per quelle causate dall'uragano Katrina, chiedendo all'America di reagire con ugual forza alle devastazioni subite. «Quattro anni dopo l'America ricorda la paura, l'incertezza e la confusione di quella terribile mattina così come la determinazione della nostra nazione nel difendere la libertà - ha detto il presidente nel discorso radiofonico settimanale - ed oggi l'America si trova ad affrontare un altro disastro, provocato questa volta non dalla malvagità di uomini diabolici ma dalla furia dell'acqua e del vento». Oggi come allora l'America si trova per Bush in una situazione di «grande sofferenza» nella quale il personale di soccorso ha dimostrato «coraggio e determinazione» perché le «armate della compassione» si sono unite una volta ancora «per rispondere alla tragedia». Il parallelo fra i due disastri che hanno colpito la nazione vuole essere un appello agli americani affinché si uniscano nel dopo-Katrina come avvenne all'indomani dell'attacco di Al Qaeda contro New York e Washington. «La nostra più grande risorsa in questi momenti è il carattere compassionevole del popolo americano - sono state le sue parole - perché anche la tempesta più distruttiva non può indebolire cuori ed anime della nostra nazione, l'America supererà questa esperienza traumatica e ne uscirà più forte». Per sottolineare anche fisicamente il legame fra l'11 settembre e Katrina Bush oggi inizierà la giornata pregando in una chiesa di Washington in memoria delle vittime degli aere-kamikaze per poi recarsi in Louisiana e Mississippi in visita ad alcune delle comunità più colpite dal potente uragano. La scommessa di Bush è che l'appello alla compassione ed alla reazione ai disastri subiti aiuti non solo l'America a riprendersi da Katrina ma anche la sua popolarità a risalire, alla luce del fatto che l'ultimo sondaggio di Ap attesta che è scesa al 39 per cento, ben sotto il livello di guardia. La Casa Bianca punta su una ricostruzione in tempi record per New Orleans e buone notizie in questo senso arrivano da più direzioni. La polizia ha annunciato di aver riguadagnato il controllo della città dopo aver arrestato negli ultimi giorni oltre duecento criminali ed imposto il bando totale al possesso di armi da fuoco. La comunità degli imprenditori si è invece messa in moto da una sede provvisoria a Baton Rouge per riaprire i battenti entro un massimo di 90 giorni. Il piano del «New Orleans Convention and Visitors Bureau», che riunisce alcuni dei maggiori imprenditori di New Orleans, è di sfruttare il fatto che il Quartiere Francese ed il centro commerciale della città si trovano nelle zone asciutte per riprendere le più importanti attività economiche in tempi stretti puntando a riuscire a celebrare il prossimo Carnevale - tradizionale appuntamento locale - come momento di rinascita con l'unica concessione di spostare Martedì Grasso a fine febbraio. Nei piani della comunità degli imprenditori c'è l'intenzione di sfruttare la ricostruzione per trasformare New Orleans in uno specchio dell'America, ospitando una delle due convention del 2008 e anche una finale del Superbowl. Le notizie relative al ritorno dell'elettricità in alcune zone limitate di New Orleans sembrano promettere progressi rapidi, a cui bisogna aggiungere sia il ritrovamento di un numero di vittime inferiori a quanto previsto dal sindaco Ray Nagin che il drenaggio delle acque da parte dei genieri dell'Us Army che potrebbe essere completato entro la fine di ottobre, con largo anticipo rispetto ai tempi previsti perché oltre 30 pompe aspiranti delle 174 presenti in città sono state messe in funzione assieme a 17 portatili. Non a caso il livello dell'acqua nelle zone allage continua ascendere. A conferma della migliore situazione sul terreno il 19 settembre tornerà ad accogliere voli commerciali l'aeroporto internazionale «Louis Armstrong» mentre è stato assegnato il primo contratto della ricostruzione, destinato a riattivare il ponte sul Lago Pontchartrain. Procede spedita anche l'evacuazione delle ultime sacche di abitanti. Il generale della Guardia Nazionale Russel Honorè ha spiegato che per convincere i più restii - soprattutto anziani - i militari hanno trovato lo e un altro in data 14-9 http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=56696 Uragano Katrina. E' salito a 657 il numero dei corpi recuperati Vedi anche 13/9/2005 - Washington Usa. Bush: mi assumo ogni responsabilita' per caos soccorsi a New Orleans Internet link Usa. ABC Usa. Cbs Usa. CNN Usa. MSNBC Usa. New York Times Usa. Washington Post RaiNews24 declina ogni responsabilità relativa ai contenuti dei siti segnalati L'acqua stagnante copre ancora molte zone della città New Orleans, 14 settembre 2005 E' salito a 657 il numero dei cadaveri recuperati a New Orleans, di cui 423 in Louisiana, 218 nel Mississippi, 14 in Florida e 2 in Alabama. L'acqua che ha allagato la città decresce ora rapidamente e affiorano i corpi delle vittime dell'uragano Katrina. L'acqua stagnante copre ancora molte zone della città, che sta attraversando inoltre una grave crisi finanziaria. "New Orleans è in bancarotta" ha detto il sindaco della città Ray Nagin durante una lunga conferenza stampa tenuta ieri pomeriggio, spiegando che non ci sono più soldi per pagare le operazioni di drenaggio e pulizia e che si spera in finanziamenti esterni. Il ritorno dei cittadini Alcune zone di New Orleans potrebbero essere ripopolate dagli abitanti già il prossimo lunedì, in base a quanto si legge sul quotidiano locale statunitense "The Times Picayune", che cita le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Nagin. Quest'ultimo ha però precisato che la decisione finale sulla data di riapertura di alcuni quartieri dipenderà dagli esiti delle analisi sulla qualità dell'acqua e dell'aria di New Orleans, anche se i primi risultati sono stati migliori di quanto si aspettasse. I quartieri che si spera di poter riaprire lunedì sono quello francese, l'Algier, il distretto finanziario della città e parti di un altro quartiere residenziale. Il sindaco ha ammesso anche che il ritorno dei cittadini potrebbe creare confusione e interferire con le operazioni di bonifica nelle altre zone di New Orleans, ma che tuttavia un graduale ritorno alla normalità è preferibile alla visione di una città fantasma. Secondo le stime sono ancora 264.000 le persone a New Orleans senza energia elettrica, numero molto più basso rispetto all' 1.1 milioni di persone rimaste al buio subito dopo il passaggio dell'uragano. La situazione migliore è nel quartiere Algiers, dove entro pochi giorni saranno riattivate tutte le linee elettriche. Anche due ospedali dovrebbero essere riaperti entro i prossimi due giorni. Riguardo la presenza di soldati in città Nagin ha detto che New Orleans " è più sicura di quanto non lo sia stata negli scorsi anni". Ha aggiunto che l'esercito rimarrà finchè necessario, senza fornire un termine preciso. |
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#114 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
Città: Roma
Messaggi: 1786
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Per piacere lo dico io Non mi pare che si stia tralasciando tutto il resto per mettere su la rete dati, anzi si è scelto di metterla su col minor costo economico possibile, proprio per non togliere troppi fondi al resto.
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La mia config: Asus Z170 Pro gaming, Intel i5 6600k @4.5Ghz, cooler master 212x, corsair vengeance 8Gb ddr4 2133, SSD sandisk ultra II 480Gb, Gainward GTX960 4Gb, Soundblaster Z, DVD-RW, ali Corsair CX750M, Case Thermaltake Suppressor F31 |
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#115 | ||||||
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Member
Iscritto dal: Jun 2004
Città: Provincia di Torino
Messaggi: 64
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ASSIEME a una serie di altre cose, adesso ripristinare connessioni e comunicazioni e' "LA PRIORITA'" Per "LA PRIORITA'" durante l'emergenza ti faccio un esempio piu' sotto. Quote:
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Non ho mai visto un uragano e spero di continuare cosi'. Pero' l'anno scorso ho visto un tornado. E passato molto vicino a dove abitavo e ha colpito Arlington. Quando si avvicina il tornado le sirene suonano, come per i bombardamenti, e televisioni e radio trasmettono informazioni sulla situazione e istruzioni. Le televisioni trasmettono le mappe con l'evoluzione del fenomeno meteorologico, le radio fanno quello che possono. Solo che e' andata via l'energia elettrica. Niente televisione. Non avevo radio a batterie. Errore mio. Adesso ho provveduto. Certo durante il passaggio del tornado non vai a ascoltare la radio in macchina. In effetti vai proprio sulla tazza del cesso, perche' il cesso e' l'area piu' protetta della casa e c'e' un solo posto per sedersi. In alcune aree di Fort Worth e Arlington sono rimasti senza energia elettrica per 10 giorni, con temperature di 40-41 gradi (non vuol solo dire "poverini, non avevano l'aria condizionata". Vuol dire che non funzionavano nemmeno i frigoriferi). Dicevo, niente energia elettrica, pero' le linee telefoniche hanno retto. E oltre al computer principale ho un portatile. Nel blocco di appartamenti in cui abitavo abbiamo continuato a informarci sulla situazione tramite il sito del comune (in dial-up, perche' il router non aveva energia elettrica). Cosi' hanno fatto a Arlington. Noi siamo stati in casa. A Arlington si sono messi al riparo. Il risultato e' che a Arlington alcune case sono state distrutte, ma nessuno si e' fatto male. A Fort Worth non e' successo nulla (solo vento a 100 mph) e la gente non si e' mossa da casa a creare problemi ai mezzi di soccorso diretti a Arlington. E, se vuoi, a mettersi in pericolo, perche' il vento a 100 mph devi vederlo. Ora, le linee telefoniche hanno retto e sono quelle che hanno fatto la differenza. Fossero cadute anche quelle le cose sarebbero potute andare in maniera diversa. Se a New Orleans avessero potuto tenere la situazione sotto controllo invece di affidarsi al "ma figurati", magari sul tetto a aspettare i soccorsi non ci sarebbero proprio finiti. E stai tranquillo che un portatile a batterie ce l'hanno tutti, anche i "poveracci". E se no ce l'ha un vicino di casa. Non sappiamo se una rete di comunicazioni funzionante avrebbe cambiato realmente la situazione, perche' non era disponibile. Suppongo di si', ma non c'era, quindi non lo so. La scelta del sindaco di voler coprire "anche" questo aspetto il piu' presto possibile per chiudere il maggior numero di porte mi sembra corretta. Ribadisco che questo favorisce la ripresa, ma gia' "solo" la copertura in caso di situazioni di emergenza giustifica lo sforzo. Per quello che riguarda questo scambio: Quote:
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#116 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Città: Lazio Età: 52 ex mod
Messaggi: 9300
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http://groups.google.it/group/it.art...2fdc638adf89c/ Significativa a tal proposito la conclusione di Arrigo Polillo, il più importante critico e studioso jazz italiano di sempre, nel suo 'Jazz' per Oscar Mondadori, che possiedo: [Quale sia] la reale etimologia e l'iniziale significato del termine jazz è sempre stato controverso e non sarà mai chiarito..." Quanto a Renzo Arbore (che non ha mai brillato per cultura e profondità di pensiero) riporto la divertente e spietata analisi su di lui di uno dei maggiori musicologi ed esperti di jazz italiani, Gianni Morelembaum Gualberto (che non è di sinistra e non è certo antiUSA, essendo nato in Brasile e di origine ebraica): http://groups.google.it/group/it.art...1456f6ecdc1286 "Qualcuno ha un'idea del jazz per turisti che spesso si sente a New Orleans? Arbore ha un'idea del jazz affine, certamente meno idiomatica e più kitsch, perché paga pegno a una cultura arraffazzonata, a una cultura della plastica, della divulgazione in stile Reader's Digest. Arbore è un colonizzato che fa aggio sul proprio essere colonizzato, facendolo passare per un'operazione di recupero. In realtà, qualsiasi forma di revival possiede più dignità, perché ha rispetto per se stessa e per ciò che recupera. Arbore non ha rispetto per se stesso, perché non approfondisce, deliba il suo essere guitto per pretesi acculturati, e non ha rispetto per ciò che finge di recuperare. Il suo modello è Louis Prima (artista di non indifferenti capacità, anche se indirizzato verso un entertainment talvolta assai facilone), però ruminato malamente, senza la conoscenza istintiva che un Louis Prima aveva del jazz. Arbore scimmiotteggia un'era dello Swing di cui ha falsificato un risvolto che forse verrebbe rifiutato persino al Caesar's Palace di Las Vegas. Il jazz che egli propaganda è un'invenzione, a metà fra Pulcinella e Little Italy, appartiene più al filone della tarda commedia all'italiana (quella di riporto, in cui gigioneggiavano i Renzo Montagnani e i Mario Carotenuto, ex-grandi professionisti che giganteggiavano a fianco delle Edwige Fenech di turno. Un linguaggio cinematografico decadente cui, d'altronde, ha dato un contributo non esaltante lo stesso Arbore con pellicole quali "Il Pap'occhio", ecc.) che a un linguaggio musicale realmente esistito. E' un'operazione basata sugli scarti, sui rifiuti, riciclati secondo un'iconografia della meridionalità che potevano possedere i GI che mettevano per la prima volta piede a Napoli senza avere la coscienza di un Norman Douglas o di un John Horne Burns. Come certi film della Lina Wertmuller che, se privati dell'estro ironico, Sembravano riflettere un'idea dell'Italia che pareva partorita da certa classe media americana, così l'idea che del jazz sembra avere Renzo Arbore pare scaturire da un riflesso speculare: un'America inventata per gli italiani, e che nasce dall'ottimismo pre-crisi degli anni Cinquanta, fatta di un jazz immobile e fine a se stesso, di brandelli di swing da ballo, di Glenn Miller, di un finto Benny Goodman, di un finto Louis Prima, e che possiede la funzione che per gli americani (e gli inglesi) avevano i più motivati Charlie Kunz, Liberace, i Percy Faith, i Ray Conniff. Arbore predica il jazz come arte povera, dando per scontato che la disperata allegria di parte del nostro Meridione sia un valore per qualche verso universale, che travalichi la Storia, la società, le etnìe, e che nel suo risvolto di Little Italy abbia in qualche modo lasciato un segno. Egli confonde la Harlem di Chester Himes con il Rione Sanità, non rendendosi conto che la sua Utopia furbesca e ammiccante, priva della dignità dei Vittorio De Sica come dei Nino Taranto, vive di un qualunquismo incolto, non solo a proposito di Harlem, ma anche di Napoli e di un'Italia povera ma jazzarola, di poveri ma belli, in cui i nostri Paul Whiteman, le nostre Boswell e Andrews Sisters si chiamano Pippo Barzizza (che pure, per l'Italia, era un abile Artigiano), Trio Lescano, ecc., ecc. La sua è una Cosmogonia pseudo-ottimista, da imbonitore, fondamentalmente da "canzonettaro", se mi si passa il termine. E' il frutto di una cultura pop priva di una reale coscienza. L'involucro più superficiale di una cultura pop, che alla fine altro non fa che spellare i polli, inventando paradisi artificiali da pochade. Un'America per emigranti, rivista senza il guizzo ironico di un Buscaglione, e un'Italia per emigranti di ritorno e senza il sarcasmo reazionario di un Guareschi in cui, in definitiva, Gigi d'Alessio ha la meglio su Roberto Murolo o su Nino D'Angelo, con l'optional di un "inclusive tour" attraverso una Napoli fatta di stereotipi, di "core 'n mano", di putipù, scetavaiasse, triccaballacche, forse di tammuriello, di cartoline inventate per il folklore immaginario della volgarità, di Pulcinella con mozzarelle di bufala in mano, di Franceschielli e "miseria e nobiltà" con spaghetti alla "pummarola 'n coppa", di processioni private sia del loro paganesimo che della loro cristianità e prese per la sfilata delle anatre da tirassegno, in cui ogni giorno è il giorno del miracolo di San Gennaro, reiterato come uno spettacolino d'avanspettacolo. Un'Italia fintamente innocente, in cui in realtà esiste Novella 2001, fatta passare però per il Corriere dei Piccoli, in cui si vorrebbe fare Sergio Tofano ma in realtà si è un pornografo. Non è solo vecchio il "jazz" (quale?) di Arbore. E' finto, non è mai esistito, come non è mai esistita la canzone napoletana da lui ricreata se non per le truppe che affollavano "La Pelle" di Malaparte, come non è mai esistita l'Italia da Carlo Collodi di scarto che egli propaganda. Intendiamoci, tutto ciò è più che lecito, finché gli si rifiuta credito. E' lecito perché è carro di Tespi, è entertainment, ancorché grossolano. Ed è lecito che vi sia chi lo faccia sino a quando, soprattutto, vi è chi lo gradisce. Così come è perfettamente lecito, per dei professionisti, lavorarvi, tanto più se hanno altri progetti nel cassetto. Perché forse potranno realizzarli con i proventi del proprio lavoro (ché di tale si tratta) con Arbore, e certo non posso non compiacermi se Arbore retribuisce bene i professionisti, indubbiamente abili ed abilissimi, di cui egli fa (furbescamente) uso. Sono d'accordo nel demonizzare l'entertainment, che oltretutto ha sue preziose funzioni. Mi trovo in disaccordo quando invece si pretende di far passare certe operazioni per frutto di sincerità, per riflessi della realtà, per profondi marchingegni linguistici. Si tratta di spettacolo, niente di più e niente di meno. Nulla a che fare con il jazz, la canzone napoletana, la cultura meridionale, ecc., ecc. Spettacolo, non sempre pregevole nelle intenzioni, ma realizzato da professionisti che, in altre vesti, possono fare e dare molto di più. Eccezion fatta per Arbore, che amerebbe essere un Andy Warhol, un Keith Haring e che, in realtà, sempre rimarrà quello che è: un ex-sodale di Gianni Boncompagni." Secondo alcuni studiosi il jazz è il più importante contributo culturale che gli USA hanno dato al ventesimo secolo, più del cinema (che comunque nacque in Europa) e di altre arti. Poi si può non essere d'accordo su questo, Ok. Inoltre da appassionato di jazz, ci tengo a sottolineare che il jazz è nato gradualmente negli USA dall'incontro della cultura nera con quella bianca e stabilire una città di origine precisa è riduttivo; pertanto New Orleans=città del jazz è uno stereotipo. A proposito: www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=498019
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#117 |
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Member
Iscritto dal: Jun 2004
Città: Provincia di Torino
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CNN, 15 dicembre:
-- Bush administration announces plan to spend $3.1 billion on repairs and strengthening of New Orleans levee system. Cavolo, pensano solo a fare il wi-fi.
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