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Old 22-06-2004, 01:33   #1
yourlips
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La stupidità

Mi sono imbattuto in questa cosuccia.. e l'ho trovata a dir poco interessante, riporto solo una delle tre parti in cui si suddivide

Le Leggi di Cipolla ( C.M. Cipolla , scomparso nel 2000, è stato certamente il più grande esperto di storia economica in Italia.)

Sono sempre stato affascinato dalla stupidità.

La mia, naturalmente. E questa è già una grossa fonte di preoccupazione.

Ma le cose si complicano molto quando abbiamo l’occasione di scoprire come persone potenti e influenti prendono “grandi” decisioni con “grandi” conseguenze.

Tendiamo spesso ad attribuire decisioni sbagliate (o catastrofiche) a intenzionale perversità, astuta cattiveria, megalomania, eccetera. Questi comportamenti ci sono – e in esagerata abbondanza. Ma un attento studio della storia (come degli avvenimenti in corso) porta all’inevitabile conclusione che la principale causa di terribili errori è una: la stupidità.

Questo è un fenomeno abbastanza noto. Uno dei modi in cui è riassunto è il cosiddetto Rasoio di Hanlon: «Non attribuire a consapevole malvagità ciò che può essere adeguatamente spiegato come stupidità».

Uno fra tanti esempi di stupidità è l’uso dell’aggettivo “machiavellico” per cose e comportamenti che poco hanno a che fare con l’opera e il pensiero di Nicolò Machiavelli. Abitudine diffusa anche fuori dell’Italia, dove del suo pensiero si sa ancora meno che da noi.

Quando la stupidità si combina con altri fattori (come succede spesso) l’effetto può essere devastante.

Una cosa che mi sorprende (o forse no?) è quanto poco studio si dedichi a un argomento così importante. Ci sono dipartimenti universitari che si occupano delle complessità matematiche dei movimenti delle formiche in Amazzonia o della storia medievale dell’isola di Perim. Ma non mi risulta che ci siano cattedre di stupidologia.

Ho trovato pochi buoni libri sull’argomento. Ce n’è uno che ho letto quando ero un ragazzino – e non ho mai dimenticato. Si chiama A Short Introduction to the History of Human Stupidity di Walter B. Pitkin della Columbia University ed era stato pubblicato nel 1934. L’avevo trovato per caso, molti anni fa, in uno scaffale di vecchi libri in casa di mia madre. Sono andato da lei ieri e ho avuto la lieta sorpresa di scoprire che era ancora lì. Vecchio com’è, è ancora un buon libro. Molte delle osservazioni del professor Pitkin sono di grande attualità dopo più di sessant’anni.

Viene spontanea una domanda: perché un libro di 300 pagine si chiama “breve introduzione”?

Il libro si conclude con un epilogo: «ora siamo pronti a cominciare lo studio della storia della stupidità». Poi... più nulla.

Il professor Pitkin era saggio. Sapeva che un’intera vita è troppo breve per poter approfondire anche solo qualche frammento di un argomento così vasto. Perciò pubblicò l’introduzione – e basta.

Pitkin era cosciente della scarsità di lavori precedenti in quel campo. Mandò una squadra di ricercatori a esplorare gli archivi della Central Library a New York. Trovarono solo due testi sull’argomento: Aus der Geschichte der menschlichen Dummheit di Max Kemmerich e Über die Dummheit di Lewenfeld. Purtroppo non so il tedesco – ma i titoli sono abbastanza chiari. Immagino che Kemmerich e Lewenfeld abbiano avuto abbondanza di materiale per i loro studi, visto ciò che è accaduto in Germania nel 1933 e nei dodici anni seguenti.

Evidentemente esistono molti libri e documenti in cui si parla, in un modo o nell’altro, di stupidità. Ma pochi (che io sappia) in cui si tenta un inquadramento sistematico dell’argomento e si cerca di definire il concetto di stupidità e di individuarne i meccanismi e gli effetti.

Secondo Pitkin, quattro persone su cinque si possono definire “stupide”. All’epoca in cui ha scritto il suo libro erano un miliardo e mezzo di persone. Oggi più di quattro miliardi. Questo, in sé, è piuttosto stupido.

Una fondamentale osservazione di Pitkin è che uno dei motivi per cui è difficile studiare la stupidità è la mancanza di una buona definizione di che cosa sia. Per esempio i geni sono spesso considerati stupidi da una maggioranza stupida (non è facile neppure definire che cosa sia il genio). Ma la stupidità palesemente esiste. E ce n’è molta più di quanto possiamo immaginare nei nostri peggiori incubi. Infatti governa il mondo – cosa ampiamente dimostrata dal modo in cui il mondo è governato.

Qualcuno, 54 anni dopo, ha proposto un’analisi molto interessante della stupidità. Carlo M. Cipolla, professor emeritus di storia dell’economia a Berkeley. Tutti i suoi libri sono in inglese – meno tre. Il primo, Allegro ma non troppo, è stato pubblicato a Bologna da Il Mulino nel 1988.

In quel libro c’è un piccolo saggio intitolato Le leggi fondamentali della stupidità umana. Probabilmente il miglior testo che sia mai stato scritto sull’argomento.

Sono su altri temi, ma molto interessanti, gli altri testi di Carlo Cipolla pubblicati dallo stesso editore. Il ruolo delle spezie (e del pepe in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo (nello stesso volume che contiene le leggi della stupidità). Poi (nel 1994) Tre storie extra vaganti e Vele e cannoni.


Queste sono le cinque Leggi della Stupidità secondo Carlo Cipolla.


Prima legge

Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione

La cosa non è così ovvia come sembra, osserva Cipolla, perché:

a. Persone che ci sembravano razionali e intelligenti si rivelano all’improvviso inequivocabilmente e irrimediabilmente stupide.

b. Giorno dopo giorno, con incessante monotonia, si è intralciati e ostacolati nella propria attività da individui pervicacemente stupidi, che compaiono improvvisamente e inaspettatamente nei luoghi e nei momenti meno opportuni. (Vedi La Legge di Murphy).

Cipolla osserva anche che è impossibile attribuire un valore numerico alla frazione di persone stupide rispetto al totale della popolazione. Qualsiasi stima numerica risulterebbe una sottostima.


Seconda legge

La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona

Se studiamo la frequenza della stupidità fra le persone che fanno le pulizie nelle aule scolastiche, vediamo che è più alta del previsto. Immaginiamo che questo sia dovuto al loro basso livello di educazione – o al fatto che le persone più intelligenti ottengono più facilmente un lavoro più qualificato. Ma quando analizziamo gli studenti e i professori la diffusione è la stessa.

Le femministe militanti, osserva Cipolla, potrebbero irritarsi; ma il fatto è che il fattore stupidità è uguale fra maschi e femmine (o in quanti altri “generi” possiamo considerare). Non c’è alcuna differenza nel “fattore sigma”, come lo chiama Cipolla, per razza, colore, etnia, cultura, livello scolastico eccetera.


Terza (e aurea) legge

Una persona stupida è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno

(Ritorneremo su questo punto perché è l’elemento centrale della teoria di Cipolla).


Quarta legge

Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore

Il che (mi sembra) rivela che le persone non stupide sono un po’ stupide – ma ritornerò su questo tema alla fine.


Quinta legge

La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista

Questa è probabilmente la più nota e meglio capita delle “leggi”, perché è abbastanza ampiamente percepito che le persone intelligenti, per quanto ostili possano essere, sono prevedibili, mentre gli stupidi non lo sono. Inoltre, il corollario

Lo stupido è più pericoloso del bandito

ci porta nel cuore della Teoria di Cipolla: ci sono quattro categorie di persone secondo il modo in cui si comportano in una transazione.


Sprovveduti

Persone che con il loro agire danneggiano se stesse mentre producono un vantaggio per qualcun altro.


Intelligenti

Persone le cui azioni avvantaggiano loro e anche gli altri.


Banditi

Persone che agiscono in modo da trarne vantaggio ma danneggiare gli altri.


Stupidi

Abbiamo già la definizione nella Terza Legge.


.....Tre sorelle della stupidità
(l’ignoranza, la paura e l’abitudine)
Un elenco delle “sorelle” o degli “alleati” della stupidità potrebbe essere lungo. L’osservazione quotidiana dei comportamenti, nostri e altrui, ci insegna che ogni sorta di atteggiamenti e circostanze possono contribuire a renderci stupidi. Ma mi sembra che fra tante ipotesi possibili tre siano particolarmente interessanti. L’ignoranza, la paura e l’abitudine.

Ovviamente queste tre forze si combinano fra loro (e con la stupidità) in un’infinità di modi. La conseguenza dei loro “effetti combinati” non è necessariamente “esponenziale” – e probabilmente non è riducibile ad alcuna costante matematica. Ma somiglia più a una moltiplicazione che a un’addizione.
.........


Come dicevo all’inizio, l’elenco delle sorelle, degli alleati e delle cause della stupidità potrebbe allungarsi quasi all’infinito. Ma credo che non sia inutile pensare a come si combinano, in tanti modi, la stupidità, l’ignoranza, la paura e l’abitudine.

Come la stupidità – anche le sue “sorelle” si moltiplicano e si complicano quando sono “collettive”.

L’ignoranza si diffonde più facilmente della conoscenza. Le convinzioni più sciocche e irragionevoli trovano conferma solo perché sono diffuse e condivise.

La paura diventa catastrofica quando è “di massa” – e anche in ambiti più ristretti si può trasmettere da una persona a un’altra senza alcun reale motivo.

Le abitudini sociali, o di gruppo, diventano spesso passive obbedienze, schiavitù mentali, di cui può essere difficile liberarsi.

L’unione e l’interazione di queste forze possono produrre risultati disastrosi. Ma, d’altro lato, infrangerne una, o anche solo ridurne l’intensità, può aiutarci ad attenuare anche le altre.

Se riusciamo a diventare un po’ meno ignoranti, ad avere un po’ meno paura, a essere un po’ meno prigionieri dell’abitudine, abbiamo una buona possibilità di essere meno stupidi – e così non solo più utili agli altri, ma anche più contenti di noi.


per approfondimenti, o solo per curiosità...

http://www.gandalf.it/stupid/stupidi4.htm

http://www.gandalf.it/stupid/stupidit.htm
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Old 22-06-2004, 01:38   #2
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