ECS D6VAA

ECS D6VAA

Scheda madre ATX dual socket 370 basata sul chipset Via Apollo PRO 133A; 3 banchi DIMM, 5 slot PCI, 1 AMR e 1 AGP. Controller EIDE ATA-100 supplementare con supporto alle configurazioni raid 0,1 e 0+1

di pubblicato il nel canale Schede Madri e chipset
ECS
 

Introduzione

Le schede madri dual processor hanno conosciuto, nell'ultimo anno e mezzo, un discreto successo commerciale; originariamente pensate per l'impiego in workstation e server di una certa potenza, queste schede madri hanno iniziato ad interessare anche il vasto pubblico degli appassionati di hardware quando si è scoperto, ormai poco più di 2 anni fa, che era possibile modificare i processori Intel Celeron SEPP e PPGA per l'impiego in configurazioni biprocessore. Abbinare due processori Intel Celeron su una sola scheda madre permetteva, ai tempi, di avere elevate prestazioni velocistiche con un esborso economico decisamente ridotto.

La presentazione sul mercato di schede dual Socket 370 specificamente pensate per gli appassionati overcloccatori, come la famosissima Abit BP6, ha di fatto sancito un buon successo commerciale per questo genere di piattaforme.

La maggioranza degli appassionati, parlando di sistemi dual processor, ritiene che l'impiego di due processori porti ad un raddoppio delle prestazioni velocistiche del proprio sistema rispetto all'impiego di un solo processore: la potenza di elaborazione del processore raddoppia, quindi tutti i tempi di calcolo si dimezzano. In realtà questa regola è completamente sbagliata: l'impiego di una seconda cpu permette, infatti, di aumentare le prestazioni ma non in una relazione lineare come quella appena descritta. Per poter al meglio comprendere come l'impiego di un secondo processore influenzi le prestazioni complessive è necessario introdurre alcune terminologie:

  • scalabilità: indica l'aumento di prestazioni ottenibile, con una determinata applicazione, utilizzando due processori al posto di uno (oppure quattro processori al posto di due, e via discorrendo); se il rendering di una scena richiede, ad esempio, 100 secondi per essere completato con un processore e 50 secondi con due processori, si otterrà una scalabilità di 2 (100/50), cioè l'impiego del secondo processore porta ad un raddoppio delle prestazioni (nell'esempio, ad un dimezzamento dei tempi di rendering). Quello della scalabilità pari a 2 è un caso teorico, in quanto solo con poche applicazioni ci si avvicina a tale limite ed in genere essa è compresa tra 1 e 1.5.
  • multitasking: si intende la capacità di un computer e del sistema operativo da esso utilizzato di eseguire processi (o applicazioni) indipendenti tra di loro in modo simultaneo, suddividendo le risorse disponibili; ad esempio, compressione di un file e decodifica video effettuate allo stesso tempo.
  • multithreading: all'interno di un'applicazione o processo indica la capacità, da parte del sistema operativo, di suddividere il processo in piccole parti eseguite in modo indipendente l'una dall'altra.

Se si utilizzano due processori è possibile fare in modo tale che uno dei due sia impegnato nell'esecuzione di alcuni calcoli (ad esempio, elaborazioni di dati di un foglio elettronico) mentre l'altro in altre operazioni (ad esempio, compressione di alcuni files) contemporaneamente: questo è un tipico esempio di multitasking, cioè di due o più applicazioni eseguite contemporaneamente in modo indipendente tra di loro. Viceversa, se un particolare software è di tipo multithreading è possibile, utilizzando un secondo processore, fare in modo che alcuni thread vengano processati da una cpu, mentre altri thread dall'altro processore; così facendo, si ottiene una diminuzione dei tempi necessari per eseguire tutti i thread dell'applicazione, pertanto si hanno prestazioni velocistiche superiori. In che misura le prestazioni aumenteranno? In base alla scalabilità del processo.

L'utilizzo di un sistema biprocessore e di un sistema operativo che supporti configurazioni biprocessore permette, pertanto, un vantaggio prestazionale con tutti i tipi di applicazioni eseguite simultaneamente: la natura multitasking del sistema operativo, infatti, permetterà di bilanciare le richieste di potenza di calcolo tra i due processori in modo da minimizzare il tempo di esecuzione. Se si utilizzano applicazioni multithreading, inoltre, è possibile sfruttare i due processori contemporaneamente nell'esecuzione di un ben preciso calcolo, specifico di quell'applicazione: un esempio classico è quello del rendering di una scenda o di un'immagine con 3DStudio Max.

E' bene, inoltre, ricordare che per poter sfruttare la presenza delle due cpu è necessario che il sistema operativo sia pensato per impieghi in dual processor: solo alcuni sistemi operativi, infatti, riconoscono correttamente e utilizzano il secondo processore. Tra questi sistemi operativi vi sono Windows NT, Windows 2000, Linux, Unix, Solaris e BeOS; Windows 95, 98 ed ME, invece, non permettono di sfruttare la presenza della seconda cpu, motivo per il quale è un completo controsenso utilizzare in una configurazione biprocessore uno di questi sistemi operativi.

In queste pagine è stata recensita la scheda madre ECS D6VAA, modello Dual Socket 370 basato su chipset Via Apollo PRO 133A e, pertanto, pensata per l'impiego con due processori Intel Pentium III Coppermine FC-PGA.

 
^