Intervista ad AMD, parte 2: il mercato
Insieme a John Byrne, vice-president of worldwide GPU and Chipset Channel Sales di AMD, analizziamo come a seguito dell'acquisizione di ATI sia cambiato l'approccio di AMD al mercato: da produttore di soli processori ad azienda seriamente impegnata nella produzione di piattaforme complete per una clientela ogni giorno sempre più esigente
di Paolo Corsini pubblicato il 11 Luglio 2007 nel canale Schede VideoATIAMD
I riflessi dell'acquisizione sull'attività commerciale
Hardware Upgrade: buongiorno John: puoi spiegarci qual è la tua posizione in AMD?
John Byrne: sono Vice President of worldwide GPU and Chipset Channel Sales: mi occupo qui di tutto quello che riguarda le vendite di GPU e chipset all'interno del canale e con i nostri partner OEM, coordinando le attività delle divisioni sales e business.
Hardware Upgrade: analizzando l'acquisizione di AMD è evidente come si sia venuto a creare un'azienda nella quale convivono ancora due identità ben precise. Da un lato la tradizionale AMD, dall'altro la parte composta dalle persone provenienti da ATI. Avendo conosciuto molte persone di entrambe la sensazione che si ha è che tutt'ora convivano due distinte identità all'interno di AMD: qual è il tuo punto di vista, visto e considerato che trattando di business legato a GPU e chipset il tuo background è quello di ATI?
John Byrne: Non credo che a seguito dell'acquisizione di ATI da parte di AMD siano sorti problemi dal punto di vista personale, nel contatto professionale tra gruppi provenienti da realtà e da culture aziendali differenti. Nel complesso, un'azienda è formata da persone e come tali possono sussistere problemi relazionali in ogni gruppo nel momento in cui degli individui si trovano ad operare uno accanto all'altro ogni giorno. Per meglio spiegare il mio punto di vista vorrei ritornare con la memoria al quarto trimestre del 2006, periodo nel quale l'acquisizione è stata completata. In quelle settimane, all'interno di ATI, il pensiero ricorrente da parte dei dipendenti era probabilmente il domandarsi se si avesse ancora un lavoro il giorno dopo: passare da un'azienda con 3.500 dipendenti ad una con oltre 14.000 da un giorno all'altro non è cosa semplice e molti hanno pensato che questo potesse portare ad una contrazione del numero di persone impiegate, soprattutto tra le file di coloro che provenivano da ATI.
Hardware Upgrade: ma così non è stato.
John Byrne: infatti: quello che si è verificato è che a seguito dell'acquisizione di ATI da parte di AMD non si sono create posizioni ridondanti all'interno dell'azienda, tali da portare a consistenti esuberi. Alcuni tagli negli uffici ATI di Markham sono stati fatti da subito, in quanto si trattava di posizioni amministrative che sono state interamente sostituite da persone che già operavano in AMD, ma dal punto di vista di reparti vendite, marketing e di ricerca e sviluppo tutto è rimasto invariato, in termini numerici, sin dal primo giorno.
Non solo: in genere quando un'azienda viene acquisita da un'altra si crea un periodo di stallo internamente, nel quale si cerca di capire in che modo nuovi colleghi possano operare assieme. Tale dinamica non si è verificata nella nuova struttura di AMD: da subito sales e marketing hanno iniziato ad operare congiuntamente, permettendo quindi di lavorare assieme promuovendo non più singoli prodotti ma piattaforme ai nostri clienti. Ovviamente coloro che lavoravano in ATI nel settore delle GPU non erano specialisti nel settore delle CPU, e vice versa: la comprensione reciproca dei prodotti disponibili a seguito dell'acquisizione ha sicuramente richiesto tempo affinché le persone potessero operare commercialmente al meglio, ma il processo nel complesso è stato rapido.
Hardware Upgrade: in che termini vedi le differenze operative esistenti tra ATI e AMD, e in che modo sono state inizialmente superate all'interno a seguito dell'acquisizione?
John Byrne: Nel corso degli ultimi anni AMD ha sicuramente operato molto nel canale commercial, sia in termini di clienti che come supporto stampa; per ATI, invece, gli ultimi anni sono stati pressoché al 100% legati al canale consumer. Di conseguenza è stato indubbiamente difficile all'inizio entrare all'interno delle rispettive mentalità commerciali e operative, per le persone ATI e per quelle AMD, così da meglio definire quali fossero i vantaggi tecnologici delle tecnologie sviluppate dalle due aziende e da quel momento unificate sotto un'unica struttura.
Hardware Upgrade: alla luce di questo, possiamo affermare che di fatto la transizione in AMD per le persone che lavoravano in ATI sia stata più semplice per chi occupava le posizioni tecniche, quindi gli ingegneri e gli sviluppatori?
John Byrne: se analizziamo i mercati di CPU, GPU e chipset notiamo come siano caratterizzati da dinamiche commerciali completamente differenti tra di loro; il settore dei processori tende ad essere guidato da novità tecnologiche, nella forma di nuove architetture, che vengono presentate con una periodicità ben definita. Implementata una nuova architettura vengono proposte nel corso del tempo nuove versioni di cpu con clock superiore e magari alcune modifiche architetturali, ma di fatto la sostanza del prodotto resta invariata per molto tempo e questo facilita sia la parte sales che quella marketing. Nel settore delle GPU, e lo stesso vale per i chipset, le dinamiche sono molto più esasperate: nuove tecnologie vengono messe a disposizione del mercato con una periodicità molto più breve e le novità architetturali sono molto più radicali rispetto a quanto sia possibile trovare nel segmento dei processori. E' quindi indubbiamente più semplice per chi ha un background tecnologico seguire le differenti dinamiche di queste due famiglie di prodotti e prenderne familiarità, rispetto a chi opera su livelli commerciali o marketing.







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