Introduzione

Nel panorama delle fotocamere digitali esiste un segmento dalle caratteristiche
ben precise, quello delle compatte 'bridge'. Queste macchine fotografiche
si pongono l'obiettivo di 'fare da ponte' tra il mondo delle compatte e quello
delle reflex, unendo i vantaggi (e gli svantaggi) di entrambe le categorie.
In pratica racchiudono in un corpo macchina simile a quello di una fotocamera
a specchio delle ottiche capaci di ampie escursioni zoom e i vantaggi delle
compatte, tra cui ampia automazione e ottica fissa (che quindi mette al riparo
dalle infiltrazioni di polvere sul sensore).
Negli ultimi tempi si è venuta a creare all'interno del mondo mobile,
una categoria dalle caratteristiche simili che, in questo caso, mira a fare
da ponte tra le fotocamere compatte e i cellulari. Stiamo parlando delle molte
proposte di produttori di telefonini equipaggiate con sensori fotografici in
grado di entrare in concorrenza con fotocamere compatte entry-level magari non
di ultimissima generazione. Questa categoria ha avuto il suo primo forte impulso
con i primi telefoni dotati di sensore da 3.2 megapixel e ora trova, sul mercato
europeo, la sua massima espressione nei moduli fotocamera da 5 megapixel, adottati
dalla maggior parte dei più importanti produttori. Questo per quanto
riguarda i nostri mercati: l'estremo oriente vede già da tempo prodotti
di risoluzioni anche superiore e lo standard del top di gamma pare essere la
risoluzione di 8 megapixel.
Come appare evidente quella che amiamo definire 'la guerra dei megapixel' che pare essersi in parte placata nel segmento delle fotocamere compatte, ora colpisce in pieno il settore dei foto-cellulari. Ci riferiamo alla tendenza dei produttori a sbandierare elevate risoluzioni dei sensori fotografici al fine di attirare i consumatori verso i propri prodotti. In molti casi, però, un'aumento dei pixel registrati dal sensore non corrisponde a una effettiva crescita della qualità dell foto. Anzi, in alcuni casi, la crescita del numero di elementi sensibili sulla superficie del sensore porta a una riduzione della loro dimensione, amplificando i problemi legati al rumore.
Il protagonista di questa recensione, il Sony Ericsson K850i Cyber-shot, si propone di unire l'esperienza nel campo della telefonia del binomio nippo-svedese, al know-how di Sony nel settore della fotografia digitale. Il marchio Cyber-shot è stato infatti dedicato, fino a non molto tempo fa, solo alle fotocamere digitali Sony, cominciando in seguito a indicare i cellulari Sony Ericsson con le più spiccate velleità fotografiche.
Sono diversi gli aspetti che un telefono 'bridge' deve saper far collimare: l'ergonomia telefonica e quella fotografica, la durata della batteria, le dimensioni fisiche e il peso. In questo articolo ci apprestiamo a mettere alla prova il Sony Ericsson K850i sia nella sua veste di cellulare sia in quella di sostituto della fotocamera compatta. |