Stop improvviso per Blue Jay: la nuova scommessa robotica di Amazon già archiviata
Amazon ha interrotto il progetto Blue Jay, nome in codice di un robot multi-braccio per i centri di consegna rapidi testato in South Carolina. Nato come prototipo e sviluppato in poco più di un anno grazie ad AI e modello digitale, il sistema verrà riorientato verso altri programmi di manipolazione robotica all'interno della rete logistica.
di Manolo De Agostini pubblicata il 19 Febbraio 2026, alle 10:11 nel canale WebAmazon
Amazon ha deciso di interrompere il progetto Blue Jay, sistema robotico multi-braccio presentato lo scorso ottobre per l'impiego nei centri di consegna in giornata. La tecnologia, in fase di test in uno stabilimento del South Carolina, non verrà ulteriormente sviluppata nella forma originaria, ma i suoi componenti saranno integrate in altri programmi interni dedicati alla manipolazione automatizzata.
Blue Jay era stato concepito come piattaforma di nuova generazione per assistere gli operatori in attività fisicamente impegnative, come il sollevamento e la movimentazione dei prodotti. Il sistema coordinava più bracci robotici capaci di eseguire simultaneamente operazioni di prelievo, stoccaggio e consolidamento, con l'obiettivo di ridurre il numero di stazioni di lavoro necessarie e ottimizzare lo spazio operativo nei centri logistici.

Dal punto di vista tecnico, uno degli elementi distintivi del progetto era l'adozione di digital twin e modelli di simulazione fisica, strumenti che hanno consentito di completare lo sviluppo in poco più di un anno, una tempistica significativamente inferiore rispetto ad altri sistemi robotici della società. Durante i test, Blue Jay era già in grado di gestire circa il 75% delle tipologie di articoli trattati nei siti Amazon.
Un portavoce dell'azienda ha precisato che Blue Jay era stato lanciato come prototipo, sebbene questo aspetto non fosse stato esplicitato nella comunicazione iniziale. Secondo quanto dichiarato, l'interruzione del progetto non rappresenta un passo indietro nella strategia di automazione, bensì un'accelerazione nell'utilizzo delle tecnologie di base sviluppate per il sistema. Il personale coinvolto è stato riallocato su altre iniziative interne.

La decisione si inserisce in un percorso di evoluzione continua dell'infrastruttura robotica del gruppo, avviato nel 2012 con l'acquisizione di Kiva Systems, operazione che ha costituito il fondamento dell'attuale rete di automazione dei centri di evasione ordini. Nel luglio dello scorso anno Amazon ha superato la soglia di un milione di robot operativi nei propri magazzini.
Parallelamente, l'azienda ha introdotto negli ultimi anni nuovi sistemi come Vulcan, robot a due bracci impiegato nei compartimenti di stoccaggio. Una delle braccia è dedicata al riordino e allo spostamento degli articoli, mentre l'altra integra telecamera e ventose per il prelievo. Il sistema è stato addestrato su dati raccolti da interazioni reali e, secondo Amazon, è in grado di "percepire" le caratteristiche degli oggetti con cui entra in contatto.
Lo stop a Blue Jay evidenzia come, anche in un contesto in cui la robotica è ormai parte strutturale dell'operatività logistica, non tutti i progetti arrivino alla piena implementazione su larga scala. La strategia dichiarata rimane quella di sperimentare nuove soluzioni per migliorare efficienza, sicurezza e condizioni di lavoro, mantenendo però un approccio iterativo in cui prototipi e tecnologie vengono adattati o riallocati in base ai risultati ottenuti sul campo.










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