La Russia rallenta Telegram: nuove restrizioni per l'app di messaggistica di Pavel Durov
La Russia ha imposto restrizioni a Telegram riducendone la velocità di connessione, ufficialmente per motivi di sicurezza. Secondo il fondatore Pavel Durov, l'obiettivo reale è spingere gli utenti verso MAX, un'app sostenuta dal governo
di Francesco Messina pubblicata il 11 Febbraio 2026, alle 09:51 nel canale WebTelegram
La Russia ha iniziato a limitare l'accesso a Telegram, una delle app di messaggistica più utilizzate nel paese, ufficialmente per motivi legati alla sicurezza digitale. Roskomnadzor, l'agenzia statale russa che si occupa di telecomunicazioni e controllo di internet, ha annunciato di aver imposto restrizioni tecniche all'app, accusando Telegram di non fare abbastanza per contrastare le frodi online e per proteggere i dati personali degli utenti.
Le limitazioni consistono principalmente nel cosiddetto throttling, una riduzione della velocità di connessione all'applicazione. Questo ha causato numerosi disagi agli utenti russi: molti segnalano difficoltà di accesso, caricamenti lenti dei messaggi e problemi nel download di contenuti multimediali. Sebbene Roskomnadzor abbia comunicato ufficialmente la decisione solo martedì, le segnalazioni di malfunzionamenti circolano da giorni, suggerendo che le restrizioni fossero già attive prima dell'annuncio pubblico.
Questa mossa si inserisce in una strategia più ampia di controllo dei servizi digitali da parte del governo russo. Negli ultimi anni, Mosca ha rafforzato la sua presa sui social media e sulle piattaforme di comunicazione, considerate strumenti potenzialmente pericolosi per la stabilità politica e il controllo dell'informazione.

Telegram non ha un buon rapporto con la Russia
Telegram ha una storia particolarmente complessa con le autorità russe. Tra il 2018 e il 2020 il governo aveva già tentato di bloccarla, senza successo, a causa delle difficoltà tecniche nel impedire l'accesso a un servizio fortemente decentralizzato. In quel periodo, l'azienda decise anche di spostare la propria sede negli Emirati Arabi Uniti, una scelta interpretata come un modo per sottrarsi alle pressioni del Cremlino.
Il fondatore di Telegram, Pavel Durov, ha reagito duramente alle recenti restrizioni. Secondo lui, le giustificazioni ufficiali di Roskomnadzor sarebbero solo un pretesto: l'obiettivo reale sarebbe quello di spingere gli utenti russi verso MAX, un'app di messaggistica sostenuta dal governo. Diversi esperti e dissidenti temono che MAX possa essere utilizzata come strumento di sorveglianza, consentendo alle autorità di monitorare le conversazioni private dei cittadini.
Le limitazioni a Telegram rappresentano quindi un nuovo capitolo nello scontro tra il governo russo e le piattaforme digitali indipendenti, sollevando interrogativi sulla libertà di comunicazione e sulla privacy degli utenti in Russia.










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10 Commenti
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Barzottov se la passa meglio
Semmai sarei curioso di sapere chi fornisce le tecnologie usate per il blocco., dubito che si producano quella roba in casa.
edit: sono andato a vedere su telegram i gruppi binari russi dove postano video e foto e scrivono rigorosamente in lingua russa, nulla sembra cambiato per cui l'ipotesi e' che il materiale postato, magari lentamente ma, passa lo stesso.
Stamattina la notizia che hanno bloccato whatsapp, e a quanto pare il blocco riesce bene e non funziona nulla, anche se dalle news russe scrivono che "e' stato rallentato"; non ci sono dettagli se il blocco riguardi solo delle areee specifiche o l'intero territorio russo.
edit2: telegram funziona ancora ma e' evidente che c'e' un calo nel traffico; nei canali dove distribuiscono file binari il volumen del traffico e' pressapoco dimezzato. I filmati di guerra che arrivano dalle regioni russe colpite, arrivano come prima.
In modalita' blacklist e' impossibile visitare i siti che sono stati inseriti in lista nera.
In modalita' whitelist e' possibile visitare solo i siti che sono inseriti in lista bianca.
Questa modalita' purtroppo taglia fuori qualsiasi scappatoia!
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