Internet Archive, le battaglie legali sono alle spalle, ma il conto (non solo economico) è salato
Internet Archive ha chiuso tutte le maggiori cause legali sul copyright, ma il fondatore Brewster Kahle lamenta la perdita irreparabile della biblioteca digitale e il danno culturale causato dalle controversie con editori e case discografiche
di Andrea Bai pubblicata il 05 Novembre 2025, alle 13:01 nel canale WebInternet Archive ha superato le sue battaglie legali più importanti, ma il prezzo pagato dall'organizzazione no-profit è stato estremamente alto secondo il suo fondatore Brewster Kahle.
Le controversie legali che hanno coinvolto Internet Archive negli ultimi anni hanno riguardato principalmente due ambiti: la biblioteca digitale Open Library e il progetto Great 78 dedicato alla preservazione di registrazioni musicali storiche. Nel primo caso, quattro grandi editori tra cui Hachette Book Group, HarperCollins Publishers, John Wiley & Sons e Penguin Random House hanno citato in giudizio l'organizzazione accusandola di scansionare illegalmente opere protette da copyright e fornire accesso gratuito al pubblico online.
Questa causa ha visto la sconfitta in appello, lo scorso anno, per Internet Archive, con conseguenze devastanti per il servizio di prestito digitale. La decisione della corte d'appello ha costretto l'organizzazione a rimuovere centinaia di migliaia di libri digitali dalla sua biblioteca, un colpo che il fondatore Kahle descrive come un momento in cui "il mondo è diventato più stupido".
Chris Freeland, direttore dei servizi bibliotecari di Internet Archive, aceva allora espresso delusione per la decisione della corte d'appello e che continuerà a "difendere i diritti delle biblioteche di possedere, prestare e preservare libri". L'Internet Archive afferma di avere più di venti milioni di libri e testi scaricabili gratuitamente, insieme a una collezione di 2,3 milioni di ebook moderni che possono essere presi in prestito in modo simile a una biblioteca tradizionale. Tuttavia, circa cinquecentomila libri sono stati rimossi dalla biblioteca in seguito alla causa intentata dagli editori.

Accanto alla battaglia sui libri, Internet Archive ha dovuto affrontare una causa ancora più costosa intentata da una coalizione di etichette discografiche tra cui Universal Music Group e Sony Music Entertainment. La controversia riguardava il progetto Great 78, un'iniziativa avviata nel 2017 con l'obiettivo di digitalizzare i dischi in gommalacca, il formato predominante per la musica registrata dalla fine del 1800 fino alla metà del XX secolo, quando il vinile prese il sopravvento.
L'accusa delle etichette nei confronti di Internet Archive è stata quella di aver "riprodotto volontariamente" migliaia di registrazioni audio protette senza autorizzazione del copyright. Nella causa si chiedevano 150 mila dollari come risarcimento danni per ogni registrazione che, secondo le accuse, riguardavano ben 2749 brani protetti da diritto d'autore, a cui, durante il procedimento, se ne sono aggiunti ulteriori 2000 per un totale di oltre 600 milioni di risarcimento danni. La controversia si è poi conclusa lo scorso mese con un patteggiamento riservato di cui non sono disponibili i dettagli, e il valore dell'accordo difficilmente sarà mai reso pubblico.
Il progetto Great 78 mirava a garantire la sopravvivenza di un vasto materiale culturale capace di fornire un'idea di come "suonasse l'America" nella prima metà del XX secolo. "È fantastico, profondo e meraviglioso. E vogliono che sparisca tutto", ha commentato Kahle ad Ars Technica.
Il fondatore di Internet Archive non nasconde l'amarezza, poiché l'epilogo delle cause ha un impatto che va oltre il semplice aspetto economico/finanziario. "Siamo sopravvissuti ma ha spazzato via la biblioteca" ha dichiarato Kahle. Inoltre le vicende rappresentano un precedente importante nel dibattito sui diritti d'autore nell'era digitale.
Al momento, però, l'orizzonte sembra sgombro da nubi, e Internet Archive ha confermato che non vi sono "minacce attive" alle sue raccolte rimanenti e che può continuare nella sua missione di archiviazione e preservazione digitale: lo scorso 22 ottobre Internet Archive ha festeggiato i mille miliardi di pagine web archiviate, un traguardo che testimonia l'impegno di fornire "accesso universale a tutta la conoscenza" protrattosi per quasi tre decenni.










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