Il CEO di NVIDIA svela il suo approccio quotidiano all'uso dell'IA: non fidatevi di una sola AI
Jensen Huang, CEO di NVIDIA, ha spiegato come utilizza ogni giorno diverse intelligenze artificiali per confrontare le risposte e stimolare il pensiero critico. Durante un'intervista alla CNN, ha descritto l'IA come un tutor personale e ha paragonato il suo uso a una consultazione medica con più specialisti.
di Manolo De Agostini pubblicata il 15 Luglio 2025, alle 06:01 nel canale WebNVIDIA
Durante un'intervista rilasciata al programma GPS di Fareed Zakaria della CNN (via Business Insider), Jensen Huang, CEO e cofondatore di NVIDIA, ha raccontato il suo approccio quotidiano all'intelligenza artificiale.
Il massimo dirigente dell'azienda più capitalizzata al mondo non si limita all'uso passivo di un singolo strumento, ma sulla continua interazione con più modelli per ottenere risposte sempre più affidabili e approfondite.
"Quando ricevo una risposta da un'IA, non mi limito ad accettarla. Di solito chiedo: 'Sei sicura che questa sia la miglior risposta che puoi darmi?'", ha spiegato Huang durante l'intervista. E poi ne consulta più di una e farebbe in modo che si criticassero a vicenda le risposte.

Il CEO di NVIDIA ha poi aggiunto: "Questo non è diverso dall'ottenere tre opinioni mediche. Tre opinioni da tre dottori. Faccio la stessa cosa: pongo la stessa domanda a più AI e chiedo loro di confrontare le rispettive risposte e fornirmi la migliore tra tutte".
Secondo Huang, l'intelligenza artificiale è ormai uno strumento indispensabile nella sua vita quotidiana, tanto da definirla "un tutor che uso ogni giorno". Durante un intervento al Milken Institute Global Conference dello scorso maggio, il dirigente ha raccontato di partire spesso da richieste semplici per poi approfondire progressivamente l'argomento: "In aree per me nuove, potrei dire: 'Inizia spiegandomelo come se avessi 12 anni' e poi, nel tempo, approfondiamo fino a un livello da dottorato".
Le dichiarazioni arrivano anche in risposta a una riflessione proposta dal giornalista Fareed Zakaria, che ha citato uno studio del MIT (contestato) sul possibile impatto cognitivo dell'uso delle AI generative. Secondo la ricerca, strumenti come ChatGPT possono comportare un "costo cognitivo" per l'utente. Huang, però, ha espresso una visione opposta: "Non ho letto quello studio, ma uso l'IA letteralmente ogni singolo giorno e penso che le mie capacità cognitive stiano in realtà migliorando".
"Non so esattamente per quale motivo la gente lo usi per non dover pensare, ma devi pensare", ha detto Huang. "Quando interagisco con l'intelligenza artificiale, è come se fosse un sistema interrogativo. Gli stai ponendo delle domande. Per formulare buone domande, devi pensare. Devi essere analitico. Devi ragionare autonomamente", ha aggiunto.
Huang non è l'unico CEO del settore tecnologico ad aver raccontato pubblicamente il proprio uso dell'IA. Anche Satya Nadella, CEO di Microsoft, ha dichiarato a Bloomberg di utilizzare quotidianamente strumenti come Copilot per gestire la posta elettronica e prepararsi agli incontri di lavoro.










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5 Commenti
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Non bisogna fidarsi nemmeno di certe caxxate che spari nei keynoteIl problema è che la gente non pone buone domande, se non la solita: "Fammi questo". Fine.
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