Google sotto assedio: richieste di danni per 12 miliardi di euro dai comparatori prezzi UE
Dopo la storica multa antitrust del 2017, Google si trova ora a fronteggiare una raffica di cause civili in tutta Europa: i principali siti di comparazione prezzi chiedono risarcimenti per oltre 12 miliardi di euro.
di Lorenzo Tirotta pubblicata il 13 Maggio 2025, alle 10:25 nel canale WebOrigine della disputa: la multa UE e le accuse di abuso
Tutto nasce dalla storica decisione della Commissione Europea del 2017, che inflisse a Google una multa di 2,4 miliardi di euro per aver abusato della sua posizione dominante nel settore della ricerca online. Secondo Bruxelles, Google avrebbe favorito sistematicamente il proprio servizio di comparazione prezzi, Google Shopping, penalizzando la visibilità e il traffico dei concorrenti nei risultati di ricerca.
Dopo anni di ricorsi e sospensioni, nel 2024 il tribunale europeo ha confermato la violazione delle norme antitrust da parte di Google. Questo ha spianato la strada a una serie di cause civili, i cosiddetti “follow-on lawsuits”, in cui le aziende danneggiate non devono più dimostrare la responsabilità di Google, ma solo quantificare i danni subiti.
Chi sono i protagonisti e quanto chiedono: in ballo 12 miliardi di euro
Secondo Bloomberg, sono almeno 12 i procedimenti civili pendenti in sette paesi europei, con richieste di risarcimento che superano i 12 miliardi di euro. Ecco alcuni dei principali attori e le cifre in gioco:
A guidare la carica italiana è il gruppo Moltiply, proprietario di Trovaprezzi, che chiede quasi 3 miliardi di euro per i danni subiti tra il 2010 e il 2017. Secondo Moltiply, Google avrebbe ostacolato la crescita di 7Pixel (società che gestisce Trovaprezzi) sia in Italia che in Europa, alterando il normale funzionamento del mercato.
La posizione di Google
Google ha respinto con forza le accuse e definisce “esorbitanti” le richieste di risarcimento, sostenendo di aver già implementato tutte le misure richieste dalla Commissione e di aver favorito la crescita del settore dei comparatori prezzi dopo il 2017. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che “l’industria è oggi più competitiva e prospera proprio grazie ai cambiamenti introdotti”. Google non ha però voluto rendere noto il numero esatto di cause ricevute né l’ammontare totale delle richieste.












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