AI Overviews, AI Mode e YouTube sotto la lente della Commissione Europea: indagine formale antitrust per Google
La Commissione europea sospetta che Google utilizzi i contenuti di editori web e creatori YouTube per alimentare i propri servizi di intelligenza artificiale generativa senza un’adeguata remunerazione e senza offrire un reale diritto di rifiuto, con possibili effetti anticoncorrenziali su editori, creatori e sviluppatori rivali di IA
di Andrea Bai pubblicata il 09 Dicembre 2025, alle 11:30 nel canale WebLa Commissione europea ha annunciato l’apertura di un’indagine formale per valutare se Google abbia violato le regole dell’Unione europea in materia di concorrenza attraverso il modo in cui gestisce determinati servizi digitali. L’attenzione dell’esecutivo Ue riguarda l’uso dei dati e l’integrazione dell’IA nei servizi di ricerca e nelle piattaforme di contenut, che vede il rischio di un uso squilibrato del potere di mercato.
Secondo la comunicazione ufficiale, l’indagine mira a chiarire se l'uso dei contenuti di editori e creatori, e i contenuti caricati sulla piattaforma di condivisione video online YouTube, per i suoi servizi AI abbia violato le regole sulla concorrenza, in particolare se Google stia distorcendo la concorrenza imponendo termini e condizioni iniqui agli editori e ai creatori di contenuti, o concedendosi un accesso privilegiato a tali contenuti, svantaggiando così gli sviluppatori di modelli di IA concorrenti. La Commissione sottolinea che l’apertura di un procedimento non anticipa l’esito finale ma consente un’analisi approfondita del comportamento dell’azienda.
Le pratiche sotto esame
Nel mirino di Bruxelles rientrano in particolare due funzionalità di ricerca basate su IA – AI Overviews e AI Mode – oltre all’uso dei contenuti caricati su YouTube per addestrare i modelli generativi di Google. Questi elementi, se combinati con la posizione dominante del motore di ricerca e di YouTube, potrebbero consentire a Google di consolidare ulteriormente il proprio ecosistema a scapito di editori, creatori e concorrenti nei servizi di IA.
AI Mode è una delle modalità di ricerca di Google che abbiamo ormai imparato a conoscere, strutturata come una sorta di chatbot e che risponde alle domande degli utenti in forma conversazionale, anche con domande di follow-up e approfondimenti. AI Mode sfrutta contenuti provenienti dal web e dati in tempo reale, integrandoli nelle risposte dell’IA per gestire richieste complesse e multi-step. AI Overviews sono invece i "riassuntini" che Google mostra prima di tutti gli altri risultati di ricerca e che spesso hanno l'effetto, direttamente nella pagina dei risultati, di esaurire qualsiasi "sete di conoscenza" che l'utente possa manifestare senza ulteriore necessità di andare a consultare altre pagine web.
L’indagine europea vuole chiarire in che misura la generazione delle risposte in AI Mode si basi su contenuti di editori web senza una remunerazione proporzionata e senza che questi possano opporsi senza rischiare di compromettere il proprio posizionamento su Google Search. In questo quadro, la combinazione tra capacità dell’IA e centralità del motore di ricerca potrebbe rafforzare la dipendenza degli editori, riducendo le loro opzioni negoziali e, potenzialmente, la pluralità dell’offerta informativa.

Un altro fronte riguarda l’utilizzo dei video e di altri contenuti caricati su YouTube per addestrare i modelli di intelligenza artificiale generativa di Google. I creatori che caricano video sulla piattaforma sono tenuti ad accettare condizioni che includono la possibilità per Google di utilizzare tali dati per molteplici scopi, tra cui l’addestramento dell’IA, senza un compenso specifico per questa attività.
Secondo le preoccupazioni della Commissione, i creatori non avrebbero la possibilità effettiva di caricare contenuti su YouTube mantenendo il controllo sull’uso dei propri dati per l’IA, poiché l’accettazione di queste condizioni è un presupposto per utilizzare la piattaforma. Allo stesso tempo, gli sviluppatori rivali di modelli generativi sono esclusi dall’uso dei contenuti di YouTube per il training, in quanto le policy del servizio glielo vietano, con il rischio che Google possa beneficiare in modo esclusivo di un vastissimo patrimonio di dati audiovisivi.
Le prossime fasi del procedimento
La Commissione europea intende verificare se Google abbia imposto condizioni commerciali ingiuste agli editori e ai creatori, sfruttando la propria posizione nei mercati della ricerca e della condivisione video per ottenere contenuti da utilizzare nei servizi di IA senza una remunerazione adeguata. In parallelo, verrà esaminato se le restrizioni introdotte da Google ostacolino lo sviluppo di modelli di IA concorrenti, che non possono accedere alle stesse risorse di dati.
Le possibili conseguenze includono un ulteriore rafforzamento del vantaggio competitivo di Google nell’IA generativa, a danno sia degli editori e dei creatori – che potrebbero vedere ridotto traffico, lettori e ricavi – sia degli sviluppatori rivali di IA, che si troverebbero in svantaggio nell’accesso ai dati.
L’iniziativa della Commissione si inserisce nella più ampia strategia Ue per garantire mercati digitali più equi e contestabili, in linea con l’applicazione delle norme antitrust e con il quadro normativo che disciplina le grandi piattaforme. Un eventuale accertamento di violazioni potrebbe portare all'adozione di rimedi strutturali o comportamentali, oltre che a sanzioni significative.
Con l’apertura dell’indagine, la Commissione inizierà una fase di raccolta di informazioni e di confronto con Google, con i concorrenti e con altri soggetti interessati, per valutare in modo dettagliato gli effetti delle pratiche contestate. Non sono previsti tempi prestabiliti per la conclusione, poiché la durata dipende dalla complessità del caso e dal livello di cooperazione delle parti coinvolte.
Nel corso del procedimento, Google avrà la possibilità di presentare osservazioni e di proporre eventuali impegni per rispondere alle preoccupazioni della Commissione, qualora emergano. L’esito potrà andare dall’archiviazione del caso all’adozione di una decisione che accerti un’infrazione, con eventuali misure correttive mirate a ripristinare una concorrenza effettiva nel mercato interessato.










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