Ancora allarme sui rischi delle nanoparticelle
Condotti due studi separati che dimostrano la tossicità delle nanoparticelle per l'organismo umano. La ricerca ora va avanti per trovare una soluzione in grado di annullare gli effetti dannosi
di Andrea Bai pubblicata il 16 Aprile 2007, alle 16:45 nel canale SistemiLo scorso anno abbiamo parlato dei possibili rischi per la salute dell'uomo legati al sempre più crescente impiego di nanotecnologie e nanoparticelle nei più disparati campi tecnici, da quello chimico a quello medico passando per quello informatico e fisico.
E' di questi giorni una nuova allerta, lanciata dall'Università della California in San Diego e dal Veterans Affairs Medical Healtcare System, i quali pongono la propria attenzione in modo particolare alle nanoparticelle magnetiche.
Le nanoparticelle magnetiche, tipicamente costituite da ossido di ferro, sono impiegate per una migliore resa delle immagini prodotte dai dispositivi per la risonanza magnetica: iniettando nell'organismo queste nanoparticelle è possibile ottenere immagini a più alto contrasto che permettono una migliore individuazione delle cellule cancerose. Non solo: le nanoparticelle possono essere impiegate anche a scopi terapeutici, proprio per combattere il cancro.
Partendo dal principio che le cellule cancerose sono meno resistenti al calore rispetto alle cellule sane, è possibile "riscaldare" le nanoparticelle di ossido di ferro tramite un campo magnetico esterno all'organismo, ed eliminare in questo modo le cellule malate.
Tuttavia, una serie di recenti esperimenti ha messo in luce come le particelle di ossido di ferro inferiori ai 10 nanometri di diametro possono limitare con la crescita delle cellule nervose. Secondo gli studi, infatti, le cellule nervose entrerebbero in uno stato "latente" quando si trovano in presenza delle particelle di ossido di ferro, limitando quindi la propria interazione con altre celle, invece di rispondere ai segnali elettrochimici dell'organismo.
Entrambe le istituzioni hanno sottolineato come la National Science Foundation (NSF) attualmente sia molto più impegnata e attiva sul fronte dello sviluppo dei nanomateriali piuttosto che sulla ricerca per indagare ed eventualmente prevenire gli effetti tossici sull'organismo umano. Nel corso del 2007 solo un decimo dei fondi stanziati nel campo delle nanotecnologie sarà destinato a studi relativi alla salute umana.
Il problema di fondo, fino ad ora, è stato quello di assumere come biocompatibili le nanoparticelle magnetiche, ed impiegarle di conseguenza per scopi terapeutici e di diagnosi, quando invece gli studi appena citati dimostrerebbero l'esatto contrario.
L'Università della California sta ora cercando di sviluppare una serie di accorgimenti e metodi in grado di ridurre i livelli di tossicità di queste nanoparticelle. Una delle prime soluzioni in fase di studio prevede la copertura di queste nanoparticelle con uno strato di materiale biocompatibile e non tossico.
Una serie di test separati, condotti dal National Institute of Standard and Technology (di seguito NIST) ha invece evidenziato come la presenza nell'organismo di nanotubi di lunghezza inferiore ai 200 nanometri può interferire con le cellule polmonari. In particolare quando uno di questi nanotubi viene assorbito da una di queste cellule, si può riscontrare un livello di tossicità che in alcuni casi può portare alla morte della cellula stessa.
La buona notizia è tuttavia rappresentata dal fatto che per la maggior parte delle applicazioni elettroniche i nanotubi sono caratterizzati da lunghezze maggiori di 200 nanometri. Il NIST sta pianificando ora una serie di ricerche per una nuova progettazione dei nanotubi e per metodi di produzione che consentano di ridurre notevolmente i rischi per la salute.










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47 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoèèèèèèèèèèèèèèè????????
Ma che ca....??Cioè stare con i miei amati aggeggi mi comporta dei problemi alle cellule nervose!?
Ecco perchè certe volte quando gioco mi viene voglia di.....
Hai ragione, che ce ne frega a noi!
il fatto che "far arruginire"
insomma non bisogna allarmarsi pià del dovuto..ma riflettere e tenere gli occhi aperti come giustamente F-22 RAPTOR
Le nanoparticelle che ci ritroviamo in corpo provengono da un'infinita' di fonti: inceneritori e prodotti alimentari industriali per fare due semplici esempi. Queste particelle (anche alcune microparticelle) non vengono espulse dall'organismo e con il tempo possono creare problemi seri alle cellule.
Da questo indirizzo http://www.arcoiris.tv/modules.php?...que&id=4631 si puo' scaricare un'interesante conferenza in italiano sul problema in questione
E del famigerato diidrogeno monossido cosa mi dite ??? Lo sapete che è contenuto in quasi tutti gli alimenti e che è usato nella stragrande maggioranza dei processi industriali ?? E' una vergogna! Nessuno che mette in risalto queste cose!!
Date un'occhiata qua:
http://www.l-d-x.com/dhmo/environment.html
Questo per dire che le nanoparticelle sono già più vicine di quanto si pensi, e che i famosi "termovalorizzatori" sono pericolossissimi, altro che innoqui e non basta chiamarli in una maniera più facoltosa o girare attorno alla loro nuova tecnologia, perchè le cose stanno proprio così, e la scoperta è stata fatta da 2 ricercatori italiani con tanto di prove e strumenti.
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