Poste Italiane: dati di milioni di utenti spuntano sul dark web, ma l'azienda nega il maxi attacco

Poste Italiane: dati di milioni di utenti spuntano sul dark web, ma l'azienda nega il maxi attacco

Sul dark web circolano presunti database con milioni di credenziali collegate a Poste.it. L'allarme arriva da esperti di cybersicurezza, ma Poste Italiane assicura: nessuna violazione dei propri sistemi

di pubblicata il , alle 16:57 nel canale Sicurezza
Poste ItalianePosteMobile
 

Un presunto archivio contenente oltre un milione di dati personali collegati a Poste.it è stato segnalato nelle ultime ore su forum del dark web. L'annuncio, diffuso da un threat actor privo di precedenti verificabili e noto come Disease, è stato intercettato dall'esperto di cybersicurezza Andrea Draghetti, che ha pubblicato un'analisi su LinkedIn. Il campione diffuso online comprende 16 record con nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo email, password in chiaro e numero di telefono. Lo stesso attore criminale sostiene di possedere milioni di informazioni simili, senza però fornire ulteriori prove.

Secondo Draghetti, la provenienza dei dati non sarebbe riconducibile a un attacco diretto ai sistemi centrali di Poste Italiane, bensì a malware logs raccolti da dispositivi infettati. In pratica, i cybercriminali potrebbero aver sfruttato credenziali già rubate in passato tramite malware per accedere ai profili online degli utenti.

La ricostruzione è stata confermata anche da fonti del settore, come sottolineato in un commento su X dalla ricercatrice Claudia Giuliani, che ha ribadito l'importanza di considerare questi dump come raccolte di credenziali sottratte tramite infezioni locali e non come intrusioni ai sistemi aziendali.

La risposta ufficiale di Poste Italiane è arrivata rapidamente: "Non si è verificata alcuna sottrazione, né trasferimento di dati dai sistemi informativi aziendali. L'operatività e la sicurezza dei servizi digitali non hanno subito compromissioni. Le credenziali pubblicate non provengono da una violazione dei sistemi del Gruppo", precisa la nota. L'azienda, aggiunge, sta collaborando con le Autorità per fare chiarezza.

Il Gruppo ribadisce che la sicurezza resta prioritaria e raccomanda agli utenti di non condividere mai le proprie credenziali, di cambiare regolarmente la password e di evitare l'uso delle stesse chiavi di accesso per più servizi. Una prassi semplice ma fondamentale per ridurre il rischio di esposizione a data leak di questo tipo.

Poste

Al momento, l'effettiva disponibilità del presunto milione di record resta una dichiarazione non verificata. Gli unici dati concreti sono i 16 campioni diffusi dal threat actor, che però bastano a tenere alta l'attenzione sulla gestione delle credenziali da parte degli utenti e sulla circolazione di archivi compromessi nel sottobosco del web.

16 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
R@nda17 Settembre 2025, 16:59 #1
ma Poste Italiane assicura, nessuna violazione dei propri sistemi:
li abbiamo venduti
giovanni6917 Settembre 2025, 17:34 #2
Per chi ha un account di Poste, davvero nell'Area Personale appaiono TUTTI i seguenti:

nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo email, password in chiaro e numero di telefono

?
sidewinder17 Settembre 2025, 17:36 #3
Se negano, meritano la denuncia per violazione GDPR
postillo17 Settembre 2025, 18:04 #4
come fanno ad avere le pwd in chiaro se le aziende devono (secondo gdpr) averle nel db già cifrate (e magari pure con salt)?
marcram17 Settembre 2025, 18:16 #5
Originariamente inviato da: postillo
come fanno ad avere le pwd in chiaro se le aziende devono (secondo gdpr) averle nel db già cifrate (e magari pure con salt)?

Perché, come scritto, probabilmente non provengono dal database delle Poste.
Sono dati raccolti in altro modo (malware, phishing, ecc...)
demon7717 Settembre 2025, 18:49 #6
Originariamente inviato da: marcram
Perché, come scritto, probabilmente non provengono dal database delle Poste.
Sono dati raccolti in altro modo (malware, phishing, ecc...)


Possibile.. ma raccattarne addirittura un milione con questo sistema mi pare troppo.. poi boh.
agonauta7817 Settembre 2025, 19:09 #7
Racconto la mia storia di 3 anni fa
Avevo Acquistato una Postepay ricaricabile in ufficio postale con contestuale ricarica al momento della consegna
Rimase in busta chiusa e sigillata nel cassetto ma potevo controllare il saldo via app
Premetto che dovevo regalarla e non l'avevo mai usata su nessun sito per cui non capisco come la trovai dimezzata con microtrasazioni da 5 euro in poche ore
Ho fatto richiesta e dopo alcuni mesi mi rimborsarono tutto , da quel giorno mai più postepay
AlPaBo17 Settembre 2025, 20:14 #8
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/sicur...cco_143596.html
Sul dark web circolano presunti database con milioni di credenziali collegate a Poste.it. L'allarme arriva da esperti di cybersicurezza, ma Poste Italiane assicura: nessuna violazione dei propri sistemi
Click sul link per visualizzare la notizia.

Secondo Draghetti, la provenienza dei dati non sarebbe riconducibile a un attacco diretto ai sistemi centrali di Poste Italiane, bensì a malware logs raccolti da dispositivi infettati


Vedo che molti commentatori non sono capaci di passare dal titolo alla lettura dell'articolo.

Come è chiaramente detto, i dati non sono stati acquisiti dai server di Poste. Ma l'ansia di mostrarsi come quelli che sanno ha spinto diversi individui a pontificare di cose che evidentemente non sanno.

Per favore, imparate a leggere prima di scrivere.
Arioch17 Settembre 2025, 21:32 #9
Originariamente inviato da: agonauta78
Racconto la mia storia di 3 anni fa
Avevo Acquistato una Postepay ricaricabile in ufficio postale con contestuale ricarica al momento della consegna
Rimase in busta chiusa e sigillata nel cassetto ma potevo controllare il saldo via app
Premetto che dovevo regalarla e non l'avevo mai usata su nessun sito per cui non capisco come la trovai dimezzata con microtrasazioni da 5 euro in poche ore
Ho fatto richiesta e dopo alcuni mesi mi rimborsarono tutto , da quel giorno mai più postepay


L'anno scorso a mia moglie qualche dipendente delle poste ha rubato la nuova carta libretto che doveva essere consegnata nel mese della scadenza della vecchia, essendo in possesso di tutti i suoi dati e chiamando con l'identificativo delle Poste Italiane è riuscito ahimè a farsi dare il pin e a prelevare 600€.
a seguito della denuncia ai carabinieri le poste hanno riconosciuto una responsabilità parziale, concedendo un rimborso di 300€.
ho immediatamente trasferito il saldo del c.c.p. e l'accredito dello stipendio su un altro conto (BBVA), e alle poste lascio quanto basta per pagare le fatture telepass (perchè non posso fare altrimenti).
Poste Italiane deve morire, non fanno bene niente, nè la banca, nè il corriere, nè l'operatore telefonico...
barzokk17 Settembre 2025, 21:44 #10
Originariamente inviato da: agonauta78
Racconto la mia storia di 3 anni fa
Avevo Acquistato una Postepay ricaricabile in ufficio postale con contestuale ricarica al momento della consegna
Rimase in busta chiusa e sigillata nel cassetto ma potevo controllare il saldo via app
Premetto che dovevo regalarla e non l'avevo mai usata su nessun sito per cui non capisco come la trovai dimezzata con microtrasazioni da 5 euro in poche ore
Ho fatto richiesta e dopo alcuni mesi mi rimborsarono tutto , da quel giorno mai più postepay

IDEM ! è successo a maggio.
Postepay ricevuta a casa (era la sostituzione di una in scadenza)
mai usata nè su internet, nè nei negozi
Raffica di microtransazioni da 5 euro
Fatto richiesta, e rimborsato il giorno dopo (non come te dopo mesi)

per evitare il problema basta tenere disattivato l'uso su internet, e attivarlo alla bisogna....

però allora meglio usare il contante

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^