Gli USA vogliono controllare i chip AI nel mondo: licenze globali per l'hardware di NVIDIA e AMD?
Gli Stati Uniti starebbero preparando un nuovo regime di controllo sulle esportazioni di acceleratori per l'intelligenza artificiale prodotti da aziende come NVIDIA e AMD. Le regole prevederebbero un sistema di licenze globale basato sulla potenza di calcolo dei sistemi AI, con requisiti più stringenti per i grandi cluster e il coinvolgimento diretto dei governi.
di Manolo De Agostini pubblicata il 06 Marzo 2026, alle 08:56 nel canale Server e WorkstationGli Stati Uniti starebbero valutando un grande rinnovamento normativo in tema di controllo delle esportazioni di hardware destinato all'intelligenza artificiale, con potenziali implicazioni globali per aziende come NVIDIA e AMD. Secondo diverse indiscrezioni, l'amministrazione guidata da Donald Trump starebbe preparando regolamenti che introdurrebbero un sistema di licenze per gran parte delle spedizioni di acceleratori AI verso l'estero.
L'obiettivo sarebbe quello di estendere e rafforzare i meccanismi di controllo già introdotti negli ultimi anni, passando da restrizioni basate principalmente su specifici Paesi a un sistema più ampio che potrebbe riguardare le esportazioni verso qualsiasi mercato internazionale. Il criterio principale per la valutazione delle richieste non sarebbe più soltanto la destinazione geografica, ma anche la quantità di potenza di calcolo coinvolta nelle spedizioni.

La proposta prevede un sistema a più livelli. Le spedizioni di dimensioni ridotte - ad esempio cluster composti da circa 1.000 GPU NVIDIA GB300 o equivalenti - potrebbero essere sottoposte a una procedura di revisione relativamente semplificata e, in alcuni casi, beneficiare di esenzioni limitate.
Progetti di dimensioni intermedie richiederebbero invece una fase preliminare di approvazione prima della richiesta formale di licenza di esportazione al Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Questo processo potrebbe includere requisiti di conformità aggiuntivi, come maggiore trasparenza sulle attività operative, la divulgazione di informazioni sulle attività aziendali e la possibilità di ispezioni da parte delle autorità statunitensi.
Per le infrastrutture AI di scala molto elevata - cluster che potrebbero arrivare a utilizzare fino a circa 200.000 GPU di ultima generazione in un singolo Paese - il processo diventerebbe ancora più complesso. In questi casi l'approvazione non riguarderebbe soltanto l'azienda acquirente, ma richiederebbe negoziati diretti tra il governo statunitense e quello del Paese ospitante.
Le autorizzazioni per progetti di grandi dimensioni potrebbero dipendere da garanzie di sicurezza nazionale e da impegni a investire in infrastrutture AI negli Stati Uniti. Questo tipo di cluster rappresenta oggi la base dei datacenter gestiti da operatori come Amazon Web Services, Microsoft, Oracle o società impegnate nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale avanzati.
Già oggi gli Stati Uniti limitano la vendita di acceleratori AI ad alte prestazioni verso alcuni Paesi considerati sensibili dal punto di vista geopolitico, tra cui Cina, Iran, Corea del Nord e Russia. In altre regioni, come il Medio Oriente, grandi forniture richiedono spesso accordi intergovernativi specifici.
La nuova proposta potrebbe tuttavia ampliare significativamente il raggio d'azione di queste politiche, introducendo controlli più sistematici anche per esportazioni destinate a Paesi alleati, inclusi quelli europei.
Secondo le anticipazioni, il sistema non rappresenterebbe un divieto generalizzato alle esportazioni, ma fornirebbe agli Stati Uniti uno strumento molto più incisivo per influenzare la distribuzione globale dell'infrastruttura AI.
Per i produttori di semiconduttori come NVIDIA e AMD, che distribuiscono i propri acceleratori su scala globale, molto dipenderà dalla velocità con cui verranno rilasciate le licenze e dalle condizioni associate. Progetti di piccola scala potrebbero continuare a procedere con un impatto limitato, mentre installazioni di grandi dimensioni potrebbero incontrare procedure più lunghe e articolate.
Al momento non esiste una tempistica ufficiale per l'introduzione delle nuove norme.










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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNon mi sembra che in Europa tiri aria di leccare il culo a Trump per qualcosa... a parte a palazzo Chigi ovviamente.
Cosa possiamo aspettarci da un paranoico con disturbi ossessivi. Molte persone che hanno la possibilità di arrivare al potere ,di per sè sembra che abbiano sviluppato manie di controllo dato da ambiente familiare mal sano ,come la vedo io ,troppo autoritario e rigido (vedasi Nixon). Trump lasciamo stare. Se ci mettiamo insieme quello che puo' fare il potere alla mente annessi a soldi ,fama successo ,viene fuori un disastro se uno non nasce con una parte frontale ben sviluppata anche se come la vedo io ,serve una persona , durante il tuo sviluppo ,oltre ad esperienze che ti facciano sviluppare /allenare , la capacità di razionalizzare e ragione. Autocontrollo.
Cmq che ridere, una persona fuori controllo che ama il controllo. Da quello che ho maturato ,ho compreso che siamo una contraddizione di madre natura.
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