Tuo figlio vuole uno smartphone? Non prima di 13 anni: i rischi per la salute sono gravi
Un’analisi globale su oltre 100.000 giovani adulti rivela che usare lo smartphone prima dei 13 anni moltiplica il rischio di ansia, depressione, idee suicide e isolamento. Esperti chiedono un intervento normativo per tutelare i minori
di Andrea Bai pubblicata il 05 Agosto 2025, alle 08:01 nel canale Scienza e tecnologiaUn recentissimo studio pubblicato sul Journal of Human Development and Capabilities lancia un forte allarme: i bambini che ricevono il primo smartphone prima dei 13 anni rischiano, nell’arco di pochi anni, di sviluppare disturbi mentali anche gravi.
La ricerca, condotta dal team di Sapien Labs – laboratorio americano esperto in neuroscienze e promotore del database Global Mind Project – ha analizzato oltre 100.000 ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni, tracciando le correlazioni tra l’età della prima esposizione al device e lo stato di benessere mentale in età giovane-adulta.
I risultati sono chiari: più precoce è il contatto con lo smartphone, peggiori sono gli indicatori mentali misurati. I giovani adulti che hanno ricevuto il loro primo smartphone sotto i 13 anni riportano una frequenza significativamente più alta di pensieri suicidi, aggressività, distacco dalla realtà e allucinazioni rispetto a chi ha atteso l’adolescenza. In particolare, fra le ragazze si rilevano livelli inferiori di autostima, fiducia in sé stesse e resilienza emotiva; i ragazzi, invece, mostrano una minor calma e stabilità emotiva, e una ridotta empatia rispetto ai coetanei più “tardivi” nell’accesso allo smartphone.
Lo studio di Sapien Labs sottolinea che i fattori che amplificano il rischio sono molteplici: accesso prematuro ai social media, esperienze di cyberbullismo, disturbi del sonno e rapporti familiari problematici. Secondo i ricercatori, l’età soglia dei 13 anni è particolarmente significativa perché, come sostenuto sia dal capo scientifico Tara Thiagarajan che da associazioni come Wait Until 8th, prima di quella soglia i ragazzi non avrebbero ancora le risorse neurobiologiche e psicologiche per gestire i contenuti digitali e le interazioni sociali online.
I dati mostrano con chiarezza: l’età media di acquisizione dello smartphone influisce direttamente sull’equilibrio psicologico futuro. Ad esempio, chi riceve il proprio primo cellulare già a 6 anni ha punteggi di benessere mentale (“Mind Health Quotient”) drammaticamente inferiori rispetto a chi ha aspettato i 13. In particolare, il rischio di soffrire gravi sintomi (almeno cinque manifestazioni severe) cresce fino al 9,5% nelle donne e del 7% negli uomini, a parità di altre condizioni sociali e culturali.

Secondo il gruppo Sapien Labs, gran parte dell’associazione tra smartphone e disagio mentale deriva dall’accesso anticipato ai social network, che da soli spiegano circa il 40% del fenomeno. A ciò si aggiungono il cyberbullismo, le alterazioni del sonno e la qualità delle relazioni familiari. Le piattaforme alimentate da algoritmi IA, sottolinea lo studio, intensificano il confronto sociale e la pressione a mostrarsi “felici” come gli influencer più popolari, condizionando la percezione di sé.
Alla luce di questi risultati, i ricercatori sostengono la necessità di un intervento normativo urgente: limitare per legge l’accesso agli smartphone sotto i 13 anni, promuovere programmi robusti di alfabetizzazione digitale e attuare una responsabilità concreta delle aziende che gestiscono piattaforme social – analogamente a quanto fatto per la vendita di alcol e tabacco ai minori.
Non si tratta solo di raccomandazioni accademiche: già nel 2024 il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, ha dovuto scusarsi pubblicamente, durante un’udienza al Senato americano, di fronte alle famiglie di ragazzi colpiti da danni provocati dai social network. Le sue parole di rammarico restano però distanti dalle richieste di maggiore sicurezza e trasparenza avanzate da genitori e legislatori, che contestano alle aziende Big Tech la creazione di prodotti digitali psicologicamente “manipolativi” per i più giovani.
Quanto emerge dalla ricerca è un allarme netto: fornire a bambini e preadolescenti uno smartphone significa esporli a rischi concreti di disagio mentale, isolamento sociale e comportamenti autolesionistici già in età molto giovane. L’invito, rivolto sia alle famiglie sia ai governi, è quello di intervenire con decisione e tempestività per garantire ai ragazzi una crescita sana, protetta e pienamente umana anche nell’era digitale.










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11 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa dai a 6 anni addirittura, ma come si fa? Io sono d'accordo con la soglia dei 13 anni, il problema sono i compagni viziati a scuola, perché tanto uno viziato c'è sempre in ogni classe. "Perché lui ce l'ha ed io no"? Ed iniziano infinite discussioni.
Onestamente io per esempio in fila dal dottore, o nei carrelli della spesa ho visto bambini molto più piccoli, anche 2,3 anni "tenuti buoni" con lo smartphone in mano, quest’anno la figlia di una mia cugina ha fatto 10 anni e finalmente ha avuto anche lei lo smartphone, da come parla era l'ultima della sua classe a non averlo.
Ma un conto è darglielo ogni tanto, altro conto è proprio averne uno suo. Credo che l'articolo intendesse questo.
Vero, anche se poi bisognerebbe vedere quel "ogni tanto" in quante ore di uso quotidiano si converte, c'è anche da dire che bisogna essere cauti a dare il proprio telefono ai figli, altrimenti mi viene da pensare ad una mia amica che anni fa (10 o forse più
Sicuro che non sia il contrario, e che oggi le ostetriche invece di sculaciare i neonati per farli piangere non gli tolgano lo smartphone?
Per tenere "buoni" i figli basta fare i genitori....
Per tenere "buoni" i figli basta fare i genitori....
Riesci a tenere a freno anche parenti e amici? Ho visto smartphone, tablet, portatili fatti come regali a comunioni e compleanni da parte appunto di amici e parenti
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