IA UPGRADE

Foto di Luciano Ballerano Chi sono e cosa ci faccio qui? Mi chiamo Luciano Ballerano, ho passato 18 anni in NVIDIA, prima nel Marketing, poi nelle Pubbliche Relazioni e infine a occuparmi di contenuti e formazione per i partner in tutta Europa. Ho visto la rivoluzione dell’IA nascere dall’interno. Oggi provo a scrivere libri sull’impatto dell’IA su tutti noi, costruisco prodotti AI senza saper programmare (si chiama “vibe coding”, ed è una storia che vi racconterò), e con questa rubrica settimanale voglio fare una cosa sola: aiutarvi a capire cosa sta succedendo davvero con l’IA generativa, senza l’hype di chi vende e senza il cinismo di chi nega.

"Non stiamo sostituendo nessuno con l'IA" - undici mesi dopo, Dorsey ha cambiato versione

"Non stiamo sostituendo nessuno con l'IA" - undici mesi dopo, Dorsey ha cambiato versione

Ma undici mesi fa lo stesso CEO giurava che i tagli non c'entravano con l'intelligenza artificiale. Cosa è cambiato, nel frattempo?

di pubblicata il , alle 09:31 nel canale Scienza e tecnologia
IA Upgrade
 

La settimana scorsa vi ho raccontato di tre saggi che, da angolazioni diverse, convergevano sulla stessa conclusione: il rischio più sottovalutato dell'IA è economico e sistemico, e si manifesta quando la tecnologia funziona bene. Quella era la teoria, e giovedì sera la teoria ha trovato il suo primo riscontro concreto nella cronaca.

Jack Dorsey, CEO di Block (la società dietro Square, Cash App e Afterpay), ha pubblicato un messaggio ai dipendenti annunciando il taglio di oltre 4.000 persone. Quasi la metà dell'organico, da 10.000 a poco meno di 6.000. Il titolo in borsa è salito del 24% in after-hours. Un'azienda dimezza i dipendenti, e il mercato la premia come se avesse annunciato un prodotto rivoluzionario.

Il messaggio di Dorsey merita una lettura attenta, perché a differenza di quasi tutti i comunicati aziendali sui tagli del personale, dice esattamente cosa sta succedendo e perché. O almeno questa è la versione che vorrebbe far passare, e tra poco vedremo perché la questione è più complicata.

La frase che cambia tutto

La parte centrale del messaggio è questa: "Non stiamo prendendo questa decisione perché siamo in difficoltà. Il nostro business è forte. Il gross profit continua a crescere, serviamo sempre più clienti, e la redditività migliora. Ma qualcosa è cambiato."

Quel "qualcosa" sono gli strumenti di intelligenza artificiale che Block stessa sta costruendo e usando internamente. Dorsey dice che team più piccoli e piatti, equipaggiati con questi strumenti, stanno già rendendo possibile un modo di lavorare completamente nuovo, e che il processo sta accelerando di settimana in settimana.

Nella call con gli analisti riportata da CNBC ha aggiunto un dettaglio che vale la pena riportare per intero: "A dicembre è successo qualcosa. I modelli sono diventati un ordine di grandezza più capaci. Se ci sono lacune nel nostro uso dell'IA, sono lacune applicative, non tecnologiche."

In altre parole, secondo Dorsey la tecnologia è già sufficientemente matura, e l'unico ritardo che resta è quello dell'adozione interna.

Il dilemma (presentato come) onesto

Dorsey presenta la decisione come un bivio. Poteva tagliare gradualmente nei prossimi mesi o anni, man mano che il cambiamento si concretizzava, oppure agire adesso. Ha scelto la seconda via.

La sua argomentazione: tagli ripetuti distruggono il morale, la concentrazione, e la fiducia che clienti e azionisti ripongono nella leadership. Meglio un'azione dura e chiara oggi che una lenta erosione verso lo stesso risultato. Sul piano psicologico-organizzativo probabilmente ha ragione: uno studio di Careerminds conferma che i tagli seriali sono più devastanti di un singolo intervento profondo. Ma il punto è un altro, e ci arriviamo.

C'è un'altra frase che colpisce: "Entro il prossimo anno, credo che la maggioranza delle aziende arriverà alla stessa conclusione e farà cambiamenti strutturali simili. Preferisco arrivarci onestamente e alle nostre condizioni piuttosto che esserci costretto."

Dorsey sta dicendo, in sostanza, che Block è la prima e che le altre seguiranno.

Il fantasma nella macchina: AI washing

Scavando nella storia recente di Block emerge però un dettaglio che i comunicati stampa non menzionano.

A marzo 2025, appena undici mesi prima, Dorsey aveva già fatto un giro di tagli: 931 persone. In quel memo, come ricostruito in un'analisi dettagliata su Medium che cita il documento trapelato su TechCrunch, aveva scritto testualmente: "Nessuno dei punti sopra ha l'obiettivo di raggiungere un target finanziario specifico, di sostituire persone con l'IA, o di cambiare il nostro tetto di organico." Niente IA. La motivazione era disallineamento strategico, performance insufficiente, troppi livelli di management.

Undici mesi dopo, la stessa azienda taglia quattro volte tante persone e la narrativa è completamente ribaltata: adesso il motivo è l'IA, l'IA che cambia tutto, l'IA che rende possibile fare di più con meno. Come ha notato Bloomberg in un pezzo dedicato specificamente ai sospetti di "AI washing" intorno a Block, la tempistica e il cambio di narrazione sollevano domande legittime.

E non è solo Bloomberg a sollevarle. Sam Altman in persona, il CEO di OpenAI, che ha tutto l'interesse del mondo a far credere che l'IA stia cambiando il mercato del lavoro, ha dichiarato poche settimane fa all'India AI Impact Summit: "Non so quale sia la percentuale esatta, ma c'è dell'AI washing in giro: aziende che danno la colpa all'IA per tagli che avrebbero fatto comunque."

È un'ammissione che vale la pena pesare: viene da chi avrebbe tutto l'interesse a sostenere il contrario, e il fatto che la faccia pubblicamente rende difficile liquidarla come retorica difensiva.

I numeri di contesto raccontano una storia ancora più sfumata. Secondo i dati della società di outplacement Challenger, Gray & Christmas, nel 2025 le aziende che hanno citato esplicitamente l'IA come causa dei licenziamenti sono state responsabili di circa 55.000 tagli, meno dell'1% del totale. Uno studio del National Bureau of Economic Research pubblicato questo mese, basato su un campione di quasi 6.000 dirigenti tra Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Australia, ha rilevato che oltre l'80% delle aziende non ha registrato alcun impatto dell'IA su occupazione o produttività negli ultimi tre anni. E un report di Oxford Economics di gennaio sostiene che la maggior parte dei tagli attribuiti all'IA è in realtà dovuta a cause più tradizionali: eccesso di assunzioni, performance finanziaria debole, ristrutturazioni cicliche.

Le due cose possono essere vere insieme

Detto questo, liquidare Dorsey come un semplice opportunista dell'AI washing sarebbe un errore simmetrico. Block ha effettivamente quasi triplicato il personale tra il 2019 e il 2023, e gli analisti hanno fatto notare che il taglio riporta l'organico ai livelli del 2020.

Quindi sì, Block aveva un evidente problema di dimensionamento. La questione è se l'IA sia il motore della ristrutturazione o il pretesto che la rende presentabile agli investitori. La risposta, probabilmente, è che fa entrambe le cose. Il numero che Dorsey mette sul tavolo è 2 milioni di dollari di gross profit per dipendente, quattro volte l'efficienza del periodo 2019-2024, che era rimasta piatta intorno ai 500.000. Un obiettivo del genere presuppone che l'IA faccia effettivamente la differenza. Ma come ha osservato un analista citato dal Los Angeles Times, "quando guardo i numeri complessivi dell'organico, qui si tratta più di un'azienda gonfiata da troppo tempo che di IA".

C'è anche un paradosso logico che Clemens Adolphs di AICE Labs ha formulato in modo piuttosto efficace: se l'IA rende davvero ogni dipendente due volte più produttivo, il ritorno sull'investimento di ciascun ingegnere aumenta, il che significa che dovresti volerne di più, non di meno. A meno che tu non consideri che la quantità di lavoro da fare nel mondo sia fissa, che non ci siano nuove idee, nessun arretrato da smaltire, niente nel backlog. Un'assunzione piuttosto impegnativa da sostenere.

Il segnale di mercato (che è il vero problema)

Ethan Mollick, professore alla Wharton e una delle voci più autorevoli sull'impatto dell'IA nel lavoro, ha scritto su X che "dato che gli strumenti IA efficaci sono molto recenti, e che abbiamo poca idea di come organizzare il lavoro attorno ad essi, è difficile immaginare un guadagno di efficienza del 50% su tutta l'azienda che giustifichi tagli così massicci."

Ha ragione nel merito. Ma il mercato non sta valutando se Dorsey ha ragione oggi, sta prezzando l'aspettativa che avrà ragione domani. E il segnale che questo manda al mondo corporate è il punto che dovrebbe tenerci svegli la notte: se tagli metà del personale citando l'IA e il tuo titolo sale del 24%, ogni board di ogni azienda quotata se ne accorge.

Che i tagli siano davvero motivati dall'IA, o che l'IA sia il vestito buono che metti addosso a una correzione strutturale, per il mercato del lavoro il risultato è identico. Se la narrativa IA premia i tagli, i tagli arrivano comunque. E questo è esattamente il meccanismo che Citrini Research descriveva nel suo scenario: la spirale di "displacement" non parte da un fallimento tecnologico, parte da un successo finanziario. Un'azienda taglia, il mercato premia, le altre sono incentivate a seguire. Il feedback loop, in questo scenario, si attiva sul piano degli incentivi finanziari prima ancora che su quello dell'effettiva capacità tecnologica.

Un report di Morgan Stanley di gennaio, citato da IT Pro, descrive l'IA come una "licenza per ridurre l'organico". E una volta che quella licenza viene concessa dal mercato, la storia delle ristrutturazioni aziendali suggerisce che sia molto difficile revocarla.

Il dettaglio umano

C'è un passaggio del messaggio di Dorsey che merita attenzione separata. Dopo aver annunciato i tagli, scrive: "Non faremo sparire le persone da Slack e dalle email fingendo che non siano mai esistite. I canali di comunicazione resteranno aperti fino a giovedì sera perché tutti possano salutarsi e condividere quello che desiderano."

E poi: "So che farlo in questo modo potrebbe sembrare imbarazzante. Preferisco che sia imbarazzante e umano piuttosto che efficiente e freddo."

È un tocco consapevole, e viene da chiedersi a che punto siamo arrivati se un CEO che lascia ai licenziati il tempo di salutarsi viene considerato eccezionalmente umano, il che dice qualcosa su quanto si sia ridotta l'aspettativa di base nel modo in cui le aziende gestiscono queste situazioni. Per i lavoratori americani il pacchetto di buonuscita prevede 20 settimane di salario più una per anno di servizio, equity maturata, sei mesi di copertura sanitaria e 5.000 dollari di transizione, che per gli standard statunitensi è generoso. Per gli standard europei, e specialmente italiani, è il minimo.

Chi dice che torneranno indietro

C'è un ultimo dato che vale la pena tenere presente. Forrester prevede che oltre la metà dei licenziamenti attribuiti all'IA verrà silenziosamente revocata, e che il 55% dei datori di lavoro che hanno già effettuato tagli motivandoli con l'IA se ne è pentito. Non sarebbe la prima volta: quando Elon Musk tagliò l'80% di Twitter nel 2022, nel giro di pochi giorni l'azienda dovette richiamare decine di dipendenti perché si era accorta di non poter funzionare senza di loro, e lo stesso Musk ammise mesi dopo che alcuni tagli erano stati un errore. Il rischio del taglio radicale e visionario è che la visione si scontri con la realtà operativa, che tende a prevalere quando le competenze eliminate si rivelano meno sostituibili del previsto.

Il filo rosso

Torniamo ai tre saggi della settimana scorsa. Amodei diceva che il 50% dei lavori entry-level cognitivi potrebbe sparire in uno-cinque anni. Pignataro descriveva la tragedia dei beni comuni: ogni azienda che adotta l'IA fa la scelta razionale per sé, ma il risultato collettivo può essere catastrofico. Citrini modellava la spirale economica trimestre per trimestre.

Block ha appena fornito quello che potrebbe essere il primo datapoint reale, o il primo caso di studio su come l'IA stia diventando la narrazione preferita per giustificare ristrutturazioni che il mercato aspettava comunque. La risposta, con ogni probabilità, è che le due letture coesistono, e che separarle nettamente è più difficile di quanto sembri.

Come riportato da Fortune via Yahoo Finance, l'annuncio di Block è arrivato pochi giorni dopo che il post virale di Citrini Research aveva già scosso i mercati con uno scenario di disoccupazione al 10% e crollo dell'S&P 500 entro il 2028. L'economista Anton Korinek, intervistato dalla stessa testata, ha osservato che "mentre gli effetti dell'IA sul mercato del lavoro nel 2025 erano ancora piuttosto ambigui, le capacità dell'IA sono avanzate rapidamente negli ultimi mesi."

Un'azienda profittevole, in crescita, che taglia il 40% del personale dichiarando che gli strumenti IA rendono possibile fare lo stesso lavoro con meno persone. Il mercato che premia la decisione. Il CEO che dice pubblicamente che tutti gli altri faranno lo stesso entro un anno. E contemporaneamente, un CEO rivale che ammette che una parte di queste dichiarazioni è fumo, dati che mostrano un impatto occupazionale dell'IA ancora marginale, e analisti che si chiedono se stiamo assistendo a una rivoluzione produttiva o a un rebranding di tagli che sarebbero arrivati comunque.

Se Citrini dovesse aggiornare il suo scenario, non avrebbe bisogno di cambiare molto. Dovrebbe forse aggiungere una nota a piè di pagina: il meccanismo della spirale funziona anche se l'IA è solo parzialmente la causa reale dei tagli, perché l'effetto sul mercato del lavoro dipende dalla percezione più che dalla realtà tecnica sottostante.

Cosa porto a casa

Tre osservazioni per chi lavora, investe, o gestisce un'azienda.

La prima. Il messaggio di Dorsey è importante non tanto per quello che dice su Block, ma per quello che dice sul mercato. Il premio del 24% in borsa è un invito che ogni CEO del mondo ha ricevuto. Se il mercato premia chi taglia in nome dell'IA, chi non taglia dovrà spiegare perché. E questa pressione esiste indipendentemente dal fatto che l'IA giustifichi davvero quei tagli.

La seconda. La velocità conta più della dimensione. Dorsey cita dicembre 2025 come punto di svolta nella capacità dei modelli. Questo significa che le aziende stanno prendendo decisioni strutturali sulla base di miglioramenti avvenuti tre mesi fa, mentre i cicli di pianificazione tradizionali ragionano in semestri o anni. Che le decisioni siano giuste o affrettate, il ritmo è quello, e chi lavora dentro queste aziende lo subisce in tempo reale.

La terza. In Italia e in Europa, le tutele lavorative rendono questo tipo di ristrutturazione più lenta, più costosa e più negoziata. Come scrivevo la settimana scorsa, la frizione regolatoria europea potrebbe rivelarsi un vantaggio in questa fase, perché rallenta la trasmissione della pressione finanziaria in licenziamenti e lascia più tempo per capire cosa sta succedendo davvero, se è davvero colpa dell'IA o se è "AI washing", se i guadagni di produttività sono reali o proiettati. Quanto dura questo vantaggio dipende da quanto velocemente i modelli continuano a migliorare.

Se il mercato del lavoro aveva bisogno di un caso concreto che mettesse alla prova le teorie della settimana scorsa, Jack Dorsey gliel'ha appena fornito, dicendo ad alta voce quello che molti CEO pensavano da mesi. Resta aperta la questione se lo abbia detto perché è vero o perché conveniva dirlo, una distinzione che per i 4.000 che hanno perso il posto non cambia granché, ma che per il resto del mercato del lavoro potrebbe definire la direzione dei prossimi due anni.

24 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
Hal200107 Marzo 2026, 09:50 #1
Complimenti per gli editoriali del signor Ballerano, che ho già letto con molta curiosità questa settimana.
TorettoMilano07 Marzo 2026, 10:17 #2
attendo la risposta di pachainti con link del 2012 annessi

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faccio pure io i complimenti al redattore
euscar07 Marzo 2026, 10:50 #3
Per come la vedo io mi sembra abbastanza chiaro che le software house durante il periodo covid abbiano fatto il passo più lungo della gamba (assumendo senza un freno) ed ora che si rendono conto del surplus di personale, in parte non più necessario ed in parte facilmente sostituibile dalla IA, stanno facendo tagli a destra e a manca ... my 2 cents.
io78bis07 Marzo 2026, 11:44 #4
Segnato da leggere questa sera, così da avere anche i commenti da leggere
Notturnia07 Marzo 2026, 12:41 #5
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/scien...one_150958.html

Ma undici mesi fa lo stesso CEO giurava che i tagli non c'entravano con l'intelligenza artificiale. Cosa è cambiato, nel frattempo?


Click sul link per visualizzare la notizia.


Letto con terrore ma scritto bene e apprezzato
Tremo ad una parte perchè è accaduto anche noi proprio venerdì mattina
Un cliente a cui prestiamo consulenza ci ha inviato un’estratto di discorso fatto da lui con chatgpt sull’analisi di una fattura.
L’analisi era fatta in modo pacchiano e scritta da un contadino ubriaco ma il concetto era chiaro… chatgpt aveva fatto una disamina abbastanza accettabile e dato dei suggerimenti e un CEO stava chiedendo a me, consulente con otre 30 anni di esperienza, di validare quanto proposto da una IA..

È preoccupante vedere che delle aziende licenziano persone dicendo la le IA sanno fare di meglio e che questo aumenta la produttività non solo per i 4 mila licenziati ma perchè fa credere che chi non licenzia si troverà con costi più alti e finirà fuori mercato e che la qualità aggiunta da persone competenti può valere meno del risparmio di soldi che questi licenziamenti possono dare

Il grosso rischio è uscire dal mercato per non aver licenziato il personale e trovarsi a competere con persone che millantano consulenza di qualità grazie alle informazioni passate dalle IA..

Se il mercato premia con un 24% la perdita di lavoro di 4.000 persone perchè non adottare la stessa strategia ? Gli stipendi sono uno dei costi fissi più alti per le aziende.. che sia colpa della IA o che la IA sia solo il pretesto per tagliare la cosa ormai non ha più differenza.. il concetto è che è arrivato il momento di licenziare per sopravvivere.. in barba a chi perde il lavoro..

Le IA rivoluzioneranno il mondo del lavoro e ci saranno nuovi lavori per chi perde il lavoro ? No.. le IA faranno solo perdere molti posti di lavoro da quest’anno..
barzokk07 Marzo 2026, 12:42 #6
Originariamente inviato da: io78bis
Segnato da leggere questa sera, così da avere anche i commenti da leggere

C'è poco da dire perchè ne abbiamo già parlato 10 giorni fa

https://www.hwupgrade.it/forum/show...65#post49226665
Originariamente inviato da: LMCH
Per la serie: i CEO incompetenti e le scuse che usano per coprire le magagne.

Date un occhiata qui:
https://x.com/BullTheoryio/status/2027250361816486085

Che azienda spende 68 milioni di dollari per una festa in presenza di TUTTI i dipendenti in settembre 2025 (6800$ per dipendente) e poi ne licenzia circa 4000 nei prossimi mesi?
Un azienda gestita male, che spende a sproposito, ha assunto troppa gente ed ha aspettato troppo a ridurre gli organici.



poi vabè se qualcuno avesse ancora dei dubbi, anno domini 2021

Jack Dorsey è certo: Bitcoin sostituirà il dollaro
https://www.hwupgrade.it/news/web/j...aro_103435.html
AlexSwitch07 Marzo 2026, 13:07 #7
Originariamente inviato da: Notturnia
Letto con terrore ma scritto bene e apprezzato
Tremo ad una parte perchè è accaduto anche noi proprio venerdì mattina
Un cliente a cui prestiamo consulenza ci ha inviato un’estratto di discorso fatto da lui con chatgpt sull’analisi di una fattura.
L’analisi era fatta in modo pacchiano e scritta da un contadino ubriaco ma il concetto era chiaro… chatgpt aveva fatto una disamina abbastanza accettabile e dato dei suggerimenti e un CEO stava chiedendo a me, consulente con otre 30 anni di esperienza, di validare quanto proposto da una IA..

È preoccupante vedere che delle aziende licenziano persone dicendo la le IA sanno fare di meglio e che questo aumenta la produttività non solo per i 4 mila licenziati ma perchè fa credere che chi non licenzia si troverà con costi più alti e finirà fuori mercato e che la qualità aggiunta da persone competenti può valere meno del risparmio di soldi che questi licenziamenti possono dare

Il grosso rischio è uscire dal mercato per non aver licenziato il personale e trovarsi a competere con persone che millantano consulenza di qualità grazie alle informazioni passate dalle IA..

Se il mercato premia con un 24% la perdita di lavoro di 4.000 persone perchè non adottare la stessa strategia ? Gli stipendi sono uno dei costi fissi più alti per le aziende.. che sia colpa della IA o che la IA sia solo il pretesto per tagliare la cosa ormai non ha più differenza.. il concetto è che è arrivato il momento di licenziare per sopravvivere.. in barba a chi perde il lavoro..

Le IA rivoluzioneranno il mondo del lavoro e ci saranno nuovi lavori per chi perde il lavoro ? No.. le IA faranno solo perdere molti posti di lavoro da quest’anno..


Quoto in pieno la tua preoccupazione sulla " distruzione " del reddito da lavoro da parte dell'AI...
Max Power07 Marzo 2026, 14:26 #8
Dorsey Strunz
Max Power07 Marzo 2026, 14:30 #9
Originariamente inviato da: Notturnia
No.. le IA faranno solo perdere molti posti di lavoro da quest’anno..


Concetto espresso molto tempo fa.

Fa piacere (in realtà non me ne importa nulla) che la "gente" ci stia arrivando...

Ma la storia è sempre la stessa, finché la tegola non cade in testa, il tetto non è da rifare
pachainti07 Marzo 2026, 15:42 #10
Originariamente inviato da: TorettoMilano
attendo la risposta di pachainti con link del 2012 annessi


Contento tu di credere ancora a questi cialtroni.

"The internet is just a passing fad." 1993 Bill Gates

Ne avevamo già parlato, niente di nuovo, solo supercazzole che fanno a gara con quelle degli LLM. Informati e capirai meglio

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