NASA Perseverance ha utilizzato percorsi ideati dall'Intelligenza Artificiale generativa di Anthropic per spostarsi su Marte

NASA Perseverance ha utilizzato percorsi ideati dall'Intelligenza Artificiale generativa di Anthropic per spostarsi su Marte

Il JPL ha annunciato che grazie all'Intelligenza Artificiale generativa di Anthropic è stato possibile realizzare dei percorsi sicuri per far spostare il rover NASA Perseverance su Marte all'inizio di dicembre 2025.

di pubblicata il , alle 11:51 nel canale Scienza e tecnologia
NASAAnthropicClaudeIntelligenza ArtificialeAI
 

L'Intelligenza Artificiale può essere sfruttata in campo scientifico e ingegneristico anche per quanto riguarda le missioni spaziali. Un recente esempio è legato al rover NASA Perseverance che si trova su Marte da oltre 1758 sol percorrendo circa 48,5 km (superando il più anziano Curiosity, che ha toccato i 36,2 km). Una delle difficoltà di rover che si spostano su terreni accidentati e rischi insidiosi è quello di evitare rocce o zone sabbiose.

Il rover NASA Perseverance ha un sistema simile a un "pilota automatico" che permette di farlo muovere in autonomia per brevi tragitti riducendo le operazioni che hanno bisogno di supervisione umana. Il JPL ha annunciato che tra l'8 e il 10 dicembre 2025 il rover statunitense ha completato dei percorsi creati grazie all'Intelligenza Artificiale generativa per la prima volta nella storia. La possibilità di far gestire all'AI anche compiti complessi in missioni lontane dalla Terra sarà fondamentale per le future missioni consentendo di ridurre i tempi necessari a raggiungere determinati obiettivi e aiutando gli esseri umani in missioni sulla Luna o su Marte senza l'ausilio della comunicazione con il centro controllo missione.

Il rover NASA Perseverance e l'Intelligenza Artificiale generativa

Jared Isaacman (amministratore della NASA) ha dichiarato "questa dimostrazione mostra fino a che punto le nostre capacità sono avanzate e amplia il modo in cui esploreremo altri mondi. Tecnologie autonome come questa possono aiutare le missioni a operare in modo più efficiente, operare su terreni difficili e aumentare i risultati scientifici man mano che la distanza dalla Terra cresce. È un grande esempio di una squadra che applica la nuova tecnologia con attenzione e responsabilità nelle operazioni reali".

nasa perseverance

In arancione il percorso dell'AI mentre in viola il percorso reale del rover

Stando alle informazioni riportate, è stato impiegato un vision-language model (VLM) o modello visione-linguaggio fornito da Anthropic (Claude AI) che ha sfruttato gli stessi dati che sarebbero stati utilizzati dagli esseri umani per pianificare i movimenti di NASA Perseverance sul suolo marziano cercando punti di riferimento utili per spostarsi senza danneggiare la componentistica.

Una vista del percorso del rover su Marte del 10 dicembre della durata di 2 ore e 53 minuti realizzato a partire da 53 immagini della NavCam

Come spiegato dalla squadra del Rover Operations Center (ROC), solitamente il tracciato coperto dai rover utilizza punti di riferimento posti a 100 metri l'uno dall'altro e analizzati dagli operatori. Per le operazioni che si sono svolte invece all'inizio di dicembre dello scorso anno è stata l'Intelligenza Artificiale generativa che ha fornito i dati del tracciato utilizzando le immagini orbitali ad alta risoluzione della fotocamera HiRISE del Mars Reconnaissance Orbiter.

Il sistema ha identificato le caratteristiche critiche del terreno, per esempio rocce o affioramenti, zone con la presenza di tante rocce potenzialmente pericolose, dune e sabbia per generare un percorso sicuro per NASA Perseverance. Essendo operazioni particolarmente rischiose, prima di inviare i comandi al rover reale, questi sono stati provati su un modello digitale. Una volta completato il controllo, i comandi sono stati inviati su Marte pronti per l'esecuzione.

L'8 dicembre il rover ha guidato per 210 metri mentre il 10 dicembre si è spostato di altri 246 metri utilizzando i dati dell'Intelligenza Artificiale generativa. Secondo Vandi Verma (del JPL) "ci stiamo muovendo verso un giorno in cui l'intelligenza artificiale generativa e altri strumenti intelligenti aiuteranno i nostri rover a gestire diversi chilometri di percorso riducendo al minimo il carico di lavoro dell'operatore e segnalando interessanti zone di terreno per il nostro team scientifico perlustrando enormi volumi di immagini del rover".

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