ESA Euclid ha rivelato un anello di Einstein nella galassia NGC 6505
La galassia NGC 6505 è nota dalla fine dell'800 ma solamente grazie al telescopio spaziale ESA Euclid è stato possibile scoprire un anello di Einstein generato da una galassia che si trova alle spalle a ben 4,42 miliardi di anni luce.
di Mattia Speroni pubblicata il 10 Febbraio 2025, alle 12:01 nel canale Scienza e tecnologiaESA
La missione ESA Euclid è stata lanciata all'inizio di luglio di due anni fa e, dopo una fase di calibrazione iniziale (oltre a qualche problema, ora risolto), ha già raccolto moltissimi dati, compresa una mappa tridimensionale da 208 gigapixel. L'ultima novità è stata annunciata nella giornata odierna e si tratta della scoperta di un anello di Einstein nella galassia NGC 6505. A individuarlo è stato un ricercatore italiano, Bruno Altieri (Euclid Archive Scientist).

Secondo quanto riportato la scoperta è avvenuta grazie all'esame delle immagini iniziali raccolte dal telescopio spaziale ESA Euclid a settembre 2023. Pur essendo fuori fuoco (di proposito, a fini di test) Altieri è riuscito a individuare al centro della galassia un fenomeno raro e interessante. Il ricercatore ha dichiarato "ho guardato i dati di Euclid quando sono arrivati. Anche da quella prima osservazione, ho potuto vederlo, ma dopo che Euclid ha fatto più osservazioni dell'area, abbiamo potuto vedere un perfetto anello di Einstein. Per me, con un interesse da tutta la vita per le lenti gravitazionali, è stato incredibile".

ESA Euclid e l'anello di Einstein
Quello che si può notare nell'immagine è la galassia NGC 6505 che si trova a 590 milioni di anni luce dalla Terra. A formare l'anello è però la luce proveniente da un oggetto celeste che si trova nascosto dietro (dal nostro punto di vista) e ben più lontano. Si tratta di una galassia distante ben 4,42 miliardi di anni luce la cui emissione luminosa viene alterata e distorta dalla massa di NGC 6505.
Una delle parti più interessanti è che NGC 6505 è una galassia nota già dalla fine dell'800 ma finora nessuno aveva mai visto l'anello di Einstein che si trova nella zona centrale. I dati delle osservazioni di questo fenomeno sono stati inseriti nello studio dal titolo "Euclid: A complete Einstein ring in NGC 6505". Conor O’Riordan (Max Planck Institute for Astrophysics), autore principale dello studio ha dichiarato "tutte le lenti forti sono speciali, perché sono così rare, e sono incredibilmente utili dal punto di vista scientifico. Questo è particolarmente speciale, perché è così vicino alla Terra e l’allineamento lo rende molto bello”.
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Oltre a essere un fenomeno esteticamente interessante anche per chi non si occupa del cosmo, studiare gli anelli di Einstein, come quello scoperto da ESA Euclid, permette di avere una migliore conoscenza sull'espansione dell'Universo, gli effetti gravitazionali di oggetti massicci, rilevare gli effetti dell'energia oscura e della materia oscura e fare ulteriori osservazioni su oggetti lontani.
Questo è comunque solo "un assaggio" delle potenzialità del telescopio spaziale europeo e dei suoi due strumenti (uno che osserva nel visibile e uno negli infrarossi). I dati che saranno raccolti durante la missione principale di 6 anni dovrebbero consentire di ricostruire tridimensionalmente oltre un terzo della volta celeste, con miliardi di galassie e circa 100 mila lenti forti (dovute alla gravità).











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