Bambini su misura? Il caso della startup Preventive - che piace ai miliardari della Silicon Valley
Preventive, startup di San Francisco sostenuta da Sam Altman (OpenAI) e Brian Armstrong (Coinbase), vuole prevenire le malattie ereditarie modificando geneticamente gli embrioni. La società, fondata dal ricercatore Lucas Harrington, promette trasparenza e prudenza, ma il progetto solleva interrogativi etici e legali sul confine tra cura e “bambini su misura”.
di Manolo De Agostini pubblicata il 10 Novembre 2025, alle 16:01 nel canale Scienza e tecnologiaUna startup di San Francisco, Preventive, sta attirando l'attenzione del mondo scientifico e bioetico per il suo ambizioso obiettivo: prevenire le malattie ereditarie attraverso l'editing genetico degli embrioni umani. L'azienda, fondata dal biologo Lucas Harrington, ex collaboratore della premio Nobel Jennifer Doudna e specializzato in tecnologie CRISPR, ha raccolto circa 30 milioni di dollari di finanziamenti da figure di spicco della Silicon Valley, tra cui Sam Altman (CEO di OpenAI) e Brian Armstrong (fondatore di Coinbase).
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Preventive intende verificare se sia possibile correggere mutazioni genetiche gravi prima della nascita, aprendo la strada a una nuova generazione di terapie preventive. Tuttavia, la ricerca sull'editing degli embrioni è vietata negli Stati Uniti: per questo, la società sta valutando di condurre parte delle proprie attività in paesi dove tali studi sono consentiti, come gli Emirati Arabi Uniti.
Harrington ha chiarito che Preventive si trova ancora in una fase preclinica e non ha alcuna intenzione di procedere a impianti o gravidanze con embrioni modificati. L'obiettivo dichiarato è dimostrare che la tecnologia sia sicura, efficace e trasparente prima di qualsiasi applicazione clinica. La startup si è inoltre costituita come public-benefit corporation, una forma societaria che permette di privilegiare obiettivi di interesse pubblico oltre al profitto.

Il progetto si inserisce in un contesto più ampio in cui i miliardari della tecnologia stanno puntando sempre più sull'ingegneria genetica e sulla medicina riproduttiva. Oltre ad Altman e Armstrong, nomi come Peter Thiel e Alexis Ohanian hanno già investito in società che offrono test genetici per la selezione di embrioni prodotti tramite fecondazione in vitro, basati su profili poligenici che stimano predisposizioni a malattie o tratti fisici e cognitivi.
Tuttavia, la comunità scientifica resta divisa. Fyodor Urnov, genetista dell'Università della California, ha definito queste iniziative "deliranti o ingannevoli", accusando i promotori di puntare al "miglioramento dei bambini" piuttosto che alla prevenzione delle malattie. Anche Hank Greely, bioeticista di Stanford, ritiene che il rapporto rischio-beneficio dell'editing embrionale sia ancora "sfavorevole".
Persino Jennifer Doudna, pioniera di CRISPR, ha invitato alla cautela, ricordando che "la ricerca deve dimostrare di poter progredire in modo responsabile". Il dibattito richiama alla memoria il caso del 2018 del ricercatore cinese He Jiankui, che creò i primi bambini geneticamente modificati per resistere all'HIV, provocando un'ondata di condanne e un moratorio internazionale.
Nonostante le critiche, Preventive sostiene di voler pubblicare tutti i risultati delle proprie ricerche, positivi o negativi, e di concentrarsi inizialmente su patologie monogeniche gravi come la fibrosi cistica o l'anemia falciforme, in cui i genitori portatori della stessa mutazione non possono concepire un figlio sano con metodi convenzionali.
Il confine tra terapia e potenziamento genetico, tuttavia, resta incerto. Se le promesse scientifiche di Preventive dovessero concretizzarsi, il risultato potrebbe essere un mondo libero da molte malattie ereditarie - ma anche un terreno fertile per nuove disuguaglianze legate alla possibilità di "progettare" la vita umana.










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23 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMi è venuta in mente la stessa cosa.
E non è un bel futuro.
Adesso me lo guardo !
in teoria si, anche da questa indagine statistica.
Link ad immagine (click per visualizzarla)
A parte il "potrebbe" che è "potesse", il resto tutto corretto.
Aggiungo una vita meno dura anche per i genitori.
IDEM!
https://www.youtube.com/watch?v=fEk6kZO5l28
Tra l'altro con la mia Signora incinta , ha ancora più valore questo film...Anche se ci pensavo già molti anni fa..
Sono certo che qui molti giubilerebbero per un futuro del genere...
Poi però arriva "Demolition man"..
Così come un coltello può essere strumento di lavoro ma anche arma allo stesso modo questa tecnologia può essere usata bene o male.
Per come la vedo, se parliamo di editing genetico volto ad eliminare pericolose ed invalidanti malattie genetiche è evidente che ne va promosso l'uso.
Se però diventa strumento per definire a piacimento caratteristiche del nascituro credo sia necessario porre qui dei paletti.
Come in ogni situazione che implichi scelte di carattere etico è fondmantale tagliare fuori da subito i deliri di qulsivoglia fanclub di amici immaginari vari, magici libri di verità assolute e compagnia bella.
https://www.youtube.com/watch?v=fEk6kZO5l28
Tra l'altro con la mia Signora incinta , ha ancora più valore questo film...Anche se ci pensavo già molti anni fa..
Sono certo che qui molti giubilerebbero per un futuro del genere...
Poi però arriva "Demolition man"..
Rallegramenti !!!
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