Troppa concorrenza per Cherry (quella degli switch per tastiere): si prepara a vendere alcune divisioni

Troppa concorrenza per Cherry (quella degli switch per tastiere): si prepara a vendere alcune divisioni

Cherry potrebbe essere costretta a vendere alcune divisioni per compensare le perdite accumulate in questi mesi: ecco cosa sta sucedendo e quale potrebbe essere la soluzione

di pubblicata il , alle 18:21 nel canale Periferiche
Cherry
 

Per gli appassionati di informatica e, in particolare, di periferiche, Cherry è una vera e propria istituzione. L'azienda tedesca, nota per i suoi switch per mouse e tastiera, sta attraversando un periodo di grandi difficoltà economiche con debiti accumulati che ormai hanno superato i livelli di guardia e nessun piano concreto di ripresa. La soluzione, come evidenziato dal magazine tedesco Heise, potrebbe essere rappresentata dalla vendita di alcune divisioni dell'azienda.

Una crisi che va avanti da tempo

Cherry deve fare i conti con una concorrenza crescente e che, negli ultimi anni, ha creato non pochi problemi all'azienda, causando un netto calo dei risultati finanziari. Tutto ruota intorno alla scadenza dei brevetti per gli switch meccanici, avvenuta nel 2014, che ha aperto la strada all'arrivo di diverse aziende concorrenti, soprattutto dalla Cina.

Il tentativo di diversificare la gamma di prodotti, con il lancio di una divisione Digital Health & Solutions, non ha avuto particolare successo. Per il prossimo futuro, Cherry prevede di interrompere la produzione in Germania, delocalizzando in Slovacchia e in Cina.

Per contrastare la crisi, però, potrebbe essere necessaria la vendita di alcune divisioni, dopo aver già venduto alcune parti dell'azienda, come la divisione Active Key. Nuovi finanziamenti ottenuti dall'azionista di maggioranza, Argand Partners, non cambiano le cose.

All'orizzonte c'è oggi la possibile vendita della divisione che si occupa di produrre tastiere, mouse e altre periferiche. In questo modo, Cherry avrebbe nuove risorse e potrebbe concentrarsi sulla produzione di switch.

Le linee guida sul futuro sono state chiarite dal direttore finanziario Jurjen che ha dichiarato: "A causa della bassa capitalizzazione di mercato del gruppo e dell'attuale prezzo delle azioni Cherry inferiore a un euro, al momento non è possibile né consigliabile rafforzare il patrimonio netto del gruppo in alcun modo se non attraverso opzioni strategiche di fusioni e acquisizioni".

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