Arm: ricavi di nuovo oltre il miliardo di dollari grazie ad AI e Armv9, ma calano gli utili
Arm ha registrato ricavi record nel primo trimestre dell'anno fiscale 2026, spinti dalla crescente adozione dell'architettura Armv9 e delle soluzioni CSS. Tuttavia, l'utile netto è calato del 42% a causa di un'accelerazione degli investimenti in ricerca e sviluppo.
di Manolo De Agostini pubblicata il 31 Luglio 2025, alle 13:01 nel canale MercatoARM
Arm ha annunciato i risultati finanziari del primo trimestre dell'anno fiscale 2026, conclusosi il 30 giugno 2025, mettendo a segno un nuovo record nei ricavi: 1,03 miliardi di dollari, segnando il secondo trimestre consecutivo oltre la soglia del miliardo. Si tratta del secondo miglior trimestre di sempre per l'azienda in termini di fatturato, trainato soprattutto dall'impennata delle royalty, cresciute del 25% anno su anno fino a 585 milioni di dollari.
Il merito va principalmente alla crescente diffusione dell'architettura Armv9, all'adozione in aumento dei Compute Subsystems (CSS) di Arm e all'espansione dell'ecosistema AI, che va dai sensori smart per l'IoT fino ai supercomputer AI più avanzati. Arm si presenta oggi come una piattaforma unificata capace di supportare carichi AI su ogni scala energetica, dai milliwatt degli edge device ai megawatt dei datacenter.
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Nel segmento cloud e datacenter, oltre 70.000 imprese eseguono oggi carichi di lavoro su chip basati su Arm Neoverse, una crescita di 14 volte rispetto al 2021. Inoltre, durante il trimestre, NVIDIA ha annunciato che sia Google che Microsoft stanno implementando centinaia di migliaia di acceleratori Grace Blackwell basati su Arm nei loro datacenter. AWS, OpenAI, Oracle e altri stanno già sfruttando questa infrastruttura per carichi AI in produzione.
Anche nel mobile, la piattaforma Arm continua a rafforzarsi: Xiaomi ha integrato l'ultima piattaforma mobile CSS nel nuovo chip XRING O1, mentre Samsung ha adottato lo stesso CSS per l'Exynos 2500 del Galaxy Flip 7. Un importante produttore di smartphone, al momento ignoto, ha inoltre siglato un accordo per utilizzare GPU Arm di nuova generazione nei suoi dispositivi di punta fino al 2030.
Lato edge AI, è stato effettuato il tape-out del primo chip basato sull'NPU Ethos-U85, progettato per coniugare efficienza energetica e prestazioni elevate nell'elaborazione AI per applicazioni IoT come il riconoscimento immagini avanzato.
Nonostante le performance positive in termini di fatturato, l'utile netto è sceso del 42% rispetto allo stesso trimestre del 2024, passando da 223 a 130 milioni di dollari. Secondo quanto riportato da CNBC e Bloomberg, il calo è dovuto a un incremento deciso delle spese in ricerca e sviluppo, con l'obiettivo di rafforzare la presenza di Arm nel mercato dell'intelligenza artificiale e delle soluzioni integrate.
Il CEO Rene Haas ha confermato che Arm sta aumentando gli investimenti nello sviluppo di chiplet e soluzioni integrate, valutando opzioni che spaziano da componenti singoli a sistemi completi. La strategia potrebbe includere la realizzazione di chip personalizzati oppure completi, ma non è ancora chiaro quando o se questi progetti porteranno profitti. Secondo Reuters, la produzione di chip AI avanzati può costare oltre 500 milioni di dollari solo per il silicio, senza contare l'infrastruttura software e hardware di supporto.
Questa mossa strategica di Arm potrebbe generare tensioni con clienti chiave come NVIDIA, che dipendono dalle IP dell'azienda britannica. Arm, infatti, sta assumendo nuovi talenti per questi progetti, in alcuni casi anche direttamente dai suoi stessi clienti. Il rischio è quello di entrare in concorrenza diretta con aziende che finora hanno basato parte del proprio stack tecnologico proprio su Arm.











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