Intel prova macchinari 'cinesi' per i chip del futuro? Il caso ACM scuote Washington
Secondo Reuters, Intel avrebbe testato i sistemi di wet etching di ACM Research per il processo 14A previsto nel 2027. La notizia solleva interrogativi tecnici, economici e politici per via dei legami di ACM con la Cina e del ruolo strategico del processo produttivo.
di Manolo De Agostini pubblicata il 13 Dicembre 2025, alle 17:01 nel canale ProcessoriIntel
Secondo quanto riportato da fonti raccolte da Reuters, Intel avrebbe avviato nel corso del 2025 una serie di test preliminari su sistemi di wet etching forniti da ACM Research, azienda statunitense specializzata in apparecchiature per la produzione di semiconduttori ma con una presenza industriale e di ricerca fortemente radicata in Cina. Le valutazioni riguardano il futuro processo produttivo 14A, considerato strategico per il rilancio delle ambizioni dell'azienda nel settore della produzione per conto terzi e previsto per un debutto iniziale nel 2027. Al momento, non risulterebbe alcuna decisione definitiva sull'adozione dei sistemi ACM nelle linee produttive 14A.
Secondo fonti industriali, Intel avrebbe esaminato due strumenti di incisione chimica a umido per verificarne l'idoneità ai flussi produttivi più avanzati. Il wet etch è una tecnologia cruciale nella manifattura dei semiconduttori moderni: utilizza bagni chimici altamente selettivi per la rimozione uniforme di ossidi, strati sacrificabili e residui post-incisione, operazioni complementari ai processi di dry etch al plasma, più precisi ma anche più complessi e potenzialmente dannosi per le superfici. Per questo motivo, fonderie come Intel, TSMC e Samsung validano nuovi tool attraverso lunghi cicli di test.

Intel ha dichiarato di rispettare tutte le normative statunitensi vigenti e che i tool ACM non fanno parte del proprio processo produttivo attuale, senza però entrare nel merito delle attività di test. ACM Research, dal canto suo, ha confermato di aver consegnato strumenti a clienti statunitensi, precisando che alcune unità hanno già raggiunto gli standard prestazionali richiesti durante le fasi di valutazione.
Le verifiche hanno attirato l'attenzione di ambienti politici statunitensi per via dei legami di ACM con la Cina. Sebbene l'azienda abbia sede in California, una parte significativa della sua ricerca e sviluppo, così come della produzione, è localizzata a Shanghai, dove ACM opera dal 2006. Alcune sue controllate estere, in Cina e Corea del Sud, sono state colpite da restrizioni statunitensi per presunti collegamenti con programmi tecnologici cinesi a uso militare, accuse respinte dalla società.
Ulteriori perplessità derivano dal fatto che Intel è beneficiaria di ingenti fondi pubblici USA e oggi vede il governo statunitense tra i propri azionisti. I legislatori di entrambi gli schieramenti hanno recentemente rilanciato proposte per limitare l'uso di apparecchiature di origine cinese da parte delle aziende che ricevono sussidi federali, temendo trasferimenti indiretti di know-how, dipendenze tecnologiche e potenziali rischi di sabotaggio.
Dal punto di vista industriale, i tool di ACM sarebbero dal 20 al 30% più economici rispetto alle soluzioni di concorrenti storici come Applied Materials, Lam Research o Tokyo Electron, un fattore non secondario in un contesto di forte pressione sui costi dei nuovi processi. Secondo analisti di settore, i produttori cinesi di apparecchiature stanno progressivamente guadagnando quote di mercato, anche grazie a politiche industriali avviate da Pechino ben prima dell'introduzione delle restrizioni statunitensi.

Nel 2023 ACM ha inoltre inaugurato un hub commerciale e di assistenza a Hillsboro, Oregon, a breve distanza dal principale centro R&D di Intel. La struttura è pensata per supportare clienti e partner locali e, secondo alcune analisi finanziarie, avrebbe facilitato le attività di qualificazione dei tool presso Intel tra la fine del 2023 e il 2024.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda Walden International, fondo di venture capital fondato e presieduto da Lip-Bu Tan, attuale CEO di Intel, che in passato ha investito in ACM Research attraverso un veicolo co-sponsorizzato con China Everbright. Sebbene non emerga un controllo diretto o una partecipazione rilevante, e le decisioni di test precedano la nomina di Tan a CEO, il legame contribuisce ad alimentare interrogativi sul piano politico e della governance.










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9 Commenti
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Edit: come se non bastasse (ancora) pare che quelli di Intel abbiano ben chiaro (decisione presa prima della venuta dell'attuale CEO) che se vogliono affrontare la concorrenza e avere una minima speranza di farcela contro i colossi taiwanesi e koreani, devono affidarsi ad aziende che sono sostanzialmente cinesi. Da quel che si capisce hanno intrapreso questa strada in salita, quelli di Intel, perché non ci sono altre strade.
Edit: come se non bastasse (ancora) pare che quelli di Intel abbiano ben chiaro (decisione presa prima della venuta dell'attuale CEO) che se vogliono affrontare la concorrenza e avere una minima speranza di farcela contro i colossi taiwanesi e koreani, devono affidarsi ad aziende che sono sostanzialmente cinesi. Da quel che si capisce hanno intrapreso questa strada in salita, quelli di Intel, perché non ci sono altre strade.
Tutto sbagliato, si deve sovvenzionare intel per far fallire gli altri, é lo stesso principio che usa la cina da 30 anni. Prima fa fallire le tue aziende sovvenzionando le sue e facendole lavorare in perdita per decine di anni, poi una volta che ha fatto terra bruciata alza i prezzi come vuole.
Sovvenzionano la ricerca dell'indipendenza produttiva sul proprio territorio.
TSMC oppone resistenza e Samsung è un competitor, quindi supportano maggiormente Intel ovviamente, visto che è l'unico fra i 3 più grandi produttori ad essere statunitense e che produce su suolo USA.
I taiwanesi e i koreani sono liberi di sovvenzionare le proprie TSMC e Samsung se lo desiderano.
In realtà no, almeno direttamente...
Edit: come se non bastasse (ancora) pare che quelli di Intel abbiano ben chiaro (decisione presa prima della venuta dell'attuale CEO) che se vogliono affrontare la concorrenza e avere una minima speranza di farcela contro i colossi taiwanesi e koreani, devono affidarsi ad aziende che sono sostanzialmente cinesi. Da quel che si capisce hanno intrapreso questa strada in salita, quelli di Intel, perché non ci sono altre strade.
Che vuoi che sia, solo un altro tassello verso la desertificazione industriale dell'occidente a favore della Cina, quando da noi resteranno solo ristoranti e stabilimenti balneari a cui non potremo accedere perchè non avremo reddito, ma saranno solo per ricchi turisti, forse capiremo quali disastri abbiamo combinato.
con la gestione tolta ai gestori locali ed affidata a multinazionali quotate a wall street o mafiosi che riciclano denaro vedi Ibiza.
https://www.repubblica.it/economia/...agge-138020628/
e direi che sta finendo benissimo.. https://www.fanpage.it/stile-e-tren...ramici-a-ibiza/
Le principali strutture ricettive sono controllate da grandi catene alberghiere e tour operator internazionali. Il turismo di massa è collegato a un aumento dell'inflazione locale, soprattutto per quanto riguarda il costo degli alloggi. La maggior parte dei posti di lavoro che il turismo genera sulle Isole Canarie sono precari e mal pagati. Questa combinazione fa sì che molti dei comuni in cui si concentra la maggior parte dell'attività turistica presentino i più alti livelli di povertà, nonostante abbiano bassi tassi di disoccupazione rispetto ad altri comuni.
finirà a fucilate e da noi sarà peggio perchè siamo anche più coesi di quei spagnoli che si sono fatti fregare le spiagge come dei tontoloni.
https://www.repubblica.it/economia/...agge-138020628/
e direi che sta finendo benissimo.. https://www.fanpage.it/stile-e-tren...ramici-a-ibiza/
Le principali strutture ricettive sono controllate da grandi catene alberghiere e tour operator internazionali. Il turismo di massa è collegato a un aumento dell'inflazione locale, soprattutto per quanto riguarda il costo degli alloggi. La maggior parte dei posti di lavoro che il turismo genera sulle Isole Canarie sono precari e mal pagati. Questa combinazione fa sì che molti dei comuni in cui si concentra la maggior parte dell'attività turistica presentino i più alti livelli di povertà, nonostante abbiano bassi tassi di disoccupazione rispetto ad altri comuni.
finirà a fucilate e da noi sarà peggio perchè siamo anche più coesi di quei spagnoli che si sono fatti fregare le spiagge come dei tontoloni.
Non so se lo hai notato, ma in Italia è così da sempre.
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