Intel perde un altro pezzo da novanta: addio allo storico progettista Xeon
Ronak Singhal, veterano con quasi trent’anni in Intel e chief architect delle CPU Xeon, lascerà l’azienda a fine mese. Si tratta della seconda uscita di rilievo in otto mesi nel settore server, in un momento in cui il CEO Lip-Bu Tan spinge per recuperare competitività contro AMD e Arm.
di Manolo De Agostini pubblicata il 12 Settembre 2025, alle 08:31 nel canale ProcessoriIntel
Intel perde un altro pezzo da novanta nel settore server: Ronak Singhal, senior fellow e chief architect delle CPU Xeon, lascerà l'azienda a fine mese. La notizia, confermata dalla stessa Intel senza ulteriori commenti, rappresenta la seconda uscita di un architetto di primo piano nel giro di otto mesi, dopo quella di Sailesh Kottapalli a gennaio.
Singhal, entrato in Intel nel 1997 dopo la laurea in ingegneria elettrica e informatica alla Carnegie Mellon, ha firmato alcune delle architetture più importanti nella storia recente dei processori x86. Ha guidato lo sviluppo dei core Haswell a 22 nm e Broadwell a 14 nm, oltre a contribuire alle famiglie Core e Atom. In precedenza, ha avuto un ruolo chiave nei progetti Nehalem e Westmere, dopo aver iniziato la carriera sui Pentium 4. Detiene almeno 30 brevetti legati al design dei processori.

Ronak Singhal
Negli ultimi anni, Singhal ha supervisionato la strategia tecnologica e il product management della linea Xeon, contribuendo anche al recente lancio dei Granite Rapids Xeon 6900, che hanno ridotto parte del gap prestazionale con AMD. Nonostante il ritardo di Sapphire Rapids, che aveva permesso al rivale di rafforzarsi sul numero di core e il supporto di memoria, la divisione è oggi considerata in una posizione più competitiva rispetto al recente passato.
La sua uscita si inserisce però in un contesto di forte ristrutturazione interna. Da marzo, il nuovo CEO Lip-Bu Tan ha avviato una profonda revisione della divisione Data Center, affidandone la guida a Kevork Kechichian, ex Arm, e ridistribuendo le responsabilità su acceleratori e client computing. La strategia punta a rafforzare l'offerta server e a recuperare quote di mercato, con una roadmap che passa da Diamond Rapids nel 2026 e al successivo Coral Rapids, indicato come il vero salto competitivo.
Il mercato rimane estremamente sfidante: secondo Mercury Research, AMD detiene il 41% dei ricavi server, mentre Dell'Oro stima che i chip Arm abbiano raggiunto il 25% del settore, grazie soprattutto alle implementazioni personalizzate di AWS, Microsoft, Google e Nvidia. Intel, che ha recentemente reinserito nella propria strategia il Simultaneous Multithreading (SMT) per colmare gap prestazionali, riconosce che la riconquista della leadership richiederà un processo pluriennale.
Singhal lascia dunque Intel in un momento delicato, segnato da un turnover dirigenziale senza precedenti e da una competizione serratissima. Una perdita che, secondo ex colleghi, sarà percepita anche dai clienti, per il peso tecnico e strategico che ha avuto nel plasmare l'evoluzione delle architetture x86 negli ultimi tre decenni.










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8 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSto leggendo il libro di F.Faggin "Silicio. Dall'invenzione del microprocessore alla nuova scienza della consapevolezza" e devo dire che fin dagli albori hanno fatto passi falsi ... mi chiedo se senza l'alleanza con la M$ (da cui il predominio Wintel) sarebbe mai diventata quello che è.
In effetti scritto così è abbastanza fraintendibile e non sono nemmeno sicuro sia corretto come grammatica, però c'è da dire che è una formula che ho già sentito e serve a risparmiare in numero di parole usate, tipo "gli operai FIAT" al posto di "gli operai della FIAT"
Io invece mi chiedo se sia mai esistita davvero un alleanza, Intel e Microsoft non si scelsero a vicenda, ma invece firmarono accordi con IBM, e quest'ultima ad aver scelto Intel come fornitore di processori e Microsoft per il sistema operativo, poi con la diffusione degli "ibm compatibili" sono diventati due standard de facto ma mi pare che entrambe le aziende abbiano sempre cercato di svincolarsi:
Intel per esempio supporta attivamente Linux fin dalla sua nascita, Mentre MS da anni cerca di portare windows su altre piattaforme:
Windows NT 4.0 supporta anche DEC Alpha, MIPS e PowerPC, mentre WIndows CE MIPS ARM e Toshiba da SH2 a SH4 (tanto che il Dreamcast aveva il bollino "windows CE compatibile"
Insomma più che vere alleate a me sembra che abbiano convissuto solo per necessità.
I "validi" se ne sono andati da tempo.
Ora è il turno dei "decenti".
Rimarranno solamente gli "inutili"
Attenzione che Faggin è andato completamente fuori di testa con il suo panpsichismo, lo trovi nelle conferenze sul cervello quantico e fuffate similari.
In effetti da metà libro ha cominciato a parlare di coscienza et similia ... per carità, può anche aver preso la strada del panpsichismo, ma ritenere che sia andato fuori di testa mi sembra eccessivo ... diciamo che ha svoltato completamente dalla vita precedente
P.S. comunque è stato un gran personaggio e mi è dispiaciuto che abbia dovuto "lottare" per farsi riconoscere i dovuti meriti (l'ambiente aziendale americano è ed è sempre stato un oceano di squali, imho).
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