Intel dice basta alle CPU con caratteristiche sbloccabili via software
Intel sembra aver archiviato Intel On Demand, soluzione con cui i clienti dei processori Xeon potevano sbloccare funzionalità hardware pagando un costo aggiuntivo. Nel frattempo l'azienda continua a razionalizzare il suo impegno nel settore open source, con numerosi repository storici abbandonati.
di Manolo De Agostini pubblicata il 09 Febbraio 2026, alle 08:37 nel canale ProcessoriIntel
Intel sembra aver messo definitivamente fine a Intel On Demand, il discusso modello di attivazione a pagamento di funzionalità hardware già presenti nei processori Xeon. Come riportato da Phoronix, la conferma arriva dall'archiviazione del progetto SDSi (Software Defined Silicon) su GitHub, avvenuta nel novembre scorso, e dalla progressiva rimozione delle pagine ufficiali dedicate, oggi reperibili solo tramite documentazione PDF datata.
Il concetto di Software Defined Silicon emerse pubblicamente nel 2021, quando comparvero le prime patch Linux dedicate. Successivamente, Intel lo formalizzò come Intel On Demand, permettendo ai clienti di sbloccare acceleratori hardware già integrati nella CPU tramite licenze, acquistabili una tantum o secondo un modello a consumo. Una proposta che aveva suscitato forti critiche, soprattutto nella comunità open source e tra gli utenti enterprise, per l'idea di pagare funzionalità fisicamente presenti ma disabilitate di default.

Negli ultimi anni, tuttavia, Intel aveva ridotto drasticamente la comunicazione su On Demand e SDSi. L'assenza di aggiornamenti software e di riferimenti pubblici aveva già fatto ipotizzare un progressivo disimpegno, ora rafforzato dall'archiviazione ufficiale del repository GitHub che ne costituiva il principale punto di riferimento tecnico.
La chiusura di SDSi non è però un caso isolato. Negli ultimi mesi, Intel ha archiviato circa due dozzine di progetti open source precedentemente mantenuti, segnalando una revisione più ampia della propria strategia nel settore. Molti di questi repository sono stati contrassegnati come non più mantenuti tra dicembre e gennaio, con la cessazione del supporto diretto da parte degli ingegneri Intel.
Tra i progetti più rilevanti figurano GPGMM, libreria C++ per la gestione della memoria GPU; HiBench, suite di benchmark per big data mantenuta per oltre 14 anni; Polite Guard, un modello NLP per la classificazione del linguaggio educato; e Intel UI Icons, raccolta di asset grafici ufficiali. Sono stati inoltre archiviati componenti legati all'ecosistema AI, come l'estensione OpenVINO per Stable Diffusion, e strumenti per ambiti specifici quali single-cell analysis (open-omics-scanpy), OP-TEE, media driver Linux e prototipi di sicurezza come FineIBT Userspace.
Molti di questi progetti non erano centrali per il core business dell'azienda, ma fungevano da vetrina tecnologica per piattaforme Xeon, OpenVINO e altri strumenti Intel. La riduzione del personale tecnico e le difficoltà operative dell'ultimo anno avrebbero reso diversi repository di fatto non manutenibili, con lunghi periodi di inattività prima dell'archiviazione definitiva.
Il quadro che emerge è coerente con i segnali già osservati in precedenza, come la fine di Clear Linux, l'abbandono del codice user-space per Gaudi e altri ridimensionamenti nell'open source. Intel sembra quindi orientata a un approccio più selettivo, e a una più attenta valutazione delle iniziative non direttamente allineate alle priorità strategiche, a discapito di quel ruolo di primo piano che per anni l'ha resa uno dei principali contributori all'ecosistema open source globale.










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12 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infochissà se lo hanno fatto anche con i sedili riscaldabili bmw a pagamento in abbonamento
Secondo me si..
Per ora è quasi impossibile trovare un "Crack" in tempi decenti di media 3 5 anni son chiavi complesse e necessitano di teste che ragionano fuori gli schemi, un poco come GeoHot per PS3.
Ma l'imminente avvento dei computer quantici, sono una vera minaccia, per trovare quel tipo di chiavi, e comunque e solo un bene perchè tutto l'hardware interno dormiente è funzionante non sono celle rovinate quindi quel pezzo di silicio vale uguale a uno con tutto attivato il che riversa le differenze dal basso verso l'alto, il che significa che un top devono venderlo un 25% minimo sovra il prezzo di mercato, con il risultato che si vede attuale.
questa è una nuova golf
ditemi se non è LOL
ditemi se non è LOL
Praticamente l'automobile in versione shareware, hai solo il primo capitolo, se vuoi attivare gli altri due devi pagare, stile Doom/Quake !
Con la differenza che nei suddetti mancavano fisicamente i files delle altre missioni, infatti per Quake basta aggiungere il secondo file PAK e magicamente si liberavano i corridoi dagli ostacoli per entrare nel resto del gioco, tu invece hai il "software completo", tutta la dotazione ma bloccata.
Stupendo !
questa è una nuova golf
ditemi se non è LOL
Pure io sulla T-Roc che avevo prima ho abilitato alcuni menu altrimenti nascosti usando l'OBD2, che quindi erano presenti ma avrei dovuto pagare di piu, tipo cambiare il colore e la grafica del cockpit digitale, il rilevamento cartelli stradali, ecc...
Sono quasi sicuro che c'è il modo di avere i sedili riscaldati sempre senza pagare nulla
magari sniffando il can bus quando viene attivato il mese di prova e rimandando il messaggio più volte.
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