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Iscritto dal: Sep 2002
Città: centro Italia
Messaggi: 1189
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Lo Stato italiano ha debiti con l'estero?
a volte si parla del debito pubblico italiano, ma vorrei capire una cosa, il debito è solo nei confronti dei cittadini che hanno titoli di stato oppure abbiamo anche debiti con l'estero?
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Bergamo
Messaggi: 3204
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I titoli del debito pubblico italiano non sono detenuti solo da cittadini italiani...
Byezz
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#3 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Imola
Messaggi: 1126
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Re: Lo Stato italiano ha debiti con l'estero?
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G.G. "Il tutto è falso" In letargo intermittente... Comunque vi si legge, ogni tanto ci si desta |
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: Cuneese D.O.C.G. - Luxembourg
Messaggi: 631
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i.e. PRC
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: centro Italia
Messaggi: 1189
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mi pare di aver capito che la parte di debiti con l'estero è comunque verso privati cittadini, e non verso altri Stati.
Lo chiedo perchè ogni tanto viene fuori che l'Italia farà la stessa fine dell'Argentina, vorrei sapere quanto il rischio è concreto. Per quanto riguarda le aziende il fallimento si pone quando l'azienda è insolvente, ovvero quando non può pagare i debiti, comunque visto che mi pare che una parte non trascurabile delle spese dello stato consistono in interessi sui titoli di stato, perchè non rinegoziare quelli più vecchi con interessi decisamente più bassi? Dopotutto è stato fatto per i mutui bancari se non erro ed anche per vecchi buoni postali, perchè non dovrebbe poterlo fare lo Stato? Sono sempre soldi risparmiati. |
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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Chi ha sottoscritto il debito dello stato a certe condizioni non sarà molto daccordo a vedersele rinegoziate in peggio.
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#7 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: Patrie dal Friûl
Messaggi: 3779
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Quindi, accantonando l'impotesi di una variazione d'imperio del tasso d'interesse che fa perdere di credibilità al Paese, si dovrebbe capire se una conversione con diritto al rimborso sia sostenibile, e cioè se le condizioni attuali siano siano migliori di quelle che c'erano quando il titolo era stato emesso con quel determinato tasso.
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John Donuts |
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#8 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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Quello dei primi del '900 era un altro mercato.. un risparmiatore che andava in banca aveva poche opzioni alternative (al limite nessuna) e poche informazioni.
Oggi chi potrebbe voler estinguere un credito al 8-9%, per trovarsi con in mano capitale da investire nel mercato attuale al 3%? Del resto il problema dello stato italiano non è aver contratto debito a tassi particolarmente alti.. è lo stock di debito, la quantità.. non abbiamo un "brutto" debito.. ne abbiamo tanto. |
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2003
Città: Lontano Lontano icq#:121214179 Skype:sniperpat [email protected] modalità:Fancazzamento continuo
Messaggi: 1684
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Il debito italiano, il deficit si ha in maggior parte(se non soprattutto) con la Banca d'italia .
Vi ricordo che la banca d'italia non è un organo statale, quindi non è la banca di tutti i cittadini, ma una banca privata a tutti gli effetti. Gli azionisti sono Monte dei Paschi, Banca Intesa e Banca di Roma soprattutto. in parole povere, lo stato italiano si fa prestare i soldi da Banca italia, (che sono i NOSTRI soldi) e su quel prestito NOI cittadini paghiamo gli interesssi(sono sempre nostri soldi) Questo è quanto si vuole nascondere ai cittadini. Se chiedi al governo di CHI è la banca d'italia, non avrai MAI nessuna risposta.... Per questo non se ne parla ah aggiungo che La Banca D'italia è pure Incostituzionale visto che non garantisce un servizio ai cittadini ma fa gli interessi di banche private. Questo è quanto.
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Snu snu Ultima modifica di PaTLaBoR : 19-12-2004 alle 18:18. |
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#10 | |
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Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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#11 | |
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Iscritto dal: Jun 2003
Città: Lontano Lontano icq#:121214179 Skype:sniperpat [email protected] modalità:Fancazzamento continuo
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Snu snu |
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: Patrie dal Friûl
Messaggi: 3779
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Non mi intendo assolutamente di diritto bancario, cmq a quanto ne so la BDI è un istituto di diritto pubblico, e il suo capitale può essere detenuto solo da istituti di credito e in ogni caso la quota di maggioranza deve essere in mano ad enti pubblici o società da essi controllate.
Quindi, essendo istituto di diritto pubblico, funziona secondo regole diverse rispetto agli istituti di diritto privato (come le SPA) e quindi bisognerebbe vedere quali poteri possano esercitare i portatori di capitale privati. Inoltre, come ulteriore "garanzia" c'è l'obbligo per lo stato di detenere la maggioranza del capitale. Cmq ripeto, non me ne intendo e non vorrei aver scritto imprecisioni. Attendo che qualcuno più esperto ci illumini
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John Donuts |
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
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#14 | |
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ambè, se lo dici tu
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Snu snu |
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#15 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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p.s.se TANTI TROPPI vogliono sapere di chi è la Banca d'Italia il suo statuto la composizione le finalità l'organigramma le politiche la relazione annuale, non c'è bisogno che lo chiedano al governo (forse non gli risponde perchè ha altro da fare, forse perchè ha chiamato la neuro
è sufficiente cheapri il browser scrivi www.bancaditalia.it e trovi tutte le informazioni supersegrete di cui sopra |
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#16 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2003
Città: Lontano Lontano icq#:121214179 Skype:sniperpat [email protected] modalità:Fancazzamento continuo
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ecco le precisazioni che volevi. La Banca d'italia è a tutti gli effetti una SPA privata(come dicevi te senza saperlo Le quote sociali sono ce le hanno gruppi bancari privati. Questo è un caso unico in europa, naturalmente tutte le schifezze succedono sempre qua Ti copio il testo preso da un sito internet(ci sono pure tanti libri che ne parlano) Leggilo tutto, così capisci finalmente COSA è la banca d'italia. "La Banca d’Italia, dopo l’ultima legge bancaria, è divenuta una Spa totalmente privata, le cui quote sociali, caso unico nelle ex banche d’emissioni europee, attualmente socie della BCE, sono detenute solo da alcuni gruppi bancari ed assicurativi, anch’essi privati. Da ciò deriva l’insanabile e di gran lunga il più devastante conflitto d’interessi esistente poiché, la B. I. attraverso la vigilanza e sorveglianza, che ancora detiene sull’intero sistema bancario e creditizio, compreso sulle banche sue socie, esercita in assoluta autonomia il controllo economico e monetario dell’intera Nazione, secondo propri fini, disgiunti, diversi e spesso contrastanti da quelli governativi. In questa situazione il ruolo dei politici, eletti democraticamente, in campo economico è ridotto a quello di semplici comparse mosse dall’attenta regia del privatissimo Istituto di Via Nazionale, retto da organismi autocratici ed autoreferenziali. Le pesanti polemiche esistenti in campo finanziario e monetario, sono tutte imputabili a questa degenerata situazione, forzatamente in atto sul teatro della politica economica nazionale, giacché la vigilanza, oltre che nei confronti delle altre banche, viene svolta anche presso quelle socie di Bankitalia stessa. Il Governo se intende veramente governare le sorti del Paese e mantenere gli impegni assunti con gli elettori, deve agire risolutamente e rapidamente per trasferire da Bankitalia all’Esecutivo, che avendone avuto il mandato risponde del suo operato ai cittadini, la vera guida economica e per conseguenza anche quella politica dell’intera Nazione. A riprova del conflitto istituzionale, Antonio Fazio, convinto di dover esercitare il ruolo di Governatore dell’Italia intera, invadendo campi non propri per distogliere l’attenzione dalla sua chiacchierata istituzione che governa, discredita pubblicamente l’operato dell’Esecutivo politico sostenendo, senza alcun pudore, che per rilanciare l’economia nazionale occorre destinare più risorse per rimettere in moto i cantieri delle “Opere Pubbliche” e ridurre il debito pubblico nazionale. Simili affermazioni rappresentano delle ovvietà se profferite da un profano, ma sulle labbra del Governatore suonano come una beffarda provocazione.. Per ottemperare le accorate esortazioni del Governatore Fazio e quelle inerenti al “mezzogiorno” del Presidente Ciampi, nonché Governatore Onorario di Bankitalia, occorre che il Governo, in proprio ed in nome e per conto delle altre Pubbliche Amministrazioni, agisca rapidamente per rientrare in possesso delle ingentissime somme corrispondenti ai famosi “Residui Passivi” (si parla di oltre 600 mila miliardi di Lire, 110 mila miliardi solo nel 1995) allora versate ed ancora giacenti proprio nelle casse della Banca d’Italia. L’operazione in sé risulta di vitale importanza giacché questa gigantesca massa monetaria liquida ed utilizzabile, sottratta dalla circolazione, della quale mancanza ne risente pesantemente l’economia dell’intero mercato, era destinata proprio alla realizzazione delle opere di pubblica utilità. Questa macroscopica operazione, realizzata progressivamente, con la benedizione dei governi di sinistra e con quelli a guida di esponenti bancari, ha determinato : - la progressiva deflazione sull’intero mercato nazionale con la caduta degli investimenti strutturali e la mortificazione del PIL (artatamente si continua a confonde l’aumento dei prezzi per inflazione) - l’impossibilità di poter destinare alla ricerca, pubblica e privata, le indispensabili risorse finanziarie, della qual cosa i soliti “soloni”, oggi, ne denunciano le gravi conseguenze - l’impoverimento generale dell’intero sistema economico nazionale, sia pubblico che privato che si ripercuote direttamente ed indirettamente su tutti i cittadini. La situazione risulta ancor più grave se si considera che: mentre la circolazione monetaria si è drasticamente ridotta, il debito pubblico generato dall’emissione monetaria corrispondente alla somma dei residui passivi congelati, è stato mantenuto in essere. (dalla comparsa difensiva della Banca d’Italia chiamata in giudizio: “…come visto, la moneta viene infatti immessa nel mercato … la Banca d’Italia cede la proprietà dei biglietti, (che nulla le sono costati, salvo le spese tipografiche ndr) i quali, in tale momento, come circolante, vengono appostati al passivo nelle scritture contabili dell’Istituto d’Emissione acquistando in contropartita, o ricevendo in pegno, altri beni o valori mobiliari (titoli del debito pubblico ndr) che vengono invece appostati nell’attivo” Pertanto o lo Stato si riappropria di queste ingentissime somme per aprire nuovi cantieri e mettere in sicurezza il disastrato territorio, ma anche per riassettare il proprio bilancio, o deve pretendere l’abbattimento del debito pubblico corrispondente all’importo della massa monetaria sparita. Ci si augura che le pattuglie dei “fazisti”, annidate nei vari schieramenti politici, sia di maggioranza che d’opposizione, non assumano il sopravvento all’interno della rispettiva compagine politica esercitando il ruolo del Cavallo di Troia per conto di “bankitalia & affini”. Ciò vale in primis per AN, in virtù delle proprie radici politiche e culturali, (Quota Novanta docet), non tanto per non ricoprire il ruolo, secondo la visione poundiana, dei “camerieri dei banchieri” , quanto per essere conseguenti al consenso ricevuto dai propri elettori, sempre più sensibili alla giustizia economica e sociale. Al danno non può essere aggiunto e sopportabile anche la beffa. "
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#17 | |
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Quote:
Trovami la composizione della banca d'italia sul sito, io non la trovo.....
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: Patrie dal Friûl
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Scusa Pat, prima che mi cimenti nella lettura di tutto ciò che hai postato:
ho letto l'inizio, dice che il capitale della BdI è totalmente privato. Ho controllato nello statuto sul sito della BdI stessa, e nei primi articoli è sancito l'obbligatorietà della quota maggioritaria in mano allo Stato. Qualcosa non quadra. Non credo che, perlomeno in sede europea, questa discrepanza sarebbe tollerata. Inoltre se per cortesia mi posti la fonte di quanto hai riportato. Poi leggo, grazie
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John Donuts |
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#19 |
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Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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patlabor mi raccomando metti le fonti quando citi qualcosa...
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#20 | |
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Iscritto dal: May 2001
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