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#1 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
Messaggi: 1275
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Nuove tecnologie
Perdonatemi se faccio una domanda un po' vaga, ma vorrei sapere quali sono le tecnologie che in un futuro prenderanno il posto delle tecnologie attuali.
tnx a lot
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
Città: Roma
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Effettivamente è un tantinello troppo vaga come richiesta!
Vabbè, cominciamo con questa notizia: Alluminio trasparente http://physicsweb.org/article/news/8/8/9 (Vi ricordate Star Trek vero?
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
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Io spero nell'idrogeno
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Non bisogna mai contraddire una donna. Basta aspettare, lo farà da sola La statistica è quella scienza che dice che se hai i piedi nel congelatore e la testa nel forno, mediamente stai bene |
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#4 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 1999
Messaggi: 3780
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L'idrogeno NON e' una nuova tecnologia ... tant'e' che veniva impiegato dai tedeschi durante la guerra sia per riempire i dirigibili sia come combustibile su alcuni U-boat. Il grosso difetto dell' idrogeno e' che dipende dal petrolio , anzi le multinazionali petrolifere sono tra le prime a spingere per la diffusione dell' idrogeno visto che per produrre l'idrogeno serve TANTO petrolio (di piu' che non per produrre l'equivalente benzina) |
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#5 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
Città: Roma
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Tanto vale utilizzarla direttamente senza ulteriori passaggi!
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#6 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
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Cmq l'inizio e' molto buono. Edit: Hemmm qualcuno puo fare una breve traduzione. tnx a lot
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#7 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: La Spezia
Messaggi: 11272
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Progresso di vetro 11 agosto 2004 Gli scienziati negli US hanno sviluppato una tecnica di novella per ottenere le quantità di grande quantità di vetro da alumina per la prima volta. Anatoly Rosenflanz e colleghi a 3M in Minnesota hanno utilizzato una tecnica "flame-spray" per legare alumina (ossido di alluminio) con ossidi di metallo rare-earth per produrre vetro forte con buone proprietà ottiche. Il metodo evita molti dei problemi hanno incontrato in vetro convenzionale da formarsi e ha potuto, dicono il gruppo, sono estesi ad altri ossidi (A Rosenflanz et al). (2004 natura 430 761). Il vetro è formato quando un materiale fuso è rinfrescato così velocemente che i suoi atomi costituenti non hanno tempo per allinearsi in una grata ordinata. Tuttavia, è difficile ottenere vetri dalla maggior parte dei materiali perché essi devono essere rinfrescati o spenti, a tariffa di fino a 10milione gradi al secondo. La silice è utilizzata ampiamente in glass-making perché lo spegnendo i tassi sono molto inferiore, ma i ricercatori vorrebbero ottenere vetro da alumina anche a causa delle sue proprietà meccaniche e ottiche superiori. Alumina può formare vetro se è legato con calcio o con ossidi rare-earth, ma lo richiesto spegnere tasso può essere così alto come 1000 gradi al secondo, che rende difficile produrre le quantità di grande quantità. Rosenflanz e colleghi hanno avviato mescolando la circa 80 talpa il % di alumina polverizzato con diverso rare-earth polveri di ossido - tra cui ossidi lanthanum, gadolinium e yttrium. Dopo, essi hanno introdotto le polveri in una fiamma high-temperature hydrogen-oxygen per produrre particelle fuse che sono state quindi spente in acqua. Le perline di vetro risultanti, attraverso quale erano meno di 140 micron, era quindi heat-treated, o si è sinterizzato, a intorno a 1000°C. Questo ha prodotto campioni di vetro di grande quantità in cui fasi nanocrystalline alumina-rich sono state disperse per tutta una matrice vitrea. Il nuovo metodo evita la necessità di applicare pressioni di 1 gigapascal o di più, così come è richiesti in tecniche esistenti. Gli scienziati 3M characterised i vetri utilizzando microscopy ottico, che scandisce l'elettrone microscopy, diffrazione X-ray e analisi termica e ha provato la forza dei materiali con prove di durezza di durezza e di frattura. Essi hanno trovato che i loro campioni erano molto più duri di quanto silica-based convenzionale imbottigli ed erano polycrystalline alumina come puro quasi come duro. Inoltre, più del 95% dei vetri era trasparente (vede figura) e ha avuto proprietà ottiche attraenti. L'ossido di terra alumina-rare ad esempio, completamente cristalizzato ceramics ha mostrato ad alti indici rifrangenti se i grani sono stati tenuti sotto una certa dimensione.
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Ciao Leo, vivrai per sempre nei nostri cuori. 13 novembre 2008: da oggi in cielo brilla una nuova stella. 2 aprile 2005, ore 21:37 - Il Papa torna a casa. - Clan dei nonni di HWU - Milan clan HWU Uomo avvisato... LEGGETE TUTTI - 22 luglio 2009: Benvenuto Matteo!
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#8 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: milano
Messaggi: 4277
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Olio di girasole per produrre idrogeno
da http://www.newton.rcs.it/PrimoPiano/...Girasole.shtml Un sistema innovativo che fa uso di olio di girasole, aria, vapore acqueo e due speciali catalizzatori è stato messo a punto da ricercatori di una università britannica Considerato il combustibile del futuro, l'idrogeno può produrre energia elettrica senza emissioni nocive. E' indicato per molteplici applicazioni come autotrazione, piccole batterie portatili, utenza domestica e industriale. Restano però da risolvere alcuni problemi: da dove ricavare l'idrogeno e come produrlo su scala industriale senza provocare ulteriori fenomeni d'inquinamento? I ricercatori Valerie Dupont, Jenny Jones, Edward Hampartsoumian e Andy Ross dell'Università di Leeds, in Inghilterra, stanno sperimentando un sistema innovativo che fa uso di olio di girasole, aria, vapore acqueo e due speciali catalizzatori per produrre idrogeno. 'La maggior parte dei metodi seguiti sinora si basano sulla combustione di un altro combustibile per creare energia, con conseguenti problemi d'inquinamento da ossido di carbonio, azoto e altre emissioni - precisa Valerie Dupont -. I nostri catalizzatori usano ossigeno atmosferico per innalzare la temperatura in modo naturale. Questo calore serve per una azione di 'reforming' dell'olio con il vapore per ottenere idrogeno. L'anidride carbonica in eccesso viene immessa in un secondo catalizzatore, e poi conservata per altri impieghi; in questo modo si garantisce che quantità dannose di CO2 non possano ritornare nell'atmosfera'. I ricercatori stanno lavorando con alcune industrie per individuare i catalizzatori più efficaci e poi adattare il loro sistema all'olio di girasole. Il processo potrebbe anche far uso di altri tipi di combustibili rinnovabili di bassa qualità, e persino oli ottenuti da materiali di scarto. 'Attualmente l'olio di girasole si brucia come combustibile, ma però è decisamente inquinante - ha aggiunto laDupont -. Il nostro sistema sfrutta tutto il potenziale energetico e al contempo permette di tenere agevolmente sotto controllo le sostanze chimiche più nocive presenti nel combustibile'. Il progetto di ricerca triennale è finanziato dall'Engineering and Physical Sciences Research Council del Regno Unito. 04 febbraio 2003 Dall'acqua Esistono vari processi per ottenere idrogeno dall'acqua: tra cui abbiamo l'elettrolisi, che è il processo più utilizzato per la produzione industriale, la decomposizione mediante cicli termochimici, e altri metodi in fase di studio. Tra i metodi in fase di studio esiste un processo che riguarda la produzione dell'idrogeno da parte di alghe e batteri che in specifiche condizioni riescono a produrre idrogeno sfruttando la luce solare. I pigmenti delle alghe assorbono l'energia solare e gli enzimi nella cellula agiscono da catalizzatori per scindere l'acqua in idrogeno ed ossigeno. La ricerca sta analizzando questi sistemi, per il momento però non si sono ottenuti grossi risultati anche perché il livello di efficienza di conversione dell'energia è molto basso. Per usare questi metodi per la produzione di idrogeno su larga scala, bisogna rendere questo processo più efficiente e meno costoso. Sempre all'ambito di produzione dell'idrogeno da sistemi biologi fanno parte le ricerche di alcuni ricercatori che stanno sperimentando un sistema per produrre idrogeno puro a temperatura e pressione ambiente e nell'oscurità, tramite alcuni batteri. Si sta cercando una specie di batteri, capace di combinare nell'oscurità monossido di carbonio e acqua per ottenere idrogeno, sino ad oggi solo alcune specie di cianobatteri hanno dato dei risultati soddisfacienti, il tutto però è ancora in fase di sperimentazione. Mentre Rubbia dice che da http://www.garitec.com/energia_e_din...o_idrogeno.htm MAI PIU' PETROLIO: IL FUTURO E' ALL'IDROGENO Come applicare l’elemento chimico per produrre elettricità, calore e far funzionare veicoli USA, Canada e Islanda sperimentano il definitivo superamento degli idrocarburi Jules Verne aveva profetizzato, nell'800, l'uso dell'Idrogeno come combustibile. Ora, le sue previsioni stanno diventando realtà. Infatti, sono oggi disponibili i primi impianti con celle a combustibile, che utilizzano idrogeno e ossigeno in un processo elettrochimico. Si parte da un idrocarburo come il metano, che viene prima sottoposto ad un processo detto di reforming, al fine di ricavarne un gas ricco di idrogeno. questo viene fatto reagire con l'ossigeno estratto dall'aria e come risultato si ottengono elettricità, acqua e calore. Si realizza così una sorgente di energia pulita. Le celle a combustibile rappresentano uno stadio dell'evoluzione tecnologica che ci farà approdare all'energia ideale: quella, appunto, dell'idrogeno. Sussistono ancora problemi legati alla distribuzione dell'idrogeno stesso. Va però ricordato che fino a qualche decennio fa, si usava il cosiddetto "gas di città", che aveva un elevatissimo contenuto di idrogeno. Venne distribuito e usato per il riscaldamento e altri usi domestici per più di un secolo. In effetti, il cosiddetto "gas di città" era una miscela composta per metà da idrogeno e per l'altra metà da monossido di carbonio. In seguito venne sostituito dal gas naturale. Poiché il "gas di città" era praticamente idrogeno, la distribuzione del combustibile idrogeno gassoso non dovrebbe richiedere lo sviluppo di tecnologie straordinarie. Oggi, inoltre, la tecnologia del reformer permette di eliminare il vincolo legato allo stoccaggio dell’idrogeno stesso. Ne parla Seth Dunn, un esperto di punta del famoso istituto World Watch di Washington, in Idrogeno - Verso la sostenibilità dei consumi energetici, con un rapporto sull'Islanda (Edizioni Ambiente, pagine 118, euro 15, aprile 2002). I suoi messaggi lasciano spesso il segno a livello planetario. La sua apologia dell'idrogeno, Meno ci spiega con abbondanza di particolari gli elementi essenziali del dibattito in corso nei piani alti dell'energetica avanzata, e delle politiche ambientali. Il superamento della fase legata agli idrocarburi viene data per scontata, insieme alla transizione dovuta a una economia basata sull'idrogeno. Rimangono ovviamente ancora parecchie difficoltà da superare e i vincoli geopolitici che ancora ci legano agli idrocarburi rappresentano un ostacolo da abbattere con diverse mosse, che vengono proposte e analizzate nel libro. Seth Dunn presenta dunque una sorta di enciclopedia dell'idrogeno, centrata soprattutto sul ruolo di punta svolto da Stati Uniti e Canada. Il rapporto sull'Islanda rappresenta la singolare novità, dato che l'isola a metà strada fra i continenti europeo e nord-americano ha deciso una svolta senza precedenti in direzione dell'economia basata sull'idrogeno. L'Islanda non è certo afflitta da particolari problemi di inquinamento ambientale, né soffre di pesanti vincoli nell'approvvigionamento energetico. Dispone infatti di abbondanti risorse di energia pulita, di origine Idroelettrica e geotermica, ma ha deciso comunque di abbandonare completamente i combustibili fossili. L'obiettivo fissato in una bozza preliminare discussa - in ambito governativo è di alimentare il 20% dei veicoli e dei pescherecci con energie rinnovabili entro il 2002, cioè entro quest'anno. Di qui l'impegno del governo, in stretta cooperazione con le autorità locali, di realizzare una economia libera dagli idrocarburi entro qualcosa come 35 anni. Una decisa accelerata dunque per uscire dalla dipendenza dei signori del petrolio, puntando risolutamente la rotta in direzione di uno sviluppo sostenibile sia .dal punto di vista economico sia da quello dell'impatto ecologico. In effetti, l'Islanda non rappresenta un paese tipicamente europeo, per le sue caratteristiche climatiche e/o demografiche e i suoi spazi la rendono più simile a un paese Oltre Oceano, che non a Olanda, Belgio o Svizzera. Di qui l'interesse degli esperti americani. Ma il caso dell'Islanda rappresenta un esperimento pilota decisamente istruttivo per tutti. ANCHE I NOSTRI FISICI SONO AL LAVORO GIA’ DA TEMPO Già nel 1995 il Premio Nobel Carlo Rubbia, attualmente alla guida dell'Enea, esplorò in un rapporto interno del Cern, la possibilità di produrre idrogeno gassoso come sostituto del gas naturale, con un processo economicamente competitivo. Proponeva in sostanza di dissociare l'acqua per mezzo del calore nucleare prodotto dalla combustione del torio nel suo Amplificatore di Energia. I sistemi basati sul cielo del torio e dell'uranio producono infatti molto meno plutonio e attinidi di quelli basati sul ciclo tradizionale dell'uranio e del plutonio. In altri termini, viene praticamente eliminato quello che Rubbia chiama lo "sterco" dei reattori. L'entusiasmo di Rubbia per l'idrogeno era nato sulla scia delle analisi tecnico-economiche sviluppate da Cesare Marchetti, fisico italiano che ha lavorato a lungo a Vienna e che è un autentico profeta dell'idrogeno. La ragione della scelta dell'idrogeno è data dalla sua combustione, che non libera anidride carbonica, quindi non contribuisce in alcun modo al famigerato effetto serra. Un'altra ragione è la forte somiglianza dell’idrogeno con il gas naturale. Nel suo rapporto Rubbia ricordava anche la fortissima somiglianza sempre fra l'idrogeno e il "gas di città", usato per lunghissimo tempo prima del gas naturale. L'idrogeno ha una densità molto inferiore a quella del metano, e un'energia di combustione per unità di volume che è solo un terzo di quella del metano. Per quanto riguarda la sicurezza dell'impiego, la pericolosità dell'uso dell'idrogeno non risulta eccessivamente superiore a quella dei metano o di altri idrocarburi. Il vantaggio principale è che quando viene bruciato in aria, gli unici inquinanti prodotti sono degli ossidi di azoto. Con opportuni processi catalitici, adatti anche alle applicazioni su piccola scala, persino le emissioni di quegli inquinanti possono essere ridotte a livelli trascurabili. Inoltre, se l'idrogeno gassoso viene prodotto sinteticamente dalla dissociazione dell'acqua, viene al tempo stesso prodotto anche un corrispondente quantitativo di ossigeno, che non è certo privo di valore. Infatti l'ossigeno potrebbe a sua volta essere trasportato e impiegato per migliorare la qualità della fiamma. L'Amplificatore di Energia, proposto da Rubbia attorno alla metà degli anni 90, ha destato l'interesse di un consorzio di industrie europee, le quali però lo hanno preso in considerazione sostanzialmente come un bruciatore di scorie nucleari. È stato cioè visto più che altro come un sistema adatto per eliminare lo "sterco" dei reattori, usando sempre la terminologia originale di Rubbia. L'idea di partenza era invece produrre idrogeno gassoso per le celle a combustibile o altri impianti del genere. In altri termini, la produzione di calore dell'Amplificatore di Energia è stata considerata qualcosa di secondario, come negli impianti di cogenerazione, mentre il fine primario diventava la eliminazione delle scorie. In effetti la produzione di idrogeno gassoso tramite il dispositivo proposto da Rubbia non è ancora in sostanza decollata, come del resto risulta dal rapporto del World Watch. In compenso, però, si sono avuti sviluppi significativi negli ultimi anni proprio nella tecnologia delle celle a combustibile, che consentono la trasformazione diretta dell'idrogeno in elettricità con una efficienza teorica che supera l'80%. quindi in teoria l'efficienza delle celle a combustibile supera di due volte gli ordinari turbo-generatori, evitando l'emissione di ossidi di azoto. In realtà le celle hanno rendimenti del 30-40% e alcune turbine a gas hanno Efficienza ancora superiore e quindi rimangono competitive. Bibliografia Giorgio Gheppio "Le nuove scienze", La Padania 30/05/2002 Raga, io l'ho buttata lì perchè al progresso non si comanda e tutto può succedere... anche che si produca idrogeno senza usare il petrolio
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Non bisogna mai contraddire una donna. Basta aspettare, lo farà da sola La statistica è quella scienza che dice che se hai i piedi nel congelatore e la testa nel forno, mediamente stai bene Ultima modifica di ciriccio : 25-08-2004 alle 16:29. |
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#9 |
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Iscritto dal: Feb 2004
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bene bene continuate cosi, che ste cose mi piacciono
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questo è pur sempre innovazione: il Burj Dubai, il futuro grattacielo più alto del mondo
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#11 |
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Che fine ha fatto il casco virtuale?
Possibile che giocavo a Doom2 con quello e a Doom3 senza??? Un casco virtuale? Ci sarà?
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#12 | |
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sarebbe fantastico |
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#13 | |
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#14 |
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nanotubi a palla
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sono un coglione, fannullone ed indegno di essere italiano |
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#15 |
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tutto qua?
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#16 |
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Senior Member
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Abbastanza probabili (IMVHO):
Propulsione spaziale elettrica con sorgente di energia in reattore nucleare a fissione. Chip non più elettronici ma fotonici (manipolazione di luce anzichè di campi elettrici). Dispositivi "spin-tronici" (che sfruttano anche lo spin di un elettrone, e non solo carica e stato). Propulsione spaziale "al plasma". Aerei "ipersonici" (ibridi aereo-razzo, tipo (sc)ramjet, in grado di raggiungere (e superare) Mach 20). Robot umanoidi. Progressi medici di ogni tipo. E, per i "forse verranno, ma non saprei": Reattori a fusione nucleare. Computer quantistici. L'ascensore spaziale. Materiali superconduttori a temperatura ambiente. Un sistema di produzione-stoccaggio-utilizzo dell'antimateria efficiente ed economicamente conveniente (e ambientalmente compatibile, dai). Infine, ci sono quei progressi di cui non credo vedremo mai la realizzazione, ma che mi incurioscono (e in cui forse spero): Teletrasporto (no, non quello che fanno a Innsbruck!). Viaggio "super-luminale" (a velocità maggiori di quella della luce, senza paradossi e complicazioni possibilmente). In poche parole... l' S.S. Enterprise!
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"Et Eärallo Endorenna utúlien. Sinome maruvan ar Hildinyar tenn' Ambar-metta!" -- Aragorn Elessar, Heir of Isildur Mixmar -- OpenSuSE 11.1 on AMD 64 3000+ on DFI LanParty nF4-D | GeForce 6600 GT + Thermaltake Schooner on Samsung 710N Storage -- ( 2 x Hitachi Deskstar 80 Gb + 1 x Hitachi 250 Gb ) = 1 RAID 5 + 1 Storage space LaCie Ethernet Disk Mini 250 Gb | HP - DV2150 EL MILAN CLAN |
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#17 | |
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#18 | |
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#19 | |
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#20 | |
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