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L'Europa conta nella tecnologia e può essere autonoma. Cosa si è detto al Nextcloud Summit 2026
L'Europa conta nella tecnologia e può essere autonoma. Cosa si è detto al Nextcloud Summit 2026
La parola d'ordine al Nextcloud Summit 2026, che si è tenuto a Monaco, è stata "sovranità". Non come è spesso usato questo termine in politica ma, al contrario, come capacità positiva di decidere il proprio destino tecnologico, con modalità collaborative e aperte. L'Europa dice già molto nel mondo open source, che viene visto come mezzo per ottenere la tanto agognata autonomia digitale
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Old 31-07-2013, 08:25   #1
xcdegasp
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[NEWS] Quando l’hacking diventa un videogioco

In attesa di Watch Dogs, ecco il decalogo dei videogame dove l'hacking è un gioco da ragazzi
30 luglio 2013 di Dario Marchetti



Negli ultimi anni la figura dell'hacker è tornata alla ribalta: chi di noi non ha mai sognato almeno una volta di diventare un ninja della Rete, capace di muoversi silenziosamente tra server, siti e database? E visto che per Watch Dogs, il nuovo titolo Ubisoft ambientato in una metropoli completamente hackerabile, ci sarà da aspettare fino a novembre, nel frattempo ti proponiamo 10 giochi che hanno fatto la storia di questo genere e che per qualche ora ti faranno sentire un vero pirata digitale. Senza rischiare la prigione.


1984 – System 15000
Nato sul leggendario Commodore64, System 15000 è il primo titolo della storia dei videogiochi a proporre una simulazione di hacking. Con una grafica talmente semplice da fare invidia al televideo, il gioco lancia il guanto di sfida già dalla schermata di partenza, che deve essere oltrepassata con una particolare procedura. L'obiettivo finale è il recupero di un milione e mezzo di dollari rubati a un'azienda da una compagnia rivale: per riuscirci bisogna destreggiarsi tra codici, database e numeri di telefono. Da perderci la testa.

1985 – Hacker
Sviluppato dall'allora giovane Activision, Hacker fu pubblicato sulla scia del successo di film come War Games. Per aumentare il realismo e il senso di immersione, il gioco veniva venduto senza libretto di istruzioni: stava al giocatore capire il funzionamento del sistema e i trucchi per aggirarlo. La trama è complessa, e oltre a infiltrarsi in sistemi privati si può anche controllare un robot a distanza e spostarlo lungo una rete di tunnel sotterranei per compiere scambi senza rischiare di essere scoperti.

1988 – Neuromancer
Addio realismo, benvenuto cyberpunk. Basato in parte sull'omonimo romanzo di William Gibson, Neuromancer trasporta il giocatore in un mondo fantastico e allucinato, fatto di megalopoli e viaggi neurali. Anche se l'impianto è quello di un punta e clicca alla Monkey Island, le sezioni di combattimento avvengono sul piano virtuale, in un continuo botta e risposta di codici, programmi e antivirus tra il protagonista e i firewall nemici.

1989 – Interphase
Antenato di giochi in prima persona come Wolfenstein3D, il gameplay di Interphase si svolge su due mondi separati: uno reale in due dimensioni e uno virtuale a tre. Il giocatore si sposta in quello reale incontrando puzzle e ostacoli che vanno superati entrando nella realtà virtuale e distruggendo gli antivirus nemici. Così come Neuromancer, anche questo titolo si ispira ad alcuni elementi dell'opera di Gibson.

2001 - Uplink
Lasciata alle spalle la paura del millennium bug, Uplink porta una ventata di novità nel mondo degli hacking games: è il primo a offrire un'interfaccia estremamente realistica, quasi un sistema operativo a sé con cartelle, programmi, chat ed email. Il protagonista è un giovane hacker che si ritrova catapultato in un intrigo internazionale in pieno stile hollywoodiano: agenti segreti, dollari a più non posso e scienziati pazzi che vogliono distruggere la Rete con un virus. Il livello di difficoltà non è molto alto, anche perché, rispetto al tecnicismo dei titoli precedenti, Uplink punta tutto su immersione e sviluppo della trama.

2001 – Rez
Una sola parola: sinestesia. Ideato da Tetsuya Mizuguchi (che nel frattempo ha dato la luce a Child of Eden), Rez non è un semplice videogame ma una vera e propria esperienza sensoriale. Non solo per la grafica in wireframe accompagnata da stupendi effetti particellari, ma anche per una colonna sonora elettronica ipnotizzante: dopo pochi minuti di gioco si rischia di cadere in una trance profonda e rimanere estasiati davanti allo spettacolo che scorre sullo schermo. In Giappone fu anche messo in vendita un Trance Vibrator da collegare alla console e mettere in tasca per aumentare il fattore di immersione. Ogni livello del gioco rappresenta l'attacco di un hacker a un sistema informatico e a fare da boss ci sono firewall, antivirus e programmi di ogni genere. Da non perdere il remaster in HD su Xbox360.

2010 – Digital: A Love Story
Più che un videogame, Digital: A Love Story è una sorta di storia interattiva: ambientato nel 1988, il gioco ripercorre la relazione tra il protagonista e una ragazza conosciuta online nel tentativo di risolvere il mistero dietro la morte di alcune intelligenze artificiali. I messaggi scambiati sui Bulletin Board Systems, gli antenati dei forum e dei social network, sono l'unico strumento che il giocatore ha per interagire con gli altri personaggi. Se il concetto vi intriga, il gioco è scaricabile gratuitamente da questa pagina.

2010/2011 – Hacker Evolution, Untold, Duality
Nato come semi-clone di Uplink, negli ultimi anni questo franchise è diventato sempre più popolare, capitolo dopo capitolo. L'ultima versione, Duality, mette i giocatori nei panni di Brian Spencer, giovane e ingenuo programmatore che si ritrova a combattere contro la crudele intelligenza artificiale che aveva creato qualche anno prima. Oltre alla modalità storia c'è anche un deathmatch che permette di confrontarsi con altri hacker controllati dal gioco. E se non ti basta, gli sviluppatori stanno lavorando a una modalità multiplayer online.

2013 – Gunpoint
Uscito a giugno su Steam, Gunpoint è una piccola perla nel mare di indie games che affolla la rete. Con una grafica pixellosa in 2D, semplice ma al tempo stesso dettagliata, questo gioco unisce lo stealth all'hacking: utilizzando il Crosslink, uno speciale device, il giocatore può modificare le connessioni tra porte di sicurezza, telecamere e computer per farsi strada tra gli agenti. Qualcuno ha detto Watch Dogs? Il livello di sfida è alto, ma tranquilli: quando il gioco si fa duro, basta ricorrere ai cari vecchi pugni.

2013 – Quadrilateral Cowboy
“Se hai a disposizione un laptop di ultima generazione con un modem a 56k e una RAM da 256kb, questo vuol dire una sola cosa: rispondi al miglior offerente”. Basterebbe questa tag line per raccontare lo spirito goliardico che si cela dietro questo gioco sviluppato dallo studio indipendente Blendo Games. Unendo motore grafico 3D, grafica cell-shading e ambientazioni anni '80, Quadrilateral Cowboy punta a creare un'esperienza quasi realistica che trasporti il giocatore al confine tra mondo fisico e virtuale. L'uscita è prevista entro fine anno.



Fonte: gadget.wired.it

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Ultima modifica di xcdegasp : 31-07-2013 alle 08:57.
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