La NASA è sempre più vicina al lancio della missione Artemis II intorno alla Luna

La NASA è sempre più vicina al lancio della missione Artemis II intorno alla Luna

All'inizio di febbraio 2026 potrebbe esserci il lancio della missione Artemis II sfruttando il razzo spaziale NASA SLS e la capsula Orion Integrity. Si tratterà della prima missione nello Spazio profondo dopo la fine del programma Apollo.

di pubblicata il , alle 17:32 nel canale Scienza e tecnologia
NASAESAArtemis
 

Nonostante il periodo "turbolento" degli scorsi mesi, la NASA si sta preparando al lancio della missione Artemis II intorno alla Luna. Si tratta della prima missione nello Spazio profondo dalla fine del programma Apollo negli anni '70 e, pur non essendoci un allunaggio, sarà fondamentale per gettare le basi per le future missioni, compresa Artemis III (che riporterà l'essere umano sulla superficie lunare nel 2028).

artemis II

Il nuovo amministratore della NASA, Jared Isaacman, avrà un compito importante: cercare di far tornare l'agenzia ancora più competitiva nei confronti della Cina, pur rispettando le decisioni del presidente Trump (e i possibili tagli al budget). Il razzo spaziale NASA SLS e la capsula Orion Integrity con il modulo di servizio europeo (ESM) sono stati completamente assemblati e ora inizierà l'ultima campagna di test prima del lancio.

La NASA si prepara al lancio della missione Artemis II

Se tutto andrà come previsto il razzo spaziale NASA SLS (Space Launch System) decollerà dal Kennedy Space Center il 6 febbraio 2026 con la finestra di lancio che si aprirà alle 2:09 (ora italiana). Poco prima di Natale l'equipaggio di quattro astronauti, tre della NASA e uno della CSA, hanno eseguito un test delle procedure pre-lancio simulando tutte le operazioni necessarie prima della partenza. Sono state quindi indossate le tute IVA, c'è stato il trasporto a bordo del van dedicato (lo stesso impiegato dall'equipaggio di Starliner CFT-1, che ha sostituito i tre veicoli elettrici Canoo, considerando che la società che li produceva è fallita).

artemis II

Il test dimostrativo del 20 dicembre ha previsto una simulazione del conto alla rovescia con gli astronauti che sono stati supportati dalle squadre di controllo di lancio e volo e che, come scritto sopra, hanno utilizzato le loro tute, per poi salire a bordo della navicella spaziale Orion posizionata in cima al vettore ancora inserito all'interno del VAB (Vehicle Assembly Building).

Il comandante Reid Wiseman (NASA), il pilota Victor Glover (NASA), la pilota Christina Koch (NASA) e lo specialista di missione Jeremy Hansen (Canadian Space Agency) hanno simulato tutte le operazioni fino a poco prima dell'effettivo decollo, pur senza il caricamento del propellente e senza altre attività correlate al razzo spaziale statunitense.

Jared Isaacman (amministratore dell'agenzia) ha dichiarato "questo test segna il superamento di una pietra miliare chiave nel viaggio dell'America verso la rampa di lancio. Ne abbiamo molti altri da fare, ma sono incoraggiato dalla competenza e dalla precisione dimostrate dai nostri team mentre perseguiamo l'ambiziosa eredità di esplorazione lunare della NASA".

A differenza della missione vera e propria, dove è previsto un viaggio di 20 minuti verso il Launch Complex 39B del KSC, questa le operazioni si sono svolte più velocemente visto che il razzo spaziale si trova ancora all'interno del VAB (High Bay 3). I quattro membri dell'equipaggio sono entrati nella capsula, sono state verificate possibili perdite dalle tute spaziali e infine i sistemi di comunicazione. Questo test ha previsto quindi tutte le operazioni che partono da 5,5 ore prima del lancio fino a circa 30" dal decollo vero e proprio.

artemis II

Secondo quanto riportato dalla NASA "tutti gli obiettivi sono stati raggiunti e la dimostrazione del conto alla rovescia ha fornito una preziosa opportunità per condurre operazioni in una configurazione di un giorno di lancio per ridurre al minimo la necessità di apprendere nuove informazioni durante il giorno del lancio". Una volta completato il test i tecnici hanno iniziato a rimuovere parte delle strutture di supporto e accesso al razzo spaziale "liberando" NASA SLS in vista di una prima uscita verso il pad di lancio.

Come scritto sopra, la missione Artemis II non prevede l'allunaggio né di orbitare intorno alla Luna. La NASA ha scelto di utilizzare una traiettoria di ritorno libero (chiamata hybrid free-return) che permetterà di far rientrare la navicella spaziale anche se dovesse esserci un'avaria dei propulsori. La durata complessiva sarà di circa 10 giorni. La capsula Orion sorvolerà la faccia nascosta della Luna fino a circa 10 mila km dalla superficie con una distanza dalla Terra che potrebbe toccare i 460 mila km.

L'equipaggio inizialmente resterà su un'orbita terrestre altamente ellittica per provare sia i sistemi di comunicazione che di supporto vitale. Successivamente gli astronauti dovranno eseguire una manovra di avvicinamento e rendezvous con lo stadio superiore ICPS per dimostrare quanto avverrà invece con il lander lunare. La missione terminerà con un ammaraggio nell'Oceano Pacifico.

6 Commenti
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Ripper8901 Gennaio 2026, 21:28 #1
Il grande ritorno su un sasso dove non c'è niente di niente ed è inabitabile.
Miliardi di dollari per piantare la solita bandierina.

Potevo capire ci fosse in palio il primato di averci messo piede per primo, ma in questo caso no.
raxas01 Gennaio 2026, 23:23 #2
Originariamente inviato da: Ripper89
Il grande ritorno su un sasso dove non c'è niente di niente ed è inabitabile.
Miliardi di dollari per piantare la solita bandierina.

Potevo capire ci fosse in palio il primato di averci messo piede per primo, ma in questo caso no.

che sia un sasso inutile non lo direi proprio.
ci saranno depositi superficiali, da impatto meteoriti o semi asteroidi particolari,
o più o meno in profondità accessibile, di minerali con elementi preziosi(ssimi)
mettiamo oro, platino, terre rare varie ancora più preziose,
e... per ora portarli, dopo l'estrazione, sulla Terra, è parecchio costoso,
ma
se nessuno inizia le attività queste non si potranno perfezionare
c'è poi l'aspetto della colonizzazione e le leggi, di sfruttamento regolate dai primi, o il primo a riuscire...
chi ci riuscirà per primo avrà maggiore ricchezza
in attesa che trasferimenti e attività scendano di costo
portando a un attivo di benefici...
LMCH02 Gennaio 2026, 02:19 #3
Originariamente inviato da: Ripper89
Il grande ritorno su un sasso dove non c'è niente di niente ed è inabitabile.
Miliardi di dollari per piantare la solita bandierina.

Potevo capire ci fosse in palio il primato di averci messo piede per primo, ma in questo caso no.


La Cina vuole andarci per dimostrare che come minimo sono alla pari con gli USA e per valutazioni strategiche a lungo termine.

Gli USA vogliono tornarci per dimostrare che sono ancora migliori della Cina sebbene la loro economia stia venendo letteralmente minata alla base dall'attuale presidenza a favore di elite ristrette.

Ma una volta che si riuscisse a stabilire una presenza stabile sulla Luna, si aprirebbero molte possibilità a lungo termine.
Se si riuscisse a mettere su un sistema industriale autosostenibile con le risorse minerarie disponibili ci sarebbero ricadute enormi anche sulla Terra.

Immaginate fabbriche per la produzione di celle fotovoltaiche, batterie, componenti elettroniche e meccaniche e droni "lunari" ( non serve roba "avanzata", basta che sia producibile li con i materiali disponibili sul posto); diventerebbe possibile replicare quelle stesse fabbriche ed impianti e poi costruire centrali energetiche, antenne enormi per telecomunicazioni, datacenter, lanciatori elettromagnetici per inviare satelliti in orbita terrestre o per missioni interplanetarie, ecc. ecc. "a costo zero".
NeroCupo02 Gennaio 2026, 09:25 #4
In pratica non hanno fatto un caxxo, solo una gita in bus e preso posto sui sedili, grandi
Non solo niente accensione motori, ma neanche niente carburante nei serbatoi: questi si sono solo sdraiati sui sedili e hanno ascoltati il conto alla rovescia per poi tornare a casa, ditemi voi che avanzamento dei lavori è questo
rattopazzo02 Gennaio 2026, 11:39 #5
Originariamente inviato da: LMCH
La Cina vuole andarci per dimostrare che come minimo sono alla pari con gli USA e per valutazioni strategiche a lungo termine.

Gli USA vogliono tornarci per dimostrare che sono ancora migliori della Cina sebbene la loro economia stia venendo letteralmente minata alla base dall'attuale presidenza a favore di elite ristrette.

Ma una volta che si riuscisse a stabilire una presenza stabile sulla Luna, si aprirebbero molte possibilità a lungo termine.
Se si riuscisse a mettere su un sistema industriale autosostenibile con le risorse minerarie disponibili ci sarebbero ricadute enormi anche sulla Terra.

Immaginate fabbriche per la produzione di celle fotovoltaiche, batterie, componenti elettroniche e meccaniche e droni "lunari" ( non serve roba "avanzata", basta che sia producibile li con i materiali disponibili sul posto); diventerebbe possibile replicare quelle stesse fabbriche ed impianti e poi costruire centrali energetiche, antenne enormi per telecomunicazioni, datacenter, lanciatori elettromagnetici per inviare satelliti in orbita terrestre o per missioni interplanetarie, ecc. ecc. "a costo zero".


Bisogna essere realistici, tornare sulla Luna e costruirci una presenza stabile sono due cose leggermente diverse.
Il programma Apollo aveva risorse praticamente illimitate, ma al cambio attuale Artemis ha avuto comunque un terzo del budget di Apollo e nonostante i 50 anni in più di esperienza e gli avanzamenti tecnologici enormi in oltre 20 anni non è riuscita neanche minimamente a replicare quelle imprese...e Apollo ci riuscì in meno di 10 quando gli USA non erano ancora neanche in grado di mandare un uomo nello spazio.
Oggi assistiamo di nuovo a una corsa alla Luna che ricorda quella della Guerra Fredda, più per dimostrare al mondo chi è il migliore che per reali visioni a lungo termine...certo i costi si sono ridotti di molto, perchè si cerca di usare materiali sostenibili e riutilizzabili ma
realisticamente, allo stato attuale le nostre aspirazioni si limitano a missioni umane sporadiche e, forse, a piccoli avamposti scientifici supportati da droni o lander. Una base permanente e autosufficiente richiederebbe invece decenni di sviluppo industriale e robotico che oggi semplicemente non esistono, per questo dubito che noi potremo assistere a qualcosa del genere, forse i nostri figli, più realisticamente i nostri nipoti...
Sig. Stroboscopico02 Gennaio 2026, 11:41 #6
L'economia spaziale è parte del presente e del futuro e lo si legge da anni e lo si verifica dalla quantità di investitori pubblici e privati.
Considerarla una gara tra Cina e USA (dimenticandosi delle altre nazioni che sono ormai attive) è un altro esempio che qua si vive solo di calcio o di quel ricordo di futuro che ormai è vecchio di 50 anni.

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