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Old 10-08-2009, 13:49   #1
xcdegasp
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[NEWS] Twitter oscurato per zittire un unico utente

Ci sarebbe la questione georgiana dietro l'attacco Ddos che nei giorni scorsi ha colpito Twitter e Facebook.





[ZEUS News - www.zeusnews.com - 09-08-2009]
Sarebbe a causa di un uomo soltanto che gli hacker hanno dato via all'attacco Ddos che ha portato al rallentamento di Facebook e al blocco di Twitter, almeno secondo le rivelazioni di Cbs News.

L'unico obiettivo sarebbe stato un trentaquattrenne georgiano, il cui nome è Georgij ma che in Rete è conosciuto come Cyxymu ed è un utente di entrambi i social network (oltre che di LiveJournal e Blogger).

Che ha fatto di tanto terribile Cyxymu da scatenare l'ira di chi ha cercato di ridurlo al silenzio? Ha parlato contro la Russia e "l'aggressione militare contro la Georgia", proprio nei giorni immediatamente precedenti al primo anniversario del conflitto tra Mosca e Tbilisi.

Per questo motivo - e la Cbs porta a sostegno di questa tesi anche il parere di Max Kelly, responsabile della sicurezza di Facebook - gli hacker filo-russi hanno dato il via all'attacco, le cui conseguenze sono state ben più vaste dell'oscuramento di una singola voce, andando a colpire interi siti.

"Si è trattato di un attacco simultaneo che ha preso di mira un certo numero di utenze per impedire che la voce (di Georgij) potesse essere ascoltata" ha spiegato Kelly, il quale ha anche affermato che Facebook è a caccia del colpevole "per prendere provvedimenti".
>>>>> prosegue -> http://www.zeusnews.com/index.php3?a...764&numero=999


Fonte: http://www.zeusnews.com
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Old 10-08-2009, 14:02   #2
xcdegasp
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Il giovedì nero dei social network

Superata la tempesta, si cominciano a fare ipotesi sulle cause. C'è chi parla di uno scontro geopolitico, chi della nuova variante di un pestifero worm, chi di semplice spam



Roma - Conclusosi il moderato psicodramma provocato dall'attacco a Twitter e ad altri siti di social networking come Facebook e LiveJournal, gli sforzi sono ora concentrati nel cercare di capire cosa sia successo in realtà. Le ipotesi si moltiplicano, così come i dubbi sulla effettiva maturità in quanto a sicurezza della piattaforma di micro-messaging più usata, e sulla fragilità dei network più popolosi usati come infrastruttura di comunicazione da aziende e privati.

Come evidenziato da più parti, Twitter è stato certamente l'epicentro di un attacco DDoS dalla portata non comune, un attacco che secondo il ricercatore di Packet Clearing House Bill Woodcock si sarebbe fatto sentire anche sui server di Google (nella fattispecie quelli di YouTube) e LiveJournal tra gli altri. La situazione è tuttora confusa e i rapporti non sono concordi nel definire la durata dell'attacco, misurata alternativamente in qualche ora o in un'intera giornata.

Secondo quanto sostiene Woodcock, il DDoS non avrebbe origine da una botnet di PC zombi istruiti per ingolfare i server con un numero irrisolvibile di query, quanto piuttosto da un'operazione di spam in cui le email spazzatura contenevano link a Twitter e agli altri siti, aprendo i quali si è scatenato il sovraccarico che ha letteralmente mandato in tilt i social network.

L'ipotesi spam viene raccolta e rilanciata dalla società di sicurezza Lumension Security, che per bocca del ricercatore Paul Henry parla del DDoS come effetto della diffusione di una nuova variante di Koobface, malware già da tempo in circolazione che ha sempre dimostrato una particolare predilezione per il social networking. "Questo malware sta utilizzando messaggi sia su Twitter che su Facebook per spedire inviti pensati per attirare potenziali vittime verso pagine web di rogue antivirus - scrive Henry sul blog della società - L'ipotesi è che l'assalto di messaggi fasulli usati per attirare gli utenti verso pagine web malevole stia in pratica sovraccaricano Twitter".

Accanto all'ipotesi cyber-crimine c'è però chi offre spiegazioni diverse: Woodcock sostiene di aver raccolto indizi sufficienti per stabilire che l'attacco è partito dalla zona dell'Abkhazia, animata da un desiderio indipendentista osteggiato dalla Georgia ma appoggiato dalla Russia. Il DDoS sarebbe insomma la continuazione del perdurante scontro cyber-politico tra le autorità georgiane e quelle russe per il controllo della regione affacciata sul Mar Nero.

Gli esperti di sicurezza evidenziano la differenza di impatto sui diversi siti interessati, additando la "giovane" startup Twitter come esempio di scarsa matuirtà in quanto a sistemi di sicurezza ideati proprio per ridurre le conseguenze di un tentativo di DDoS. Il resto dei grandi player di rete, Google, Facebook e altri, sarebbe molto più attrezzato in casi del genere riuscendo a mitigare gli effetti dell'attacco sul medio periodo, mentre Twitter continua a fare da maglia nera della sicurezza nell'ambito dei social network più popolari.

In ultima istanza, su Wired si fa un'ulteriore speculazione sulla natura dell'attacco anti-Twitter, segno di tempi in cui i tentativi di DDoS si sono evoluti passando da un "semplice" hobby per cracker desiderosi di fama a forma di estorsione e ricatto verso le dot.com più affermate (Amazon, Yahoo!, eBay e altre), arrivando infine a pratica dalla natura sfuggente con motivazioni non necessariamente razionali (come il riscatto di cui sopra): dove ai professionisti del cyber-crimine, passati a obiettivi di più basso profilo e maggior profittabilità, sarebbe subentrata una galassia comprendente un po' di tutto, dai criminali-wannabe in vena di esperimenti, ai personaggi più sinistri e difficili da inquadrare con precisione.

Alfonso Maruccia


Fonte: http://punto-informatico.it/2694102/...l-network.aspx
xcdegasp è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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