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Old 12-12-2008, 09:50   #1
er-next
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Gelmini: comincia il dietrofront sulla scuola..

Quote:
Riforma scuola
La Gelmini corregge il tiro

Veltroni: "Vuol dire che avevamo ragione noi"

Slitta al 2010 la riforma delle scuole superiori, per dar modo al ministero di studiare meglio le questioni, anche dialogando col sindacato. Parte il prossimo settembre solo quella delle elementari dove tuttavia il «maestro unico», pur restando il responsabile della didattica, di fatto non sarà il solo ad insegnare. Almeno in tutte quelle classi di alunni le cui famiglie opteranno per 30 ore di insegnamento o più, fino alle 40 del vero e proprio tempo pieno e probabilmente non saranno poche. Opposizione e sindacati la prendono per un dietrofront o comunque per una pesante correzione di rotta da parte del governo.

Per una «marcia indietro completa» propende il leader del Pd Veltroni, non nascondendo il suo compiacimento: «Vuol dire che avevamo ragione noi, avevano ragione i sindacati dei docenti, e gli studenti, i genitori, quel grande movimento che aveva bocciato la finta riforma», osserva. La ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini minimizza. Il provvedimento che porterà martedì in Consiglio dei ministri sarà comunque una «svolta storica dell’offerta formativa». Gelmini parla semplicemente di «due fasi», e giudica «positivo» il confronto che si aprirà coi sindacati «su come applicare meglio i cambiamenti che verranno introdotti».

In realtà le novità di ieri sono già il frutto di una lunga mediazione, politica e tecnica, culminata ieri con un incontro di svariate ore a Palazzo Chigi, concluso con un verbale di impegni da parte del governo. Sotto l’occhio vigile del sottosegretario Gianni Letta, da una parte c’erano Gelmini e i colleghi Sacconi e Brunetta, dall’altra i sindacati di categoria, presenti al gran completo (per Cisl e Uil anche i segretari generali Bonanni e Angeletti). Ma la parte più spinosa della faccenda si era già consumata all’interno del governo.

Il braccio di ferro fra il ministro dell’Istruzione e quello dell’Economia raccontano sia andato avanti per giorni. Con Tremonti decisissimo a non mollare sui tagli, vale a dire sui fondi (circa 8 miliardi in tre anni) che la riforma della scuola gli fa risparmiare. Dall’altra parte Gelmini invocava un po’di elasticità. Spalleggiata da Berlusconi, che non vede l’ora di mettere fine alle preoccupazioni delle famiglie e alle proteste che negli ultimi mesi hanno agitato il mondo della scuola, regalando insperati consensi all’opposizione.

Un’agitazione che ha coinvolto un numero notevole di persone. Secondo il sindacalista dell’Uil Scuola Massimo Di Menna «850.000 lavoratori della scuola, tra insegnanti e personale non docente, hanno fatto almeno un giorno di sciopero o di manifestazione». Non solo. A suo parere «il grosso dei risparmi» per il governo sarebbe venuto dalla riduzione dell’orario annunciato nelle scuole superiori. La cui riforma è stata rinviata di un anno. A questo punto, tanto valeva ammorbidire anche sul tempo pieno.

I sindacati hanno così incassato la riconferma delle 40 ore come modello da privilegiare nelle elementari, il numero massimo di alunni per classe che per ora non cambia, un docente ogni due alunni disabili. Soprattutto, il rinvio per le superiori. «Un importante risultato della mobilitazione», commenta soddisfatto Bonanni. «L’apertura del tavolo è una prima risposta positiva», osserva Francesco Scrima della Cisl Scuola.

Ed è importante che si mantenga il confronto col sindacato anche per i sindacati autonomi nonché per la Cgil, pur assai meno entusiasta. Mimmo Pantaleo, segretario della Cgil Scuola è perplesso sull’eliminazione del «modulo» dei due maestri su tre classi: «Viene smantellato un modello importante sul piano pedagogico-didattico».

Quote:
Il ministro ha deciso di rinviare l'applicazione della parte relativa alle scuole superiori
Accolte diverse osservazioni venute in queste settimane dalle parti sociali
Scuola, la riforma slitta al 2010
"Maestro unico solo su richiesta"
Confermato il tempo pieno di 40 ore nelle elementari
Veltroni: "Dal governo marcia indietro, aveva ragione chi protestava"
di SALVO INTRAVAIA

Scuola, la riforma slitta al 2010 "Maestro unico solo su richiesta"

Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini
ROMA - Rinviata di un anno la riforma delle scuole superiori. E' il primo risultato del braccio tra mondo della scuola e governo condotto negli ultimi due mesi. Ma dall'incontro con i sindacati a Palazzo Chigi emergono altre importanti novità. Salta, in pratica, il maestro unico alla scuola elementare e viene confermato il tempo pieno di 40 ore alla scuola elementare. Le importanti novità, che rappresentano un'autentica marcia indietro dell'esecutivo, sono scaturite da un mini vertice svoltosi ieri tra il premier, Silvio Berlusconi, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, il collega dell'Economia, Giulio Tremonti e il presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea.

La novità senz'altro più importante è lo slittamento di un anno (al 2010/2011) della riforma delle scuole superiori: licei, istituti tecnici. Per l'istruzione professionale è tutto ancora in alto mare. I regolamenti verranno presentati al Consiglio dei ministri del prossimo 18 dicembre ma la riforma partirà dal primo settembre 2010. "Per dare modo alle scuole e alle famiglie - si legge in una nota del ministero - di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi". Sul secondo ciclo "si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull'applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti".

I punti principali della riforma prevede "lo snellimento e la semplificazione degli indirizzi scolastici, più legame tra le richieste del mondo del lavoro e la scuola, il riordino degli istituti tecnici e più opportunità per le famiglie". Dagli 820 indirizzi scolastici (tra sperimentazioni e ordinamenti) si passa a 5 licei (classico, scientifico, artistico, delle scienze umane, linguistico e musicale) e 11 indirizzi per quanto riguarda gli istituti tecnici. Inoltre, "saranno messe a regime le migliori esperienze delle sperimentazioni" e verranno aumentate le ore di "studio della lingua inglese, delle discipline scientifiche e di matematica".

La riforma delle scuola primaria (l'ex elementare e media) e della secondaria di primo grado (la scuola media) partirà dal prossimo anno ma rispetto al disegno della Gelmini subirà alcune importanti modifiche. Salta infatti il maestro unico alla scuola elementare (con impegni di 24 ore settimanali) che si trasforma in "maestro prevalente". Come era stato chiesto, infatti, dalla commissione Cultura della Camera l'orario settimanale di 24 ore sarà solo una opzione che le famiglie potranno chiedere accanto alle 27 e alle 40 ore. Nessuno obbligo, quindi, per le scuole.

La scuola dell'infanzia dove erano a rischio le 40 ore settimanali del cosiddetto "tempo normale" resterà praticamente invariata e viene confermato il Tempo pieno con due insegnanti per classe, così come richiesto dal Parere Aprea. Alle medie l'orario settimanale sarà di 30 ore anziché 29 come ipotizzato dal Piano-Gelmini. Il numero massimo di alunni per classe non verrà elevato. Infine, il governo, si è dichiarato disponibile ad aprire un tavolo sul precariato. La marcia indietro del governo non soddisfa Flc Cgil e Cobas che confermano lo sciopero generale di domani. Soddisfatto Walter Veltroni. "Vedo - ha detto il segretario del Pd - che il governo sulla scuola fa una completa marcia indietro. Ora tutte le prediche che ci avevano fatto, le lezioncine rivolte a noi e a quanti osavano criticare che fine hanno fatto? Vuol dire che avevamo ragione noi, avevano ragione i sindacati dei docenti, gli studenti, i genitori, quel grande movimento che aveva bocciato la finta riforma".
(11 dicembre 2008)
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