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Old 30-01-2008, 23:59   #1
Gimli[2BV!2B]
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~Breve riferimento ai comandi GNU/Linux

Introduzione ai comandi GNU/Linux per console.
Si tratta di una raccolta dei comandi che considero di più comune utilizzo.
Principalmente è incentrata su distribuzioni Debian based (come la famosa Ubuntu in tutte le sue declinazioni).
Buona parte delle sezioni sono comunque valide per tutte le distribuzioni, queste sono evidenziate sottolineando il titolo.

I comandi evidenziati in rosso sono eseguibili solo con permessi amministrativi, cioè o in una sessione root aperta con su, oppure precedendoli con sudo. Es: sudo ifconfig eth0
Tra i comandi sono citati file e cartelle importanti: sono evidenziati in verde.

Ciò che è scritto in MAIUSCOLO evidenzia la parte del comando che è necessario personalizzare.

Indice argomenti.
  1. Prefazione: combinazioni di tasti indispensabili
  2. Cambiare utente, combinare comandi e redirezione stream
  3. Interazione tra emulatore di terminale ed Xorg
  4. Configurazione
  5. Demoni e Sistema
  6. Moduli del kernel
  7. Controllo riconoscimento hardware
  8. Gestione processi
  9. Variabili d'ambiente
  10. Gestione file
  11. Gestione permessi file
  12. File compressi
  13. File di testo e monitoraggio log
  14. mount e pmount
  15. apt: Advanced Package Tool
  16. Rimozione dipendenze obsolete
  17. dpkg: Debian PacKaGe
  18. Rete
  19. Aiuto!

Se questo elenco non vi piace o cercate maggiori approfondimenti provate i link consigliati!

Prefazione: combinazioni di tasti indispensabili
  • Tab -> Completamento automatico. Il tasto che si consuma di più...
  • Ctrl Alt Backspace -> Riavvio server X. DISATTIVATO di default dalla versione 1.6 di Xorg.
  • Bottone centrale (o rotella) del mouse -> Premendola si incolla quel che c'è negli appunti.
  • Ctrl Alt F1 fino ad F6 -> Sei terminali testuali (Alt destra ed Alt sinistra permettono di scorrerle come se fossero tab, il Ctrl non serve più una volta abbandonato X).
  • Alt F7 -> Riporta al desktop grafico (se attivo) se ci si trova nei terminali testuali.
  • Ctrl Alt Esc -> Trasforma il puntatore del mouse in un arma (xkill): cliccando su una finestra se ne impone fermamente la chiusura. Premere nuovamente per tornare al normale cursore.
  • Ctrl c -> Uccide il processo in esecuzione.
  • Ctrl d -> Logout immediato dalla sessione di console attiva.
  • Ctrl r -> Ricerca corrispondenze di ciò che scrivi nello storico dei comandi già usati, cercando all'interno delle stringhe (premendo Ctrl r più volte scorre tutte le corrispondenze).
  • Ctrl Shift C -> Copia quanto selezionato nell'emulatore di terminale sotto X (Konsole di Kde o Terminal di gnome, per esempio).
  • Ctrl Shift V -> Incolla nell'emulatore di terminale sotto X.
  • Ctrl x -> Blocca il processo in esecuzione e lo mette in secondo piano (fg lo riporta in primo piano).
  • Shift Ins -> Incolla nell'emulatore di terminale sotto X.
  • Shift Pag SU -> In console testuale scorre le pagine indietro fino alla fine del buffer.
  • Shift Pag GIÚ -> In console testuale scorre le pagine avanti.
  • In aptitude premere ? per scoprire tutti i tasti e le relative funzioni (Ctrl t per accedere ai menù).
  • In nano i comandi sono elencati in basso: ^ significa Ctrl.
  • Magic SysRq keys
    Si tratta di combinazioni di tasti per i casi di vera emergenza. Deve essere abilitata l'apposita opzione nel kernel per renderle disponibili (di solito è attiva), chiunque possa raggiungere la tastiera può invocare questi comandi (si possono disattivare con sysctl -w kernel.sysrq=0).
    Queste sono quelle più utilizzate (ne esistono varie altre):
    • Alt Stamp r -> (unRaw) Cambia modalità di utilizzo della tastiera: dovrebbe ripristinarne la funzionalità se smette di rispondere, permettendo, ad esempio, di accedere ai terminali testuali (con Ctrl Alt F1 o F2 o...).
    • Alt Stamp e -> (tErminate) Invia il segnale SIGTERM a tutti i processi tranne init.
    • Alt Stamp i -> (kIll) Invia il segnale SIGKILL a tutti i processi tranne init.
    • Alt Stamp s -> (Sync) sincronizza le partizioni montate, portando a termine tutte le operazioni di scrittura in coda.
    • Alt Stamp u -> (Unmount) Rimonta tutte le partizioni montate in sola lettura.
    • Alt Stamp b -> (reBoot) riavvio IMMEDIATO, senza sincronizzare i dischi o smontare le partizioni.
    • Alt Stamp o -> (Off) spegnimento IMMEDIATO, senza sincronizzare i dischi o smontare le partizioni.
    É possibile utilizzarle singolarmente, ma usualmente è utile una particolare sequenza, che forza i passi di un riavvio in condizioni normali quando il sistema non risponde in alcun modo; questa sequenza è legata ad una "filastrocca" per ricordarla:
    Raising Elephants Is So Utterly Boring (O al posto di B se si desidera spegnere).
    Se il pc è un portatile il tasto Stamp è spesso ottenibile solo con combinazioni di tasti.
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Cambiare utente, combinare comandi e redirezione stream.
  • su - -> Diventa utente root/amministratore; la password richiesta è quella dell'utente root, che deve essere stata precedentemente impostata.
  • sudo COMANDO -> Esegue comando come root/amministratore; la password richiesta è quella dell'utente (sudo su - permette di accedere ad una console root permanente usando la password dell'utente).
  • !COMANDO -> Riesegue il comando con i parametri utilizzati l'ultima volta.
  • !! -> Sostituisce i punti esclamativi con l'ultimo comando digitato. Molto utile in *buntu quando si scorda sudo: sudo !!
  • echo "STRINGA" | sudo tee FILE_DIRITTI_ROOT -> sudo non può redirigere il suo output in un file, tee permette di aggirare questa limitazione (spesso utilizzato per agire su file in /proc o /sys).
  • COMANDO > NOME_FILE -> Sovrascrive (o crea) il file con l’output standard del comando.
  • COMANDO > NOME_FILE 2>&1 -> Sovrascrive (o crea) il file con l’output completo del comando (standard più errori).
  • COMANDO >> NOME_FILE -> Accoda l’output standard del comando al file.
  • COMANDO >> NOME_FILE 2>&1 -> Accoda l’output completo del comando (standard più errori) al file.
  • COMANDO < NOME_FILE -> NOME_FILE contiene parametri e/o altre cose necessarie per eseguire il comando. Es: patch -p0 < patch_da_applicare.
  • COMANDO1 | COMANDO2 -> Utilizza l’output di comando1 come input di comando2.
  • COMANDO1 && COMANDO2 -> Se il primo comando non da errori esegue il secondo (si possono concatenare altri comandi).
  • COMANDO1; COMANDO2 -> Esegue i comandi in sequenza senza preoccuparsi di eventuali errori (si possono concatenare altri comandi, è praticamente un micro-script).
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Interazione tra emulatore di terminale ed Xorg
  • xkill -> Trasforma il puntatore del mouse in un arma: cliccando su una finestra se ne impone fermamente la chiusura.
  • Comandi per avviare un programma grafico come root (dipendenti dall'ambiente desktop usato e dal comando utilizzato per eseguire un processo con i privilegi di un altro utente).
    • kdesu PROGRAMMA -> Utilizzare su in Kde 3 ed in alcune distribuzioni con Kde 4.
    • kdesudo PROGRAMMA -> Utilizzare sudo in Kde 3.
    • gksu PROGRAMMA -> Utilizzare su in Gnome.
    • gksudo PROGRAMMA -> Utilizzare sudo in Gnome.
    • /usr/lib/kde4/libexec/kdesu PROGRAMMA -> Debian con kde 4 (Gradirei chiarimenti sulla situazione in Kde 4 nelle varie distribuzioni).
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Configurazione
  • /boot/grub/grub.cfg -> GRUB 2 (versioni 1.x): contiene le voci elencate all'avvio. File completamente rigenerato ogni volta che si invoca update-grub, sconsigliato modificarlo direttamente.
  • /boot/grub/menu.lst -> GRUB legacy (versioni 0.x): contiene le voci proposte all'avvio. Le righe commentate una sola volta (con un solo # all'inizio della riga) sono impostazioni interpretate durante l'aggiornamento del file. Le righe non commentate vengono riscritte da update-grub; sconsigliato ed inutile modificarle direttamente le righe non commentate.
  • /etc/ -> Contiene tutti i file di configurazione più importanti.
  • /etc/default/grub -> GRUB 2: file che permette di impostare i parametri utilizzati durante la rigenerazione di grub.cfg.
  • /etc/grub.d/ -> GRUB 2: cartella contenente gli script invocati da update-grub per generare grub.cfg.
  • /etc/X11/xorg.conf -> Contiene le impostazioni del server X.
  • /home/NOME_UTENTE (/home/$(whoami) per l'utente attivo) -> Vi si trovano molti file e cartelle nascoste (iniziano con un punto) in cui sono memorizzate le impostazioni personali.
    Questi file sono creati da praticamente tutti i programmi che consentono di memorizzare settaggi.
    Se, in seguito a crash o aggiornamenti corposi, un programma non funziona più correttamente, si può provare a resettarne le impostazioni spostando (con il programma chiuso) la/e cartelle nascosta e/o i file rintracciabili nella home: verranno ricreate le impostazioni iniziali.
    Se non si ottengono risultati si possono ripristinare quelle salvate tornando al punto di partenza.
  • dpkg-reconfigure NOME_PACCHETTO -> Riconfigura un pacchetto. Pacchetto spesso da riconfigurare xserver-xorg
  • update-alternatives --config NOME_LINK -> Configura i collegamenti presenti in /etc/alternatives, che impongono quali programmi usare di default. Usato di solito per impostare quale Java virtual machine usare.
  • update-grub -> Rigenera il file menu.lst (se si ha installato GRUB legacy) oppure grub.cfg (se si ha installato GRUB 2).
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Demoni e Sistema
  • /etc/init.d/FILE start
  • /etc/init.d/FILE stop
  • /etc/init.d/FILE restart -> Avvia, Ferma, Riavvia un servizio, un demone.
  • shutdown -h now, shutdown -r now -> Ferma (-h -> Halt), Riavvia (-r Reboot) il sistema.
  • shutdown -P HH:MM -> Per impostare l'ora di spegnimento del pc.
  • shutdown -rF -> Riavvia il sistema e forza un controllo delle partizioni all'avvio.
  • /var/log/ -> Cartella dei log di sistema.
  • /etc/default/ -> Configurazioni di default usate usualmente dagli script dei demoni (init scripts).
  • df -h -> Riepilogo spazio occupato nelle partizioni montate (-h sta per human readable).
  • df -i -> Statistiche sugli inode: se finiscono ci si trova in uno stato equivalente al disco pieno (capita molto raramente).
  • dmesg -> Mostra tutti gli eventi accaduti a livello del kernel dall'avvio del sistema; se si collegano periferiche a caldo (USB, pcmcia, ecc) mostra come ha reagito il kernel.
  • free -m -> Quantificazione dell'utilizzo di memoria. La seconda riga riporta una stima affidabile della memoria effettivamente occupata (netta di buffer e cache), la terza della swap.
  • fsck /dev/NOME_PARTIZIONE -> Controlla il filesystem della partizione. Eseguirlo solo se la partizione non è montata oppure utilizzare shutdown -F o il file forcefsck.
  • touch /RADICE/DI/PARTIZIONE/forcefsck -> Pianifica il controllo della partizione all'avvio successivo (esempio per la radice di sistema: touch /forcefsck ).
  • uname -r -> Mostra il nome completo del kernel che si sta utilizzando (utile quando si vogliono automatizzare attività che coinvolgono il kernel e le sue cartelle). L'opzione -a mostra tutti i dati disponibili.
  • which NOME_COMANDO -> In quale bin/sbin si trova l'eseguibile del comando?
  • cat /etc/issue -> Mostra il nome della distribuzione e della versione installata.
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Moduli del kernel
  • lsmod -> Elenco dei moduli caricati.
  • modinfo NOME_MODULO -> Fornisce informazioni sul modulo. In particolare elenca e descrive (a seconda della bontà della documentazione) i parametri che si possono fornire come argomento.
  • modprobe -l -> Tutti i moduli disponibili con il kernel attualmente avviato (naturalmente tutto ciò che è integrato nel kernel non viene elencato).
  • modprobe NOME_MODULO -> Forza il caricamento di un modulo.
  • rmmod NOME_MODULO -> Cerca di rimuovere un modulo caricato (con l'opzione -f, da usare solo se esasperati, si forza la rimozione).
  • [Distribuzioni Debian based] m-a auto-install NOME_MODULO -> Scarica i sorgenti, scarica ed installa tutto il necessario, configura, compila, crea un pacchetto deb in /usr/src e lo installa.
  • File e cartelle di configurazione:
    • /lib/modules/ -> Moduli dei kernel installati. Suddivisi in cartelle nominate in base alla versione, vi rimangono anche tutti gli eventuali moduli installati con compilazione manuale (che non vengono rimossi durante la disinstallazione dei kernel obsoleti).
    • /etc/modules -> Permette di imporre l'inserimento di un modulo all'avvio. Aggiungere il nome del modulo in fondo al file.
    • /etc/modprobe.d/ -> Con i file contenuti in questa cartella si possono passare parametri ai moduli inseriti automaticamente. Occorre aggiungere un file di testo, chiamarlo come il modulo (usualmente), ed inserire una riga options OPZIONE=VALORE (si possono fare anche altre cose).
    • /etc/modprobe.d/blacklist -> Per impedire l'inserimento di un modulo all'avvio è sufficiente aggiungere blacklist NOME_MODULO in fondo a questo file.
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Controllo riconoscimento hardware.
  • cat /proc/cpuinfo -> Informazioni sul processore (grep processor /proc/cpuinfo | wc -l numero di core/thread).
  • dmidecode | less -> Una valanga di informazioni sul sistema, da versione e data del BIOS, alle funzionalità supportate dalla scheda madre, informazioni sulla RAM, sulle porte fisiche, ecc...
  • ethtool INTERFACCIA -> Informazioni sullo stato della scheda di rete.
  • lspci -> Mostra un elenco delle periferiche PCI del sistema (sempre più dettagliato con -v, -vv e -vvv). Utile l'opzione -k durante la prima ricompilazione del kernel: da informazioni sui driver in uso ed utilizzabili.
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Gestione processi
  • Gestione processi interna a Bash:
    • COMANDO & -> Esegue il comando lanciandolo come processo figlio della console: il risultato è che la console rimane libera, ma se il programma richiede input testuali è necessario riportarlo in primo piano con fg. Se si lancia in questo modo un programma con interfaccia grafica da un emulatore di terminale, questo verrà terminato alla chiusura del terminale di cui è figlio.
    • bg NOME_JOB -> Riporta in esecuzione un processo in secondo piano in stato stopped, mantenendolo sempre in secondo piano (vedi Ctrl x).
    • disown NOME_JOB -> Distacca il processo dalla console che lo ha lanciato; non verrà quindi terminato in caso di chiusura della console stessa. Il suo eventuale output finirà sulla console aperta in quell'istante, non sara più possibile fornirgli input testuali.
    • fg NOME_JOB -> Riporta in esecuzione in primo piano un processo in secondo piano.
    • jobs -> Elenco di stato e nome dei processi in secondo piano (il nome è quello che occorre per gli altri comandi).
  • nohup COMANDO -> rende il comando totalmente indipendente dal terminale che lo ha lanciato: non può più ricevere input testuali dalla shell e l'output viene di default accodato a ./nohup.out; alla chiusura del terminale il processo non viene terminato.
  • screen -> Torna estremamente utile per avviare comandi mantenendoli in esecuzione anche in caso di disconnessione dal sistema in cui si sono avviati. Sarà poi possibile ricollegarsi alla sessione. Si tratta praticamente di un moltiplicatore di terminali che permette di avviare infinite sessioni della propria shell.
  • ps aux | grep NOME_PROCESSO -> Mostra il PID del processo/i (Process IDentifier: identificativo del processo) e vari dati interessanti (VSZ: memoria virtuale occupata; RSS: RAM "effettivamente" occupata), togliendo | grep NOME_PROCESSO riporta tutti i processi in esecuzione (oltre a riportare i nomi delle colonne per capire cosa significano).
  • pgrep NOME_PROCESSO -> Mostra i PID di tutti i processi con quel nome (ma non mostra dati utili mostrati da ps aux, come il possessore del processo, la console su cui è eseguito, ecc...).
  • top -> Mostra tutti i processi attivi.
  • htop -> Molto simile a top, ma con qualche marcia in più.
  • pstree -> Rappresentazione ad albero dei processi (vedere pagina man per dettagli).
  • killall NOME_PROGRAMMA -> Termina TUTTI i processi con quel nome.
  • kill -NUMERO_SEGNALE PID_PROCESSO -> Permette di inviare segnali a processi specifici. Occorre conoscere il PID del processo che si desidera pilotare, ricavabile con ps o top o altro.
    • kill PID_PROCESSO_DA_CHIUDERE -> Invia al processo il segnale di chiusura (SIGTERM, equivalente all'opzione -15).
    • kill -9 PID_PROCESSO_DA_UCCIDERE -> Forza la terminazione del processo. Forza l'uscita non aspettando che il programma finisca i suoi lavori. Da utilizzare se il processo non si comporta a dovere (si blocca o comincia a fare cose dannose).
  • watch -d PROGRAMMA -> Esegue il programma ogni due secondi evidenziando le differenze nell'output testuale. Il programma deve produrre un output e terminare subito; esempio classico sensors.
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Variabili d'ambiente
  • echo $NOME_VARIABILE -> Se la variabile è impostata ne mostra il valore.
    • echo $PATH -> Percorsi in cui la shell cerca gli eseguibili invocati senza specificarne la posizione assoluta (per esempio quasi tutti i comandi di questa guida).
  • env -> Mostra tutte le variabili d'ambiente impostate nella console attiva (consigliabile | grep NOME_VARIABILE).
  • export NOME_VARIABILE="VALORE" -> Imposta/modifica una variabile tra quelle in env (VALORE può essere una stringa o un numero). Si rende permanente l'aggiunta aggiungendo il comando al file .bashrc nella propria home (o ad /etc/bash.bashrc per impostarla per tutti gli utenti).
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Gestione file
Primo concetto fondamentale: le lettere maiuscole sono diverse da quelle minuscole.
Ad esempio i file Esempio.sh ed esempio.sh NON sono la stessa cosa, possono coesistere nella stessa cartella.

Ricordate la differenza tra percorso assoluto e percorso relativo:
Percorso Assoluto: vi riferite al file rispetto alla radice del filesystem, cioè / Esempio: /boot/grub/menu.lst
Percorso Relativo: vi riferite al file rispetto alla directory in cui vi trovate, non dovete mettere / all'inizio.
  • cd DIRECTORY -> Spostati nella DIRECTORY.
    Directory particolari
    • ./ -> Directory in cui ti trovi.
    • ../ oppure .. -> Directory superiore.
    • ~/ -> Equivale ad /home/NOME_UTENTE_CHE_LO_INVOCA. Il carattere ~ si può ottenere premendo F5 o F6 o F7... fino a F12 (la combinazione ufficiale è AltGr ì).
    • File e cartelle nascoste si creano mettendo un punto davanti al loro nome. Visualizzabili con ls -a, ma tutti i file browser hanno, da qualche parte, un'opzione per visualizzarli.
  • cat NOME_FILE1 NOME_FILE2 NOME_FILEn > NOME_FILE_OUT -> Unisce gli n file in uno solo.
  • cd - -> Per tornare nella directory da cui sei appena andato via.
  • cp NOME_FILE1 NOME_FILE2 /PERCORSO/DI/DESTINAZIONE -> Copia file (e directory usando l'opzione -r).
  • cp -ax CARTELLA /PERCORSO/DI/DESTINAZIONE -> Copia ricorsivamente, mantenendo tutti i diritti ed i link; NON copia il contenuto di eventuali file system montati in cartelle figlie di CARTELLA (perfetto per clonare sistemi e fare semplici backup).
  • df -h -> Informazioni sullo spazio disponibile sulle partizioni montate.
  • dir -> Elenca i file (dir -la mostra un elenco dettagliato con file nascosti e link sbrogliati).
  • du -sh DIRECTORY -> Calcola la dimensione occupata dalla directory.
  • file NOME_FILE -> Identifica il tipo di file analizzandone il contenuto. Capita varie volte che l'estensione non rispecchi il contenuto.
  • filefrag NOME_FILE -> Mostra lo stato di frammentazione del file. Il metodo più veloce per deframmentare consiste nello spostare il file in un'altra partizione riportandolo poi al suo posto (a patto che sia presente un margine di spazio libero a sua volta non esageratamente frammentato).
  • find DIRECTORY ESPRESSIONE -> Trova i file con -name NOME_DA_CERCARE o con -size +1000, etc.
  • ln -s NOME_FILE LINK_DA_CREARE -> Crea un link simbolico al file.
  • ls -> Elenca i file (ls -la mostra un elenco dettagliato con file nascosti e link sbrogliati).
  • mc -> File manager pseudo-grafico più amichevole del semplice prompt.
  • mkdir NOME_DIRECTORY -> Crea directory.
  • mv PERCORSO/FILE/ORIGINALE PERCORSO/DI/DESTINAZIONE -> Sposta, rinomina o sovrascrive file. Se DESTINAZIONE è una cartella ORIGINALE ci va dentro.
  • rm NOME_FILE -> Rimuove i file (con l'opzione -R rimuove cartelle, sotto-cartelle e file).
  • split --bytes=DIMENSIONE FILE PREFISSO. -> Divide un file in parti della dimensione indicata (accetta il suffisso K per kilobyte, M per megabyte, ecc... ex: 1G = 1 gigabyte); i nomi dei file ottenuti sono PREFISSO.aa PREFISSO.ab ecc...
  • stat NOME_FILE -> Molte informazioni sul file, selezionabili con parametri; utile negli script.
  • touch NOME_FILE -> Crea il file (vuoto) o lo marca come appena modificato.
  • wget LINK_COMPLETO_DI_UN_FILE_IN_INTERNET -> Scarica il file nella directory corrente.
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Gestione permessi file
  • chgrp GRUPPO NOME_FILE_O_DIR -> Cambia l'utente proprietario del file (eseguibile solo da root o dall'attuale proprietario o da un membro del gruppo proprietario). -R ricorsivo (cartelle, sotto-cartelle e file).
  • chmod PERMESSI_OTTALI NOME_FILE -> Cambia i permessi del file.
    Permessi ottali:
    • 3 cifre: prima relativa al proprietario del file, seconda al gruppo proprietario, terza a qualsiasi utente.
    • Valori permessi: 4 = lettura, 2 = scrittura, 1 = eseguibile. Sommarli per combinarli.
    • Esempi comuni.
      777 tutti possono fare tutto.
      755 il proprietario può fare tutto, gli altri leggono o eseguono.
      644 il proprietario può leggere e scrivere, gli altri leggono e basta.
  • chmod +x NOME_FILE -> Aggiunge il permesso di esecuzione per tutti (+r aggiunge lettura, +w scrittura, -x toglie esecuzione, ...). -R ricorsivo (cartelle, sotto-cartelle e file).
  • chown UTENTE\: NOME_FILE_O_DIR -> Cambia l'utente proprietario del file (eseguibile solo da root o dall'attuale proprietario). -R ricorsivo (cartelle, sotto-cartelle e file).
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File compressi
  • bunzip2 NOME_FILE.bz2 -> Decomprime file .bz2 (con l'opzione -k non viene cancellato il file originale)
  • gunzip NOME_FILE.gz -> Decomprime file .gz
  • tar f[c][x][t][a][z][j][J] FILE.tar.QUALCOSA -> (parentesi quadre = opzione per utilizzo specifico) Crea, eXtrae, mostra il conTenuto. a indovina il tipo di compressore dall'estensione, z per specificare .tar.gz, j per .tar.bz2, J per .tar.xz. Es: estrarre archivio tar xfa NOME_FILE.tar.bz2 (estrai in file un tar riconoscendo automaticamente il compressore).
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File di testo e monitoraggio log
  • > NOME_FILE -> Svuota il file: mantiene nome e diritti ma porta la dimensione a zero.
  • cat NOME_FILE -> Stampa a schermo il file (bzcat stampa file compressi in bzip2, zcat per gzip).
  • tac NOME_FILE -> Stampa a schermo il file invertendo l'ordine delle righe.
  • rev NOME_FILE -> Stampa a schermo il file al contrario.
  • nano NOME_FILE -> Semplice editor di file testo.
  • grep STRINGA_CERCATA NOME_FILE -> Stampa le righe del file che contengono la stringa (bzgrep cerca in file compressi in bzip2, zgrep in file gzip).
  • grep -r STRINGA_CERCATA /CARTELLA/IN/CUI/CERCARE/* -> Cerca ricorsivamente all'interno della cartella e stampa le righe e i nomi dei file che contengono la stringa.
  • head -NUMERO_RIGHE NOME_FILE -> Mostra le prime NUMERO_RIGHE del file.
  • less NOME_FILE -> Mostra il contenuto del file (bzless per consultare file compressi in bzip2, zless per gzip).
  • ls /PERCORSO/CARTELLA/ANALIZZATA/ -ltr | tail -> Elenca gli ultimi 10 file che hanno subito modifiche all'interno della cartella analizzata.
  • sed 's/VECCHIA_STRINGA/NUOVA_STRINGA/g' FILE > NUOVO_FILE -> Sostituisce tutte le occorrenze di VECCHIA_STRINGA contenute nel file con NUOVA_STRINGA, salvando il risultato in NUOVO_FILE. Consultare il manuale: sed può fare molto di più (la sintassi non è facilissima...).
  • tail -NUMERO_RIGHE NOME_FILE -> Mostra le ultime NUMERO_RIGHE del file.
  • tail -f NOME_FILE -> Mostra in tempo reale ciò che viene aggiunto al file.
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mount e pmount
  • /etc/fstab -> File in cui sono memorizzati tutti i parametri per il mount dei device NON rimovibili (incluso il cdrom che è una via di mezzo).
  • lsof +D DIRECTORY -> Elenca quali file contenuti nella directory sono aperti e da quale programma. Spesso utile per rintracciare cosa impedisce di smontare un volume.
  • mount -a -> Monta tutte le partizioni elencate in /etc/fstab che non abbiano opzione noauto.
  • Montare file immagine di CD/DVD/BR:
    • mount -t iso9660 -o loop NOME_FILE.iso /DIRECTORY/IN/CUI/MONTARE -> Per immagini ISO. Montaggio in /DIRECTORY/IN/CUI/MONTARE. La directory DEVE essere creata prima.
    • mount -t udf -o loop NOME_FILE.iso /DIRECTORY/IN/CUI/MONTARE -> Vedi sopra, per immagini UDF.
  • Montare una condivisione SAMBA (anche le condivisioni Windows):
    • mount -t cifs //IP.DEL.SERVER.SAMBA/CONDIVISIONE /DIRECTORY/IN/CUI/MONTARE -o username=UTENTESAMBA,password=PASSWORDSAMBA,uid=1000,gid=1000 -> Montaggio in /DIRECTORY/IN/CUI/MONTARE. La directory DEVE essere creata prima. UTENTESAMBA è l'utente Samba oppure, se si tratta di una condivisione Win, un utente Win che può accedere alla risorsa. uid e gid sono user id e group id dell'utente che deve poter accedere alla directory montata; sono due numeri che si possono ricavare, ad esempio, eseguendo il comando id con l'utente che ci interessa. Il primo utente con diritti bassi ha sempre 1000.
  • umount /DIRECTORY/DI/MONTAGGIO oppure umount /dev/DEVICE_MONTATO -> Rimuovere il mount dalla cartella/smontare il device.
  • Montare/smontare un filesystem NTFS in lettura e scrittura senza diritti root: (necessario aver installato ntfs-3g e pmount)
    • pmount -t ntfs-3g DEVICE_DA_MONTARE -> se si tratta di una penna USB si può vedere il device controllando dmesg. Es: pmount -t ntfs-3g sda1
    • pumount DEVICE_DA_SMONTARE -> Smontare il device montato con pmount.
Si tratta di esempi di utilizzo piuttosto comuni, vedere man mount per dettagli.
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apt: Advanced Package Tool
  • /etc/apt/sources.list -> Elenco dei repository da cui è possibile scaricare programmi.
  • /etc/apt/preferences -> Qui è impostata la versione del sistema da tenere sicronizzata con i repository. Si possono anche fare scelte mirate su singoli pacchetti.
  • /var/cache/apt/archives/ -> Contiene le copie locali dei .deb installati.
  • apt-cache search STRINGA -> Cerca pacchetti e descrizioni contenenti la stringa (con l'opzione --names-only cerca solo nei nomi).
  • apt-file list NOME_PACCHETTO -> Mostra il contenuto di un pacchetto.
  • apt-file search NOME_FILE -> Cerca quali pacchetti contengono il file.
  • apt-file update -> Scarica l'elenco aggiornato dei file contenuti nei pacchetti.
  • apt-get autoclean -> Libera spazio su disco cancellando le copie locali obsolete dei .deb installati.
  • apt-get build-dep NOME_PACCHETTO -> Installa le dipendenze di compilazione del pacchetto (necessario SOLO se si vuole compilare una propria versione di un pacchetto, funziona SOLO se il pacchetto è già nei repository).
  • apt-get clean -> Cancella tutte le copie locali dei pacchetti installati.
  • apt-get dist-upgrade -> Aggiorna i pacchetti installati; in caso di nuove dipendenze prende decisioni su quali pacchetti installare o rimuovere, cercando di non rimuovere i pacchetti installati manualmente. Spesso sceglie bene, ma è sempre meglio controllare con cura.
  • apt-get install NOME_PACCHETTO -> Installa il pacchetto.
  • apt-get remove NOME_PACCHETTO -> Rimuove il pacchetto.
  • apt-get update -> Aggiorna l'elenco dei pacchetti (da eseguire prima di aggiornare il sistema).
  • apt-get upgrade -> Aggiorna i pacchetti installati, ma solo in caso di semplici aumenti di versione. Tralascia pacchetti che hanno nuove dipendenze.
  • aptitude -> Robusta interfaccia a dpkg. Se apt si rifiuta di correggere problemi aptitude potrebbe risolvere.
Torna all'indice.

Rimozione dipendenze obsolete.
  • deborphan -> Cacciatore di pacchetti da cui non dipende più nulla, residui di software provati o dipendenze obsolete.
  • dpkg -P $(deborphan) -> Rimuove tutto ciò che viene elencato da deborphan (da ripetere finché non da errore dicendo di specificare almeno un nome).
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dpkg: Debian PacKaGe
  • Operazioni su pacchetti MEMORIZZATI LOCALMENTE
    • dpkg --info PACCHETTO.deb -> Mostra informazioni sul pacchetto.
    • dpkg --contents PACCHETTO.deb -> Mostra il contenuto del pacchetto.
    • dpkg --install PACCHETTO.deb -> Installa il pacchetto indicato.
    • dpkg --purge PACCHETTO.deb -> Rimuove il pacchetto, inclusi i file di configurazione.
    • dpkg --force-QUALCOSA PACCHETTO.deb -> Se dpkg si rifiuta a tutti i costi di fare qualcosa che dobbiamo assolutamente fare e siamo sufficientemente certi che questa cosa non possa fare danni, si può imporre l'esecuzione. Le opzioni possibili sono molte (vedere man dpkg), se si ha fretta e non si teme il rischio si può usare un immediato --force-all.
  • dpkg --get-selections > NOME_FILE -> Scrive, su file, tutti i pacchetti installati nel sistema.
  • dpkg --set-selections < NOME_FILE && aptitude install -> Seleziona e installa tutti i pacchetti memorizzati precedentemente in NOME_FILE con --get-selections.
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Rete
  • ethtool INTERFACCIA -> Fornisce informazioni utili sullo stato dell'interfaccia di rete: velocità/speed (10Mb/s, 100Mb/s o 1000Mb/s), duplex, cavo riconosciuto/link detected. Con il parametro -i vengono forniti driver in uso, versione ed informazioni sul firmware.
  • ifconfig INTERFACCIA INDIRIZZO.IP.PER.INTERFACCIA up -> Configura le interfacce di rete NON WIRELESS (Es: ifconfig eth0 192.168.0.1 up).
  • iwconfig INTERFACCIA - Configura le interfacce wireless -> vedere man per dettagli.
  • /etc/network/ -> File di configurazione della rete, i più importanti: interfaces e options.
  • ifup INTERFACCIA, ifdown interfaccia -> Attiva, disattiva una interfaccia (es: eth0, sit0, ecc...), in accordo con i file precedenti.
  • route add default gw INDIRIZZO.IP.DEL.GATEWAY -> Imposta il gateway per il sistema. L'IP INSERITO NON É STATICO, si perde riconfigurando l'interfaccia a cui è riferito.
  • ssh UTENTE@IP_O_NOME_COMPUTER -p PORTA -> Esegui un login ssh su un’altra macchina (tralasciare -p PORTA se è quella di default). Con ssh si possono anche creare tunnel (opzioni -L o -R), fare "remote desktop" (-X), salvare gattini dagli alberi...
  • scp files UTENTE@IP_O_NOME_COMPUTER:FILE -> Copia file su un’altra macchina (con il protocollo criptato ssh).
  • iptables -nvL -> Veloce (in termini di tempo) riepilogo delle regole di firewalling attive.
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Aiuto!
  • man COMANDO_O_FILE_DI_CONFIGURAZIONE -> Mostra una guida per il comando o il file.
  • apropos PAROLA_CHIAVE -> Ricerca nel titolo e nella descrizione delle pagine man la PAROLA_CHIAVE.
  • COMANDO --help -> Help contenuto NEL comando.
  • /usr/share/doc/NOME_PACCHETTO -> Documentazione del pacchetto, README.Debian è specifico per Debian.
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Approfondimenti/risorse simili
Bene, siete riusciti ad arrivare fino in fondo? Se ancora non siete stanchi vi consiglio di dare un'occhiata ai post successivi, qua e là ci sono alcune cose interessanti che ho preferito non aggiungere qui perché più complesse/meno utilizzate.
Se avete già in mano il cd di XP posso dirvi che non è indispensabile sapere a memoria tutte queste cose per utilizzare GNU/Linux, si tratta in buona parte di scorciatoie molto veloci (e sempre uguali) rispetto ad "ora vado ad aprire quella finestra...ok, apro questo menù...ma dov'era!?".

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Old 31-01-2008, 09:28   #2
commodoro
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ciao,

oltre a less c'è anche more che mostra il contenuto di un file.

poi con ps -1 si ha la lista di tutti i processi in exec

kill -9 PID consente di terminare il processo con quel PID, dove PID è il Process IDentificator ed è possibile vederlo col comando ps

infine per i permessi si possono utilizzare anche le lettere.
esempio chmod +x file aggiunge al file il permesso di essere eseguito
+r file aggiunge al file il permesso di essere letto
+w file aggiunge al file il permesso di essere scritto.

cercherò anch'io di darti una mano
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Old 31-01-2008, 20:52   #3
Gimli[2BV!2B]
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Suggerimenti accolti, grazie!

Inserite precisazioni e completata la formattazione.
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Old 01-02-2008, 20:34   #4
BlSabbatH
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# Tab -> Completamento automatico. Il tasto che si consuma di più...
questo tasto l'ho scoperto solo qualche mese fa.. dopo 2 anni e mezzo!!!
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Old 01-02-2008, 21:46   #5
Gimli[2BV!2B]
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C'è un motivo se l'ho messo proprio all'inizio, insieme alle altre che considero utili!

Intanto che siamo in argomento segnalo anche che de-commentando due righe in /etc/inputrc è possibile attivare altri due tasti dei quali non posso più fare a meno (questa cosa mi pare di averla scoperta proprio dal Pollycoke che ho linkato per introdurre all'uso di tab e completamento automatico).
Codice:
# alternate mappings for "page up" and "page down" to search the history
"\e[5~": history-search-backward
"\e[6~": history-search-forward
In questo modo si possono consumare adeguatamente anche Pag su e Pag giù trasformandoli in strumenti per completare i comandi ripescandoli nel file .bash_history in cui rimangono per un po'.

Esempio:
fake[Pag su] nel mio caso diventa al volo:
fakeroot make-kpkg --append-to-version -gimli --revision=1 kernel_image && fakeroot make-kpkg --append-to-version -gimli --revision=1 kernel_headers

Mi è piuttosto comodo... per migliorare la cosa si può allungare un po' lo storico dei comandi.
Per farlo si deve modificare .bashrc nella home o /etc/bash.bashrc per applicarlo a tutti gli utenti. Ecco la modifica:
Codice:
# a BIGGER history
export HISTSIZE=5000
con questo si salvano gli ultimi 5000 comandi... in 1 anno nel mio pc senza X ho raggiunto quota 3314.

Ora valuto se aggiungere nella guida almeno un link che spieghi questo utile miglioramento di bash...
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Old 06-02-2008, 18:54   #6
iron84
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Ottimo!. Diverse cose non le sapevo.
Metterei anche: ps aux | grep nome_processo
per poter sapere il PID da dare in pasto a kill -9 PID.

Ancora una cosa: come fare a scrivere la "tilda" per coloro che non ce l'hanno sulla tastiera?
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Old 06-02-2008, 19:56   #7
Gimli[2BV!2B]
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Suggerimenti accolti! Non ho proprio pensato alla ~...!

Ho sostituito anche ps -e con ps aux visto che è effettivamente la dicitura più mnemonica.

Per restare in argomento combinazioni di tasti segnalo questa perla: tutte le combinazioni di tasti della tastiera italiana Linux standard (offerta da Giorgio Polvara).
Per me è stata una piacevolissima sorpresa scoprire come sia semplice ricavare tutti i caratteri immaginabili (come ş Ú ă ü ⅜ â ñ... altro che ALT 126).
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Ultima modifica di Gimli[2BV!2B] : 25-02-2010 alle 22:50. Motivo: Link aggiornato ad una pagina contentente l'immagine originale
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Old 07-02-2008, 08:48   #8
sandman972
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Ancora una cosa: come fare a scrivere la "tilda" per coloro che non ce l'hanno sulla tastiera?
La tilda non si ottiene piu rapidamente anche semplicemente premendo il tasto F11 o F12? Perchè mi pare di ricordare che Linux assegni il valore della tilda a tutti i tasti di cui non riconosce il comando...
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Old 07-02-2008, 08:52   #9
sandman972
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Altro comando rapido che ho imparato ieri l'altro, se digiti "cd -" ti riporta nella directory dove eri prima di spostarti nella attuale...non so se possa essere utile.
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Old 07-02-2008, 09:30   #10
psimem
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Ottima idea e realizzazione, complimenti!
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Old 07-02-2008, 14:22   #11
commodoro
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pstree [opzioni] [PID|utente] --->Visualizza i processi in una struttura ad albero

comando < nome_file --->Per la ridirezione dello standard input tramite la shell si usa il simbolo “<”
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Old 07-02-2008, 15:52   #12
Caldwell83
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head -numero_righe <nome_file> e tail -numero_righe <nome_file>

Il primo visualizza le prime n righe di un file, il secondo le ultime n, senza parametri le prime/ultime 10.

Il comando tail -f <nome_file> e' perfetto per controllare i file di log mentre vengono generati dai programmi.

Una combinazione che uso spessissimo è:

ls -ltr | tail

Per visualizzare gli ultimi 10 file creati/modificati in ordine ti tempo.

Ultima modifica di Caldwell83 : 07-02-2008 alle 15:57.
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Old 07-02-2008, 20:22   #13
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Grazie dei commenti, molto azzeccati!

Aggiunti gli FXX ed il cd - di sandman972, l'interessante pstree di commodoro (ora vedo se le redirezioni necessitano di precisazioni) ed i vari comandi di monitoraggio dei files di Caldwell83, che si sono meritati una sezione ad hoc.

Come avrete notato cerco di mantenere la massima semplicità, illustrando solo le opzioni che considero più importanti. In ogni caso, una volta conosciuto un comando, un buon man foo può dare tutte le informazioni necessarie.
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Old 07-02-2008, 20:54   #14
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allora vi segnalo un perla di comando:

Codice:
!nomecomando
richiama il comando con i parametri passati l'ultima volta usato.
ormai non riesco a vivere senza
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Old 07-02-2008, 21:27   #15
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Semplicemente strepitoso!

Ottimo vizzz! Nuova sezioncina apposita.
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Old 07-02-2008, 23:34   #16
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allora vi segnalo un perla di comando:

Codice:
!nomecomando
richiama il comando con i parametri passati l'ultima volta usato.
ormai non riesco a vivere senza
Cioè se io ho dato il comando ls -a.
Poi digito !ls, è come se scrivessi ls -a (ultimo comando con parametri)?
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Old 07-02-2008, 23:39   #17
vizzz
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Cioè se io ho dato il comando ls -a.
Poi digito !ls, è come se scrivessi ls -a (ultimo comando con parametri)?
esatto
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Old 07-02-2008, 23:42   #18
Gimli[2BV!2B]
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Vizzz m'hai bruciato sul tempo!

[...]

Non è male, anche se su i pc che posso impostare come voglio mi è più comodo usare le Pag su/giù a cui ho accennato sopra.

Mi sarà utile quando dovrò metter mano su qualche nuovo pc.
__________________
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Old 07-02-2008, 23:56   #19
vizzz
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altra chicca:

ctrl + r

Codice:
andrea@caladan:~$ 
(reverse-i-search)`df': df -h
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Old 08-02-2008, 00:04   #20
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Cavolo ma questa cerca corrispondenze all'interno di tutte le stringhe nella storia di bash!

Questa davvero non immaginavo proprio potesse esistere...

Perfetto: se continui a premere Ctrl r scorre tutte le corrispondenze che trova. Molto utile.
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Ultima modifica di Gimli[2BV!2B] : 08-02-2008 alle 00:07.
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