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Città: Roma-Milano Utente:Deberlusconizzato Iscritto:20/2/2000 Status:SuperUtenteAdm Messaggi totali:107634 Auto:BMW X3 3.0 SD M
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UN MILIONE... di cause a Wal Mart! Discriminazione sessuale nel 2007!
http://www.repubblica.it/2007/02/sez...-wal-mart.html
Anche le impiegate nel loro "piccolo" si incazzano..... La storia. Negli Stati Uniti le commesse di una catena di supermercati fanno causa per discriminazione sessuale In rivolta le donne di Wal-Mart Causa per un milione di impiegate DAL nostro inviato VITTORIO ZUCCONI Cenerentola scende in guerra contro il big business e lo fa tremare come i sindacati non sanno più fare. Si sono stancate e sono tante, quel milione e centomila Cenerentole sottopagate rispetto ai maschi, irrise, discriminate, che lavorano nel castello del più grande dei grandi magazzini del mondo, la Wal-Mart americana, mille e 92 ipernegozi in sei Paesi e 1 milione e 800 mila dipendenti, e non chiedono scarpine di cristallo, ma salari equi, promozioni e dignità. Soprattutto pretendono di non sentirsi più chiamare "bambola" dal direttore del negozio e di non essere più invitate "a farsi belle", se vogliono fare carriera. Ma fatti bello tu, rispondono le impiegate della Wal-Mart che hanno ottenuto ieri, nonostante la disperata difesa della controparte che gli aveva sparato contro ogni cavillo e tecnicalità escogitate dai suoi formidabili legali, il diritto di portare in tribunale questo datore di lavoro colossale che esse accusano di "sexual discrimination". Nel linguaggio della giurisprudenza americana, si chiama class action, un'azione legale avanzata da un gruppo di persone a nome di un'intera "classe" (curioso residuo di semantica marxiana) di presunti danneggiati. Di queste class action, di querele collettive, i tribunali americani traboccano, dai casi famosi dei fumatori contro le produttrici di sigarette alle più oscure e quotidiane azioni di abbonati contro società telefoniche, sovente chiuse con transazioni private. Ma il caso delle "Cenerentole contro Wal-Mart" è qualcosa di assai più imponente della solita causa intentata dai cacciatori di ambulanze. Lo è per le dimensioni dell'accusato, questa catena di mega empori nella quale un cliente potrebbe entrare neonato e uscire soltanto per la sepoltura, trovando dentro tutto, dalle culle ai farmaci, dal cibo al mobilio. Lo è per la quantità delle querelanti, quelle donne che formano il 60% del personale ma soltanto il 14% delle dirigenti. Respinte dall'amministratore delegato che si fa fotografare stravaccato su una poltrona a forma di scarpa da donna leopardata con tacchi a spillo. Ma lo è soprattutto per la sfida a una cultura aziendale, a un nuovo modo di concepire il business nel tempo della rivincita schiacciante della proprietà sui sindacati. La class action contro la catena degli empori sconto fondata da Sam Walton in un paesino dell'Arkansas con la semplice idea di vendere con margini di profitto inferiori per vendere di più, attacca un impero che aveva vissuto e governato se stesso come una nazione indipendente, forte del proprio successo. Per "vendere tutto a meno", come vuole lo slogan della Wal-Mart, il signor Walton (uno dei finanziatori della carriera di Bill Clinton, suo concittadino in Arkansas) semplicemente pagava meno i propri impiegati. Aveva proibito i sindacati ed evitato, inizialmente, di pagare le assicurazioni sulla salute. Aveva assunto preferibilmente femmine, e non particolarmente qualificate, giudicandole più docili. E aveva continuato a espandersi, dal primo negozietto dell'Arkansas nel 1962 ai più di mille di oggi, sparsi negli Usa, in Messico, in Irlanda, persino in Giappone, sotto una maschera nipponica. Nessuno al mondo vende più prodotti, o più giocattoli, di Wal Mart, che ricava 11 miliardi di dollari di profitti netti su 315 miliardi di vendite ed è, con il suo milione e 800 mila dipendenti il primo datore di lavoro americano, persino più del Pentagono. Una "fairy tale", una favola per studenti di economia e commercio, che aveva diffuso un'aura di "tutti felici e contenti" dentro i suoi immensi hangar di mercanzia senza pretese estetiche, grandi fino a 24 mila metri quadrati, tre campi di calcio regolamentari. Senza contare la colata di asfalto per il parcheggio esterno, grande il doppio. Troppo grande ormai, e troppo prepotente, questo castello del consumismo che piomba su contee e paesi e fa il vuoto della concorrenza in pochi giorni, per non attirare invidie, marce, petizioni, rivolte di comuni, picchetti e ora la ribellione delle sue donne. I documenti presentati dagli avvocati delle querelanti, ufficialmente cento di loro a nome del milione e più di sorelle, sono implacabili e i tre giudici della corte d'appello federale chiamati a giudicare la proponibilità della causa hanno dovuto arrendersi all'evidenza e permettere il processo. Soltanto il 14% dei "capi e capetti" sono femmine, contro il 60% che è la media nelle altre catene commerciali. Una donna deve attendere in media otto anni per essere promossa a "vice manager", mentre per un uomo bastano due anni e mezzo. La retribuzione media di una commessa è di mille e 100 dollari annui inferiori a quella di un pari grado maschio e dove finisce la quantificazione del trattamento discriminatorio comincia la lunga lista della insensibilità maschilista. Le riunioni di lavoro sono organizzate nei ristoranti "Hooters", il cui piatto principale sono i prorompenti seni al vento delle cameriere o addirittura in "strip club". La manager di un negozio in Arizona è pagata meno del collega perché "non ha l'equipaggiamento giusto". La spiegazione giudaico-cristiana di un capo in South Carolina alle aspiranti manager è che "Dio creò prima Adamo e poi Eva, dunque le femmine vengono sempre dietro i maschi". E la definitiva analisi sociologica del principale in Florida, secondo il quale "voi donne venite qui soltanto perché siete casalinghe alla ricerca di una paghetta e non per lavorare seriamente". E dunque, anche scontando le naturali esagerazioni aneddotiche di ogni querela, non il solito caso di querela per danni. È un processo a una cultura, sia maschile che aziendale, quello che vedrà opposte le donne di Wal Mart al king kong del discount. È una messa in discussione del nuovo modo di fare business nell'America che sta cercando di scrollarsi di dosso definitivamente i sindacati chiudendo e delocalizzando le linee di produzione, ma che scopre un nuovo e ancora più micidiale avversario: non più il mesto Cipputi in tuta ma la furiosa Cenerentola in grembiule. (8 febbraio 2007)
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Città: spero ancora per poco in italia
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almeno li hanno modo di portare questa gente il tribunale, qui in italia c' è un muro di gomma su quello che succede in tutti gli ambienti lavorativi e quasi tutti fanno finta di nulla, pure le donne che ne sono state colpite in prima persona e da sud a nord la storia e tutta uguale, siamo cento volte peggio degli stati uniti e nessuno ne parla mai
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Iscritto dal: Dec 2000
Messaggi: 260
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Stanotte in un film documento (sponsorizzarto/patrocinato dalla CGIL) che passava su La7 (25a ora), un lavoratore immigrato raccontava che il suo primo giorno di lavoro in una azienda del nord-est, un collega che lo affiancava per istruirlo sulle procedure e che lo aveva visto molto teso, lo invitò a bere un caffè. Senza dovere chiedere il permesso a nessuno. Questa cosa che ancora lo commuove gli fece aprire gli occhi ancora di più sulle condizioni di lavoro qui a confronto del paese che aveva lasciato (Argentina) dove pure aveva un impiego di pari livello o superiore.
Qua fa schifo in molti settori e per molte cose ma siamo cento volte meglio di altri posti. Anche in questi casi se ne parla poco. Ultima modifica di ennys : 08-02-2007 alle 12:07. |
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#4 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Città: spero ancora per poco in italia
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certo è cosi, ma se sei una ragazza "figa" ti posso assicurare che le cose cambiano e di molto, certo non posso dire che tutta l' italia è cosi ma una buona fetta si, pensa poi a tutte le cameriere dell' est europa che vengono a lavorare qui come cameriere o "badanti" alla fine il 90% fanno quello.. Ultima modifica di sempreio : 08-02-2007 alle 12:09. |
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#5 |
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Iscritto dal: Dec 2000
Messaggi: 260
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Il mio post un po' OT era per riequilibrare un po' il pessimismo con cui chiudevi il tuo.
A proposito di ragazzefighe e lavoro, ieri sera Striscia ha mandato un servizio mirabolante sui colloqui di lavoro che un commerciante di Roma (mi pare), intrattiene con le candidate piacenti. DA PANICO L'hai visto ??? |
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#6 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Città: spero ancora per poco in italia
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non l' ho visto ma immagino |
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2001
Città: Milano
Messaggi: 5707
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mediamente anche qui gli stipendi femminili a parità di ruolo sono sempre più bassi di quelli maschili, ad ogni livello.
nell'ufficio dove lavora la mia compagna sono in tre donne (che portano avanti tutto il lavoro) e un uomo ( che avrà un QI di 80 e a cui è stato esperessamente proibito dai superiori di avere qualunque contatto coi clienti, per paura del ripetersi dei danni che ha fatto in passato). Chi pensate che abbia la retribuzione superiore? ah non si tratta di PMI italiana da 10 dipendenti, ma di una banca straniera.... |
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#8 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2004
Città: verona
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#9 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2006
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E meno male che ti vanti di avere una compagna medico... fatti spiegare qualcosa, chiedile come si fa ad "approfittare" del ciclo o di una gravidanza... E' impossibile rintracciare una parvenza di civiltà in quanto scritto. LuVi
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#10 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2000
Messaggi: 189
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"There's no one to take my blame if they wanted to" |
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Città: PV Milano Nord
Messaggi: 3851
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non capisco...
ma su 1.800.000 persone 1.000.000 sono impiegate femmine... e fin qui possiamo starci... ma sono tutte stragnocche? tutte sono chiamate "BELLE"??? ma dai
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"W la foca, che dio la benedoca"
poteva risolvere tutto la sinistra negli anni in cui ha governato e non l'ha fatto. O sono incapaci o sta bene anche a "loro" cosi. L'una o l'altra inutile scandalizzarsi.[plutus] |
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Ci sono più mamme che aprono pizzerie o più mamme licenziate? Ci sono più donne molestate o più donne che fanno finta di stare male? |
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Lecce - Milano
Messaggi: 598
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"L'uomo Italiano è rimasto l'unico a "vestirsi" veramente. Non ha paura di mostrarsi vanitoso, non si vergogna a profumarsi né a pettinarsi in una certa maniera. (Tom Ford) רק אלוהים ישפוט אותי |
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#16 | |
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Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 1025
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giusto. E' questo il fulcro del topic. Sempre a segno zuper, sempre a segno. |
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#17 |
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Member
Iscritto dal: Feb 2005
Messaggi: 53
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... o sentirsi dire al primo colloquio di lavoro: *sà, nn siamo molto propensi ad assumere donne, perchè rimangono incinta ...*
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#18 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
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#19 | |
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Senior Member
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#20 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2006
Città: Roma-Milano Utente:Deberlusconizzato Iscritto:20/2/2000 Status:SuperUtenteAdm Messaggi totali:107634 Auto:BMW X3 3.0 SD M
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Già già, il discorso è stato già deviato verso la "piccola azienda monotitolare mezzo cliente in croce 2000 euro dichiarati all'anno per favore fate la carità non posso assumerti perchè io ho bisogno di una schiava h24 12 mesi all'anno".
Toh, strano però, non mi sembra il profilo commerciale di Wal Mart. LuVi
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